Protocollo Controllo di Vicinato - sottoscritto il 29 giugno 2016

PROTOCOLLO D'INTESA TRA PREFETTURA DI VICENZA E COMUNE DI BASSANO DEL GRAPPA

PREMESSO:

Che la sicurezza è percepita dai cittadini come un diritto primario e una componente indispensabile della qualità della vita e che vi è l'esigenza che tate diritto sia garantito, in rapporto ai fenomeni dì criminalità diffusa presenti sul territorio dove si vive e si lavora, oltre che alle varie problematiche che incidono, sia pur indirettamente, sulla percezione della sicurezza intesa in senso più ampio; Che, a fronte dell'aumentata sensibilità ai problemi della sicurezza delle comunità interessate, è necessario pervenire all'impostazione di un sistema integrato di sicurezza, quale nuovo modello gestionale, in grado di affiancare gli occorrenti interventi per la tutela e la salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica, con iniziative atte a favorire la vivibilità del territorio e la qualità della vita, coniugando prevenzione, controllo e repressione; Che il diritto alla sicurezza, alla qualità della vita urbana rappresenta una priorità ed un presupposto di fondo per favorire benessere e sviluppo in termini socio -economici, attraverso un'azione congiunta e condivisa di più livelli di governo, con un rafforzamento della collaborazione tra amministrazioni statali, istituzioni locali e società civile che, nel rispetto delle relative competenze, responsabilità e ruoli, dia vita, sul territorio, ad un processo di partecipazione alla gestione della sicurezza pubblica, attraverso la promozione, anche in via sussidiaria, di interrelazioni finalizzate ad avvicinare, sempre più, ì dispositivi di prevenzione alla percezione dei cittadini; Che in tale contesto di sicurezza integrata, si rende necessario rafforzare ulteriormente il modello di collaborazione interistituzionale, attraverso il quale istituzioni pubbliche e soggetti anche privati - ciascuno per la propria sfera di competenza - pongono in essere, in sinergia, attività, idonee a fronteggiare i fenomeni che turbano l'ordinato vivere civile e generano insicurezza collettiva; Che in tale ottica occorre valorizzare al massimo la collaborazione con ì cittadini, i quali, allo scopo di contribuire all'innalzamento degli standard di sicurezza della comunità, potranno fornire ogni informazione ritenuta utile ai fini preventivi e repressivi ed interloquire con le Forze di Polizia, anche mediante gli strumenti informatici, di cui le stesse dispongono;

Che sul territorio della provincia di Vicenza sono state avviate iniziative di controllo di vicinato, per cui si rende necessario disciplinare in modo uniforme tali attività, attraverso il presente Patto dì legalità, previa approvazione in sede di Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica; Che il progetto "II Controllo di Vicinato" mira ad incrementare le condizioni di sicurezza delle aree dei Comuni interessati, che verranno espressamente individuate in sede dì Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, valorizzando percorsi di cittadinanza attiva e di partecipazione diretta dei cittadini alla cura del proprio territorio e accrescendo ulteriormente la percezione di sicurezza e la loro fiducia nelle Istituzioni;

Che il Progetto "II Controllo di Vicinato", ricondotto nell'ambito del presente Protocollo d'intesa con ì Comuni interessati, è stato sottoposto ad esame nella riunione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica del 22 marzo 2017.

VISTA la legge 1 aprile 1981, n. 121 recante "Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza" e ss.mm.ii.;

VISTO il D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, recante "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti Locali";

VISTO l'art.7, comma 1, della legge 26 marzo 2001, n. 128. recante "Interventi legislativi in materia dì tutela della sicurezza dei cittadini";

VISTO l'art. 1, comma 439, della legge 26 dicembre 2006, n. 296;

VISTO il decreto legge 23 maggio 2008, n, 92, recante "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica" convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n, 125;

VISTO l'art. 3, commi da 40 a 44, della legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica";

VISTO il decreto del. Ministro dell'Interno in data 8 agosto 2009, che regolamenta le associazioni di osservatori volontari;

VISTA la direttiva del 30 aprile 2015 dal titolo "Nuove linee strategiche per il controllo coordinato del territorio" del. Sig. Ministro dell'Interno;

VISTI gli artt. 11 e 13 del D.lgs. 196/2003 "Codice in materia di protezione dei dati personali" nonché, da ultimo, il Provvedimento a carattere generale del Garante per la Protezione dei Dati Personali emanato in data 08 aprile 2010 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010;

VISTO l'art. 54, comma 1, Testo Unico Enti Locali;

VISTO il Decreto del Ministero dell'Interno in data 24 maggio 2012, concernente la delega ai Prefetti, preposti alle Prefetture - Uffici Territoriali del Governo aventi sede nei capoluoghi di provincia, a stipulare convenzioni con Enti Locali, appartenenti al territorio di competenza, finalizzate alla realizzazione, di programmi straordinari di incremento dei servizi di polizia e per la sicurezza dei cittadini che prevedano la contribuzione logistica, strumentale o finanziaria degli Enti Locali;

