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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

NOTIZIE

 

 Lavoro e legalità sempre in primo piano per Michele di Bari. Coro unanime di stima

MICHELE Di Bari lascia Vibo Valentia dopo oltre un anno di grande impegno. Andrà a Modena. Così ha deciso il Consiglio dei Ministri di venerdì. Al suo posto arriverà il prefetto Giovanni Bruno, dal febbraio dello scorso anno alla guida della commissione straordinaria del Comune di Ventimiglia.
Cordiale, arguto, tenace e profondamente ottimista, Di Bari è giunto a Vibo Valentia in un momento di estrema difficoltà per il territorio. Da affrontare subito c'erano le questioni di sempre, ossia l’arroganza criminale, e altre legate all'insorgere della crisi finanziaria ed occupazionale. Pugno duro contro la criminalità che penetra anche all'interno delle istituzioni, al fine di condizionarne l'intera attività e ricarvarne profitti. Nel mirino finiscono così le amministrazioni comunali ritenute più che discutibili. Per alcuni enti locali la Prefettura ha chiesto e ottenuto prima che si insediasse la commissione di accesso agli atti e, successivamente, che il Comune interessato venisse sciolto per forti condizionamenti mafiosi. Poi il lavoro. Di Bari ci mette la faccia. Affronta di petto e in prima persona le grandi come le piccole vertenze. Lui c'è e vuole farlo sapere a chi dovrà decidere il futuro occupazionale di decine e decine di lavoratori vibonesi.

Capisce che il dilagare della disoccupazione porterebbe il territorio a un pericoloso disagio sociale. Uno scenario da evitare. Il prefetto si attiva subito, ascolta e parla pesando pensieri e parole. Affronta, in particolare, a muso duro le spinose vicende legate alla chiusura dello stabilimento della Italcementi di Vibo Marina ed al futuro dei depositi costieri dell'Eni. A rischio centinaia di posti di lavoro tra diretti e indotto. Convoca diversi Tavoli tecnici. Chiama alle proprie responsabilità Regione, Provincia e Comune. Si va anche ai ministeri romani. Nessuno sconto. Dialoga con i sindacati e fa suoi i problemi delle associazioni di categoria. Decide anche di salire sul silo dell'impianto della Italcementi per andare a persuaderei tredici lavoratori in lotta a scendere. Un prefetto in trincea, ma che non ha mai alzato barricate.

 

 
È una autentica pioggia di attestati di stima e di apprezzamento per il lavoro svolto nel Vibonese, misti a una certa sorpresa, quella che in queste ultime ore si è riversata sulle redazioni locali dei giornali, dopo la notizia del trasferimento del prefetto Michele Di Bari presso l'Ufficio territoriale del governo di Modena.
 

Il sindaco di Vibo Valentia, Nicola D'Agostino, ringrazia il prefetto Di Bari per la qualità e la quantità dell’impegno profuso nell’interesse del territorio vibonese, certo che il nuovo incarico sarà foriero di ulteriori ed ancor più prestigiosi riconoscimenti».
Sentimenti di «gratitudine» e «auguri» al prefetto Di Bari per il nuovo incarico arrivano anche dalla deputata del Movimento 5 Stelle Dalila Nesci, che rivolge «sinceri auguri» anche al nuovo prefetto di Vibo Valentia Bruno, che lo sostituirà. Anche i vertici del coordinamento provinciale di Libera Vibo vogliono porgere il «più cordiale ed affettuoso saluto» al prefetto Di Bari, che lascia Vibo Valentia per altra sede. «In questi anni in cui Di Bari è stato a Vibo - fanno sapere dall'associazione - abbiamo avuto modo di condividere con lui diversi ed importanti momenti di incontro con le diverse realtà: da quella scolastica a quella dell'associazionismo in generale a quella dello scoutismo. Di Bari è sempre stato vicino al nostro impegno nel contrasto alle illegalità ed al crimine organizzato, partendo proprio dal confronto e dallo scambio di idee con la realtà giovanile. Subito dopo il suo arrivo in città - viene ricordato - è stato per noi un momento bello e importante avere la presenza di sua eccellenza al corteo per la Giornata provinciale della memoria, dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti della criminalità organizzata, svoltasi a Serra San Bruno il 21 marzo del 2012. Era arrivato da pochi giorni in città, ma subito ha voluto dare un segnale concreto e di vicinanza a Libera ed al nostro coordinatore, monsignor Giuseppe Fiorillo». Per gli esponenti di Libera Vibo, quindi, la vicinanza del prefetto Di Bari in ogni iniziativa dell'associazione che combatte tutte le mafie «è stata importante perché ci ha dato forza e stimolo per continuare con sempre maggiore impegno nel difficile compito. Abbiamo – sottolineano – avuto modo di cogliere la grande umanità del dott. di Bari, sempre vicino e attento alle problematiche dei familiari delle vittime innocenti della criminalità mafiosa e dei testimoni di giustizia. Anche nella recente visita in città del nostro presidente nazionale, don Luigi Ciotti, il Prefetto ha voluto incontrare e accompagnare don Luigi Ciotti, manifestandogli profonda vicinanza e stima per il lavoro che libera porta avanti nel paese»

