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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

NOTIZIE

 

 Lavoro e legalità sempre in primo piano per Michele di Bari. Coro unanime di stima

MICHELE Di Bari lascia Vibo Valentia dopo oltre un anno di grande impegno. Andrà a Modena. Così ha deciso il Consiglio dei Ministri di venerdì. Al suo posto arriverà il prefetto Giovanni Bruno, dal febbraio dello scorso anno alla guida della commissione straordinaria del Comune di Ventimiglia.
Cordiale, arguto, tenace e profondamente ottimista, Di Bari è giunto a Vibo Valentia in un momento di estrema difficoltà per il territorio. Da affrontare subito c'erano le questioni di sempre, ossia l’arroganza criminale, e altre legate all'insorgere della crisi finanziaria ed occupazionale. Pugno duro contro la criminalità che penetra anche all'interno delle istituzioni, al fine di condizionarne l'intera attività e ricarvarne profitti. Nel mirino finiscono così le amministrazioni comunali ritenute più che discutibili. Per alcuni enti locali la Prefettura ha chiesto e ottenuto prima che si insediasse la commissione di accesso agli atti e, successivamente, che il Comune interessato venisse sciolto per forti condizionamenti mafiosi. Poi il lavoro. Di Bari ci mette la faccia. Affronta di petto e in prima persona le grandi come le piccole vertenze. Lui c'è e vuole farlo sapere a chi dovrà decidere il futuro occupazionale di decine e decine di lavoratori vibonesi.

Capisce che il dilagare della disoccupazione porterebbe il territorio a un pericoloso disagio sociale. Uno scenario da evitare. Il prefetto si attiva subito, ascolta e parla pesando pensieri e parole. Affronta, in particolare, a muso duro le spinose vicende legate alla chiusura dello stabilimento della Italcementi di Vibo Marina ed al futuro dei depositi costieri dell'Eni. A rischio centinaia di posti di lavoro tra diretti e indotto. Convoca diversi Tavoli tecnici. Chiama alle proprie responsabilità Regione, Provincia e Comune. Si va anche ai ministeri romani. Nessuno sconto. Dialoga con i sindacati e fa suoi i problemi delle associazioni di categoria. Decide anche di salire sul silo dell'impianto della Italcementi per andare a persuaderei tredici lavoratori in lotta a scendere. Un prefetto in trincea, ma che non ha mai alzato barricate.

 

 
È una autentica pioggia di attestati di stima e di apprezzamento per il lavoro svolto nel Vibonese, misti a una certa sorpresa, quella che in queste ultime ore si è riversata sulle redazioni locali dei giornali, dopo la notizia del trasferimento del prefetto Michele Di Bari presso l'Ufficio territoriale del governo di Modena.
 

Il sindaco di Vibo Valentia, Nicola D'Agostino, ringrazia il prefetto Di Bari per la qualità e la quantità dell’impegno profuso nell’interesse del territorio vibonese, certo che il nuovo incarico sarà foriero di ulteriori ed ancor più prestigiosi riconoscimenti».
Sentimenti di «gratitudine» e «auguri» al prefetto Di Bari per il nuovo incarico arrivano anche dalla deputata del Movimento 5 Stelle Dalila Nesci, che rivolge «sinceri auguri» anche al nuovo prefetto di Vibo Valentia Bruno, che lo sostituirà. Anche i vertici del coordinamento provinciale di Libera Vibo vogliono porgere il «più cordiale ed affettuoso saluto» al prefetto Di Bari, che lascia Vibo Valentia per altra sede. «In questi anni in cui Di Bari è stato a Vibo - fanno sapere dall'associazione - abbiamo avuto modo di condividere con lui diversi ed importanti momenti di incontro con le diverse realtà: da quella scolastica a quella dell'associazionismo in generale a quella dello scoutismo. Di Bari è sempre stato vicino al nostro impegno nel contrasto alle illegalità ed al crimine organizzato, partendo proprio dal confronto e dallo scambio di idee con la realtà giovanile. Subito dopo il suo arrivo in città - viene ricordato - è stato per noi un momento bello e importante avere la presenza di sua eccellenza al corteo per la Giornata provinciale della memoria, dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti della criminalità organizzata, svoltasi a Serra San Bruno il 21 marzo del 2012. Era arrivato da pochi giorni in città, ma subito ha voluto dare un segnale concreto e di vicinanza a Libera ed al nostro coordinatore, monsignor Giuseppe Fiorillo». Per gli esponenti di Libera Vibo, quindi, la vicinanza del prefetto Di Bari in ogni iniziativa dell'associazione che combatte tutte le mafie «è stata importante perché ci ha dato forza e stimolo per continuare con sempre maggiore impegno nel difficile compito. Abbiamo – sottolineano – avuto modo di cogliere la grande umanità del dott. di Bari, sempre vicino e attento alle problematiche dei familiari delle vittime innocenti della criminalità mafiosa e dei testimoni di giustizia. Anche nella recente visita in città del nostro presidente nazionale, don Luigi Ciotti, il Prefetto ha voluto incontrare e accompagnare don Luigi Ciotti, manifestandogli profonda vicinanza e stima per il lavoro che libera porta avanti nel paese»

