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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia

Comunicati Stampa

 

 Designato il primo commissario ad acta per la certificazione dei crediti

Designato il primo commissario ad acta ai fini del rilascio della certificazione del credito di somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti da parte degli enti locali.

       Questo il provvedimento adottato in data odierna del Prefetto di Vibo Valentia, Dott. Michele di Bari, a seguito della richiesta pervenuta dalla locale Ragioneria Territoriale dello Stato cui si è rivolta una società per azioni per ottenere, in via sostitutiva, a seguito dell’inottemperanza di un’amministrazione comunale debitrice, la certificazione del credito vantato nei confronti dello stesso ente locale.

       La designazione del predetto Commissario è stata effettuata ai sensi degli artt.. 4 e 5 del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 22 maggio 2012, di attuazione dell’art. 9, comma 3 bis, del D.L. n. 185/2008, convertito nella legge 28/01/2009, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni.

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 Protocollo "demolizioni". Scattata la prima demolizione

Ieri mattina, in località Cervo di Vibo Valentia, è iniziata, con l’ausilio della forza pubblica, disposta dal Questore, su richiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, la prima demolizione di un immobile costruito abusivamente e il cui proprietario è stato condannato con sentenza penale passata in giudicato.

La demolizione del manufatto, con l’utilizzo di risorse economiche anticipate dal Comune di Vibo Valentia, si inserisce nell’ambito delle attività previste dal protocollo di intesa siglato presso questa Prefettura lo scorso   27 giugno 2012, dal Prefetto, dott. Michele di Bari , dal Procuratore della Repubblica, dott. Mario Spagnuolo e dai sindaci dei comuni ove insistono gli immobili destinati ad essere demoliti, in conseguenza di sentenze passate in giudicato.

Scopo del protocollo di intesa è di restituire legalità, mediante l’applicazione di regole e procedure certe, ed in ossequio alle disposizioni del D.P.R. 380/01, ad un settore particolarmente travagliato qual é quello dell’edilizia residenziale abusiva, in cui, non di rado, sono presenti fattori speculativi ed interessi criminosi.

 

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 Infiltrazioni mafiose, norme più restrittive. In Prefettura vengono illustrati gli aspetti innovativi.

Ieri il prefetto Michele di Bari e il vice prefetto Emanuela Greco, dirigente dell'area ordine e sicurezza pubblica, hanno illustrato le nuove direttive impartite dal Ministero dell’Interno in merito al nuovo codice antimafia che entrerà in vigore dal 12 febbraio.

La prima direttiva illustrata è l’ampliamento della categoria dei soggetti obbligati a richiedere la certificazione antimafia. Ciò allo scopo di prevenire le infiltrazioni o i condizionamenti mafiosi nei confronti delle aziende, vero e proprio cancro che divora l’economia sana di questo territorio, Rientrano in questa categoria, illustra il Prefetto, tutti gli organismi di diritto pubblico, ivi compresi le aziende vigilate dallo Stato, le società controllate da Stato o altre ente pubblico, il contraente generale e le società in house providing»

Il codice allarga l’orizzonte anche per quanto concerne «le situazioni sintomatiche dei tentativi di infiltrazione mafiosa con l’estensione ad ulteriori fattispecie di reato-omessa denuncia di usura ed estorsione; nonché subappalti non autorizzati, traffico illecito di rifiuti, turbata libertà degli incanti».

Altri fattori rilevanti, spiega il Prefetto, riguardano l'allungamento dei tempi per quanto concerne il termine di efficacia dell’informativa che da 6 mesi passa ad un anno e la circolarità delle informazioni interdittive.

La vera novità, è rappresentata dalla banca dati nazionale unica della documentazione antimafia presso il ministero dell’Interno collegata telematicamente con il Centro elaborazione dati. Ciò permetterà la verifica in tempo "reale" della sussistenza di una delle cause di decadenza, di sospensione, di divieto o di un tentativo di infiltrazione mafiosa.

Il nuovo codice, infine, rilancia la complessa questione sull’informativa atipica, determinandone la revivescenza.

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 Potabilità dell’acqua del sistema acquedottistico “Alaco

Nel pomeriggio odierno, presso la Prefettura di Vibo Valentia , è proseguita la riunione, convocata dal Prefetto dr. Michele di Bari per le ore 11.00, al fine di esaminare la grave problematica afferente la potabilità dell’acqua del sistema acquedottistico “Alaco”, emersa a seguito della comunicazione , nel pomeriggio di ieri , da parte dell’ASP di Vibo Valentia della presenza di benzene nei campioni di acqua prelevati presso il rubinetto di uscita potabilizzazione “Alaco” sito nel Comune di San Sostene.

Nel corso dell’incontro di stamane, il Prefetto aveva chiesto che venisse disposta nell’immediato, la verifica della potabilità dell’acqua, attraverso apposite analisi, chiedendo che l’esito delle stesse venisse comunicato entro le ore 17.30 di oggi.

Alla ripresa della riunione, il Commissario Straordinario dell’ASP ha consegnato una relazione, contenente anche gli esiti delle analisi effettuate sui campioni prelevati in data 31 gennaio u.s. dall’ASP di Catanzaro ed, in data odierna, presso il serbatoio “Mure Greche” in entrata ed in uscita .

Preliminarmente, il Commissario dell’ASP di Vibo Valentia, per quanto riguarda gli esiti delle analisi relative al campionamento del 6 dicembre scorso, effettuato al rubinetto di uscita potabilizzatore “Alaco” dall’ASP di Catanzaro, da cui era emersa la presenza di benzene, ha dato lettura di una nota, pervenuta all’ASP in data di oggi, a firma del responsabile dell’ARPACAL- Dipartimento Provinciale di Catanzaro – Laboratorio chimico- tossicologico, che aveva analizzato i campioni in argomento, da cui si evince che “ per un malaugurato errore di trascrizione .. nella comunicazione del rapporto di prova prot.2587 del 28 gennaio 2013, la voce Benzene va sostituita con COMPOSTI AROMATICI DA BENZENE ESPRESSI COME BENZENE”. Trattasi di composti non previsti dal D. Lgs. 31/01 e di conseguenza senza limiti di legge .”

Per quanto riguarda, invece , gli esiti delle verifiche effettuate in data 31 gennaio e in data odierna, il predetto Commissario ha riferito che i parametri analizzati sono conformi al D. Lgs. 31/2001. Lo stesso Commissario Straordinario ha, pertanto, comunicato che alla luce degli ultimi dati analitici, non sussiste al momento, pericolo per la salute pubblica, in relazione al consumo umano ed uso umano dell’acqua proveniente dall’invaso “Alaco ”. La stessa ASP, quindi, provvederà a informare immediatamente i Sindaci dei Comuni interessati, serviti dal sistema acquedottistico “Alaco”, per procedere alla revoca delle ordinanze di non potabilità emanate in relazione alla precedente comunicazione della predetta ASP.

Il Prefetto, anche in relazione alla situazione determinatasi, le cui responsabilità saranno verificate dai competenti Organi, ha disposto che i campionamenti dell’acqua, unitamente ai relativi esiti, vengano effettuati con maggiore frequenza e, comunque, con cadenza settimanale e che gli stessi esiti siano inviati anche alla Prefettura.

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