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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Venezia

NOTIZIE

 

 Tentativo di conciliazione in Prefettura tra la Regione del Veneto e le OOSS della Città Metropolitana - sospeso lo stato di agitazione

Nella giornata odierna, in Prefettura, si è svolto un incontro, ai sensi della normativa in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali, allo scopo di esperire il tentativo di raffreddamento e conciliazione tra la Regione del Veneto e le Organizzazioni Sindacali CGIL FP, CISL FP, UILFPL e CSA, in relazione allo stato di agitazione del personale della Città Metropolitana di Venezia e delle altre Province venete transitato nei ruoli della Regione del Veneto, in ordine alla contestata quantificazione del fondo per il salario accessorio.
Sul punto, le Organizzazioni Sindacali ritengono che il predetto fondo debba essere individuato con riferimento all'anno di competenza 2014.
Le sigle sindacali hanno, inoltre, confutato l'applicazione dell'istituto giuridico del distacco.
La Regione del Veneto ha precisato di aver più volte richiesto agli Enti di Area Vasta, nel rispetto della normativa che regola la materia, la comunicazione formale dei fondi da destinare alla retribuzione accessoria del personale trasferito, prendendo come base di calcolo l'annualità 2014, a fronte della diversa interpretazione fornita dall'UPI Veneto che ritiene, invece, applicabile l'annualità 2015.
Al termine dell'incontro, le parti, in accoglimento della proposta formulata dalla Prefettura, hanno convenuto sull'opportunità che la Regione del Veneto trasmetta un apposito quesito all'ARAN e al Dipartimento della Funzione Pubblica, al fine di chiedere un'interpretazione che possa dirimere la questione concernente l'individuazione del criterio temporale per la quantificazione del fondo accessorio.
Nel predetto quesito, inoltre, saranno richieste indicazioni in merito allo status giuridico del personale interessato ed in particolare se allo stesso debba applicarsi l'istituto del distacco, così come previsto dalla Legge Regionale del Veneto, ovvero del comando.
Il Prefetto si farà parte attiva, per acquisire, in tempi brevi, la risposta, a seguito della quale sarà convocato un ulteriore incontro in Prefettura, con la  partecipazione della Regione del Veneto, della Città Metropolitana di Venezia, delle Province venete e della parti sociali, allo scopo di giungere ad una conclusione positiva della vertenza.
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 Sorteggio organo di revisione economico finanziaria del comune di Scorzè

Venerdì 15 dicembre alle ore 10:00 presso questa Prefettura, terzo piano, verrà effettuato il sorteggio per la scelta dell'organo di revisione economico finanziaria del comune di Scorzè.
Tale sorteggio è aperto al pubblico.
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 Definito il dispositivo di sicurezza in occasione delle prossime festività natalizie e di fine anno

