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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

NOTIZIE

 

 EMERGENZA RIFIUTI. Il prefetto Giovanni Bruno allerta l’esercito.

Giovanni Bruno per molti è già il «prefetto di ferro». Il capo dell’Ufficio territoriale del governo di Vibo Valentia passerà alla storia come il primo ad aver “commissariato” una funzione religiosa. E con largo anticipo rispetto ai fatti di Oppido. Anzi, alla scorsa Pasqua, in occasione delle tradizionali Affruntate, ne commissariò due: a Stefanaconi e Sant’Onofrio. Ora potrebbe passare alla storia anche per aver chiamato, per la prima volta in Calabria, l’Esercito a contrastare l’emergenza rifiuti.
Il prefetto Bruno ha allertato i militari con lo scopo di esorcizzare il rischio che Vibo Valentia diventi una città pattumiera durante il cambio delle consegne tra la Eurocoop, il cui contratto è ormai scaduto da un pezzo, e la Progettambiente, azienda aggiudicataria del servizio di raccolta dei rifiuti sulla scorta del nuovo bando emanato dall’amministrazione comunale.
E’ una fase carica di tensioni, in una città che nei rifiuti si ritrova ciclicamente ad affogare. Gli oltre ottanta operatori ecologici in forza all’Eurocoop chiedono di essere tutti riassorbiti dalla Progettambiente, ma il Comune (peraltro già in dissesto) ha tagliato drasticamente i costi: non ci sono i soldi, dunque, per assicurare la prosecuzione del lavoro per tutte le maestranze e il clima, davanti al baratro della disoccupazione, si fa rovente. Il fronte dei lavoratori è compatto: «Tutti o nessuno», il grido delle tute arancio.

Mentre Slai Cobas e Ugl, sinistra e destra del sindacato, si ritrovano a combattere una battaglia dura e unitaria ad oltranza, ieri si è svolta una marcia pacifica, benché controllata da poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa, che ha attraversato la città facendo tappa nei suoi diversi presidi istituzionali.
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 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INCONFERIBILITA' E INCOMPATIBILITA' DI INCARICHI PRESSO LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

In adempimento delle disposizioni impartite dal Ministero dell'Interno, ai sensi  e per gli effetti  dell'articolo 20 del decreto legislativo nr.39/2013 , il Prefetto e i Dirigenti in servizio presso la Prefettura di Vibo Valentia hanno reso le dichiarazioni relative all'insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità rispetto agli incarichi assegnati singolarmente riferite a ciascun incarico ricoperto.
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 DINAMI. Il prefetto Giovanni Bruno partecipa alla processione della Madonna della Catena.

Un segnale forte quello lanciato dal prefetto Giovanni Bruno che domenica scorsa ha partecipato alla processione della Madonna della Catena, con il corteo guidato dal parroco uscente don Pietro Carnevale e dal suo successore don Felice Palamara. Alla luce di quanto successo ad Oppido Mamertina (con l’inchino della statua della Madonna delle Grazie sotto
la finestra del boss) e San Procopio, un modo, da parte del rappresentante del Governo, di dimostrare la presenza dello Stato anche nelle piccole realtà dove è facile per la criminalità organizzata penetrare nel tessuto sociale.

Per la popolazione di Dinami la presenza del prefetto Giovanni Bruno, che nel corso della processione era affiancato, tra gli altri, dal comandante provinciale dei carabinieri Daniele Scardecchia, ha costituito un vero motivo di soddisfazione.

Un gesto che la popolazione di Dinami ha molto apprezzato e fortemente condiviso.

Anche il primo cittadino ha espresso tutta la sua soddisfazione: «La improvvisa e più che gradita presenza del prefetto Giovanni Bruno - ha, poi, dichiarato il sindaco Maria Ventrice – ha rappresentato una importante testimonianza istituzionale che la popolazione ha dimostrato di apprezzare.

Insomma, Dinami con la partecipazione del prefetto Giovanni Bruno si è sentita gratificata. A trovarne giovamento morale e spirituale sono stati soprattutto i cittadini più sofferenti «che hanno visto di buon grado - ha chiosato il sindaco - la spontanea visita di Sua Eccellenza».
 
