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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

NOTIZIE

 

 Vibo Marina. Focus sui problemi di sicurezza e controllo del territorio. Confronto tra associazioni di cittadini e rappresentanti delle istituzioni. La Prefettura in prima linea.

Si è tenuto nell’auditorium della chiesa nuova di Vibo Marina un incontro-dibattito tra le numerose associazioni di cittadini e i rappresentanti delle varie istituzioni locali per discutere delle problematiche che interessano la comunità delle Marinate.
La risposta agli appelli delle associazioni alle istituzioni è infatti finalmente arrivata forte e chiara. Tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, sotto l ’ abile regia del prefetto Michele di Bari, hanno avviato un percorso di interazione e confronto con la cittadinanza. Tutti schierati per dimostrare che le istituzioni sul territorio ci sono e sentono forte il senso di responsabilità verso la collettività.

I punti sui quali maggiormente si è discusso e che hanno trovato l’approvazione di tutti riguardano la sicurezza e il controllo del territorio e il potenziamento dei servizi socio-sanitari.

La risposta del prefetto in merito è stata chiara: «Potenziamento della polizia municipale e posto fosso di polizia sono quasi impossibili, per quello che riguarda la richiesta di un poliambulatorio sanitario territoriale di Vibo Marina, avvieremo in dibattito con l’Asp».
State certi però che l ’ attenzione è massima – ha continuato il Prefetto – e ne è la riprova il fatto che siamo tutti qui a Vibo Marina. Adesso serve un ’ idea di prospetto in cui ogni istituzione metta del proprio, affinchè la qualità della vita faccia un salto al meglio» «Abbiamo iniziato un percorso che sicuramente andrà a buon fine - ha sottolineato infine Di Bari in chiusura dei lavori - noi come autorità non ci tiriamo indietro e lo dimostra il fatto che siamo intervenuti tutti. Soltanto un rapporto dialogico riesce ad incanalare soluzioni, si deve costruire una sorta di cabina di regia dove ognuno possa mettere quello che sa sia le istituzioni sia la cittadinanza affinché la vita di questa comunità migliori e sia più produttiva».
E non è tardato ad arrivare, nella giornata di ieri, il plauso all'intervento del Prefetto da parte della Lega navale italiana, che in una nota del Presidente della sezione di Vibo Valentia, rimarca come il tentativo del prefetto di portare a sintesi le problematiche sollevate dalle associazioni del territorio di Vibo Marina, per individuare possibili soluzioni che inducano le Istituzioni a svolgere compiutamente il proprio compito, sia certamente apprezzabile, e dimostra sensibilità diverse rispetto alla soluzione delle varie problematiche sollevate.
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 Accesso al credito. Sospesa protesta con l'intervento della Prefettura

Si è tenuto, nella giornata di ieri, un incontro indetto da questa Prefettura in merito alla vicenda che riguarda il sig. Campisano, imprenditore vibonese le cui vicissitudini con un istituto di credito hanno avuto vasta eco nei giorni scorsi sui locali organi di stampa .
Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte il citato imprenditore unitamente ad alcuni stretti familiari, il legale del predetto e quello dell'istituto di credito nonché il presidente della Confederazione Nazionale Artigiani di Vibo Valentia, sono state concordate modalità operative per la definizione, in via transattiva, della vertenza in atto con l' istituto di credito.

In relazione a ciò è stata sospesa dal sig. Campisano la protesta dallo stesso avviata nella giornata di ieri dinanzi all'istituto di credito.
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 Dasà. Scuola e famiglia baluardi della cultura della legalità. Incontro alla presenza del Prefetto e delle autorità.

«Spargere semi di legalità e denunciare sempre. Solo denunciando si può combattere la mentalità mafiosa»: questo è stato il messaggio lanciato dalle autorità presenti all’iniziativa che si è svolta ieri a Dasà (VV).

L’evento dal titolo «Falcone e Borsellino. Per non dimenticare» è stato organizzato dall’Associazione culturale dasaese in occasione dei trent’anni della fondazione. All’organizzazione ha partecipato anche il coordinamento provinciale dell’associazione antimafia “Libera”.

