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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Venezia

NOTIZIE

 

 Incontro in Prefettura tra AMES e CGIL CISL UIL e CSA - Sospeso lo stato di agitazione

Nella giornata odierna, si è svolto in Prefettura, su richiesta delle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL  e CSA RAL, un incontro per esperire il tentativo di raffreddamento e conciliazione, ai sensi della legge n. 146/1990, così come modificata dalla legge n. 83/2000, in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali, in relazione alla vertenza in atto con la società AMES S.p.A., che opera nell’ambito dell’area scolastico-educativa del Comune di Venezia.
Nel corso dell’incontro, si è discusso, in particolare, in merito all’adeguamento degli organici, alla sostituzione delle assenze, alle indennità contrattuali, alla verifica sui carichi e sulle competenze del personale e agli orari di lavoro.
Sia da parte dell’azienda che delle organizzazioni sindacali è stata espressa la massima disponibilità ad addivenire a delle soluzioni pienamente condivise, al fine di continuare ad assicurare l’efficienza del servizio svolto e tutelare i lavoratori.
Al termine della riunione, le parti hanno concordato di elaborare congiuntamente un documento, da portare all’attenzione dell’Amministrazione Comunale di Venezia, contenente delle proposte volte a superare le criticità riscontrate.
A tal fine, è stato fissato un apposito incontro in sede aziendale il 12 ottobre prossimo, al quale saranno invitati a partecipare anche i rappresentanti del Comune.
Le organizzazioni sindacali hanno deciso, pertanto, di sospendere lo stato di agitazione fino alla conclusione del percorso delineato, ritenendo conclusa negativamente la procedura conciliativa qualora, al termine dello stesso, non si riuscisse a giungere ad un’intesa.
Pubblicato il 30/09/2016 ultima modifica il 30/09/2016 alle 13:57:38

 Incontro in Prefettura tra CAV e FIT CISL, SLA CISAL e UGL TRASPORTI - Sospeso lo stato di agitazione

Nella giornata del 28 settembre 2016, si è svolto in Prefettura, su richiesta delle organizzazioni sindacali FIT CISL, SLA CISAL e UGL TRASPORTI, un incontro per esperire il tentativo di raffreddamento e conciliazione, ai sensi della legge n. 146/1990, così come modificata dalla legge n. 83/2000, in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali, in relazione alla vertenza in atto con la società CAV S.p.A., società concessionaria per la gestione delle autostrade venete.
Nel corso della riunione, si è discusso in merito al contratto integrativo sottoscritto dall’azienda e dalle sole sigle sindacali CGIL e UIL il 6 agosto scorso.
Dopo ampia discussione, la Prefettura, al fine di ristabilire un sereno dialogo tra le parti, ha proposto a CAV S.p.A. di convocare le cinque organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori dell’azienda, al fine di riaprire il confronto per cercare di superare le criticità rappresentate dagli esponenti delle predette sigle sindacali e giungere così ad una positiva conclusione della vertenza.
La Prefettura sensibilizzerà CGIL e UIL, che non erano presenti alla riunione e che hanno già sottoscritto l’accordo citato, sull’importanza di partecipare agli incontri aziendali, il primo dei quali sarà convocato dalla società entro il 15 ottobre 2016.
Le organizzazioni sindacali hanno deciso, pertanto, di sospendere lo stato di agitazione fino alla conclusione del percorso delineato, ritenendo conclusa negativamente la procedura conciliativa qualora, al termine dello stesso, non si riuscisse a giungere ad un’intesa.

 

Pubblicato il 30/09/2016 ultima modifica il 30/09/2016 alle 14:06:29

 Firmato in Prefettura il Protocollo d'intesa Progetto "Controllo di vicinato"