Il prefetto (al centro accanto al colonnello Scardecchia) alla processione della Madonna della Catena
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 ISTITUZIONI. “Il Prefetto giusto al posto giusto”. L’elogio al Prefetto del sindaco di Gerocarne e dirigente del Pd provinciale Papillo.

Parole di elogio e approvazione arrivano all’indirizzo del prefetto Giovanni Bruno, sono arrivate da parte del primo cittadino di Gerocarne nonché dirigente di primo piano del Pd vibonese Vitaliano Papillo, che definisce il capo dell’U.T.G. «l’uomo delle istituzioni di cui la nostra provincia, in questo momento più che mai dilaniata dalle “solite emergenze”, necessitava con urgenza».
Papillo, continua annotando che «Il prefetto Bruno è la persona giusta nel momento giusto e nel giusto posto, pronto a prendere di petto ed affrontare i problemi del territorio, con pragmatismo e determinazione, anche quando non sarebbero di sua specifica competenza».

«Dal problema acqua, laddove si è attivato a far si che ogni comune che si approvvigiona da fonti proprie si dotasse di idoneo attestato di potabilità, alla presa di posizione sullo stato di degrado delle arterie viarie provinciali, e così via».

«In questo, e tanto altro, il prefetto è stato sempre in prima linea, dimostrando vicinanza ai problemi della società e del territorio che, in meno di un anno dal suo insediamento, è riuscito spesso a risolvere, assumendosene personalmente carico e coinvolgendo gli altri soggetti istituzionali nella loro gestione. In questa prospettiva il capo dell’U.T.G. di Vibo ha inteso anche dare ai sindaci il ruolo che loro compete, responsabilizzandoli e spronandoli ad attivarsi laddove s’intravedono criticità».
Ecco che, dunque, il sindaco di Gerocarne non può non formulare un pieno e convinto plauso al prefetto Bruno «che sinora ha dimostrato di avere quel sentimento di amore verso il territorio che anche io – azzarda – ho più volte cercato di promuovere come elemento di stimolo alla cura ed al rispetto dei luoghi in cui viviamo, che spesso sono dei gioielli deturpati da brutture che basta poco a rimuovere»
 
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 Pulizia strade, Soluzione trovata dopo il diktat del prefetto.

«O da qui usciamo con un piano operativo che parta mattina di lunedì o io chiuderò le strade provinciali».
Un vero e proprio diktat quello che ieri i rappresentanti della Provincia e dei comuni della costa si sono sentiti rivolgere dal prefetto Giovanni Bruno. Un diktat mirato ad avviare quel decespugliamento delle strade provinciali che ancora, non si sa perché, non è partito. Considerato che le erbacce, sempre più rigogliose ai lati delle strade, soprattutto nella zona costiera, ne pregiudicano spesso la sicurezza, il prefetto ha deciso di vederci chiaro convocando i sindaci interessati. In prefettura sono giunti il dirigente della Provincia Giacomo Consoli, con alcuni collaboratori, insieme ai sindaci o loro delegati dei nove Comuni costieri: Pizzo, Vibo, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera. Presenti anche i rappresentanti del Consorzio di Monteporo. Agli intervenuti il prefetto, assistito dal vice Raimondo, ha espresso preliminarmente la sua perplessità per aver dovuto convocare un incontro per avviare e coordinare le operazioni di decespugliamento che, questo l’indiretto corollario, dovrebbe invece partire in automatico già all’inizio della stagione estiva.
La pulizia, ha ribadito, è indispensabile perché ne va di mezzo la sicurezza stessa, l’incolumità degli automobilisti. Insomma, se non s’interviene, ci troveremmo di fronte ad una questione di ordine pubblico. «Esigo – ha tuonato il prefetto- che oggi usciamo da qui con un piano preciso e pronto a partire lunedì mattina. Altrimenti mi vedrò costretto a chiudere quelle strade.».
Dopo un vario dibattito sui problemi di personale ed economici che gli enti hanno e che non gli consentono di operare come vorrebbero, la soluzione è stata data trovata grazie anche alla proposta di Domenico Piccione e Mimmo Basile, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio di Monteporo.

In particolare, lunedì mattina quattro automezzi del consorzio provvederanno al decespugliamento. Per due settimane si opererà sulle provinciali della fascia costiera, poi si passerà all’interno.