Ad accogliere gli ospiti e a dare loro il benvenuto è stato il sindaco Giuseppe Corrado. Presenti, oltre al Prefetto Di Bari, il procuratore Mario Spagnuolo, il presidente del Tribunale Roberto Luccisano, il giudice Fabio Regolo, il coordinatore provinciale di “Libera”, monsignor Giuseppe Fiorillo, il comandante provinciale dei Carabinieri, Daniele Scardecchia. Tutti hanno evidenziato come occorre un patto tra cittadini, istituzioni sane, scuola, famiglia, forze dell’ordine, magistratura, Chiesa perché, ognuno per il proprio compito e la propria missione, metta a dimora semi di giustizia e legalità dai quali possa crescere, forte e robusta, una società libera non più schiava di chi prova a imporre con la prepotenza le proprie ragioni.

Le conclusione sono toccate al prefetto Michele di Bari che ha sottolineato come chiunque operi nella società, sia esso politico, educatore, impiegato o semplice cittadino, deve agire secondo i valori di correttezza, onestà, rettitudine e coerenza. L’educazione alla legalità deve essere inculcata, soprattutto, nelle menti dei più piccoli e deve essere questo uno degli obiettivi che le istituzioni scolastiche devono prefiggersi. Anche la famiglia ha un ruolo importante nel cammino verso la legalità che deve realizzarsi attraverso l’insegnamento di valori da cui non si può prescindere e che portano a creare una società migliore e libera.

L’evento è stato molto partecipato, segno questo che il tema sul quale si è discusso trova grande interesse tra i cittadini i quali con la loro partecipazione dimostrano di mirare al pro-gresso culturale e al miglioramento del senso civico che sta alla base di una società onesta e sana.

 
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 Vibo Marina. Focus sui problemi. Confronto tra associazioni di cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Presente il Prefetto.

Si è tenuto nell’auditorium della chiesa nuova di Vibo Marina un incontro-dibattito tra le numerose associazioni di cittadini e i rappresentanti delle varie istituzioni locali per discutere delle problematiche che interessano la comunità delle Marinate.
La risposta agli appelli delle associazioni alle istituzioni è infatti finalmente arrivata forte e chiara. Tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, sotto l ’ abile regia del prefetto Michele di Bari, hanno avviato un percorso di interazione e confronto con la cittadinanza. Tutti schierati per dimostrare che le istituzioni sul territorio ci sono e sentono forte il senso di responsabilità verso la collettività.

I punti sui quali maggiormente si è discusso e che hanno trovato l’approvazione di tutti riguardano la sicurezza e il controllo del territorio e il potenziamento dei servizi socio-sanitari.

La risposta del prefetto in merito è stata chiara: «Potenziamento della polizia municipale e posto fosso di polizia sono quasi impossibili, per quello che riguarda la richiesta di un poliambulatorio sanitario territoriale di Vibo Marina, avvieremo un dibattito con l’Asp».
«State certi però che l ’ attenzione è massima – ha continuato il Prefetto – e ne è la riprova il fatto che siamo tutti qui a Vibo Marina. Adesso serve un ’ idea di prospetto in cui ogni istituzione metta del proprio, affinchè la qualità della vita faccia un salto al meglio»
Il Prefetto si è dimostrato entusiasta dell’incontro e disponibile ad eventuali altri, «abbiamo iniziato un percorso che sicuramente andrà a buon fine - ha sottolineato infine Di Bari - noi come autorità non ci tiriamo indietro e lo dimostra il fatto che siamo intervenuti tutti. Soltanto un rapporto dialogico riesce ad incanalare soluzioni, si deve costruire una sorta di cabina di regia dove ognuno possa mettere quello che sa sia le istituzioni sia la cittadinanza affinché la vita di questa comunità migliori e sia più produttiva».
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 Vibo Marina. La Lega Navale plaude l'iniziativa del Prefetto.

«IL tentativo del prefetto di portare a sintesi le problematiche sollevate dalle associazioni del territorio di Vibo Marina, per individuare possibili soluzioni che inducano le Istituzioni a svolgere compiutamente il proprio compito, è certamente apprezzabile». È quanto afferma in una nota il presidente della Lega navale italiana, sezione di Vibo Valentia, Paolo Sorrenti sull'incontro promosso giovedì scorso tra le associazioni e i referenti delle varie istituzioni presenti sul territorio. Plauso, quindi, al prefetto Michele Di Bari,
per un evento che - spiega Sorrenti - ha visto «sensibilità diverse rispetto alla soluzione delle varie problematiche sollevate». Promosso, per la Lega navale, anche il Commissario della Provincia Mario Ciclosi, che - rammenta Sorrenti - «ha comunicato la decisione di promuovere a Vibo Marina la sede dell'Ente, in un locale confiscato alla mafia, per l'elaborazione delle scelte da attuare per lo sviluppo turistico del Vibonese».
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 Bene confiscato alla mafia acquisito dal comune di Briatico. Plauso del Prefetto.

