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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

NOTIZIE

 

 VIBO VALENTIA – APPRODO AL PORTO DI VIBO MARINA DI 835 MIGRANTI

Ad attenderli al porto di Vibo Marina, sotto un sole inclemente, c'erano i Cara­binieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, gli operatori del 118, la Prote­zione civile e i volontari. Al­l'imbrunire, dalla banchi­na del porto, si è comincia­ta a intravedere la nave Dattilo della Marina Mili­tare con a bordo il suo cari­co umano: 845 persone. 615 uomini e 189 donne e 31 minori accompagnati.

Questi i numeri dell’ultimo sbarco di ieri sera sulle coste del Vibonese.

I mi­granti, giunti dalle coste libiche, sono stati prelevati dall'incrociatore Dattilo della Marina militare. La loro etnia è subsahariana, provengono quindi dal grande entroterra dell'A­frica.

La nave ha attraccato al porto di Vibo Marina alle 19.30, e dopo un quarto d'ora è cominciato lo sbar­co. Notevole punto messo a segno dai militari, i quali hanno identificato tra gli 800 migranti sei scafisti, della stessa nazionalità dei passeggeri, con quali forse speravano di confondersi. Immediate le operazioni di identificazione e poi lo screening sanitario a cura del personale addetto. Quindi lo smistamento e le operazioni per il ricollocamento, in quanto quello di Vibo Marina è solo un pun­to di approdo, poi i migran­ti, nella tarda serata di ieri, sono stati trasportati, tra­mite autobus, presso i cen­tri di accoglienza del Cen­tro e Nord Italia

 L'opera­zione è stata programmata nei dettagli già nella matti­nata di ieri. Sede di un briefing , dove si sono mes­se a punto le varie fasi del­l'intervento, la Capitaneria diporto di Vibo Marina.

Al­la riunione, presieduta dal Prefetto Giovanni Bruno, al quale sono state affidate le attività di accoglienza, erano presenti le forze del­l'ordine e il personale del 118. Un'operazione com­plessa, svolta professiona­lità e grande spirito uma­nitario dai militari e dai sanitari presenti sulla ban­china del porto. Un lavoro non semplice, e non solo per il disbrigo delle procedure amministrative di identificazione, ma anche per l'a­spetto umanitario dell'in­tera operazione.

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 VIBO VALENTIA – CONFERENZA STAMPA IN PREFETTURA SUI RISULTATI DELLE OPERAZIONI DI CONTRASTO ALL’EVASIONE TICKET SANITARI.

Si è svolta ieri presso la Prefettura di Vibo Valentia la conferenza stampa illustrativa dei risultati delle operazioni di contrasto nella provincia al fenomeno dell’evasione dei ticket sanitari.
Alla presenza del Prefetto Giovanni Bruno, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Paolo Valle, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate di Vibo Valentia Claudia Cimino, il Direttore amministrativo dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia Francesco Procopio hanno reso noti i risultati delle recenti verifiche, nel settore delle esenzioni ticket per reddito, svolti sinergicamente da Guardia di Finanza, A.S.P. ed Agenzia delle Entrate.
I controlli hanno riguardato gli anni 2011 e 2012, dai quali sono emerse 9.388 posizioni irregolari, per un ammontare pari a quasi un milione e seicento mila euro di importo non corrisposto alla quota di partecipazione alla spesa sanitaria.

Un grave danno perpetuato ai servizi sanitari del territorio provinciale, cui le risorse sono state sottratte.    

Alla base dell’operazione di verifica e di recupero è stata posta la documentazione del M.E.F. che, attraverso un controllo incrociato dei dati ricevuti dalle varie Aziende sanitarie provinciali, ha tracciato una vera e propria “black list”. A questa attività si è aggiunta quella del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e recupero Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, in sinergia con la ragioneria Generale dello Stato, focalizzata sull’analisi di rischio dei ticket sanitari e quindi finalizzata individuare il possibile accesso indebito alle esenzioni dal ticket per reddito su prestazioni farmaceutiche e specialistiche a carico dei sistemi sanitari regionali, realizzato attraverso false autocertificazioni da parte dei beneficiari.

Un'ulteriore distinzione verrà effettuata tra evasori “forti”, ovvero quelli che hanno usufruito di prestazioni sanitarie superiori ad un im­porto di 500 euro (608, con una manca­ta quota di partecipazione alla spesa pari a circa 471mila euro), e chi ha in­vece evaso meno di 500 euro (7.732 utenti, che hanno inciso per circa un milione 112 mila euro). Infine la posizio­ne dei 1.048 utenti che hanno evaso somme inferiori a 10 euro verranno stralciate poiché la riscossione non sarebbe eco­nomicamente sostenibile. 

«Le posizioni più rilevanti- ha spiegato il Direttore sanitario dell’A.S.P., Procopio - verranno convocate personalmente dai distretti sanitari per accertamenti più completi e per definire la rateizza­tone degli importi». Vi sarebbero in­fatti anche casi in cui sono stati evase cifre di oltre 3.000 euro. «Per tutti gli altri scatterà un piano di recupero re­so possibile da una convenzione con Poste che prevede l'invio di raccoman­date e la rendicontazione degli esiti di consegna così come dei pagamenti”

 Infine la sanzione, per nulla da sottovalutare: «Chi non fosse in condi­zione di dimostrare il suo  effettivo diritto all'esen­zione per reddito e non sa­nerà la sua posizione, verrà inibito dall'accesso a nuove prestazioni specialistiche ambulatoriali a carico del Servizio Sanitario Nazionale». Una misura drastica che «deve però servire ad arginare una situazio­ne preoccupante, anche in considerazione delle file e dei problemi di ordine pubblico causati dalla marea di perso­ne che sono andate a presentare auto-certificazioni presso gli sportelli”.
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