Il presidente provinciale dell'Anps (Associazione nazionale della Polizia di Stato) Giovanni Vattiata ringrazia, infine, a nome di tutti i soci «la grande disponibilità e la collaborazione ricevuta dal prefetto Di Bari durante la sua breve permanenza a Vibo Valentia. Permanenza - aggiunge Vattiata - che lascia un segno indelebile. Di Bari ha, infatti, affrontato con grande sapienza e abilità tutte le problematiche che affliggono da anni questo territorio».

Ad unirsi al coro è il presidente dell'associazione “ViboVale”, Nicolino La Gamba che parla anche a nome dei 17 sindaci che compongono il sodalizio: «A lei –scrive –va un forte ringraziamento per il lavoro svolto nel nostro territorio non soltanto con impegno costante ma anche con elevata professionalità e, soprattutto, essendo sempre e comunque accanto ad ognuno di noi in qualsiasi istante. In questo territorio ritengo difficile per una moltitudine di fattori, lei è stato presente fisicamente in ogni situazione, a volte essendo lei stesso a sollecitare facendo da pungolo affinché determinate situazioni non cadessero nel dimenticatoio. Anche il commissario del'Aterp, Tonino Daffinà ha voluto esprimere la sua gratitudine al rappresentante territoriale del governo. Anche il sindaco di Pizzo ha voluto porgere il suo saluto di commiato al prefetto Di Bari: «Pizzo - ha asserito - è grata al prefetto Di Bari,che in ogni circostanza ha dimostrato grande vicinanza alla città e profonda sensibilità istituzionale.

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 Il prefetto Di Bari lascia Vibo. Sentito saluto di commiato rivolto al vibonese e alle sue comunità

Prima di congedarsi ufficialmente e formalmente il prefetto Michele di Bari ha inteso rivolgere il suo saluto al territorio. Poche ma sentite parole dalle quali emerge il profondo rispetto per i luoghi e le genti del Vibonese.
 
"il Consiglio dei Ministri, su proposta del Signor Ministro dell’Interno, nella seduta del 26 luglio decorso, mi ha destinato a svolgere le funzioni di Prefetto della Provincia di Modena.

Lascio questa splendida terra nella consapevolezza di essermi posto al suo servizio con passione ed entusiasmo per il bene delle comunità che ho voluto conoscere, apprezzandone  le enormi potenzialità di crescita e di sviluppo.

Un percorso che ho intrapreso, sin da subito, operando a fianco della popolazione, degli enti locali, della magistratura, delle forze di polizia, delle istituzioni territoriali, della scuola e della Chiesa locale, dal sindacato e dagli organi di stampa, traendo quotidiano stimolo dal vasto patrimonio culturale del volontariato e dell’associazionismo.

Una esperienza che mi ha messo al cospetto delle numerose povertà antiche ed emergenti , ma anche della forza di tanti che desiderano vivamente affrontare le attuali sfide allo scopo di assicurare  una migliore qualità della vita e riappropriarsi , in talune situazioni , dei diritti fondamentali .

Insieme, davvero, si possono percorrere anche strade impervie.

E la proficua sinergia istituzionale che ho cercato di realizzare anche laddove poteva esserci scoraggiamento.

Un grazie di cuore a tutti coloro che ho incontrato nella certezza che ogni sguardo non sarà dimenticato.