Il Prefetto , dott. Michele di Bari, esprime vivo compiacimento alla Commissione Straordinaria del comune di Briatico che, grazie ad un provvedimento dell’Agenzia per i beni confiscati alla criminalità organizzata, ha acquisito a titolo gratuito e definitivo, un veicolo sottratto alle consorterie criminali nel corso delle innumerevoli azioni di lotta e di contrasto al fenomeno malavitoso esercitate dallo Stato .
Detta assegnazione ha una particolare valenza atteso che per la prima volta viene assegnato un bene confiscato ad un Comune come quello di Briatico, sciolto per la seconda volta per infiltrazioni criminali e che è anche in dissesto finanziario.

E’ questo un segnale forte di presenza dello Stato su un territorio paesaggisticamente affascinante, ma permeato di radicate forme di devianza sociale che ne offuscano le bellezze naturali.

Il suddetto veicolo sarà allestito ed utilizzato dalla Polizia Municipale di Briatico per l’assolvimento dei delicati servizi d’istituto.

Per il Prefetto, più beni vengono confiscati e meno potere hanno le cosche sul territorio. Le mafie vanno impoverite perchè i loro beni, una volta confiscati, devono diventare simboli di legalità da mettere a disposizione di tutte le fasce sociali per mezzo dello Stato.

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 Gerocarne. Il Prefetto Di Bari in visita alle Botteghe Artigiane

Il Prefetto di Vibo Valentia, dott. Michele di Bari, ha fatto visita alle botteghe artigiane. Ha voluto vedere e toccare con mano l'antica arte dei vasai di gerocarne. nel corso della visita, il Prefetto ha anche assistito alla lavorazione dell'antico tornaio a piedi del maestro vasaio Rocco Cunsolo, una delle eccellenze artigiane di qualità della provincia. Il Prefetto, che era accompagnato dallo staff della Prefettura,  si è mostrato molto interessato alle tecniche di lavorazione, ha ammirato l'arte di lavorare l'argilla al tornio e ha voluto conoscere tutto su questa arte.
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 Vibo Marina. La rivolta del "Pennello". Interviene il Prefetto.

Vibo marina protesta, occupa la sala consiliare, inveisce contro i consiglieri comunali delle marinate.
Prosegue la "rivolta" degli abitanti del quartiere "Pennello" di Vibo Marina nei confronti dell'Amministrazione Comunale. Chiedono in intervento e lo chiedono al Prefetto Michele di Bari, che ricevono giovedì sera nella chiesa "maria santissima del Rosario di Pompei".
Il Prefetto ascolta, i cittadine chiedono di completare la riqualificazione del quartiere. L'amministrazione comunale aspetta i nuovi fondi della regione per completare le opere.
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 501 hotel, sit-in davanti alla Prefettura.

Prosegue la protesta dei dipendenti del 501 Hotel che dallo scorso mese di gennaio non percepiscono più lo stipendio. Questa mattina, davanti la Prefettura, il sit-in dei lavoratori che con cartelli e fischi cercavano di richiamare l'attenzione del prefetto di Vibo Valentia Michele Di Bari.
Nessuno dei dipendenti davanti la Prefettura ha  rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma il malcontento era palese.
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 Gerocarne (VV) . Costruire il futuro su legalità e lavoro. Il prefetto chiude la fase commissariale alla vigilia del voto e incontra studenti e autorità.

Il prefetto Michele di Bari ha visitato ieri in mattinata il comune di Gerocarne. I cittadini del piccolo comune a breve dovranno recarsi alle urne dopo un anno e mezzo di gestione commissariale.
Il prefetto è stato accolto dalla commissaria Colosimo e dalle alte cariche civili e militari. L ’ illustre ospite si è poi recato nei locali della scuola media dove c ’ erano ad attenderlo la dirigente Giuseppina Prostamo, gli studenti e gli insegnanti. La fanfara dei bersaglieri di Chiaravalle Centrale ha intonato l ’ inno di Mameli.

