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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

NOTIZIE

 

 EMERGENZA RIFIUTI. L’ordine perentorio del prefetto: «La città pulita entro domenica».

«ENTRO domenica la città dovrà essere pulita». Lo ha ripetuto più volte il prefetto Giovanni Bruno nel corso dell’incontro tenutosi ieri all’Ufficio territoriale del governo alla presenza dei rappresentanti della Progettambiente, azienda aggiudicataria del servizio di raccolta dei rifiuti a Vibo Valentia, dei rappresentanti del Comune di Vibo e del vicecapo di gabinetto Sergio Raimondo.
Secondo la massima autorità del territorio, il limite è stato largamente superato nella giornata di martedì quando gli uffici comunali sono stati chiusi per motivi di ordine pubblico: «Ma non può esistere questa cosa. Ci saranno delle sanzioni disciplinari per chi ha firmato questa disposizione. Mi preoccupa, da uomo di Stato, la gestione dei cittadini che pagano le tasse in forma esagerata rispetto ai servizi che ricevono».
«Tenere in ostaggio una città per interessi individuali e sindacali è scandaloso. Questo territorio è abituato a subire pressioni ed ottenere le cose, giuste o sbagliate che siano», ha continuato il prefetto nel sottolineare come i diritti dei lavoratori devono sempre essere tutelati ma mai estremizzati.
 
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 Sicurezza e tutela dell’incolumità pubblica in occasione dell’accensione di fuochi artificiali – Autorizzazione ai sensi dell’art. 57 T.U.L.P.S.

 

Pervengono a questa Prefettura diverse richieste di chiarimenti in merito alla circolare n. 26468 del 30 luglio 2014 con particolare riferimento all’acquisizione del parere da parte della Commissione tecnica di cui all’art. 49 del T.U.L.P.S. per l’individuazione dei siti idonei all’accensione dei fuochi artificiali.Al riguardo, si ribadisce che il rilascio delle autorizzazioni per lo sparo di fuochi artificiali è imprescindibilmente legato all'esigenza di evitare danni e pericoli alle persone, alle cose ed all'ambiente, pertanto, lo stesso deve essere strettamente legato alla verifica dell'idoneità dei luoghi individuati per lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico.

Per tutte le informazioni e la documentazione necessaria consultare l'apposita sezione di questo sito nell'area "Come fare per" e poi "Esplosivi" o nella sezione in evidenza presente nel menù a destra oppure cliccando sul link sottostante.

FUOCHI ARTIFICIALI – Autorizzazione ai sensi dell’art. 57 T.U.L.P.S.

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 Processioni e fuochi, giro di vite. La circolare del prefetto Bruno inviata ai sindaci della provincia con l’obiettivo di evitare che certi eventi siano usati per lanciare messaggi mafiosi.

Una precisa chiamata alla responsabilità per sindaci e commissari straordinari arriva dal
prefetto Giovanni Bruno in ordine allo svolgimento di manifestazioni pubbliche, specie religiose, e all’accensione di fuochi artificiali. Per il rappresentante territoriale del governo è ora di stabilire regole chiare in relazione alle quali, nella loro qualità di autorità locali di pubblica sicurezza, se ne deduce che i sindaci non possono più semplicemente delegare alle forze dell’ordine o ad autorità superiori ma devono assumersi precise responsabilità.

Il prefetto dà così seguito a quanto già anticipato in diversi incontri tenutisi presso la locale prefettura, richiamando ufficialmente e con forza l’opportunità di un raccordo tra amministratori locali e forze di polizia in occasione di manifestazioni pubbliche. Ciò al fine di evitare che le stesse festività vengano strumentalizzate o siano appannaggio di organizzazioni criminali che le possono utilizzare per veicolare messaggi di clan mafiosi, soggetti pregiudicati o delinquenti abituali.
I sindaci secondo la nuova direttiva prefettizia inviata ai comuni e alle forze di polizia, sono tenuti a segnalare all’Ufficio territoriale del governo ogni anomalia di rilievo che dovesse verificarsi in occasioni di questa natura.