«Un incontro positivo e risolutivo – ha commentato al termine il prefetto –d’altronde così non si poteva andare vanti». «Bisogna essere pratici e fattivi –ha commentato - se si vuole addivenire alla soluzione di un problema. Ed anche oggi mi sembra che ci siamo riusciti». Il prefetto ha anche assicurato che controllerà personalmente che quanto stabilito venga rapidamente fatto.
 
 
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 NETTEZZA URBANA, stop al sit-in di protesta. Il Prefetto precetta i lavoratori

Cala come una mannaia sui lavo­ratori del comparto della nettez­za urbana la precettazione per interruzione di pubblico servizio notificata dal prefetto Giovanni Bruno.

L’ordinanza della Prefettura nei confronti degli ex Eurocoop era stata fatta nella giornata di martedì, solo ieri però è stata comunicata ai lavoratori. Il pugno duro del prefetto si è fatto sentire e, proprio per questo motivo, ieri notte gli operai sono tornati a lavorare.

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 Un milione di euro del Fondo U.N.R.R.A. per i soggetti in condizioni di marginalità sociale e di bisogno

Le domande devono essere presentate esclusivamente online sul portale https://fondounrra.dlci.interno.it a partire dalle ore 12.00 del 7 luglio fino alle ore 12.00 del 7 agosto 2014
Con direttiva del 13 maggio 2014 il ministro dell’Interno ha determinato per il 2014 gli obiettivi generali, i programmi prioritari e anche i criteri per l’assegnazione dei contributi per complessivi € 1.000.000,00 così ripartiti:
 
  • € 700.000,00 per il finanziamento di iniziative dirette a fornire servizi di accoglienza abitativa, di assistenza ai senza fissa dimora, di distribuzione di alimenti (Azione 1)
  • € 300.000,00 per il finanziamento di iniziative dirette a fornire interventi per il recupero di soggetti che versano in situazione di dipendenza da sostanze alcoliche e/o stupefacenti (Azione 2).
I contributi sono destinati ad interventi socio-assistenziali in favore di persone che si trovano in condizioni di marginalità sociale e in stato di bisogno.

Con bando del Capo Dipartimento in data 4 luglio 2014, sono state fornite le indicazioni sulle modalità di presentazione delle domande di contributo da parte di soggetti pubblici e di organismi privati.

Le domande devono essere presentate esclusivamente online sul portale https://fondounrra.dlci.interno.it a partire dalle ore 12.00 del 7 luglio fino alle ore 12.00 del 7 agosto 2014.
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 PLAUSO DEL PREFETTO ALLE FORZE DI POLIZIA ED ALLA MAGISTRATURA PER L'OPERAZIONE "LIBRA MONEY"

Giorno 1 luglio si è tenuta, presso la Prefettura di Vibo Valentia la conferenza stampa nel corso della quale sono state resi noti gli esiti di mirate attività investigative, magistralmente condotte dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia in sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che hanno consentito di pervenire al sequestro dei beni di considerevole valore, riconducibili al clan Tripodi di Vibo Marina.
I dettagli dell’operazione di polizia sono stati illustrati dal Procuratore Aggiunto della Direzione distrettuale Antimafia, intervenuto in rappresentanza del Procuratore Capo dott. Vincenzo Lombardo, dal Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, dott. Mario Spagnuolo, dal Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Col Daniele Scardecchia e dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, col. Paolo Valle.
 
Il plauso per l’operazione è stato espresso alle forze di polizia ed alla magistratura dal dott. Giovanni Bruno, Prefetto della Provincia che ha presieduto la conferenza stampa.
 
In particolare, il Rappresentante del Governo ha sottolineato la sinergia tra la DDA di Catanzaro e la Procura della Repubblica ordinaria di Vibo Valentia che, nella specie, si è rivelata vincente. Il Prefetto ha rimarcato, inoltre, che le operazioni sul territorio vibonese sono incessanti e consentono di pervenire a grandi risultati. 

Dal canto suo, il Procuratore della Repubblica di Vibo Mario Spagnuolo ha fatto presente che l’azione di contrasto alla criminalità si realizza attraverso la pienezza della giurisdizione. La situazione di crisi economica e sociale che va ormai avanti da più anni e che vede coinvolto soprattutto il Meridione rappresenta un’occasione per l'arricchimento dell’impresa mafiosa che prospera proprio perché non ha i problemi, come ad esempio il ricorso al credito, di quelle che operano con trasparenza. E in più, ha la capacità di infiltrazione nella zona grigia. Per questo - ha concluso il magistrato - l'aggressione ai capitali mafiosi diventa fondamentale e questa indagine, che tocca non solo patrimoni ma anche le imprese, è un’attività meritoria».
 