All ’ interno dell ’ aula magna dell ’ istituto si è tenuto un convegno dal titolo “ Identità creativamente... e legalità ” che è stato organizzato dagli stessi studenti. Il tema affrontato è stato quello della ricerca dell ’ identità tramite la riscoperta degli antichi mestieri e su come il lavoro possa essere veicolo di legalità.
Il commissario Colosimo ha definito la visita del prefetto un vero e proprio messaggio di speranza. «Durante questo anno e mezzo di amministrazione in questo comune – ha detto – abbiamo cercato di ascoltare i cittadini e abbiamo lavorato in sinergia con le istituzioni scolastiche per la crescita dei ragazzi e di questo ci sentiamo molto soddisfatti».

Il prefetto si è soffermato sull ’ importanza dei progetti portati avanti dalla scuola. «Il mio impegno – ha detto Di Bari – è quello di essere vicino a voi. La comunità deve crescere sempre di più anche nei territori difficili tutti devono dare esempio di legalità e rispetto delle regole».
Dopo l ’ incontro con gli studenti, ha proseguito il suo tour con la visita ai mastri vasai del luogo e al vivaio di Ariola dove è stato accolto e guidato dai dirigenti Afor.
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 Servizi di Accoglienza in ambito sportivo (STEWARDING)

Si pubblica, per opportuna conoscenza, la circolare del Ministero dell'Interno concernente l'oggetto.
In questa si chiaricùsce che sono leggittimati a svolgere i servizi di accoglienza in ambito sportivo, si gli istituti di vigilanza privata, sia gli istituti di investigazione privata.
 
Scarica la circolare cliccando sul link in basso.
Pubblicato il 23/05/2013 ultima modifica il 23/05/2013 alle 11:36:03

 Problema viabilità del territorio. Interviene il Prefetto.

Si è discusso di viabilità e delle pessime condizioni delle strade che attraversano il comprensorio delle Serre durante un incontro, organizzato dal sindaco del comune di Fabrizia, che si è tenuto ieri alla presenza del prefetto Michele di Bari. In sala erano presenti diversi imprenditori del luogo, le forze dell ’ ordine, gli amministratori di numerosi centri del comprensorio, i dirigenti dell ’ Asp e anche rappresentanti della scuola.
Nessuno è voluto mancare, vista l ’ importanza del tema trattato. Un tema d ’ interesse comune che coinvolge e tocca da vicino non solo gli amministratori, ma anche e soprattutto i cittadini, che vivono le difficoltà giorno per giorno.

Presente anche il sub commissario della Provincia di Vibo Valentia, dott. Luigi Pontuale, il quale ha assicurato che la Provincia si impegnerà, malgrado il periodo di ristrettezza economica, ad effettuare gli interventi urgenti di cui necessitano le strade per risolvere il problema nell'immediato.

Il prefetto Di Bari ha invitato i presenti ad iniziare i lavori fissando un appuntamento di verifica tra tre mesi con l'augurio e la speranza che la giornata di ieri sia servita a mettere in pratica le teorie discusse.

Oltre al problema della viabilità, il pubblico ha sottoposto al prefetto le criticità relative ai servizi sanitari, all ’ acqua e alla criminalità che infesta il territorio.
l prefetto ha dato durante il suo intervento importanti delucidazioni su tutti i problemi che gli sono stati esposti. In merito al problema della potabilità dell'acqua, il Prefetto ha spiegato come tramite le analisi compiute giornalmente sull ’ Alalco si cerchi di monitorare la questione per cercare di risolvere il problema. In merito alla criminalità, il prefetto ha incentrato il suo discorso sull ’ efficacia dell’attività costante delle forze dell ’ ordine condotta sul territorio. «Lo Stato è presente», ha assicurato Di Bari.
La presenza del prefetto a Fabrizia ha dimostrato come le istituzioni intendono interagire
tra loro e con i cittadini per portare a soluzione il problema dei disagi sociali.
 
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 Nuove disposizioni concernenti le istanze di autorizzazione ai trasferimenti intracomunitari ed alle esportazioni delle armi

Dal 19 marzo 2013 nuove disposizioni concernenti le istanze di autorizzazione ai trasferimenti intracomunitari ed alle esportazioni delle armi, e/o parti di esse, e/o del relativo munizionamento nonché degli esplosivi, di cui all’art. 1, comma 11°, della legge 9 luglio 1990, n. 185, come modificata dalla legge 22 giugno 2012, n. 105, verso enti governativi o forze armate o di polizia-(per ulteriori dettagli si rimanda alla circolare allegata).
Pubblicato il 21/05/2013 ultima modifica il 20/04/2011 alle 09:33:04

 A Don Ciotti il premio “L’operatore d’oro”, che indica la strada della giustizia e quella della libertà.