E’ stato sottoscritto, stamane, in Prefettura, il Protocollo d’intesa “Il Controllo di Vicinato” tra il Prefetto di Venezia ed i Sindaci dei Comuni di Venezia, Campagna Lupia, Cavallino-Treporti, Concordia Sagittaria, Eraclea, Fiesso d’Artico, Fossalta di Piave, Marcon, Martellago, Meolo, Mira, Noale, Noventa di Piave, Portogruaro, Quarto d’Altino, San Donà di Piave, Spinea e Torre di Mosto.
L’Accordo persegue l’obiettivo di rafforzare ulteriormente quelle forme di cooperazione tra le Amministrazioni Statali, le Istituzioni Locali e la società civile, che, nell’ambito di un processo di sicurezza integrata e partecipazione attiva, sono chiamati, nel rispetto delle relative competenze, responsabilità e ruoli, a garantire l’ordinata e pacifica convivenza civile, la qualità della vita urbana e la sicurezza dei cittadini.
In tale contesto, si evidenzia come quelle situazioni di criminalità diffusa di carattere predatorio, di illegalità, di degrado urbano e disagio sociale sempre più incidono negativamente sulla percezione di sicurezza, nonostante i significativi risultati ottenuti dalle Forze di Polizia sul fronte del contrasto alla criminalità.
Nel primo semestre del 2016, rispetto all’analogo periodo del 2015, nei Comuni aderenti al Protocollo si registra, infatti, una diminuzione del 15.5% dei reati in generale (da 4282 a 3618), del 12% dei furti in generale (da 2359 a 2073), del 25.8% dei furti in abitazione (da 546 a 405), del 3% dei furti negli esercizi commerciali (da 270 a 262), del 30.8% delle rapine in generale (da 26 a 18), dell’87.5% delle rapine in abitazione (da 8 a 1) e del 37.5% delle rapine negli esercizi commerciali (da 8 a 5).
Anche nella Città di Venezia l’andamento della delittuosità conferma un trend in diminuzione del 18.7% dei reati  in generale (da 9840 a 7997), del 20% dei furti in generale (da 6390 a 5095), del 27%  delle rapine in generale (da 96 a 70) e del 28.6% delle rapine in abitazione (da 7 a 5), sia pure con un incremento pari al 23% dei furti in abitazione (da 482 a 592) e del 12% dei furti negli esercizi commerciali (da 529 a 592).
In tale quadro, viene valorizzata al massimo la collaborazione con i cittadini, che, in qualità di importanti e vigili sentinelle della legalità, potranno contribuire all’innalzamento degli standard di sicurezza della propria comunità, fornendo ogni informazione ritenuta utile alle Forze di Polizia, anche mediante gli strumenti informatici, per assicurare una immediata azione repressiva e l’avvio di una mirata attività info-investigativa da parte delle Forze dell’Ordine.
Il Protocollo conferma la centralità del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, quale organo istituzionale per la definizione delle strategie di sicurezza da adottarsi, in relazione alle specifiche esigenze e situazioni di criticità dei diversi territori, con il coinvolgimento, per gli aspetti di competenza, delle forze di Polizia Locale.
In tale sede, su richiesta dei Sindaci dei Comuni interessati, verrà esaminato periodicamente l’andamento dei fenomeni di criminalità, di degrado urbano e di disagio sociale, allo scopo di attuare, attraverso un’azione congiunta più incisiva, specifici piani di implementazione del controllo del territorio e del contrasto della criminalità.
Le Amministrazioni Locali procederanno, pertanto, ad una dettagliata “mappatura” dei siti (luoghi pubblici, immobili, anche privati), dove sono presenti particolari situazioni di degrado e di disagio sociale che risultino comunque in stato di abbandono ed incuria, al fine di sviluppare mirate pianificazioni volte al miglioramento, per un verso, dell’arredo urbano e, per un altro, al rafforzamento dei moduli di coordinamento tra le Polizie Locali, i servizi sociali, le associazioni di assistenza a soggetti o gruppi di persone senza fissa dimora, per la tempestiva segnalazione, sotto il profilo del degrado e delle condizioni di vita, che, ove non risolte per tempo, potrebbero determinare l’insorgenza di criticità sul versante della sicurezza.
Le Amministrazioni Comunali, allo scopo di disporre di un sistema funzionale al razionale controllo del territorio, si impegnano ad implementare gli impianti di videosorveglianza nelle aree individuate, d’intesa con i rappresentanti dei locali presidi di sicurezza, attraverso specifici progetti, sulla base delle criticità riscontrate.
Le stesse Amministrazioni aumenteranno in modo più incisivo i livelli di sicurezza della comunità, promuovendo campagne di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini, che saranno invitati a fornire il loro contributo con l’attuazione del progetto “Attività di controllo di vicinato”.
Questi svolgeranno un’azione di mera osservazione, segnalando, attraverso i propri coordinatori, alle Forze di Polizia dello Stato ed alla Polizia Locale, situazioni ed eventi di interesse delle Forze dell’Ordine, ovvero attinenti la sicurezza urbana e il degrado sociale.
E’ fatto loro divieto di utilizzare uniformi, emblemi, simboli, altri segni distintivi o denominazioni riconducibili, anche indirettamente, ai Corpi di Polizia statali e locali, alle Forze Armate o ad altri Corpi dello Stato, ovvero che contengano riferimenti a partiti, movimenti politici e sindacali, nonché sponsorizzazioni private.
L’attività di segnalazione dovrà essere comunicata alle Forze dell’Ordine attraverso la chiamata ai numeri 112/113, ovvero alle Polizie Locali, tramite rete mobile o con l’impiego degli strumenti informatici.
Le Amministrazioni Comunali, con il coinvolgimento delle Polizie Locali, promuoveranno il progetto, favorendo la costituzione di una rete, con l’individuazione di uno o più coordinatori tra i cittadini delle aree interessate.
I Comuni si impegnano altresì  a stimolare il dibattito e la partecipazione dei cittadini intorno ai problemi delle rispettive aree di residenza sui temi della sicurezza e della legalità, anche con il coinvolgimento delle Forze di Polizia, che potranno fornire suggerimenti e indicazioni operative sulle modalità di comportamento, di autodifesa, nonché sull’attivazione di adeguate misure di difesa passiva.
La Prefettura di Venezia si impegna ad avviare il progetto in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, nell’ambito del quale, sulla base dell’andamento della criminalità e dei fenomeni di disordine e di degrado urbano, vengono individuate le zone ritenute di maggiore incidenza di criminalità diffusa, dove potrà essere svolta l’attività di controllo di vicinato.
L’elenco delle aree individuate è suscettibile di modifica, qualora dovessero emergere delle nuove criticità in altre zone del territorio.
Verranno inoltre organizzati, con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine e delle Polizie Locali, d’intesa con le Amministrazioni Comunali, appositi incontri di informazione e formazione attinenti l’attività del controllo di vicinato.
Il modello delineato costituisce una nuova strategia di intervento, in un’ottica di sicurezza integrata, che vedrà il coinvolgimento attivo del cittadino, la cui azione sarà indirizzata su un preciso percorso di legalità, allo scopo di implementare il patrimonio di conoscenza delle Forze dell’Ordine statali e locali, anche attraverso il contributo di notizie che sarà fornito, nel rispetto delle procedure, evitando, in tal modo, possibili responsabilità da parte degli stessi cittadini.