Il presidente provinciale dell'Anps (Associazione nazionale della Polizia di Stato) Giovanni Vattiata ringrazia, infine, a nome di tutti i soci «la grande disponibilità e la collaborazione ricevuta dal prefetto Di Bari durante la sua breve permanenza a Vibo Valentia. Permanenza - aggiunge Vattiata - che lascia un segno indelebile. Di Bari ha, infatti, affrontato con grande sapienza e abilità tutte le problematiche che affliggono da anni questo territorio».

Ad unirsi al coro è il presidente dell'associazione “ViboVale”, Nicolino La Gamba che parla anche a nome dei 17 sindaci che compongono il sodalizio: «A lei –scrive –va un forte ringraziamento per il lavoro svolto nel nostro territorio non soltanto con impegno costante ma anche con elevata professionalità e, soprattutto, essendo sempre e comunque accanto ad ognuno di noi in qualsiasi istante. In questo territorio ritengo difficile per una moltitudine di fattori, lei è stato presente fisicamente in ogni situazione, a volte essendo lei stesso a sollecitare facendo da pungolo affinché determinate situazioni non cadessero nel dimenticatoio. Anche il commissario del'Aterp, Tonino Daffinà ha voluto esprimere la sua gratitudine al rappresentante territoriale del governo. Anche il sindaco di Pizzo ha voluto porgere il suo saluto di commiato al prefetto Di Bari: «Pizzo - ha asserito - è grata al prefetto Di Bari,che in ogni circostanza ha dimostrato grande vicinanza alla città e profonda sensibilità istituzionale.

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 Il prefetto Di Bari lascia Vibo. Sentito saluto di commiato rivolto al vibonese e alle sue comunità

Prima di congedarsi ufficialmente e formalmente il prefetto Michele di Bari ha inteso rivolgere il suo saluto al territorio. Poche ma sentite parole dalle quali emerge il profondo rispetto per i luoghi e le genti del Vibonese.
 
"il Consiglio dei Ministri, su proposta del Signor Ministro dell’Interno, nella seduta del 26 luglio decorso, mi ha destinato a svolgere le funzioni di Prefetto della Provincia di Modena.

Lascio questa splendida terra nella consapevolezza di essermi posto al suo servizio con passione ed entusiasmo per il bene delle comunità che ho voluto conoscere, apprezzandone  le enormi potenzialità di crescita e di sviluppo.

Un percorso che ho intrapreso, sin da subito, operando a fianco della popolazione, degli enti locali, della magistratura, delle forze di polizia, delle istituzioni territoriali, della scuola e della Chiesa locale, dal sindacato e dagli organi di stampa, traendo quotidiano stimolo dal vasto patrimonio culturale del volontariato e dell’associazionismo.

Una esperienza che mi ha messo al cospetto delle numerose povertà antiche ed emergenti , ma anche della forza di tanti che desiderano vivamente affrontare le attuali sfide allo scopo di assicurare  una migliore qualità della vita e riappropriarsi , in talune situazioni , dei diritti fondamentali .

Insieme, davvero, si possono percorrere anche strade impervie.