«La legalità a partire dal rispetto delle regole. La cultura come strumento per risvegliare le coscienze. La difesa strenua dal furto di parole-chiave, quali legalità, giustizia, responsabilità. La necessità della costituzione. La fuga da tante, troppe espressioni che a volte dividono, etichettano, offendono». È un fiume in piena don Luigi Ciotti, nella palestra del Liceo classico “M. Morelli” di Vibo Valentia. Intatta, la sua consueta verve da predicatore di strada: il presidente di Libera”, chiama fatti e personaggi ciascuno con il proprio nome, veste i panni del maestro pronto ad ammonire gli allievi distratti e per oltre un ’ ora incanta la platea studentesca e non solo, prima di ricevere il premio “ l ’ Operatore d ’ oro ”, giunto ormai alla VII edizione, che, ieri mattina, gli studenti degli istituti vibonesi hanno deciso di conferirgli per il suo impegno “ a liberare chi non è libero divenendo punto di riferimento per i giovani che non cercano adulti perfetti, ma persone credibili ed appassionate ” . A parte i rappresentanti delle istituzioni, della Chiesa, delle forze dell'ordine, delle vittime della mafia, erano diverse centinaia gli studenti delle scuole superiori che sotto il sole nel cortile del “Morelli” hanno ascoltato la parola sferzante del prete antimafia.
Le domande poste da una delegazione di giovani sono state lo spunto per don Ciotti per richiamare tutti alla responsabilità o meglio alla corresponsabilità se si vuole veramente sconfiggere la mafia ovunque si annidi e comunque si chiami. A riguardo vogliamo partire dal suo messaggio finale quando ha detto che di fronte ai bivi che la vita ci pone bisogna avere il coraggio di fare anche scelte scomode, rifiutare i compromessi, scegliere da che parte stare senza temere di percorrere la strada più difficile, in salita. Una strada che ha definito delle “tre ci”: continuità, condivisione e corresponsabilità. Ma tra tutte deve prevalere il concetto di corresponsabilità quando ha ribadito che bisogna mettere assieme i tanti no alla mafia, allo sfruttamento. Il “no” deve quindi trasformarsi in un “noi”, senza fermarsi alla denuncia ma arrivare alla proposta, al progetto per alimentare la speranza di tutti.

“Il noi vince”! Basti pensare a quel milione di persone che hanno firmato, mettendoci la faccia, per la legge di confisca dei beni ai mafiosi da utilizzare poi per fini sociali. Il problema più grave, ha osservato don Ciotti, è di quelli che guardano e lasciano fare, non affidandosi solo allo Stato. Non è così. Ci vuole un cambiamento. Ai valori di giustizia, dignità umana propugnati dalla Costituzione occorre «una terza gamba» la «responsabilità nostra. La spina dorsale della democrazia e della costituzione si chiama responsabilità ». Un invito pure alla politica: il primo codice etico è il rispetto della costituzione. Ha esortato i giovani a innamorarsi della vita, senza mai fermarsi e ha raccontato brevi flash della sua esistenza di ultra sessantenne. Quando, a 17 anni, incontrò su una panchina di Torino un medico solo e disperato (morirà cinque mesi dopo) che lo invitò a vigilare sui giovani che in un bar mescolavano farmaci e alcol. Era l'inizio della piaga-droga. E come per tre anni sia vissuto sui treni di Porta Nuova e come tuttora viva tra i giovani e i poveri. La sua sofferenza maggiore: gli insulti, il fango, la cattiveria raccolti in un dossier di 16 pagine. La scorta? Non una rappresentanza ma una necessità dopo che per due volte hanno provato a ucciderlo. E basta con la separazione tra giovani e anziani. Il compito di“Libera”è quello di armonizzare. Educare. Un compito che non è solo della famiglia e della scuola, ma che ha bisogno di tutte le realtà chiamate a convergere nel grande progetto della “Città educativa”. Non c'è educazione senza relazionarsi e confrontarsi. Sottolineato che i valori non si trasmettono ma si testimoniano, si è soffermato sui media. «Il Vangelo - ha ricordato Don Ciotti - è incompatibile con le mafie. I loro componenti sono fuori dalla comunione della Chiesa».