Si è svolta, in Prefettura, una riunione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, alla presenza dei Vertici delle Forze dell'Ordine e dei rappresentanti del Comune di Venezia, nel corso della quale si è convenuto, in relazione all'attuale clima di tensione internazionale, di intensificare ulteriormente le misure di vigilanza e sicurezza già in atto a protezione degli obiettivi sensibili, prestando particolare attenzione alle aree di maggiore afflusso di persone, in occasione di iniziative o eventi riferibili alle prossime festività natalizie, nonché verso i luoghi di culto, mercati e centri commerciali, che registrano un notevole afflusso di visitatori.
Per quanto concerne le iniziative programmate dall'Amministrazione Comunale, in Piazza San Marco (spettacolo di fuochi pirotecnici) e, a Mestre, in Piazza Ferretto (concerto di fine anno),  verranno attivate, in linea con le recenti direttive ministeriali, adeguate misure in termini di safety e di security, con l'adozione dell'ordinanza che vieta l'utilizzo di bottiglie e bicchieri in vetro, sia a Venezia che a Mestre.
Con riferimento ai mercatini di Mestre, sono stati svolti degli appositi sopralluoghi, al fine di individuare i punti strategici dove installare le barriere, con fioriere o mezzi.
Sono stati individuati 14 punti strategici, dove verranno posizionate fioriere di grosse dimensioni o dissuasori fissi, tranne nell'area del Centro commerciale Le Barche, dove verrà collocato un idoneo veicolo per l'interdizione, facilmente rimovibile, in caso di necessità, al fine di garantire il passaggio dei mezzi di soccorso. Anche durante il mercato settimanale del mercoledì e venerdì verranno posizionati dei dissuasori su via Fapanni.
Analoghe misure, con il posizionamento di fiorire negli accessi, verranno attivate nelle zone di Marghera, e più specificatamente nelle aree di Piazza Municipio e Parco Catene.
Nel corso dell'incontro, sono stati approvati i piani di sicurezza predisposti dal Comune di Jesolo per le tre iniziative più importanti, la "Sand Nativity" (presepe di sabbia), in Piazza Marconi, dall'8 dicembre 2017 all'11 febbraio 2018, che l'anno scorso ha richiamato oltre 110.000 visitatori, lo "Jesolo Christmas Village", che parte da Piazza Mazzini e finisce in prossimità dell'incrocio tra via Silvio Trentin e via Zanella, con l'allestimento di 71 casette in legno, il "Paese di Cioccolato", dal 2 al 17 dicembre, che avrà luogo in Piazza 1° Maggio, dove sarà possibile degustare il cioccolato e dove verranno esposte le sculture scolpite dai maestri cioccolatai.
Sono state individuate le entrate e le uscite di sicurezza, nonché regolamentato, con apposita ordinanza, il flusso veicolare.
Il presepe di sabbia è collocato all'interno di una tensostruttura, il cui afflusso di visitatori non può superare le 200 persone; nei giorni di massima affluenza, per gestire al meglio le code, verranno adottate adeguate misure per canalizzare i visitatori, lasciando molte zone libere ed individuando le vie di esodo.
Tutte le vie di accesso alle manifestazioni saranno precluse al transito degli autoveicoli e motocicli privi di autorizzazione e verranno posizionate delle barriere in cemento (new jersey), in maniera disallineata, al fine di consentire il passaggio dei mezzi di soccorso.
