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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

NOTIZIE

 

 Provinciale per Dinami, il prefetto spinge sull’acceleratore

Anni di abbandono, di assenza e di rimpalli delle responsabilità. Dal 2009 ad oggi è evidente il degrado della strada provinciale Mileto-Dinami, specie nel tratto che da San Giovanni porta allo svincolo della A3, un punto di snodo rimodernato di recente con un cospicuo finanziamento di fondi nazionali. A dirlo non sono solo i cittadini delle località interessate che si sono costituite in comitato e che da anni insieme al sindaco di Dinami Maria Ventrice protestano con ferma determinazione contro la latitanza delle istituzioni su cui ricadono le competenze ma anche il prefetto Giovanni Bruno che ieri mattina è arrivato a Mileto per effettuare un sopralluogo e per denunciare, senza mezzi termini, i ritardi e le responsabilità degli enti a partire dalla Provincia.
Al sopralluogo, che segue una serie di riunioni che si sono tenute in prefettura, hanno partecipato il commissario straordinario della provincia Mario Ciclosi, il dirigente dello stesso ente Giacomo Consoli, il responsabile dell’autorità di bacino della Regione Calabria Salvatore Siviglia, il sindaco di Dinami Maria Ventrice, una folta rappresentanza del comitato civico che è stato tra i primi a chiedere l’intervento concreto delle istituzioni interessate, il commissario straordinario del Comune di Mileto Giovanni Barilà, i parroci della Cattedrale don Mimmo Dicarlo, della frazione San Giovanni Don Roberto Carnovale e di Melicuccà di Dinami don Giuseppe Pititto.

L’appello del prefetto rivolto ai rappresentanti degli enti interessati è stato diretto e chiaro. «È una strada provinciale – ha evidenziato Bruno – che va ripristinata al più presto. Mi dispiace che la questione sia stata fino adesso sottovalutata».

Il prefetto ha anche ricordato che nella zona chiusa al traffico persiste una postazione di elisoccorso, che riveste un ruolo di assoluta importanza in caso di incidenti nell’attigua galleria ferroviaria. Ed a tal proposito il commissario Mario Ciclosi ha fatto sapere che negli uffici della Provincia a tutt’oggi non è stato rivenuto alcun carteggio relativo all’elisoccorso. Per il resto il massimo rappresentante della Provincia, dopo avere chiesto che da parte di tutti ci sia unità di intenti ha assicurato, che come primo atto nel giro di 15 giorni nel tratto Mileto San Giovanni, fino al ponte, i lavori saranno ultimati, per poi proseguire con gli altri interventi sempre sulla stessa arteria.

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 VIBO VALENTIA Giornata di testimonianza organizzata da Libera. Le radici contro la malapianta . Una “lezione” agli studenti per non piegarsi alla ’ndrangheta

«Quando un popolo perde la memoria, si spegne», si apre con le parole di Cesare Pavese l’incontro “Radici di memoria, frutto di impegno” organizzato dall’associazione Libera e svoltos sabato scorso a Vibo Valentia.. La presenza degli istituti superiori di Vibo e provincia è stata fondamentale per infondere il seme della speranza nei giovani che devono essere guidati: «Gli anziani devono tornare ad essere sapienza, cumolo di valori, ha introdotto monsignor Giuseppe Fiorillo, presidente provinciale di Libera. Dimenticare la storia, il sacrificio di quanti morirono per mano delle mafie significherebbe ucciderli una seconda volta: «Queste morti devono essere feconde, fiorire e dare frutti».
Sul senso della manifestazione è intervenuto il vice prefetto Maria Rosa Luzza: «Giornate come queste devono servire ad onorare e mantenere vivo il ricordo delle vittime che si sono spese per la legalità e al contempo suscitare la responsabilità per contrastare la criminalità organizzata».