In mattinata prima dell'abbraccio con gli studenti, don Ciotti si era incontrato su sua richiesta col prefetto Michele Di Bari.

Top secret il contenuto del colloquio, ma è da pensare che il coordinatore di “Libera” si sia anche voluto congratulare con il Prefetto per il suo impegno a favore della legalità in una provincia a dir poco molto difficile.

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 Mercato coperto, firmato l’accordo per la ristrutturazione di parte dello stabile di Via delle Clarisse

E’ stato siglato in Prefettura l'accordo per la definitiva ristrutturazione dello stabile di via Clarisse, chiuso oramai da mesi per problemi inerenti la sicurezza e l'igiene.
I lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza verranno avviati tra qualche giorno. L’importo per la realizzazione dei lavori è complessivamente di €110.000.

All’incontro, convocato dal Prefetto, dott. Michele di Bari, erano presenti l'assessore comunale ai Lavori pubblici Giorgio Modafferi, il  comandante provinciale dei Vigili del fuoco Antonio Casella e dal segretario provinciale aggiunto della Cisal Filippo Curtosi.

«A permettere la soluzione del delicato problema - ha sottolineato, tra l'altro, al termine dell'incontro il segretario  provinciale Curtosi - è stato l'autorevole e concreto intervento del prefetto, la cui qualificata mediazione ha favorito il raggiungimento di un'intesa che sembrava disperata, ma che in realtà è stata poi conseguita  anche grazie  alla preziosa ostinazione della Cisal che ha ricorso a tutti gli strumenti a sua disposizione per tutelare gli interessi dei lavoratori e a salvaguardarne soprattutto dignità e posto di lavoro».

«Ringraziamo il prefetto perla sempre più ferma determinazione con cui ha seguito e concluso la complessa operazione - ha aggiunto sempre Curtosi, - che permette, soprattutto, ai contadini vibonesi di poter rientrare al loro posto di lavoro.

Ancora una volta la Cisal desidera esprimere il suo più vivo apprezzamento al prefetto Di Bari senza la cui passione, autorevolezza e impegno sarebbe stato difficile condurre a conclusione la trattativa.
 
Egli - hanno evidenziato infine i tre sindacalisti - nell'affrontare e propiziare le condizioni per risolvere il problema ha ricorso a tutta la sua volontà e capacità professionale dimostrando ancora una volta di avere a cuore tutti i disagi che angustiano la città ed il suo territorio.
 
Non possiamo, infine, non ringraziare anche il sindaco, l'assessore Modafferi ed il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Casella per aver condiviso la strategia vincente proposta dallo stesso Prefetto».
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 INAUGURAZIONE BIBLIOTECA COMUNALE DI PARGHELIA 11 maggio 2013

SABATO 11 MAGGIO 2013, alle 17:30, presso la scuola elementare “ San Giovanni Bosco” di Parghelia (VV), è stata inaugurata, alla presenza di S. E. il Prefetto di Vibo Valentia, la Biblioteca comunale.
La biblioteca è stata sistemata da alcuni cittadini che hanno aderito all’esigenza condivisa dall’intera comunità di attrezzare spazi culturali comuni.
La d.ssa Emanuela Greco, Commissario Straordinario del comune ha aperto la manifestazione presentando le autorità e i relatori e ringraziando tutti i cittadini e le associazioni operanti sul territorio che, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Durante la manifestazione culturale, che ha visto una consistente presenza di pubblico, sono intervenuti il prof. Roberto Mazzitelli, responsabile del progetto di sistemazione della biblioteca e il dott. Floriani Gilberto -Direttore del sistema bibliotecario vibonese - che hanno sottolineato l’impegno profuso dalle associazioni e dai cittadini di Parghelia, ed hanno ribadito la valenza dell’iniziativa portata a termine anche grazie al sostegno dell’Amministrazione Straordinaria di Parghelia.
A conclusione dei lavori S.E. il Prefetto di Vibo Valentia, dott. Michele Di Bari, illustre e gradito ospite della serata, ha sottolineato l’importanza delle biblioteche e della diffusione della cultura sin dall’antichità, apprezzando gli sforzi compiuti dai volontari per dare al loro paese uno spazio di confronto e di sviluppo culturale.
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 Forze dell’ordine e associazioni ricordano le vittime del dovere e delle mafie