Auguri per questi meravigliosi territori."

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 VERTENZA ENI. L’intricato nodo della messa in sicurezza del territorio al centro di un tavolo tecnico in Prefettura con Abr, Comune, Provincia, Azienda, Sindacato

A sette anni di distanza dal terribile alluvione del 3 luglio 2006, il punto è posto ancora sugli interventi per la messa in sicurezza del territorio. E sullo scacchiere della messa in sicurezza si gioca il destino di uno dei pochi insediamenti produttivi rimasti. Un’azienda cha a Vibo Marina vorrebbe rimanere a patto però che la si lasci dov’è. Ma la zona è classificata R4, cioè ad alto rischio idrogeologico, per cui soggetta ai paletti e alle prescrizioni dell’ordinanza 61 che impone la delocalizzazione. Per superare l’impasse l’Eni – che nel frattempo ha avuto una proroga dal Comune sino al 31 dicembre 2013 – ha presentato un progetto per la messa in sicurezza dell’intera area. Uno studio che sembra aver convinto l’Autorità di bacino regionale (Abr).

E così, velo scorso venerdì , nel corso di una riunione in Prefettura presieduta dal Prefetto dott. Michele di Bari , si è discusso ancora una volta, in modo prettamente tecnico, sul “caso Eni” di Vibo Marina. Un tavolo qualificato e a più voci visto che faccia a faccia si sono ritrovati Abr, Comune, Provincia, Regione, Azienda, Consorzio industriale e Sindacato.

Incontro che ha consentito, innanzitutto, all’Abr da una parte – rappresentata dall’ing. Salvatore Siviglia – e al Comune dall’altra – erano presenti la dirigente Adriana Teti e l’arch. Giuseppina Eulilli – di ribadire le proprie posizioni e di chiarire alcuni aspetti della problematica.

Al tavolo anche i sindacati – Cisl (con le sigle di categoria territoriali e regionali) e Cgil – i cui rappresentanti (Sergio Pititto e Luigi Denardo) qualche sassolino dalle scarpe se lo sono pure levati, in particolar modo in merito al rimpallo di responsabilità.

Presente la Cisal (Fausto Costa) che ha proposto la convocazione di una conferenza dei servizi. Al momento, comunque, lo stato dell’arte non consente di avere molti scenari e alla fine dei conti il vertice ha prodotto un solo risultato – che non era certo scontato – e cioè di rimandare la questione su un tavolo regionale «perché è solo in quella sede – ha sottolineato il prefetto Michele di Bari , che l’ha proposto – che una soluzione può essere trovata, qualora sia possibile farlo»

Insomma la palla passa alla Regione per poi ritornare al Comune, mentre sullo sfondo rimane la preoccupazione dei circa 20 di- pendenti dell’Eni e dell’importante indotto che lo stabilimento movimenta. E sullo sfondo anche i lavori “a metà” eseguiti sui corsi d’acqua che attraversano Vibo Marina e che, al momento, non consentono all’Abr di avere chiaro il quadro della situazione.

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 Furti nelle chiese, vertice in Prefettura tra forze di polizia

Furti nelle chiese sempre più frequenti. Una situazione di estrema preoccupazione che ha indotto il prefetto Michele di Bari a convocare una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia nel corso della quale è stata esaminata la complessa problematica. Gli ultimi episodi si sono verificati in alcuni comuni della provincia che hanno destato non poca preoccupazione tra la popolazioni. Secondo quanto emerge da alcuni dati presi in esame nel corso della riunione di ieri, dal 2009 ad oggi i furti che hanno riguardato edifici di culto sono stati 19, di cui 7 avvenuti nel comprensorio di Vibo, 10 in quello di Tropea e due in quello di Serra San Bruno. Sulla base di quanto evidenziato «la costante attività» posta in essere dalle forze di polizia ha consentito di assicurare un ’ adeguata azione di prevenzione e contrasto del fenomeno, con particolare riferimento alle aree ove di recente si sono verificati gli episodi criminosi (Filadelfia, Briatico, Nicotera e Tropea).
A conclusione della riunione in Prefettura è stata esaminata la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica non soltanto in relazione al deprecabile fenomeno dei furti ma anche più in generale dei furti predatori, disponendo l’intensificazione dei controlli.
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