Per quanto riguarda il mercatino, sono stati individuati 12 percorsi di esodo, in maniera tale da garantire il regolare deflusso delle persone.
Sono state posizionate delle barriere/fioriere per rallentare i veicoli.
E' stato inoltre predisposto un impianto di amplificazione sonora degli avvisi ai visitatori, pianificato un adeguato servizio di viabilità, nonché di raccolta e controllo dei rifiuti, che verranno contenuti in sacchi di plastica trasparente, da svuotare in continuazione.
Per la circostanza, è stata adottata l'ordinanza di divieto di utilizzo di bottiglie e di bicchieri di vetro.
Per i tre eventi verrà garantito un servizio di prevenzione e protezione antincendio, con la presenza costante di addetti abilitati.
Nell'ambito del dispositivo di sicurezza pianificato, verranno impiegate anche le unità operative speciali antiterrorismo della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri, sia nel centro storico di Venezia e di Mestre, che in alcune località del territorio metropolitano, quali Jesolo e San Donà di Piave, dove sono previste diverse iniziative di forte richiamo turistico.
Nel corso della riunione, sono state inoltre definite idonee misure di sicurezza, con il potenziamento dell'azione di prevenzione e di contrasto di qualsiasi forma di illegalità, compresi, da un lato, i fenomeni di criminalità "diffusa" e i reati contro il patrimonio e, dall'altro, l'abusivismo commerciale e la vendita dei fuochi d'artificio.
Sono state infine rafforzate le attività di prevenzione e repressione delle violazioni delle norme di comportamento alla guida, in particolare quelle che afferiscono alle condizioni psico-fisiche dei conducenti, all'utilizzo corretto dei dispositivi telefonici durante la guida ed al rispetto dei limiti di velocità, nonché le misure di vigilanza e controllo sulle principali strade urbane ed extraurbane e sulle autostrade, a tutela della sicurezza della circolazione, con l'attivazione, in ambito autostradale, delle procedure, già pianificate da parte delle società concessionarie, allo scopo di garantire l'assistenza sanitaria ed il soccorso agli automobilisti, in caso di incidenti o blocco del traffico.
A conclusione del Comitato, sono state condivise le ordinanze adottate, ai sensi dell'art. 50 del D. Lgs. 267/2000, modificato dalla Legge 14/2017, dal  Sindaco del Comune di Venezia, con le quali rispettivamente è stato disposto, nel centro storico di Venezia, compreso Piazzale Roma e l'Isola Nuova del Tronchetto, il divieto di svolgere attività di "figurante in costume", mediante l'utilizzo di maschere ed altri costumi non riconducibili alla tradizione storica e culturale della città, nonché quella di raccolta firme/fondi in forma itinerante da chiunque effettuate, comprese le associazioni no profit, prevedendo l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, nonché della misura cautelare del sequestro amministrativo del materiale e delle attrezzature.
Le citate ordinanze avranno una validità di 120 giorni dalla pubblicazione, in attesa dell'inserimento di tale disciplina nel nuovo Regolamento comunale di  polizia urbana.