RITENUTO che il progetto in parola vada inquadrato nella cornice dell'art. 54 comma 1, lett. C) Testo Unico Enti Locali, che attribuisce ai Sindaci, in qualità di Ufficiali del Governo, la vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico del proprio territorio;

RITENUTO che il progetto incrementi i livelli di consapevolezza dei cittadini circa le problematiche del territorio e promuova una sicurezza partecipata attraverso formule e modalità di reciproca attenzione e vicinato solidale, oltre a favorire la coesione sociale e solidale;

CONSIDERATO il parere favorevole espresso dal Ministero dell'Interno in data 13 aprile 2017;

TUTTO CIO' PREMESSO, SI CONVIENE QUANTO SEGUE

ART. 1

(Premesse)

Le premesse fanno parte integrante del presente Protocollo.

ART. 2

(Attività di prevenzione dei reati e controllo coordinato del territorio)

II Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica costituisce la sede istituzionale per definire le strategie di sicurezza, individuandone le esigenze prioritarie e le relative progettualità, la cui attuazione e gestione operativa sarà assicurata, attraverso intese dì carattere tecnico-operativo tra le Forze di Polizia, in relazione alle specifiche esigenze e situazioni di criticità dei territori, anche con il coinvolgimento, per gli aspetti di competenza, delle Forze di Polizia Locali.

Al fine di incrementare l'attività di prevenzione e contrasto alla criminalità diffusa, verrà esaminato, in sede di Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, su richiesta dei Sindaci dei Comuni interessati, l'andamento dei fenomeni di criminalità, di degrado urbano e di disagio sociale, allo scopo di attuare, attraverso un'azione congiunta più incisiva, specifici piani di implementazione del controllo territorio e del contrasto della criminalità. In tale contesto, le Amministrazioni Locali procederanno ad una dettagliata "mappatura" dei siti (luoghi pubblici, immobili, anche privati) dove sono presenti particolari situazioni di degrado e di disagio sociale che risultino comunque in stato di abbandono ed incuria, al fine di sviluppare, per quanto di competenza, mirate pianificazioni tese a garantire un'azione più incisiva, volta al miglioramento, per un verso, dell'arredo urbano e, per un altro, a rafforzare moduli di coordinamento tra le Polizie Locali e, ove esistenti, i Consorzi di Polizia Locali, i servizi sociali, le associazioni di assistenza a soggetti o gruppi di soggetti senza fissa dimora, per la tempestiva segnalazione, sotto il profilo del degrado e delle condizioni di vita, che, ove non risolta per tempo, potrebbe determinare l'insorgenza di criticità sul versante della sicurezza

ART. 3

(Sistemi di videosorveglianza)

Le Amministrazioni Comunali, al fine di disporre di un sistema funzionale al razionale controllo del territorio, si impegnano ad implementare gli impianti di videosorveglianza nelle aree individuate, d'intesa con i rappresentanti dei locali presidi di sicurezza, attraverso mirati progetti che dovranno essere sottoposti al preventivo vaglio del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica.

I sistemi di videosorveglianza, con caratteristiche tecniche uniformi ai parametri della "piattaforma della video sorveglianza integrata", di cui alla Direttiva del Ministro dell'Interno del 2 marzo 2012, dovranno essere posizionati in modo tale da evitare che alcune aree territoriali a rischio presentino una carenza di apparati rispetto ad altre, invece, nelle quali si registra un numero elevato di apparecchiature, tra loro sovrapposte, rispetto alla finalità della loro installazione.

In tale quadro, dovranno essere assicurati altresì adeguati finanziamenti per la manutenzione di detti impianti, necessari a garantirne la perfetta funzionalità ed efficienza.

ART. 4

(Sicurezza integrata - impegni delle parti)

Nell'ambito della sicurezza integrata, si rende necessario rafforzare ulteriormente il modello di collaborazione interistituzionale, con il quale Amministrazioni Statali, Istituzioni Locali, società civile e soggetti anche privati - ciascuno per la propria sfera di competenza - pongono in essere, in sinergia, attività idonee a fronteggiare i fenomeni che turbano l'ordinato vivere civile e generano insicurezza collettiva.

In tale quadro, le Amministrazioni Comunali si impegnano a incrementare l'innalzamento degli standard di sicurezza della comunità, promuovendo campagne di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini, che saranno invitati a fornire, anche attraverso il progetto "Attività di controllo dì vicinato" ogni informazione ritenuta utile, ai fini preventivi e repressivi ed a interloquire con le Forze di Polizia statali e locali, anche mediante gli strumenti informatici, di cui le stesse dispongono.