E la proficua sinergia istituzionale che ho cercato di realizzare anche laddove poteva esserci scoraggiamento.

Un grazie di cuore a tutti coloro che ho incontrato nella certezza che ogni sguardo non sarà dimenticato.

Auguri per questi meravigliosi territori."

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 VERTENZA ENI. L’intricato nodo della messa in sicurezza del territorio al centro di un tavolo tecnico in Prefettura con Abr, Comune, Provincia, Azienda, Sindacato

A sette anni di distanza dal terribile alluvione del 3 luglio 2006, il punto è posto ancora sugli interventi per la messa in sicurezza del territorio. E sullo scacchiere della messa in sicurezza si gioca il destino di uno dei pochi insediamenti produttivi rimasti. Un’azienda cha a Vibo Marina vorrebbe rimanere a patto però che la si lasci dov’è. Ma la zona è classificata R4, cioè ad alto rischio idrogeologico, per cui soggetta ai paletti e alle prescrizioni dell’ordinanza 61 che impone la delocalizzazione. Per superare l’impasse l’Eni – che nel frattempo ha avuto una proroga dal Comune sino al 31 dicembre 2013 – ha presentato un progetto per la messa in sicurezza dell’intera area. Uno studio che sembra aver convinto l’Autorità di bacino regionale (Abr).

E così, velo scorso venerdì , nel corso di una riunione in Prefettura presieduta dal Prefetto dott. Michele di Bari , si è discusso ancora una volta, in modo prettamente tecnico, sul “caso Eni” di Vibo Marina. Un tavolo qualificato e a più voci visto che faccia a faccia si sono ritrovati Abr, Comune, Provincia, Regione, Azienda, Consorzio industriale e Sindacato.

Incontro che ha consentito, innanzitutto, all’Abr da una parte – rappresentata dall’ing. Salvatore Siviglia – e al Comune dall’altra – erano presenti la dirigente Adriana Teti e l’arch. Giuseppina Eulilli – di ribadire le proprie posizioni e di chiarire alcuni aspetti della problematica.

Al tavolo anche i sindacati – Cisl (con le sigle di categoria territoriali e regionali) e Cgil – i cui rappresentanti (Sergio Pititto e Luigi Denardo) qualche sassolino dalle scarpe se lo sono pure levati, in particolar modo in merito al rimpallo di responsabilità.

Presente la Cisal (Fausto Costa) che ha proposto la convocazione di una conferenza dei servizi. Al momento, comunque, lo stato dell’arte non consente di avere molti scenari e alla fine dei conti il vertice ha prodotto un solo risultato – che non era certo scontato – e cioè di rimandare la questione su un tavolo regionale «perché è solo in quella sede – ha sottolineato il prefetto Michele di Bari , che l’ha proposto – che una soluzione può essere trovata, qualora sia possibile farlo»

Insomma la palla passa alla Regione per poi ritornare al Comune, mentre sullo sfondo rimane la preoccupazione dei circa 20 di- pendenti dell’Eni e dell’importante indotto che lo stabilimento movimenta. E sullo sfondo anche i lavori “a metà” eseguiti sui corsi d’acqua che attraversano Vibo Marina e che, al momento, non consentono all’Abr di avere chiaro il quadro della situazione.

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 Furti nelle chiese, vertice in Prefettura tra forze di polizia

Furti nelle chiese sempre più frequenti. Una situazione di estrema preoccupazione che ha indotto il prefetto Michele di Bari a convocare una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia nel corso della quale è stata esaminata la complessa problematica. Gli ultimi episodi si sono verificati in alcuni comuni della provincia che hanno destato non poca preoccupazione tra la popolazioni. Secondo quanto emerge da alcuni dati presi in esame nel corso della riunione di ieri, dal 2009 ad oggi i furti che hanno riguardato edifici di culto sono stati 19, di cui 7 avvenuti nel comprensorio di Vibo, 10 in quello di Tropea e due in quello di Serra San Bruno. Sulla base di quanto evidenziato «la costante attività» posta in essere dalle forze di polizia ha consentito di assicurare un ’ adeguata azione di prevenzione e contrasto del fenomeno, con particolare riferimento alle aree ove di recente si sono verificati gli episodi criminosi (Filadelfia, Briatico, Nicotera e Tropea).
A conclusione della riunione in Prefettura è stata esaminata la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica non soltanto in relazione al deprecabile fenomeno dei furti ma anche più in generale dei furti predatori, disponendo l’intensificazione dei controlli.
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 Vertenza Italcementi - L’on. Stefano Fassina prepara l ’ incontro al ministero dello Sviluppo economico. Oggi si è tornati in Prefettura