 

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 Fondazione Opera San Camillo

Nella giornata di ieri 6 dicembre, si è svolto in Prefettura un incontro, alla presenza dell'Amministratore Delegato e dei rappresentanti della Fondazione Opera San Camillo, dell'Assessore alla Coesione Sociale del Comune di Venezia, dell'Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Chioggia e degli esponenti Organizzazioni Sindacali CGIL FP, CISL FP, UILFPL, ADONP e ANMIRS per discutere in merito alla possibile vendita da parte della predetta Fondazione dell'ospedale e della casa di cura siti al Lido di Venezia.
In particolare, le sigle sindacali hanno contestato la mancanza di chiarezza circa le intenzioni della proprietà, evidenziando la forte preoccupazione per un eventuale trasferimento delle strutture a seguito della vendita, con gravi ripercussioni dal punto di vista occupazionale e sociale.
Nel corso dell'incontro, la Fondazione Opera San Camillo ha dichiarato di essere partecipe delle preoccupazioni dei lavoratori, comprendendo le legittime aspettative di mantenimento dei livelli occupazionali, della sede di lavoro e dell'eccellenza dell'attività svolta, vista la peculiare dislocazione delle sedi veneziane di proprietà della Fondazione.
La Fondazione ha rappresentato che, allo stato, non esistono intese che vincolino al necessario e dovuto avvio delle procedure di confronto anche sindacale, evidenziando, in proposito che sono unicamente state valutate alcune offerte di acquisto. Quanto alle prospettive future, la Fondazione ha dichiarato che  - acquisito il definitivo riconoscimento della qualificazione di IRCSS per l'ospedale del Lido - ha avviato un percorso di investimenti, della durata di circa due anni, volti sia ad ottemperare alle prescrizioni ministeriali che allo sviluppo delle attività, sia dell'istituto di ricerca che del Centro Servizio Anziani.
Ad ogni buon conto, la Fondazione ha ribadito che ha sempre avuto - e sempre manterrà - un'attenzione particolare affinché le strutture del Lido mantengano il loro assetto attuale. 
Il Comune di Venezia ha dichiarato che segue con grande attenzione le questioni relative alla possibile vendita del S. Camillo. Lo stesso Consiglio Comunale ha ribadito  a voti unanimi il carattere strategico di tale struttura per il Lido e per Venezia tutta.
Il Comune ha sottolineato che il S. Camillo rappresenta un'eccellenza e le professionalità che hanno contribuito alla costruzione di tale eccellenza meritano attenzione e tutela. Per queste ragioni l'Amministrazione Comunale di Venezia ha chiesto alla proprietà  di prediligere, in un'eventuale procedura di vendita, i soggetti acquirenti che si impegneranno a mantenere in loco la struttura, garantendo investimenti e progettualità  a lungo termine, sia sotto il profilo sanitario che sotto il profilo della ricerca.
A tal proposito, l'Amministrazione Comunale ha evidenziato che non consentirà destinazioni urbanistiche diverse da quelle sanitarie per gli immobili in questione, impedendo così qualsiasi eventuale manovra speculativa.
 Il Comune di Chioggia ha evidenziato che la presenza dell'Amministrazione clodiense all'incontro odierno, innanzi al Prefetto, alle parti sociali e al Comune di Venezia, rappresenta la ferma volontà di sostenere il mantenimento della struttura in loco, al fine di garantire non soltanto la posizione lavorativa di più di cento dipendenti chioggiotti, ma anche gli interessi delle loro famiglie, nonché degli utenti che quotidianamente, da anni, si rivolgono a questa struttura di eccellenza.
Le Organizzazioni Sindacali hanno preso favorevolmente atto della smentita chiara della proprietà in merito ad un accordo preliminare vincolante con un importante gruppo sanitario o altri soggetti.
Hanno accolto con favore l'impegno ad un confronto preventivo e strutturato in merito a possibili accordi definitivi di cessione dell'Ospedale San Camillo e del Csa Stella Maris.
Le Organizzazioni Sindacali hanno appreso anche che la proprietà sta mettendo in campo un piano di investimenti per ottemperare alle richieste ministeriali in modo da mantenere il riconoscimento di struttura a carattere scientifico e di ricerca per i prossimi anni.
Hanno chiesto che si definisca, nel più breve tempo, possibile la situazione delle strutture che non può più essere lasciata in una costante incertezza che penalizza gli utenti e ricade sui lavoratori, su quelli in appalto come ricercatori o servizi di pulizia e la ristorazione e hanno ringraziato anche i Comuni di Venezia e Chioggia che si sono impegnati a garantire una chiara trasparenza del percorso a tutela dei lavoratori e dell'utenza.
Le Organizzazioni Sindacali, infine, hanno ritenuto grave l'assenza della Regione Veneto e dell'Ulss 3 Serenissima, che non si pongono il problema di tutelare sia l'utenza che usufruisce della struttura che il personale in servizio, ribadendo che non va dimenticato che l'Ospedale San Camillo rientra nella programmazione sanitaria regionale e che pertanto le responsabilità della Regione sul suo futuro non possono essere lasciate ad altri livelli istituzionali o solo alle organizzazioni sindacali.
Gli Enti Locali, la Fondazione Opera San Camillo e le Organizzazioni Sindacali hanno ringraziato la Prefettura di Venezia per l'importante attività di mediazione svolta, che ha consentito di gettare le basi, in un'ottica di trasparenza e di cooperazione interistituzionale, per l'individuazione di percorsi definiti, volti a garantire, nel pieno rispetto delle precipue prerogative, il mantenimento dei livelli occupazionali e delle due strutture al Lido di Venezia, tenuto conto della loro rilevanza strategica, ai fini dello sviluppo economico dell'intero territorio veneziano e metropolitano.