La Prefettura di Vicenza si impegna ad avviare il predetto progetto, attraverso il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, nell'ambito del quale saranno valutati l'andamento della criminalità ed i fenomeni di disordine e di degrado urbano, ai fini dell'individuazione delle zone ritenute di maggiore incidenza di criminalità diffusa, dove potranno essere avviate le attività di controllo di vicinato.

Le Amministrazioni Comunali, con il coinvolgimento delle Polizie Locali/Consorzi di Polizia Locali, si impegnano a promuovere l'attuazione del progetto, favorendo la costituzione di una rete, con l'individuazione di uno o più coordinatori (preventivamente comunicati al Questore, Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza) tra i cittadini delle aree interessate.

Si impegnano, altresì, a predisporre ed installare appositi cartelli nelle strade cittadine oggetto di attenzione.

I cittadini, in un'ottica di sicurezza partecipata, svolgeranno esclusivamente un'attività di mera osservazione nelle aree antistanti la propria abitazione, domicilio o luogo di svolgimento della propria attività professionale o economica/commerciale che il Comune avrà cura di comunicare preventivamente all'Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza, segnalando, attraverso i propri coordinatori, alle Forze di Polizia ed alla Polizia Locale situazioni ed eventi di particolare rilevanza per le Forze dell'Ordine, ovvero attinenti la sicurezza urbana e il degrado sociale. E' fatto divieto comunque di utilizzare uniformi, emblemi, simboli, altri segni distintivi o denominazioni riconducibili, anche indirettamente, ai Corpi di Polizia statali e locali, alle Forze Armate o ad altri Corpi dello Stato, ovvero che contengono riferimenti a partiti, movimenti politici e sindacali, nonché sponsorizzazioni private. L'attività dì segnalazione dovrà essere comunicata alle Forze dell'Ordine attraverso la chiamata ai numeri 112/113, ovvero alle Polizia Locali/Consorzi di Polizia Locali tramite rete mobile o con l'impiego degli strumenti informatici di cui le Forze di Polizia, statali e locali dispongono.

ART. 5

(Limiti e modalità di attuazione del protocollo)

I cittadini facenti parte del gruppo di Controllo di Vicinato" potranno svolgere una attività di mera osservazione riguardo fatti e circostanze che accadano in prossimità della propria abitazione, domicilio, luogo di svolgimento della propria attività lavorativa o nel proprio quartiere (ad esempio, passaggi ritenuti sospetti di macchine o di persone, allarmi, rumori).

Per segnalazioni che possano richiedere l'intervento immediato delle Forze di Polizia,

I cittadini facenti parte del "gruppo di Controllo di Vicinato" così come i "coordinatori"
faranno invece ricorso agli ordinari numeri telefonici di emergenza.

I cittadini facenti parte del "gruppo di Controllo di Vicinato" si limiteranno a trasmettere ai "coordinatori" le informazioni di interesse, astenendosi in ogni caso dall'assumere comportamenti incauti e imprudenti, che potrebbero determinare situazioni di pericolo per sé medesimi o altri.

In ogni caso è fatto espresso divieto di utilizzare le forme di controllo previste dal Decreto del Ministro dell'Interno dell'8 agosto 2009 e, pertanto, è vietata qualsiasi iniziativa personale ovvero qualsiasi forma individuale o collettiva di pattugliamento del territorio.

ART. 6

(Attività di informazione e formazione dei coordinatori)

La Prefettura di Vicenza, con il coinvolgimento delle Forze dell'Ordine e delle Polizie Locali, organizzerà, d'intesa con le Amministrazioni Comunali, appositi incontri di informazione e formazione attinenti l'attività del controllo di vicinato. I Comuni si impegnano altresì a stimolare il dibattito e la partecipazione dei cittadini intorno ai problemi delle rispettive aree di residenza sui temi della sicurezza e della legalità, anche con il coinvolgimento delle Forze di Polizia, che potranno fornire suggerimenti e indicazioni operative sulle modalità di comportamento, dì autodifesa, nonché sull'attivazione di adeguate misure di difesa passiva.

ART. 7

(Durata e verifiche)

II presente Protocollo, in vigore dalla data di sottoscrizione, ha la durata di anni tre e potrà essere esteso anche ad altri Comuni della provincia, qualora interessati. Oltre alle verifiche di volta in volta ritenute necessarie, si procederà, comunque, ogni semestre, ad una verifica generale congiunta dello stato di attuazione del presente Protocollo, in sede di Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, anche ai fini degli aggiornamenti e delle modifiche che si renderanno necessari.

Vicenza, 29 maggio 2017
IL PREFETTO
Dr. Umberto Guidato
IL SINDACO
Prof. Riccardo Poletto
File creato il 09/06/2017 alle 09:15:32

 
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