La vertenza Italcementi è approdata ieri sul tavolo della terza commissione (Attività sociali, sanitarie, culturali e formative) del consiglio regionale, presieduta dal consigliere Salvatore Pacenza. Qui i componenti della terza commissione hanno deciso di istituire una task force sull’emergenza lavoro in Calabria e in special modo nella Provincia di Vibo Valentia. Anche sul fronte nazionale il vice ministro dell’Economia Stefano Fassina tesse le fila tra azienda e ministero dello Sviluppo Economico.
Nel frattempo, stamane, alle 10,30 in Prefettura, si è tenuta, convocata dal Prefetto Michele di Bari, un’ulteriore riunione del tavolo tecnico , istituito presso questa Prefettura, al fine di favorire l’avvio di un percorso per il superamento della vertenza in atto.

Nel corso dell’incontro, cui hanno partecipato i rappresentanti sindacali dei lavoratori e dell’azienda Italcementi , parlamentari, il Presidente della Regione, l’Assessore regionale al Lavoro ed i rappresentanti delle istituzioni provinciali e comunali , è stato evidenziata la esigenza di dare ulteriore impulso all’attività di confronto e concertazione al fine di avviare il percorso di riqualificazione dell’attività produttiva.

I rappresentanti dell’azienda hanno comunicato di avere dato incarico alla società di ricerca NOMISMA per l’effettuazione dello studio sulle possibili attività da insediare nell’area, che verrà consegnato entro il 10 settembre prossimo.

L’azienda ha , altresì, ribadito la volontà di mettere a disposizione il sedime dello stabilimento, impegnandosi a finanziare i costi per riadattare lo stesso alle nuove esigenze produttive ed ha fatto presente l’interesse dell’azienda stessa a partecipare, anche in forma minoritaria, alla costituzione di nuovi soggetti nell’ambito di attività riguardanti la produzione di energia.

La Italcementi, inoltre, per quanto riguarda la problematica di eventuali incentivi all’esodo dei lavoratori, nel sottolineare che l’azienda intenderebbe applicare criteri uguali per tutti i lavoratori dei vari stabilimenti, ha, tuttavia, riconosciuto la peculiarità del territorio vibonese , afflitto da un elevato tasso di disoccupazione, ed ha, pertanto, assunto l’impegno di valutare la possibilità di incentivi maggiori, riservandosi di formulare una specifica proposta.

I rappresentanti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali , nel registrare l’apertura dell’azienda, hanno positivamente accolto gli impegni assunti dalle Istituzioni presenti, in primis dalla Regione , di mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione sia per favorire la riconversione dell’attività e, quindi, l’insediamento di nuove attività produttive, sia per accompagnare il percorso formativo dei lavoratori.
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 Protocollo d'Intesa :" Realizzazione di prototipi di azioni educative in aree di grave esclusione sociale e culturale."

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tral'Istituto Scolastico "Amerigo Vespucci" di Vibo Marina, quale soggetto capofila della rete, l'Istituto Scolastico di Istruzione Superiore, l'Istituto Comprensivo di Tropea, l'Istituto Commerciale Statale "G.Galilei", l'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia la Capitaneria di Porto, la Consulta Economica Portuale di Vibo Marina e la Prefettura di Vibo Valentia.
Il protocollo rappresenta l'accordo preliminare tra le parti propedeutico alla definizione del successivo accordo di partenariato per la Realizzazione di prototipi di azioni educative in aree di grave esclusione sociale e culturale.