 

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 Sottoscrizione del Protocollo d'intesa per la messa in sicurezza dei beni culturali della Città Metropolitana di Venezia

E' stato sottoscritto, in data 7 dicembre 2017, tra la Prefettura di Venezia, la Regione del Veneto, la Città Metropolitana di Venezia, il Comune di Venezia, il Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Veneto, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige, il Polo Museale del Veneto, le Gallerie dell'Accademia di Venezia, l'Archivio di Stato di Venezia, la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, il Patriarcato  di Venezia, la Procuratoria di San Marco e la Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco - Veneto e Trentino Alto Adige, un Protocollo d'intesa per la messa in sicurezza dei beni culturali ubicati nell'ambito del territorio della Città Metropolitana di Venezia, in caso di situazioni di emergenza connesse a fenomeni idrogeologici (alluvioni, esondazioni fluviali e alta marea).
In particolare, l'Accordo, in un quadro unitario e armonico di cooperazione interistituzionale e nel rispetto delle precipue competenze, persegue l'obiettivo di salvaguardare gli immobili e gli edifici che conservano i predetti beni culturali,  patrimonio unico ed ineguagliabile sia della comunità locale che dell'intero Paese, attraverso specifiche forme di collaborazione, che vedono concretamente la realizzazione di appositi moduli coordinati e condivisi di intervento, nonché di un sistema informativo territoriale, che, oltre a definire una mirata interoperabilità tra le varie piattaforme, attualmente in uso agli Enti statali, regionali e territoriali, consentirà la visualizzazione delle aree a rischio idraulico del territorio e la mappatura dei beni vulnerabili ad uso pubblico, tutelati ai sensi del D. Lgs. n. 42/2004.
Verranno individuati gli edifici coinvolti dai fenomeni idrogeologici e stabilite le priorità d'intervento, correlate alla tipologia dei beni custoditi, attraverso interrogazioni impostate su relazioni geografiche avanzate (es.: visualizzazione degli edifici posti all'interno di una fascia di innalzamento di marea segnalata o di una fascia di rispetto fluviale) e l'aggiornamento puntuale e costante dei dati relativi allo spostamento dei predetti manufatti.
Verrà attivato un sistema di allertamento, con la predisposizione di specifiche "Procedure di Preavviso", in linea con le modalità operative del Centro Funzionale Decentrato regionale della Protezione Civile, supportato, per la città lagunare, dal Centro Previsioni e Segnalazioni Maree del Comune di Venezia.
L'area definita come "a pericolosità idraulica" o "potenzialmente soggetta ad inondazione" verrà individuata sulla base dei Piani di Settore disponibili, a partire dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni, dai PAI e dai Piani delle Acque.
In tale prospettiva, le Parti firmatarie si impegnano a rafforzare ulteriormente i rapporti di reciproca ed attiva collaborazione, finalizzati alla predisposizione dei Piani di Emergenza interni e alla messa a disposizione dei dati di censimento dei beni da tutelare, con l'utilizzo di apposite schede di catalogazione/vulnerabilità.
Le funzioni di coordinamento delle attività previste dal Protocollo saranno svolte da un apposito Comitato Guida, presieduto dal Prefetto, che dovrà seguire l'attuazione puntuale di tutte le iniziative.
Nello specifico, la Prefettura di Venezia si impegna a sensibilizzare i Sindaci affinché, in linea con quanto previsto dalla Legge n. 100/2012 recante "Disposizioni urgenti per il riordino della Protezione Civile", aggiornino i piani di emergenza comunale, prevedendo, in relazione ai diversi scenari di rischio (idrogeologico e idraulico) ed alle attività di previsione e prevenzione dei predetti rischi, specifiche procedure di intervento per la messa in sicurezza dei beni culturali presenti negli edifici storici di proprietà ovvero gestiti dall'ente comunale.
La Regione del Veneto si impegna a fornire il proprio supporto per la realizzazione del progetto, il cui ambito di applicazione verrà successivamente esteso su tutto il territorio regionale, nonché ad attivare, per il tramite degli uffici preposti, le procedure e le misure finalizzate alla tutela dei beni culturali.
Il Segretariato Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, nell'ambito della proprie funzioni di coordinamento degli Istituti periferici del Ministero presenti nel territorio regionale, si impegna ad assicurare la partecipazione dei medesimi al progetto, nonché la gestione coordinata delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale, avvalendosi anche nella fase non emergenziale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia.
Gli Istituti periferici del Ministero dei Beni Culturali si impegnano a verificare ed eventualmente implementare i rispettivi piani di emergenza interni, a collaborare nell'attività di inserimento dati, nonché nell'attività di formazione dei volontari di protezione civile e nelle esercitazioni programmate per la verifica della validità delle rispettive pianificazioni.