Lo stesso prefetto provvederà poi a convocare, di volta in volta, apposite riunioni di coordinamento tra forze di polizia e Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nell’ambito delle quali saranno esaminate le diverse problematiche emerse.

Discorso conforme sull’utilizzo di fuochi artificiali, argomento rispetto al quale la prefettura chiarisce di aver già richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire ogni condizione di sicurezza e d’incolumità pubblica, invitando le autorità competenti al rilascio di un’apposita autorizzazione (ex art. 57 del T.U.L.P.S.) e a richiedere il preventivo parere della commissione tecnica per le sostanze esplodenti.
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 COMUNE DI SAN CALOGERO. Scioglimento prorogato.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del titolare del dicastero agli Interni Angelino Alfano, ha deciso la proroga dello scioglimento del consiglio comunale. Quindi, per i prossimi sei mesi a gestire l’amministrazione del popoloso centro abitato sarà la terna commissariale nominata dal Ministero e composta dal viceprefetto aggiunto Alberto Monno, dal viceprefetto Andrea Cantadori e dal funzionario economico-finanziario Antonio Corvo.
Lo scioglimento del civico consesso per infiltrazioni mafiose era stato decretato nel maggio del 2013. Nelle motivazioni del decreto è stato descritto il ruolo di un dipendente, indicato come «responsabile dell’Area tecnica», nel cui ufficio «sono stati individuati i maggiori elementi indicativi di forme di condizionamento». La commissione d’accesso ha anche rilevato «criticità in molti settori e servizi dell’ente».

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 “Ex articolo 7”, strada in discesa. Il prefetto Giovanni Bruno ha ricevuto i precari per ricollocarli nei Comuni.

È SLITTATO all’inizio della prossima settimana il previsto incontro tra l’assessore regionale al Lavoro, Nazzareno Salerno, e i lavoratori cosiddetti “ex articolo 7” già in servizio presso l’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia, che avrebbe dovuto tenersi ieri mattina in prefettura. Mancano ancora alcuni dettagli (nello specifico
una firma sul decreto per il loro passaggio a Calabria lavoro) ma i 76 lavoratori sono stati comunque ricevuti dal prefetto Giovanni Bruno che si era attivato nei giorni scorsi per favorire il loro passaggio presso gli enti locali e ministeriali che si sono detti disponibili ad accoglierli in servizio, a costo zero.

Questo in attesa che la loro posizione venga ulteriormente chiarita e che gli stessi possano avviarsi verso un percorso che tende, come ultima e auspicata meta, alla definitiva stabilizzazione. Un lavoro serrato e tenace quello condotto dal prefetto che, già da alcune settimane, ha avviato una serie di interlocuzioni con comuni, Azienda sanitaria provinciale e Tribunale, per far sì che gli stessi precari possano confluire in questi enti una volta espletato il percorso burocratico per il loro passaggio dalla Regione Calabria, ente al quale formalmente sono in carico, all’azienda in house della stessa Regione, Calabria lavoro, e, da quest’ultima, agli enti utilizzatori. Ora la vertenza sembra essere arrivata ad una fase cruciale che dovrebbe portare ad una sua definizione nei prossimi giorni.

Intanto il rappresentante territoriale del governo si è portato sensibilmente in avanti con il lavoro, ricevendo nel suo ufficio, per tutta la mattinata e il pomeriggio di ieri, gruppi di 10 lavoratori per volta allo scopo di incrociare le richieste già pervenute dai comuni, definite anche sulla base delle professionalità ricercate, con le aspettative e le competenze degli stessi lavoratori.

Raggiunta l’intesa, la strada si presenta ora in discesa per i lavoratori che, ad ogni occasione, non mancano di ringraziare il prefetto Bruno per l’indispensabile opera di mediazione e l’infaticabile attività di facilitatore che ha rivestito nell’intera vicenda.
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