Una delle caratteristiche innovative dell'accordo è rappresentata dalla realizzazione delle attività in una logica di sinergia e integrazione con i diversi attori presenti nei singoli territori, rappresentati non solo dalle scuole. In questo contesto, l'azione della Prefettura, considerata come "Avamposto dello Stato" nell'ambito del piano Azione Coesione, trova conferma in quanto, in un territorio dove le condizioni socio-economiche sono precarie e dove la presenza della mafia genera sofferenza e paura, si èuò inserire come fattore strategico di crescita civica e culturale, mediante azioni mirate, che incidono, scuotono le coscienze e stimolano all'impegno, per il superamento della subcultura mafiosa e per consentire alle giovani generazioni di capire che la legalità non si esaurisce nel rispetto passivo delle norme, ma deve essere stile di vita.
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 Riunione di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza per il controllo per la lotta agli incendi boschivi dell’estate 2013

Nell’ambito delle attività di controllo per la lotta agli incendi boschivi dell’estate 2013, si è tenuta, in data odierna, presso una sala della Prefettura, una Riunione di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, alla quale hanno preso parte, oltre ai Rappresentanti delle Forze di Polizia, anche il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Commissario Straordinario della Provincia, i Sigg.ri Sindaci e Commissari Straordinari delle sedi COM di Vibo Valentia, Pizzo, Tropea, Nicotera, Filandari, Soriano Calabro e Serra S. Bruno, il Responsabile della RFI, il Responsabile dell’Anas Viabilità e Autostrada SA-RC, il Direttore dell’Afor ed il Presidente del Consorzio di Bonifica.
Preliminarmente, è stata esaminata la direttiva emanata dal Presidente del Consiglio dei Ministri recante gli indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi ed i conseguenti rischi per la corrente stagione estiva.

Il Prefetto ha, quindi, sensibilizzato le Forze di Polizia ad intensificare le attività di controllo, ed ha evidenziato che l’attività di pianificazione assume maggiore pregnanza se si considera che sulla base dell’esperienza emersa negli ultimi anni, il numero e la tipologia degli incendi che interessano gli ambienti rurali e boschivi ed anche zone fortemente urbanizzate, appare considerevole, mettendo a rischio il patrimonio ambientale e l’incolumità dei cittadini.

I Sigg. Sindaci sono stati invitati, in qualità di Autorità Locale di Protezione Civile, a disporre l’aggiornamento dei piani comunali di protezione civile, nonché del catasto delle aree percorse dal fuoco, con la conseguente applicazione dei vincoli previsti per legge.

Il Prefetto ha, altresì, raccomandato l’osservanza delle disposizioni già diramate dalla Prefettura, relative alla pulizia dei fossi, dei canali ed alla manutenzione delle aree e dei terreni in prossimità delle strade provinciali.

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 Vertenza lavoratori Provincia - Personale da tre mesi senza stipendio. Il prefetto sollecita il Ministero. La Regione darà una mano

TRE mesi senza stipendio ed una crisi economico-finanziaria che mette in ginocchio un ente pubblico e tutti i suoi dipendenti. Vie d'uscite, di quelle che consentono di sperare in soluzioni a lungo termine, per la Provincia non ce ne sono.
Ci prova a trovarne una il prefetto Michele Di Bari, il cui ufficio, da mesi ormai, è divenuto meta di vertenze da conciliare, di aziende in crisi, di centinaia di cassintegrati, licenziati, di dipendenti che non percepiscono le spettanze. E lui, il prefetto sempre lì a metterci una pezza, a far ragionare teste che vanno in ordine sparso, che si allontanano o che, se si avvicinano, confliggono.

Anche per la Provincia ha cercato di fare il possibile. Ha sollecitato telefonicamente il Ministero dell'Interno affinché nel giro di pochi giorni possano arrivare a contrada Bitonto quei trasferimenti ordinari utili quantomeno a saldare una delle mensilità arretrate. Altri soldi dovrebbe metterli la Regione. Insomma, una soluzione tampone, che vale un milione di euro.

Altro dovrà farlo la commissione straordinaria che traghetta la Provincia. Il subcommissario Francesco Massidda, nel vertice tenuto ieri pomeriggio all'Ufficio territoriale del governo alla presenza dei segretari delle categorie Cgilp, Cisl-Fp e Uil-Fpl, ha ribadito che servirà ancora qualche settimana, massimo un mese, per imboccare la strada giusta. Il che significa intanto saldare il pregresso ai dipendenti, poi stabilizzare la situazione affinché una volta recuperata l'esposizione debitoria col personale non si ritorni punto e a capo.