 
Pubblicato il 28/09/2016 ultima modifica il 28/09/2016 alle 13:55:00

 Calendario 2017 delle Festività Ortodosse

La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale ha comunicato il calendario delle festività ortodosse per l'anno 2017,calendario che di seguito si riporta:

7 gennaio Natale del Signore

8 gennaio Sinassi della Madre di Dio

14 gennaio Circoncisione del Signore

19 gennaio Santa Teofania

15 aprile Sabato Santo

16 aprile Domenica della Santa Pasqua

4 giugno Domenica della Pentecoste

28 agosto Dormizione della Madre di Dio

Si segnala che il calendario si applica al personale dipendente da Pubbliche Amministrazioni, da Enti pubblici e privati, nonché allo svolgimento di prove di concorso e di esami scolastici.
Pubblicato il 27/09/2016 ultima modifica il 27/09/2016 alle 08:30:12

 In Prefettura prima riunione del Tavolo di coordinamento permanente per il contrasto al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura

La regolare costituzione ed il corretto svolgimento del rapporto lavorativo costituiscono condizioni ineliminabili per la piena tutela della sicurezza e della dignità del lavoratore. In tale contesto, assume un’importanza fondamentale la lotta al caporalato ed allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, che comportano una grave diminuzione della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori coinvolti, in larga parte immigrati regolari e irregolari, oltre che rilevanti criticità sotto i profili igienico-sanitario e dell’ordine pubblico.
Si rende necessario, pertanto, attivare una strategia complessiva di contrasto a tali fattispecie criminose, attraverso un impegno sinergico che coinvolga nel territorio diverse Istituzioni, in modo da eliminare alla radice le condizioni che possano favorire la nascita ed il consolidarsi di situazioni di illegalità.
Il 1° agosto scorso, è stato approvato dal Senato il disegno di legge n. 2217, recante “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura”.
Inoltre, in esito alla realizzazione del progetto “La Responsabilità è Legalità” realizzato in riferimento al Programma Operativo Nazionale (PON) “Sicurezza per lo Sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007 -2013, a titolarità del Ministero dell’Interno, finalizzato alla realizzazione di un percorso formativo per la figura del mediatore interculturale, l’I.N.A.I.L., a livello centrale, ha avviato un progetto denominato “La Responsabilità è Sicurezza sul Lavoro”.
Con questa iniziativa, l’Istituto ha progettato la rielaborazione, l’aggiornamento e l’integrazione di contenuti del precedente lavoro per creare un prodotto informativo, fruibile via web, che garantisca l’accessibilità ad un elevato numero di utenti, accrescendo, così, la circolazione dell’informazione.
Nell’ambito della rielaborazione del materiale, è stato realizzato un modulo informativo specifico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, dove sono illustrati i fondamenti normativi e la filosofia del D. Lgs. n. 81/2008, atti a promuovere anche presso la popolazione straniera la cultura della prevenzione sul lavoro, secondo la normativa nazionale.
Il 27 maggio 2016, i Ministri dell’Interno, delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno sottoscritto il Protocollo “Cura – Legalità – Uscita dal Ghetto”, per realizzare una serie di iniziative e di concrete progettualità che contrastino i fenomeni citati.
L’intesa ha come obiettivo principale quello di rafforzare gli interventi a tutela dei lavoratori stranieri stagionali, reprimendo i fenomeni di illegalità connessi al rapporto di lavoro.
Il documento assume un ruolo di novità, in quanto focalizza la propria attenzione su un duplice impegno: la piena integrazione dei lavoratori stranieri stagionali e la repressione dei fenomeni di illegalità nell’intermediazione della manodopera e nella gestione del rapporto lavorativo.
Con la sua sottoscrizione, le parti si sono impegnate, in particolare, a sostenere una serie di interventi a favore dei lavoratori agricoli, volti a prevenire l’insorgenza di problematiche sanitarie e di ordine pubblico connesse al lavoro in agricoltura, a promuovere la legalità e la sicurezza nei rapporti di lavoro nel settore agricolo, anche attraverso la conclusione di appositi accordi, ad individuare e diffondere pratiche per la valorizzazione delle aziende impegnate nelle attività di contrasto del caporalato e ad attivare percorsi di integrazione dei lavoratori stranieri.