Il Comune di Venezia si impegna a promuovere la realizzazione di studi e analisi del territorio che, approfondendone la conoscenza, permettano una puntuale individuazione delle aree a pericolosità idraulica, a mantenere costantemente aggiornati gli scenari di rischio idraulico che possono interessare il territorio comunale, a concorrere alla mappatura degli edifici che conservano beni culturali in aree a rischio, così da poter elaborare specifiche procedure di intervento per la messa in sicurezza, sia in previsione, sia al verificarsi di situazioni di emergenza connesse a fenomeni idrogeologici, a potenziare il Sistema comunale di protezione civile anche attraverso la realizzazione di corsi di formazione, informazione e addestramento specifici per la tutela e la messa in sicurezza dei beni culturali, a
rendere disponibili agli Enti ed alle Strutture deputate alla salvaguardia del patrimonio culturale tutte le informazioni utili alla corretta previsione dei rischi idrogeologici che si possono verificare nel territorio comunale, nonché all'allertamento in previsione degli stessi e a mettere a disposizione, in caso di emergenza, eventuali spazi per il ricovero temporaneo di beni culturali.
La Città Metropolitana di Venezia si impegna a individuare all'interno delle singole organizzazioni di volontariato di Protezione Civile un congruo numero di volontari già specializzati nella messa in sicurezza dei beni culturali o da formare adeguatamente attraverso i corsi specifici che verranno organizzati, a coordinare l'intervento dei volontari medesimi in caso di evento emergenziale, in raccordo con il tecnico responsabile che, ai sensi dell'art. 3, ciascun Ente detentore avrà individuato, a collaborare alla programmazione ed organizzazione delle esercitazioni che vedano il coinvolgimento del Sistema di Protezione Civile, a mettere a disposizione, in caso di emergenza, eventuali spazi per il ricovero temporaneo di beni culturali.
La Curia Patriarcale di Venezia si impegna a informare gli enti ecclesiastici (le diocesi, le parrocchie e gli enti religiosi) presenti nell'area circa il progetto, chiedendo loro di fornire, nell'ambito degli accordi CEI-MiBACT, informazioni e dati utili alla sua realizzazione, a collaborare alla mappatura degli edifici appartenenti ad enti ecclesiastici che conservano beni culturali, nell'ambito di sistemi operativi che consentano l'interoperabilità delle banche dati della CEI e del sistema informativo territoriale (GIS) della Regione Veneto, per l'aggiornamento delle informazioni, la loro gestione diretta da parte degli enti coinvolti, al fine di favorire la correttezza e completezza di tutte le informazioni utili ad una celere messa in sicurezza in caso di calamità, a consentire, sulla base di strumenti, informazioni e tecnologie offerte dalla pubblica amministrazione, di georeferenziare i luoghi a rischio per la puntuale definizione della mappatura degli edifici, indicando i nominativi dei responsabili in caso di rischio o allertamento, a collaborare ai corsi di formazione, informazione e addestramento per la messa in sicurezza dei beni culturali, al fine di individuare ed illustrare la specificità del patrimonio ecclesiastico e le caratteristiche di tutela e conservazione, a indicare gli eventuali spazi per il ricovero temporaneo di beni culturali in caso di emergenza e a verificare ed eventualmente implementare il proprio Piano di emergenza interno.
La Procuratoria di San Marco, con riferimento ai principali beni rispetto ai quali ha doveri di tutela (Basilica di San Marco e Campanile), si impegna a verificare ed eventualmente implementare il proprio Piano di emergenza interno, a compilare delle specifiche schede di catalogazione dei beni oggetto di tutela, a collaborare ai corsi di formazione, informazione ed addestramento per la messa in sicurezza dei beni culturali, al fine di individuare ed illustrare la specificità del patrimonio tutelato dalla Procuratoria e le caratteristiche di tutela e conservazione.
La Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e del Trentino Alto Adige si impegna a coordinare i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco del Veneto nei casi in cui le criticità riguardino territori di più province, ad assicurare nel corso degli eventi emergenziali la necessaria integrazione fra i Comandi Provinciali competenti per territorio e le altre Parti, ai fini della messa in sicurezza degli scenari operativi e dei successivi eventuali recuperi, da eseguirsi in base all'Accordo Operativo di cui all'Art. 5 del presente Protocollo, a partecipare con propri qualificati rappresentanti, in qualità di docenti, all'attività di formazione delle squadre dei volontari della Protezione Civile impegnati nella messa in sicurezza dei beni culturali e a collaborare alla programmazione ed organizzazione delle esercitazioni che vedano il coinvolgimento del Sistema di Protezione Civile.

 

 

Pubblicato il 07/12/2017 ultima modifica il 07/12/2017 alle 11:45:55

 
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