Al termine della riunione il prefetto ha lanciato un invito affinché i dipendenti dell'ente recedano dall'intento di scioperare (già indetta la giornata di sciopero per il 16 luglio p.v.), d'altronde elevare il tono della protesta, purtroppo, pare non possa servire in alcun modo per deviare il corso degli eventi ostaggio di una crisi inclemente che investe anche la pubblica amministrazione.

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 Vertenza Italcementi - Firmato un documento di intesa

Dopo l’incontro della scorsa settimana, ieri è partito il tavolo tecnico, avviato dal prefetto Michele di Bari, per dare uno sbocco alla vertenza Italcementi.
L’obiettivo: avviare un percorso che parta dallo studio di fattibilità che l’azienda, s’impegna a presentare entro il 20 settembre in modo da individuare possibili iniziative, volte a salvaguardare i posti di lavoro.

Stavolta tutto scritto. Nero su bianco con tanto di firme a margine di ogni pagina del documento d’intesa siglato, a fine riunione, dalle parti: Azienda, sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ci- sal, Ugl), Confindustria-Vibo, Regione (rappresentata dagli assessori Nazzareno Salerno, Demetrio Arena e dal dg Bruno Calvetta), Provincia, Comune (sindaco Nicola D’Agostino) e dalla parlamentare del Movimento 5 Stelle, Dalila Nesci. Presenti all’iniziativa anche l’ex senatore Antonino Murmura e il consigliere regionale Pietro Giamborino.

Lo studio di caratterizzazione sarà teso a verificare le attività produttive che potrebbero realisticamente insediarsi nell’area dello stabilimento, tenendo conto delle vocazioni territoriali e del mercato per sviluppare concretamente una proposta di conversione del sito.

A riguardo, l’azienda si impegna a sostenere il nuovo soggetto imprenditoriale sia attraverso la disponibilità delle aree sia attraverso forme di accompagnamento nel percorso di riconversione. L’istituto di ricerca dovrà, nel corso delle fasi di studio, acquisire utili elementi conoscitivi del territorio attraverso i soggetti istituzionali e le parti sociali facenti parte del tavolo prefettizio. «Nella denegata ipotesi di mancata riconversione del sito – si legge nel documento – l’azienda si impegna, altresì, alla riduzione in pristino dello stato dei luoghi». Anche se non sono indicati i tempi in cui tale ripristino dovrebbe avvenire. La Regione, dal canto suo si impegna a mettere in campo tutti gli strumenti previsti dalla legge finalizzati a favorire il percorso di riconversione attraverso forme di sostegno alla nuova attività produttiva, nonchè attraverso percorsi di politiche attive volte alla formazione e alla riqualificazione del personale presso l’azienda, nonchè possibili incentivi per la riduzione del costo del lavoro al fine del mantenimento dei livelli occupazionali. Anche la Provincia e il Comune, nell’ambito della loro attività di programmazione, ciascuno per la propria competenza, dovranno favorire il percorso di riconversione attraverso opportune forme di semplificazione dei procedimenti. La Confindustria, attraverso la prosecuzione dell’attività di coordinamento delle azioni anticrisi e riuso del territorio, assicurerà il proprio contributo finalizzato all’individuazione del percorso di riconversione. Il ruolo dei sindacati, invece, sarà quello di convocare l’assemblea dei lavoratori per la valutazione delle proposte contenute nel documento. Mentre le rappresentanze parlamentari del territorio porteranno la problematica all’attenzione del Governo centrale al fine di assicurare possibili interventi di competenza, compresa la partecipazione dello stesso governo nazionale al tavolo tecnico istituito presso la Prefettura.
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 Vertenza Italcementi - Si apre uno spiraglio dopo il nuovo vertice in Prefettura

