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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Venezia

NOTIZIE

 

 Rafforzamento attività di controllo sugli alloggi privati ad uso turistico


L'importante operazione svolta dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Locale del Comune di Venezia, concernente l'azione di controllo delle strutture ricettive abusive, ha attuato in modo esemplare la direttiva del Prefetto di Venezia, emanata a seguito del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, svoltosi in data 12 ottobre 2015, che si era riunito su richiesta dell'Assessore Regionale al Turismo, in relazione alla Legge regionale n. 45/2014 e alla deliberazione della Giunta Regionale n. 881 del 13 luglio 2015, che ha equiparato gli alloggi, dati in locazione per finalità turistiche, alle strutture ricettive.
Nello specifico, è stata definita, anche su precise indicazioni del Ministero dell'Interno, la strategia di sicurezza, che ha comportato un rafforzamento dell'attività di controllo dei flussi turistici, con particolare riguardo agli alloggi privati ad uso turistico che, in violazione delle disposizioni normative statali e regionali, sfuggono a tali controlli, potendo così potenzialmente ospitare persone sospette.
Ciò, allo scopo di prevenire e contrastare, da un lato, l'elusione del pagamento della tassa di soggiorno e, dall'altro, garantire, per questioni di sicurezza, tenuto conto dell'attuale clima di tensione internazionale, il rispetto delle disposizioni del T.U.L.P.S., che impongono l'obbligo dei titolari delle strutture ricettive o similari a comunicare alla Questura ed ai Commissariati di Polizia i dati relativi alle persone soggiornanti per motivi turistici.
E' stata quindi richiamata l'attenzione degli altri Prefetti della Regione sulla necessità di potenziare l'attività di vigilanza da parte delle Polizie Locali, nonché di implementare l'azione info-investigativa delle Forze dell'Ordine, e più segnatamente della Guardia di Finanza, allo scopo di acquisire utili elementi informativi per indirizzare, in modo mirato e più incisivo, tale azione di controllo.
Analoga raccomandazione è stata fornita anche ai Sindaci della Città Metropolitana, specie a quelli delle località balneari, interessati, durante la stagione estiva, da notevoli flussi turistici.
La sinergica azione di contrasto svolta dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Locale del Comune di Venezia costituisce una concreta e chiara risposta alla domanda di sicurezza e di legalità, che vede impegnati quotidianamente tutte le Istituzioni, le Forze dell'Ordine, la Magistratura, la società civile e le stesse Associazioni di categoria, in un'ottica di sicurezza partecipata ed è tale da rappresentare un modello di riferimento al quale ispirarsi nella prosecuzione delle attività di controllo preventivo nell'imminenza della stagione estiva.

Pubblicato il 20/05/2016 ultima modifica il 23/05/2016 alle 09:44:52

 PRESENTAZIONE REGOLAMENTO COMUNALE TIPO IN MATERIA DI GIOCHI

Il gioco d'azzardo patologico costituisce anche nella provincia di Venezia uno dei nuovi fenomeni di forte allarme sociale per le conseguenti ripercussioni negative sulle attività personali, familiari e lavorative delle persone affette da dipendenza.

Per fronteggiare e ridurre gli effetti connessi a tale fenomeno, è stato sottoscritto in data 25 febbraio 2015, un Protocollo d'intesa per la prevenzione ed il contrasto del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela delle fasce deboli tra la Prefettura di Venezia e gli Enti istituzionali preposti, le Associazioni di categoria e di volontariato interessate.

L'Accordo prevede l'istituzione, presso la Prefettura, di un tavolo provinciale di confronto interistituzionale, al fine di procedere al monitoraggio del fenomeno ed all'individuazione degli interventi tesi a potenziare l'informazione e la formazione dei cittadini e degli operatori economici, nonché a tutelare le persone vittime della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, con particolare riguardo alle fasce deboli della popolazione.

In tale contesto, è stato attivato, presso la Questura, un tavolo tecnico permanente, con il coinvolgimento dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, allo scopo di pianificare i servizi di controllo sulla rete del gioco legale, finalizzati a verificare il rispetto delle norme a tutela dei minori ed il possesso dei prescritti titoli autorizzatori, potenziando il sistema di interscambio informativo, utile alla programmazione dei controlli, specie sui punti di offerta posizionati in prossimità di luoghi sensibili (scuole, luoghi di culto, ecc.).

Nel 2015 e nei primi tre mesi del 2016, sono stati effettuati, su tutto il territorio metropolitano, dalle Forze di Polizia, con la collaborazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia, 683 controlli in materia di giochi, che hanno portato all'accertamento di 10 violazioni penali, con il conseguente deferimento dei titolari all'Autorità Giudiziaria e di 3 violazioni di carattere amministrativo, di cui una con il sequestro degli apparecchi.