Ricordati ieri mattina tutti i “ martiri ” del dovere, del terrorismo e delle mafie che, molto spesso, la società tende a dimenticare. La toccante commemorazione è avvenuta, ieri mattina, nel corso di una manifestazione che si è svolta nell ’ auditorium della Scuola allievi agenti di polizia di Stato.
Al Memorial Day, promosso dal Sap, dalla Fondazione “ Antonio Scopelliti ” e dal movimento antimafia “ Ammazzateci tutti ” , hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto di Vibo Valentia, dott. Michele di Bari, l ’ on. Rosanna Scopelliti (Pdl), il procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo, il questore Angelo Carlutti, il comandante provinciale dei carabinieri ten. col. Daniele Scardecchia, il comandante della polizia penitenziaria Domenico Montauro e il presidente dell ’ associazione “ Ammazzateci tutti ” Aldo Pecora.

Parole forti quelle pronunciate dall ’ on. Scopelliti, figlia del giudice, Antonio Scopelliti, trucidato da Cosa nostra, la quale ha affermato che le vittime delle mafie sono tutte uguali. «Non ci sono vittime – ha sottolineato la parlamentare – di seria A o di serie B. Queste persone cadute nell’adempimento del proprio dovere vanno ricordate tutte allo stesso modo. Le future generazioni devono conoscere gli “ eroi ” che hanno lottato per difendere le istituzioni democratiche».

Sulla necessità di ricordare questi “ eroi silenziosi ” si è soffermato il prefetto di Bari. «È un dovere da parte della nostra società ricordare queste persone che hanno dato il loro sangue per farci vivere meglio».
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 Comune di Acquaro. Sanzione per mancato rispetto dei livelli minimi di copertura dei costi di gestione dei servizi medesimi

A seguito delle attività di verifica delle certificazioni pervenute in Prefettura, dimostrative della copertura tariffaria del costo di alcuni servizi per l’anno 2012 degli Enti locali della provincia di Vibo Valentia che presentano una situazione di deficitarietà strutturale, il Prefetto Dott. Michele di Bari ha adottato, nei confronti del Comune di Acquaro, ai sensi dell’art. 243 del T.U.O.E.L, nonché del Decreto Ministeriale del 20 dicembre 2012, il provvedimento in data 3 maggio u.s., relativo all’applicazione della sanzione prevista nei casi di mancato rispetto dei livelli minimi di copertura dei costi di gestione dei servizi medesimi.
Trattasi, in particolare, del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per i quali la normativa vigente impone la copertura, da parte degli Enti locali che versano in situazione di deficitarietà strutturale, dei relativi costi di gestione in misura non inferiore al 70%.

La sanzione, che si applica sulle risorse attribuite dal Ministero dell’Interno ai Comuni a titolo di trasferimenti erariali, è pari all’1% delle entrate correnti risultanti dal certificato di bilancio di cui all’art. 161 del D. Lgs. n. 267/2000 del penultimo esercizio finanziario rispetto a quello in cui viene rilevata la mancata osservanza dei suddetti limiti di copertura.

Il provvedimento in questione è stato trasmesso alla Direzione Centrale della Finanza locale per il seguito di competenza.
Pubblicato il 07/05/2013 ultima modifica il 20/04/2011 alle 09:33:04

 Demolizioni Opere Abusive. Giù in un’ora l’edificio costruito in riva al mare

Un’ora di ruspa per liberarsi definitivamente dell’ecomostro in località Fornace della Marinella a Pizzo Calabro. L’immobile a due piani da venerdì 3 maggio u.s. non c’è più. Costruito alla fine degli anni Sessanta, a due passi dal bagnasciuga, l’edificio è stato un simbolo di una Calabria senza regole e senza amor proprio.
Ad assistere alle operazioni, oltre al sindaco Gianluca Callipo e al prefetto Michele di Bari, c’erano anche il procuratore Mario Spagnuolo, il presidente del Tribunale Roberto Lucisano, il magistrato Fabio Regolo, il questore Angelo Carlutti, i comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di finanza e del Corpo forestale, Daniele Scardecchia, Paolo Valle e Lorenzo Lopez e il comandante della Capitaneria di porto Paolo Marzio. C’erano anche alcuni alunni della scuola “Amerigo Vespucci” di Vibo Marina, accompagnati dal dirigente scolastico Maria Salvia. La scolaresca ha avuto modo di partecipare a una autentica lezione sulla legalità che rimarrà ben in mente agli studenti.
La salvaguardia dei principi di legalità, perseguibile innanzitutto attraverso la fattiva collaborazione tra istituzioni, è stato il concetto sottolineato anche dal prefetto Michele di Bari e dal procuratore Spagnuolo, che hanno rimarcato il forte valore simbolico di questa demolizione, scaturita dalla proficua sinergia che si è instaurata tra le diverse autorità coinvolte. «Un evento forte mente simbolico, per certi versi unico» ha sottolineato il rappresentante del governo.