«Da una chiusura netta, s'è aperto uno spiraglio», ha commentato il prefetto Michele Di Bari a margine del tavolo riaperto ieri mattina all'Ufficio territoriale del governo. Pensa positivo e guarda al bicchiere mezzo pieno, il prefetto. D'altronde, ha aggiunto, «bisogna considerare che alla vigilia di quest'incontro nessuno aveva intasca una proposta concreta per riaccendere la speranza di mantenere questa realtà industriale che significa decine di posti di lavoro e la salvaguardia di un sistema economico» Incarico ad un istituto di ricerca di caratura nazionale affinché operi uno studio sul sito industriale e sulla realtà economica vibonese e individui eventuali prospettive d'investimento, magari nel settore del riciclo dei rifiuti. Quindi il passaggio di consegne ad un'altra azienda, sempre che ve ne sia una disponibile ad investire nel Vibonese, che dovrebbe farsi carico di riassorbire le maestranze della cementeria in via di completa dismissione.
La proposta è stata avanzata all'avvio del vertice al quale, oltre i manager della multinazionale, Silvestro Capitanio, Mario Morae GiuseppeAgate, hanno preso parte l'assessore regionale al Lavoro Nazzareno Salerno, il deputato Bruno Censore, il consigliere regionale Pietro Giamborino, il sindaco Nicola D'Agostino, dirigenti degli enti coinvolti e di Confindustria, i segretari dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal e Slai Cobas e una rappresentanza dei lavoratori. C'era anche il vescovo della Diocesi Luigi Renzo.
«Agli attori di questo tavolo- ha aggiunto il capo dell'U.T.G. - il compito di alimentare una fiammella che si è riaccesa». La fiammella, flebile, arderà fino al mese di settembre, quando l'Italcementi illustrerà gli esiti dello studio. Da ottobre in poi si vedrà. Forse si estinguerà nuovamente, forse si alimenterà se, e solo se, Italcementi individuerà un'altra realtà industriale a cui sarebbe disponibile a far da «tutor».
Un filo di speranza a cui il prefetto Michele di Bari, si è aggrappato per trovare, di concerto con le istituzioni locali e i sindacati, uno sbocco alla difficile vertenza. «Sarebbe dovuta essere una riunione tecnica, ma la folta partecipazione denota l’esatto contrario – ha detto il Prefetto – . Il prossimo incontro dovrà avere una caratterizzazione diversa, in modo da portarci verso la soluzione del problema. Ho parlato con gli operai che protestano sul silos ed ho trovato in loro un disagio che prende umanamente e che dobbiamo assolutamente far cessare. Adesso vanno individuate subordinate in grado di dare risposte concrete nell’alveo di una progettualità che abbia una pragmatica fattibilità. Se siamo ancora in queste condizioni è perchè il territorio, dopo mesi, non ha saputo dare risposte». Qualcosa si può fare. Quel qualcosa, forse, non dipenderà dallo «studio». Ma qualcosa si può fare. «C'è un altro anno di cassa integrazione e dobbiamo fare presto». Ma serve «più consapevolezza e responsabilità». Ed in questo senso anche le maestranze devono contribuire: «La protesta sul silo non serve. Sia chiaro - aggiunge rivolgendosi alle maestranze in lotta - le istituzioni vi sono tutte vicine, ma continuando così rischiate di mettere a rischio, sul piano tecnico, anche la cassa integrazione. Cessate la pro- testa, ci sono altri modi per alimentare una speranza che s'è riaccesa. Attenzione, se anche questa speranza si spegne, oltre c'è solo il baratro». Parole forti quelle del Prefetto, parole che vanno comprese fino in fondo e l'incipit della sua sintesi al tavolo di ieri mattina in Prefettura dice tutto, o quasi.
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 Tutela dell’infanzia e dell’adolescenza

Allo scopo di avviare iniziative finalizzate ad assicurare la piena attuazione delle funzioni di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza concorrendo alla realizzazione di un sistema di servizi in grado di rispondere ai bisogni sociali, è stato sottoscritto, in data odierna, un protocollo d’intesa con l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Calabria, il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, la Provincia di Vibo Valentia e i tre Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale di Vibo Valentia.