I colonnelli Daniele Scardecchia dei Carabinieri e Paolo Valle della Guardia di Finanza hanno infine sottolineato l'importanza dei piccoli reparti come quelli territoriali che possono incidere nella lotta alla criminalità e rilevato come dopo l'attacco frontale alla cosca egemone del territorio, cioè quella dei Mancuso con la disarticolazione dell'ala militare in occasione dell'operazione sulla faida tra Patania e Piscopisani, vi è ora questa che abbraccia l'area economico-finanziaria.
 
Il procuratore distrettuale aggiunto Giovanni Bombardieri ha affermato che questa rappresenta «il naturale corollario di un procedimento attualmente in fase dibattimentale» e riguarda «l’aggressione ai patrimoni mafiosi. Un'azione che la Dda ritiene necessaria affiancare all’intervento repressivo custodiale. Il patrimonio messo sotto sequestro, veramente cospicuo, rappresenta il frutto delle attività illecite come estorsioni ed usura. La capacità di Carabinieri e Finanza è stata, dunque, tale da consentire di individuare i legami tra le aziende, spesso intestate a prestanomi, e chiedere il sequestro anticipato dei beni al Tribunale di Vibo».
 
Il dott. Bombardieri ha evidenziato, però, che la situazione di quell’ ufficio giudiziario è drammatica in quanto operano solo 5 magistrati su sette distretti (un fronte di una importante vastità «considerato che va da Paola a Crotone, da Cosenza a Vibo, passando per Catanzaro).
 
Le forze in campo si riducono, ma l'azione di contrasto alla criminalità non cede il passo, soprattutto quella di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati.
 
Il Prefetto, infine, ha espresso grande soddisfazione per il lavoro di squadra svolto dalle forze di polizia e magistratura.
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 SCUOLA. Incontro ieri in Prefettura per i tagli all’organico scolastico.

Su richiesta del presidente del Consiglio d’istituto e del dirigente scolastico del Liceo classico “Morelli” di discutere in prefettura il taglio del contingente organico provinciale di 44 docenti, si è tenuta ieri in Prefettura una riunione presieduta dal prefetto Giovanni Bruno.
Il problema nasce dal taglio di 44 docenti rispetto all’anno precedente prodotto dal coordinatore scolastico provinciale, De Masi, il quale ha operato la riduzione appellandosi al D.P.R. 81 del 2009.

«Il che equivale a dire – ha sostenuto il dirigente scolastico Raffaele Suppa – che saremo costretti a formare classi da minimo 27 alunni e fino a 30. In linea, si potrebbe con quanto prescritto dalla circolare organici. Se non fosse che le nostre scuole, per la maggior parte, versano in una condizione oggettiva che è sotto gli occhi di tutti: interi piani e parti di edificio ancora interdetti da ordinanze dell’ente locale, da visite ispettive con verbali da parte dei vigili del fuoco e con tanto di multe e sanzioni per i dirigenti scolastici». A conferma che le strutture scolastiche del Vibonese versano in una situazione critica, in Prefettura sono intervenuti il comandante dei Vigili del fuoco, ingegnere Casella e il responsabile della Provincia, Consoli. «Le strutture a norma – è stato affermato - sono poche e non si può incrementare l’affollamento delle aule perché si aggrava la situazione».

Il Prefetto dal canto suo, rivolgendosi in particolare al coordinatore scolastico provinciale, ha ribadito che «Le norme igienico-sanitarie e la sicurezza delle scuole non possono essere violate, e che non autorizzerà nessun piano senza il rispetto delle procedure minime di sicurezza». «Bisogna finirla - ha continuato il prefetto - di considerare la scuola un calcolo matematico».