Il Protocollo sperimentale, già operativo in alcuni territori, prevede l’attivazione di Tavoli permanenti di coordinamento, presieduti dai Prefetti, finalizzati all’individuazione delle azioni da svolgere in base alle singole realtà territoriali.
In data odierna presso questa Prefettura, si è svolta la prima riunione del predetto Tavolo di coordinamento permanente, alla presenza dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e degli organismi di vigilanza preposti (I.N.A.I.L., Direzione Territoriale del Lavoro e A.S.L.).
Nel corso dell’incontro, si è convenuto di costituire un apposito canale informativo, per favorire l’interscambio, tra gli organismi di vigilanza e le Forze dell’Ordine, dei dati riguardanti situazioni sospette di illegalità, inerenti al caporalato ovvero a forme fraudolente di sfruttamento lavorativo, con particolare riferimento ad alcune tematiche connesse alla raccolta di prodotti agricoli nelle aree interessate, nonché alla grande distribuzione, ai fini del confezionamento, che impiega personale perlopiù di origine straniera, dipendente di società cooperative, alcune delle quali direttamente gestite da titolari non italiani.
Nello specifico, ai fini del monitoraggio dei fenomeni, si è deciso di mappare il territorio, con particolare riguardo ad alcune aree del Chioggiotto – Cavarzarese, del Veneto Orientale e del Miranese, ove è maggiormente sviluppata l’attività agricola.
Sulla base delle valutazioni espresse dai partecipanti all’incontro è emerso che, allo stato, non è presente nel territorio della Città Metropolitana  di Venezia il fenomeno del caporalato, così come previsto nella sua struttura organizzativa tipica, anche se l’attività di investigazione da parte delle Forze dell’Ordine, d’intesa con il Corpo Forestale dello Stato,  si concentrerà ulteriormente su tale problematica.
Ai fini del monitoraggio, verranno individuati le aziende interessate ed i periodi di lavorazione, in base alla coltivazione dei prodotti agricoli, nonché sviluppate, sul piano investigativo, le segnalazioni degli organismi di vigilanza, in ordine a situazioni sospette di sfruttamento lavorativo, ai fini della successiva pianificazione delle azioni di controllo e di contrasto, in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Si è convenuto, inoltre, di promuovere un’apposita campagna informativa sul rispetto delle norme e della cultura della sicurezza, avvalendosi del materiale divulgativo multilingue predisposto dalla Direzione Centrale dell’I.N.A.I.L. che verrà presentato, attraverso l’impiego dei mediatori culturali, anche presso i centri di accoglienza per i migranti presenti sul territorio, che potrebbero costituire un serbatoio da cui attingere, ai fini dell’impiego fraudolento di manodopera.
Pubblicato il 21/09/2016 ultima modifica il 21/09/2016 alle 18:31:48

 Registro condoglianze a disposizione presso Prefettura di Venezia.

Si comunica che, in occasione delle esequie del Presidente Emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, fissate per lunedì 19 settembre 2016, su indicazione del Ministero dell’Interno, verrà predisposto, presso la Prefettura di Venezia, un registro per le condoglianze.

Venezia, 17 settembre 2016
Pubblicato il 17/09/2016 ultima modifica il 17/09/2016 alle 15:12:14

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In relazione ad alcune valutazioni riportate dagli organi di informazione, si pubblica la nota inviata dalla Prefettura all'Anci Regionale il 31 agosto scorso.

In essa non si opera nessuna classificazione dei Sindaci ma viene semplicemente ribadito il concetto che se si vuole ottenere un'accoglienza di migranti equa e diffusa sul territorio, evitando grandi concentrazioni, sono necessari la disponibilità e l'impegno di tutti in tale direzione.
Pubblicato il 02/09/2016 ultima modifica il 02/09/2016 alle 12:53:06

 



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