I ragazzi delle scuole superiori hanno proposto elaborati sulle vicende di alcuni di loro: come Maria Concetta Cacciola, figlia di una delle famiglie ‘ndraghetiste più note nella Piana di GioiaTauro, indotta al suicidio oppure Francesco Augurusa ucciso a Sant’ Onofrio per sbaglio «per aver scelto di rimanere in un paese che non offre prospettive e a volte chiede un conto troppo salato». Vicende assurde come quella di Domenico Gabriele, morto ad undici anni per essere stato colpito da proiettili destinati ad altri, raccontata dai rappresentanti degli istituti di Tropea: «Abbiamo scelto la storia di Dodò – hanno spiegato – perché la vita di un bambino che gioca in un campetto di calcio rappresenta la speranza per la famiglia e per la società». Discutono dei problemi della Calabria i giovani studenti, definiti troppo spesso e a torto la generazione “degli sdraiati” e parlano della criminalità organizzata in grado «di trasformare i sogni di una terra in incubi».

Descrivono il loro sentirsi «inermi, dinnanzi al sangue che la mafia sparge sui nostri occhi stanchi» e il loro disappunto nei confronti dell’atteggiamento di omertà della società: «il silenzio uccide quanto la mafia». Commosso il contributo del primo cittadino di Vibo Valentia, Nicola D’Agostino che nel soffermarsi sulla necessità del ricordare ha citato il film, premio Oscar, di Paolo Sorrentino: «Mi nutro di radici. Perché le radici sono importanti. Per questo motivo la Calabria deve scuotersi, non può rimanere indifferente».

La forza della mafia si basa anche sul tacito consenso del cittadino “normale”, del politico, del professionista insospettabile.«La ‘ndrangheta è capace di penetrare nei settori legali della nostra società», ha precisato l’ex parlamentare Angela Napoli concludendo: «Saper crescere nella legalità significa essere liberi». Dai discorsi all’azione, dalle passerelle alla realtà, un passo in avanti indispensabile perché, lo sappiamo bene, «le parole senza la forza del gesto non sono nulla».
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 SERRA SAN BRUNO - Dibattito con il Prefetto Bruno sullo spopolamento e impoverimento del territorio

L’incontro dibattito dal titolo “Lo spopolamento: abbandono delle campagne e dissesto idrogeologico” organizzato dal Lions Club di Serra, voluto dal presidente Francesco Andreacchi e curato dall’ingegnere Domenico Sodaro, ha fornito l’occasione al prefetto d iVibo Valentia, Giovanni Bruno, per instaurare un confronto con gli studenti che vi hanno partecipato, dialogando sul tema della legalità e dello spopolamento.
Il rappresentante del governo ha plaudito all’iniziativa sottolineando come la conquista della piena legalità sia condizione necessaria per abitare un determinato territorio ma anche motivo per rimanere e contribuire al suo raggiungimento, proprio nei posti dell’entroterra vibonese, luoghi che più di altri stanno subendo lo spopolamento.

Il Prefetto ha quindi invitato gli studenti a dialogare insieme e a dire la loro, e quando si sono sentiti chiamati in causa dalla sua domanda «qual è il vostro sogno?», gli studenti hanno risposto «quello di andare via. Qui c’è troppa diseguaglianza sociale, la politica non fa gli interessi dei cittadini e non ci sono i presupposti per poter restare».

Nonostante tutto, gli studenti hanno lasciato le porte aperte alla speranza e alla possibilità di cambiare il proprio sogno in corso d’opera. Il Prefetto, colpito dalle loro risposte e dalla necessità di un ulteriore approfondimento, ha promesso agli studenti di fare ritorno per dialogare ancora con loro, ma questa volta al di fuori dell’orario di lezioni. A presentare la manifestazione il presidente Andreacchi che ha puntato il dito contro «la politica degli anni passati che ha determinato l’allontanamento delle famiglie dalla campagna» e contro «il dissesto idrogeologico». A portare i saluti dell’amministrazione comunale il sindaco Bruno Rosi, che vede come antidoto allo spopolamento l’unione dei Comuni.

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