All’incontro sono intervenuti diversi genitori degli allievi del Classico, assolutamente contrari
alla sola ipotesi di mandare i propri figli in aule senza le più elementari norme di sicurezza. «In mezzo ci sono gli alunni – hanno messo in risalto - veri protagonisti di una scuola spesso impegnata a fare proclami sulla legalità, sul rispetto delle regole, sui diritti e i doveri che devono valere per tutti». Il pericolo da evitare è quello che gli allievi da settembre si ritrovino in aule sovraffollate, senza l’adeguamento delle norme di sicurezza.
Presenti all’incontro anche i vertici provinciali delle sigle sindacali che con Raffaele Vitale della Cisl hanno espresso la volontà di risolvere il problema, nel miglior modo possibile, tra organico di diritto e organico di fatto tenendo conto di una «coperta sempre più corta». Sollecitato dal prefetto, il coordinatore scolastico si è detto disponibile di impegnarsi per la soluzione del problema chiedendo maggiori risorse ai suoi organi superiori.
 

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 `NDRANGHETA - "OPERAZIONE LIBRA MONEY" DI GUARDIA DI FINANZA E CARABINIERI NEL VIBONESE

Si è tenuta stamattina in Prefettura una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione congiunta tra Carabinieri e Guardia di Finanza denominata “Libra Money”.

In particolare, in diverse località della provincia di Vibo Valentia, nonché in Roma, Milano, Bologna, Monza, Padova e Messina, i militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Vibo Valentia, supportati dai Reparti competenti sul territorio nazionale, hanno eseguito, in varie regioni d'Italia e sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, un Provvedimento di applicazione di Misure di Prevenzione ai sensi della normativa antimafia, emesso dal Tribunale di Vibo Valentia nei confronti della 'ndrina TRIPODI di Portosalvo di Vibo Valentia.

L'attività, denominata "Libra Money", costituisce il prosieguo dell'indagine "Libra", portata a compimento nel maggio dello scorso anno e che aveva visto, in quella sede, l'esecuzione di 20 Ordinanze di Custodia Cautelare emesse dall'Ufficio G.I.P. della Procura della Repubblica di Catanzaro nonché la contestuale esecuzione di un Decreto di Sequestro preventivo di Beni emesso dalla DDA di Catanzaro per complessivi 40 milioni di euro, che aveva permesso di accertare l'operatività della citata cosca "Tripodi", le dinamiche interne ed esterne, e le illecite attività esercitate mediante:

a. l'infiltrazione, attraverso società direttamente riconducibili ad alcuni esponenti della cosca od intestate a prestanome, perlopiù operanti nel settore dell'edilizia:

     nei lavori pubblici lungo la costa vibonese, dove il sodalizio esercita il proprio predominio;

     in opere pubbliche realizzate in altre località del territorio nazionale;

  1. l'utilizzo di numerose società riconducibili alla cosca, che costituiscono lo strumento per la commissione dei reati e in particolare per l'accaparramento degli appalti, tanto da poter far ritenere la cosca una vera e propria Holding di 'ndrangheta;
  2. l'usura, accertata in particolare nei confronti di un commerciante di autovetture vibonese, divenuto testimone di giustizia ed attualmente sottoposto al piano di protezione;
  3. le estorsioni ai danni di altri operatori economici, attuate anche attraverso l'imposizione:
   del pagamento di fatture per prestazioni in realtà mai eseguite;

   dell'acquisto di beni e prestazioni d'opera dalle ditte riconducibili al sodalizio;

e. il tentativo di acquisire appalti pubblici nel Lazio anche attraverso il promesso sostegno elettorale ad un candidato (non indagato) alle elezioni del Consiglio Regionale del 2010, in seguito eletto.

Il provvedimento odierno, eseguito su obiettivi diffusi in Calabria, Lazio, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia, aggredisce cespiti patrimoniali riconducibili al clan per complessivi 45 milioni di euro. Per dieci soggetti è stata inoltre richiesta l'applicazione di misure di prevenzione personali.

Gli accertamenti economici-patrimoniali-finanziari, eseguiti congiuntamente dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e dal Reparto Operativo — Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Vibo Valentia, hanno permesso di accertare la riconducibilità alla cosca di 25 aziende, 42 tra terreni e fabbricati e 16 autoveicoli, tutti sottoposti a sequestro in data odierna. Tra i beni destinatari del provvedimento spiccano nr. 2 bar ubicati in pieno centro a Roma, un altro ubicato in provincia di Milano e immobili di pregio ubicati in Roma e Milano.

I particolari dell'attività di servizio sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la Prefettura di Vibo Valentia.

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