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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

NOTIZIE

 

 ELEZIONI AMMINISTRATIVE - Sott’osservazione i Comuni in precedenza sciolti per mafia.

«Noi facciamo il nostro lavoro, ma la politica faccia il suo». Non usa mezzi termini il prefetto Giovanni Bruno impegnato a seguire il lavoro della commissione circondariale e della sub commissione, presiedute rispettivamente dal vice prefetto vicario Lucia Iannuzzi e dal vice prefetto Maria Rosa Luzza.
La presentazione delle liste nei quindici comuni della provincia chiamati al voto per l’elezioni in programma il 25 maggio, ha lasciato non poche ombre. E per questo motivo la situazione viene monitorata costantemente. Il timore che possano essere esercitati condizionamenti esterni anche sul voto è piuttosto fondato.

Sotto i riflettori della Prefettura, in particolare, le situazioni di quei comuni che in precedenza sono stati sciolti per presunte infiltrazioni o condizionamenti mafiosi. A tal proposito per oggi il Prefetto ha inteso convocare il Comitato per l’ordine e la sicurezza. Ciò significa che alle forze dell’ordine sarà assegnato il compito di vigilare, soprattutto in campagna elettorale. Particolare attenzione a Briatico, Mongiana e Mileto, senza con ciò dimenticare le altre realtà

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 Vertenza Italcementi: A settembre finisce la cassa integrazione per i lavoratori. Il Prefetto Bruno chiede la costituzione di un tavolo tecnico permanente.

Illusioni, disillusioni, proteste, tavoli tecnici. A due anni dalla chiusura dello stabilimento Italcementi di Vibo Marina, quando mancano appena 4 mesi allo scadere della cassa integrazione (31 agosto), è stato messo un solo punto fermo ed è stata l’azienda a farlo: riconversione del sito produttivo e nomina di un advisor (Nomisma) per sondare il mercato in modo da individuare eventuali investitori.
Ieri l’ennesimo incontro in Prefettura nel corso del quale Rsu (Patania, Margiotta, Fuscà) e organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Slai-Cobas) hanno siglato un documento condiviso per dettare la tabella di marcia e i parametri entro cui società e advisor dovranno muoversi da qui in avanti.

Di tempi strettissimi entro cui definire la partita ha parlato il prefetto Giovanni Bruno che si è immediatamente attivato con azienda e advisor per fissare un imminente incontro in Prefettura a cui parteciperà solo l’azienda (Nomisma sarà assente). Sollecitato dai sindacati (Cgil Cisl, Uil, Slai-Cobas e Cisal) l’assessore regionale al Lavoro Nazzareno Salerno – presente al tavolo insieme all’assessore comunale ai Lavori pubblici Pasquale Vartuli –ha rimarcato la posizione della Regione pronta a mettere in campo incentivi a tutela dei livelli occupazionali. «Abbiamo ripetutamente invitato l’azienda a restare – ha detto Salerno – evidenziando che ci saremmo attivati per alleggerire i costi sul personale. Ma l’unica disponibilità dimostrata è stata quella di rimanere dentro solo come eventuale socio di minoranza».

«SE l’imprenditore vuole investire e ha difficoltà noi siamo pronti ad aiutarlo, a far partire una startup, misure straordinarie e protocolli. E se nel frattempo finirà la cassa integrazione la Regione è pronta a intervenire»..

La Regione è quindi pronta ad intervenire nella questione Italcementi qualora l’imprenditore interessato, ovvero l’attuale presidente del Cosenza Calcio Eugenio Guarascio, fosse pronto per far avanti la sua proposta in maniera concreta ».

A chiudere la discussione e l’incontro è stato in fine il Prefetto Giovanni Bruno con una telefonata ai vertici della Italcementi nella quale, come già detto, ha chiesto un tavolo tecnico per mercoledì e l’istituzione di un tavolo permanente, in modo tale da stringere i tempi per evitare di arrivare alla scadenza della cassa integrazione.
 

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 COMMISSIONE ANTIMAFIA - Bicamerale d’inchiesta a Vibo: visita alle ville confiscate, poi le audizioni

La delegazione romana di otto deputati della Commissione Nazionale Antimafia, presieduta da Rosy Bindi ha fatto tappa, la prima in Calabria, in provincia di Vibo Valentia per fare il punto sulla gestione dei beni confiscati alla mafia e sulla situazione generale della provincia di Vibo Valentia per ciò che riguarda la presenza delle associazioni a delinquere di stampo mafioso e le iniziative di contrasto adottate.
La commissione ha fatto visita, come prima tappa vibonese, al comune di Limbadi, località divenuta tristemente nota alle cronache per essere considerata come il “regno” della cosca Mancuso. Qui si è discusso proprio dell’utilizzo del patrimonio immobiliare sottratto al clan e di come contrastare l’attività intimidatoria registrata nei mesi scorsi per impedirne il riutilizzo.
I locali sottratti alla criminalità organizzata, nelle intenzioni del Governo nazionale, dovranno servire alla costituzione di un’Università dell’Antimafia, per la quale sono stati finanziati due milioni di euro attinti dai fondi Pon per la sicurezza.

