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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

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 Direttive e calendario 2014 delle limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati

Al fine di dare attuazione alle direttive per la limitazione alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per lanno 2014, contenute nel Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 443 dell'11.12.2013, è stato adottato il Decreto Prefettizio n. 5424/14 in allegato.
Pubblicato il 19/02/2014
Ultima modifica il 19/02/2014 alle 12:14:40

 Investigatori e Prefetto affrontano i vari e complessi aspetti legati alla decisione, finalizzata alla confisca, del Tribunale a carico di Bonavota

Un lavoro di squadra fra istituzioni dello Stato a tutela delle regole di mercato e dell’economia “pulita”da una parte e per ribadire il contrasto alla criminalità organizzata dall’altra.
E il percorso per il ripristino della legalità «passa obbligatoriamente – ha detto il questore Angelo Carlutti – attraverso la sottrazione dei patrimoni alle cosche».

Un aspetto sottolineato più volte ieri alla Scuola allievi agenti di polizia nel corso della conferenza stampa a seguito del nuovo sequestro di beni mobili e immobili riconducibili a Pasquale Bonavota. Un aspetto affrontato dal Questore, ripreso dal prefetto Giovanni Bruno e poi sviscerato dal generale Antonio De Nisi, comandante della G.d.F. di Catanzaro, dal colonnello Mario Palumbo a capo del Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro, dal dott. Angelo Foti, dirigente dell’Ufficio misure di prevenzione della Questura, presente con il comm. capo Noemi Riccio.

E il nuovo provvedimento a carico del patrimonio di Bonavota – come rilevato dagli inquirenti – non poggia solo su un profilo penale – come avvenuto negli anni passati a seguito dell’operazione “Uova del drago” e del conseguente sequestro di beni – ma su quello della prevenzione.

Sui beni confiscati – anche il recente sequestro è finalizzato alla confisca – si sono soffermati il questore Carlutti e il prefetto Bruno. Il primo ricordando l’enorme patrimonio “consegnato” dal 2010 a oggi all’Agenzia nazionale dei beni confiscati con sede a Reggio Calabria attraverso l’acquisizione, da parte dello Stato, di 30 miliardi di euro (di cui due in contanti) e 11mila tra beni immobili e aziende. Beni per i quali il questore ha auspicato «una fiscalità di vantaggio».

Degli immobili confiscati a Limbadi e a Nicotera ha parlato il Prefetto il quale, nel ribadire la validità del lavoro condotto in sinergia da Questura e G.d.F., ha annunciato una imminente ma- nifestazione – con l’assessore regionale Mario Caligiuri – in quello che è diventato il Palazzo della cultura a Nicotera e ricordato i passi in avanti compiuti dal progetto per la realizzazione dell’Università dell’antimafia a Limbadi, definendoli un «grande segnale di riconversione produttiva del bene».
 
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