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 Il Prefetto di Vibo Valentia, Di Bari: In calabria non si riscuote

I fabbisogni standard hanno visto giusto: in Calabria i comuni riscuotono poco e male le proprie entrate tributarie. A pochi giorni di distanza dall'approvazione dei parametri statistici (si veda ItaliaOggi del 20/4/2013) previsti dal federa­lismo fiscale (su cui dall'anno prossimo saranno calcolati i trasferimenti agli enti locali) arriva la conferma che quel dato, che vede i municipi calabresi portare a casa solo il 37% del totale da riscuotere, è drammaticamente vero.
Tanto che per bacchettare i sindaci sono scese in campo le prefetture. Il primo a volerci vedere chiaro è stato il prefetto di Vibo Valentia, Michele di Bari, che ha avviato un'attività di monitoraggio, unita ad un'azio­ne di sensibilizzazione nei confronti dei co­muni, per capire le ragioni del flop riscossio­ne. Un flop che poi si traduce negativamente su tutta l'attività amministrativa dei comuni calabresi.

Sì, perché non riscuotere i tributi porta i sindaci a non avere risorse per pa­gare i fornitori, li costringe a chiedere an­ticipazioni di cassa di notevole entità e ad iscrivere a bilancio residui passivi di elevato ammontare e di difficile riscossione. Ma so­prattutto dà il via a un lento e inesorabile percorso verso l'indebitamento struttura­le, preludio alla dichiarazione di dissesto. L'indagine della prefettura di Vibo prende in considerazione gli anni dal 2007 al 2010 e salva solo la riscossione della vecchia Ici, l'unica a essersi mantenuta su livelli apprez­zabili nei comuni della provincia vibonese. Ma quando l'analisi si sposta alla l'arsa o al servizio idrico integrato, iniziano i proble­mi, perché i comuni o non riscuotono nulla o confermano percentuali di recupero infe­riori al 40%.

La prefettura calabrese lancia l'allarme: urgono «iniziative urgenti e improcrastinabili per la riscossione delle entrate proprie, ai fini di una corretta gestione della contabilità pubblica, oltre che per non incor­rere nella responsabilità amministrativa in presenza di danno erariale arrecato all'ente».

Di Bari elenca al­cune priorità: poten­ziamento degli uffici tributi, miglioramen­to dei collegamenti informatici tra questi e l'Agenzia delle En­trate e del Territorio. Senza dimenticare l'affidamento tramite gara del servizio di ri­scossione o la gestione diretta dello stesso che è poi la prospettiva che dovrebbe diventare realtà per i comuni a partire dal prossimo 1° luglio, quando i sindaci saranno costretti a lasciare Equitalia e ad affidare con gara il servizio o, in alter­nativa' a gestirlo all'interno dell'ente. Pecca­to chela scadenza, già oggetto di numerose proroghe negli ultimi due anni, sarà con ogni probabilità nuovamente differita. E con essa anche le inefficienze fino ad oggi accumulate dai comuni italiani sul fronte della riscossio­ne locale.

«L'indagine della prefettura di Vibo fotografa una realtà che è il frutto di anni di abbandono e di esternalizzazioni a soggetti non idonei», sottolinea a ItaliaOggi Franco Tuccio, presidente dell'Anutel, l'associazio­ne che raggruppa gli uffici tributi degli enti locali. «La ricetta per recuperare efficienza è solo quella di riportare le attività di accer­tamento e riscossione all'interno degli enti. In quest'ottica, l'uscita di scena di Equitalia rappresenta una chance da non sprecare. A condizione però che anche il legislatore tor­ni sui suoi passi e ripristini l'incentivo per l'accertamento, previsto per l'Ici e non più in vigore per l'Imu. È stata una scelta miope che ha favorito le esternalizzazioni. Con i risultati che abbiamo visto».

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