L’accordo prevede la costituzione presso i tre comuni dell’Ambito Territoriale Sociale nei quali è organizzata la provincia di “Equipe Territoriali di Ambito”, coordinate da funzionari in servizio presso i comuni stessi, con il compito, tra l’altro, di prendere in carico i casi, di dare attuazione alle richieste o segnalazioni dell’autorità giudiziaria, di gestire gli affidi e di avviare i progetti monitorandoli.

Le Equipe Territoriali si avvarranno delle prestazioni sanitarie e psicologiche fornite dalle apposite Unità Operative distrettuali dell’A.S.P. di Vibo Valentia.
Il protocollo prevede anche un coordinamento degli Ambiti, facente capo al comune di Vibo Valentia, finalizzato anche alla realizzazione di progetti integrati e alla definizione di buone prassi.

Partecipa al protocollo anche il Commissario Straordinario della Provincia con il compito di creare un osservatorio sull’infanzia, di garantire la formazione e l’aggiornamento del personale di ogni Ente coinvolto, e, più in generale, di collaborare con il Garante per l’infanzia.  
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 Caso Eni - Ancora sei mesi di tempo dopo l'incontro in Prefettura

Tutto rinviato al 31 dicembre, ora la parola spetta all’Autorità di Bacino. Il sindaco Nicola D’Agostino ha sottoscritto un’ordinanza in cui ha stabilito come termine ultimo per la delocalizzazione proprio il 31 dicembre 2013.
Sei mesi, dunque, per conoscere definitivamente il destino dei depositi costieri dell’Eni R&M di Vibo Marina e dei 250 lavoratori che ogni giorno ruotano intorno allo stabilimento.

Così è stato deciso durante l’incontro dello scorso fine settimana in prefettura, un incontro iniziato a metà mattinata e conclusasi poco prima mezzogiorno cui hanno preso parte tutte le istituzioni interessate, il prefetto Michele Di Bari, il sindaco Nicola D’Agostino, il commissario della Provincia Mario Ciclosi, l’ingegnere della Regione Giraudo, il comandante della Capitaneria di porto Paolo Marzio, i vertici aziendali Eni, i rappresentanti sindacali e una delegazione di lavoratori.

Il tavolo tecnico ha cercato di mettere ordine tra le varie posizioni degli enti coinvolti e chiarire lo stato attuale della situazione ascoltando il parere di tutti i partecipanti.

Il problema della delocalizzazione dei depositi costieri si è posto nel 2006, quando, a seguito delle determinazioni assunte dalla commissione Versace dopo l’alluvione del 3 luglio, era stata emessa, dall’allora commissario alle emergenze Agazio Loiero, l’ordinanza 61 che prevedeva lo sgombero dello stabilimento da quell’area ritenuta a gravissimo rischio idrogeologico e la delocalizzazione del deposito nella zona industriale di porto Salvo. Da allora sono partite tutta una serie di proroghe che hanno permesso all’Eni di continuare ad essere presente sul territorio e di preparare un progetto che permetta di mettere in sicurezza il sito di Vibo Marina. La Regione ritiene che l’ordinanza 61 era stata emessa durante uno stato di emergenza, conclusasi nel 2011. Scaduto lo stato di emergenza, la competenza è ora dell’Autorità di bacino che sta effettuando degli studi tecnici perimetrando le aree a rischio idrogeologico di Vibo Marina per stabilire se quei rischi che diedero luogo all’ordinanza 61 oggi vengono meno.

Il prefetto Michele di Bari ha chiesto fatti e chiarezza. Ha incalzato e apostrofato. Ad ognuno la sua ragione e il suo tempo, ma poi ci ha pensato lui a tirare le somme del vertice convocato in Prefettura per tentare di trovare una soluzione al “ caso ” Eni. «oggi – ha sottolineato il Prefetto – c ’ è stato qualche elemento di chiarezza che va approfondito e il sindaco adottando questa ordinanza si è assunto una responsabilità»
Questi sei mesi devono servire per capire come procedere e durante questi mesi - ha concluso il prefetto - l’Autorità di Bacino dovrà riferire alle autorità competenti l’esito dei suoi rilevamenti affinché si chiarisca questa complicata situazione e si possano dare risposte ai lavoratori.».
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