Dopo la visita a Limbadi, nei locali del Palazzo di rappresentanza dell’Ufficio territoriale del Governo, hanno avuto luogo le audizioni del prefetto di Vibo Valentia Giovanni Bruno, del questore Angelo Carlutti, del comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri Daniele Scardecchia, del comandante provinciale della Guardia di Finanza Paolo Valle, del direttore della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro Turi.

Nel pomeriggio, poi, si sono svolte le audizioni del procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro Antonio Vincenzo Lombardo, del procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Mario Spagnuolo e del sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appelo di Catanzaro Marisa Manzini.

Le audizioni, ovviamente, hanno riguardato la situazione generale della provincia di Vibo Valentia per ciò che riguarda la presenza delle associazioni a delinquere di stampo mafioso e le iniziative di contrasto adottate.

«La scelta è ricaduta su Vibo Valentia, come prima provincia, nella quale condurre la nostra missione che si estenderà alle altre province della Calabria. Una regione alla quale prestiamo molta importanza perché la ’ndrangheta è, e resta, l'organizzazione criminale più potente al mondo. Un fenomeno che estende i suoi tentacoli anche al Nord, conquistandolo e pervadendolo nei sui settori cruciali. Ecco perché l'altra parte della nostra attenzione è rivolta nel Settentrione».

La presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, nel corso dell'incontro con i giornalisti, va diretta al punto. Nei circa 15 minuti di conferenza stampa, a seguito delle audizioni, tocca diversi argomenti evidenziando come quella vibonese è tra le province calabresi nella quale si registra la situazione più critica sia sotto l'aspetto economico- sociale che mafioso, anche in considerazione del fatto che «i due aspetti sono intrecciati tra loro». Percentualmente, poi, quello di Vibo «è il territorio nel quale si registra il più alto numero di Comuni sciolti per infiltrazioni di tipo 'ndranghetistico».

Il viaggio della Commissione antimafia è partito da Limbadi per un motivo ben preciso: «Questo paese - ha evidenziato la parlamentare - rappresenta il simbolo della confusione tra legalità e illegalità in questa regione. Ricordiamo che fu, nel 1982, il primo Comune sciolto per infiltrazioni ad opera del presidente Sandro Pertini a seguito dell'elezione a sindaco del boss Francesco Mancuso, in quel periodo latitante».

Due le impressioni che la Bindi ricava dall'arrivo nella provincia: «Innanzitutto si conferma la circostanza che la forza della 'ndrangheta risiede nella zona grigia, quindi avvocati, commercialisti, imprenditori ed anche esponenti delle forze dell’ordine. Una zona grigia che assume varie tonalità di colore, che fa da anello di congiunzione con i poteri criminali e che, in questo territorio, per come riferito, gode di una grande copertura dalla massoneria». Il secondo aspetto è che «sempre la 'ndrangheta, con il suo modo di agire, acquisisce forza e consenso ma poi lascia sul posto in cui opera solo le briciole contribuendo, in tal modo, a dominare questa terra senza problemi. I soldi, infatti, vengono investiti altrove».

 

 

 


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 VIBO VALENTIA - Oggi in città la Commissione Parlamentare Antimafia

Questa mattina la Commissione parlamentare antimafia sarà in missione nella provincia di Vibo Valentia.
I componenti dell’organismo bicamerale d’inchiesta, dalle 11 alle 12 effettueranno un sopralluogo presso un bene confiscato in Limbadi. Si tratta dell’immobile destinato a Riferimenti. Successivamente, nei locali del Palazzo di rappresentanza dell’Ufficio territoriale del Governo, avranno luogo le audizioni del prefetto di Vibo Valentia Giovanni Bruno, del questore Angelo Carlutti, del comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri Daniele Scardecchia, del comandante provinciale della Guardia di Finanza Paolo Valle, del direttore della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro Turi.

Analogamente, nel pomeriggio, si svolgeranno le audizioni del procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro Antonio Vincenzo Lombardo, del procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Mario Spagnuolo e del sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appelo di Catanzaro Marisa Manzini.

Le audizioni, ovviamente, riguarderanno la situazione generale della provincia di Vibo Valentia per ciò che riguarda la presenza delle associazioni a delinquere di stampo mafioso e le iniziative di contrasto adottate.

Sempre nel Palazzo di rappresentanza dell’Ufficio territoriale del governo, alle 18.30, si terrà una conferenza stampa nel corso della quale la presidente Rosy Bindi e gli altri componenti dell’organismo bicamerale d’inchiesta tracceranno un bilancio della missione vibonese e delle audizioni.

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