E' stata potenziata ulteriormente la collaborazione tra i SerD delle ULSS ed i Servizi Sociali dei Comuni, attraverso l'elaborazione di buone prassi e la predisposizione di specifici moduli formativi per gli assistenti sociali.

E' stata interessata la Regione Veneto, affinché, in linea con le disposizioni normative vigenti in materia, preveda specifici LEA, al fine di assicurare la cura e la riabilitazione dei pazienti affetti dal gioco d'azzardo patologico.

Sono stati inoltre organizzati appositi incontri con i Responsabili del SerD, le Forze dell'Ordine e la Procura della Repubblica, per definire le modalità operative di segnalazione dei casi attinenti al gioco d'azzardo, che potrebbero costituire fattispecie di reato, con particolare riferimento all'usura.

Sono stati programmati, nel mese di maggio 2016, con il coinvolgimento dell'Ufficio Scolastico Territoriale, tre incontri pubblici rivolti alla cittadinanza, che si svolgeranno presso alcuni Istituti scolastici dei Comuni di Chioggia, San Donà di Piave e la sala civica del Comune di Martellago, dove i Referenti dei SerD delle rispettive ULSS e gli operatori della Polizia Postale affronteranno le tematiche connesse alla ludopatia e ai rischi derivanti dall'uso improprio e irresponsabile della rete e di quelli relativi ai giochi d'azzardo online.

In data 14 ottobre 2015, si è tenuta, presso la Prefettura di Venezia, la prima riunione del Gruppo tecnico di lavoro, allo scopo di definire le ulteriori iniziative da avviare sul territorio, in attuazione del citato Protocollo d'intesa.

Nel corso dell'incontro si è convenuto sull'esigenza di attivare da subito ogni intervento utile a conoscere la reale consistenza della problematica in ambito provinciale, attraverso l'acquisizione e il raffronto incrociato dei dati aggregati pervenuti, nel rispetto delle disposizioni normative in materia di privacy, dai Ser.D delle ULSS, dalle Forze dell'Ordine e dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

Ciò ha costituito un primo punto di partenza per monitorare il fenomeno, che presenta ancora molti lati oscuri, in quanto non tutti i soggetti, soprattutto i giovani, vittime della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, si rivolgono alle strutture sanitarie preposte.

Nel 2014, nella provincia di Venezia, sono stati complessivamente presi in cura presso i SerD delle 4 ULSS competenti per territorio 367 soggetti con condotte di gioco d'azzardo patologico (GAP).

Nella sottostante tabella sono riportati i dati relativi alle variabili più significative.

Le quattro ULSS (la 10, la 12, la 13 e la 14) servono rispettivamente il 24%, 37%, 30% e 9% della popolazione della provincia, mentre i pazienti GAP risultano così distribuiti: il 22% in carico all'ULSS 10, il 39% all'ULSS 12, il 22% all' ULSS 13 e il 16% all'ULSS 14.

Secondo i dati resi disponibili dai Monopoli di Stato, nel territorio della provincia di Venezia, sono presenti 132 punti scommesse e 1286 punti con VLT.

I punti scommessa costituiscono il 27,27% sia per l'ULSS 10 che per l'ULSS 13, il 35,61% per l'ULSS 12 e il 9,85 per l'ULSS 14.

Analogamente, la distribuzione per ULSS dei punti in cui si gioca sulle VLT è rispettivamente il 30.09% per l'ULSS 10, il 34.6% per l'ULSS 12, il 23.48% per l'ULSS 13 e il 12.36% per l'ULSS 14.
 
Variabili

ULSS 10

ULSS 12

ULSS 13

ULSS 14

Provincia VE

Popolazione provinciale di riferimento

24%

37%

30%

9%

100%

Pazienti con GAP

22%

39%

22%

16%

 

Punti scommesse

27,3%

35,6%

27,3%

9,85%

 

Punti VLT

30,1%

34%

23,5%

12,36%

 

Punti gioco/1000 abitanti

2,15

1,60

1,41

2,44

1,75

Soggetti GAP in trattamento

0,04%

0,05%

0,03%

0,08%

 

Soggetti con diploma di SM inferiore

52%

63%

52%

82%

 



Nell'intera provincia di Venezia si conta la disponibilità media di 1,75 punti gioco ogni 1000 abitanti.

La diversa distribuzione tra le diverse Aziende Sanitarie dei soggetti con GAP non appare direttamente proporzionale al numero di abitanti e/o al numero di punti gioco disponibili: l'ULSS 14 ha infatti una percentuale di soggetti GAP in trattamento mediamente doppia rispetto a quella delle altre ULSS (0,08% contro il 0,04% dell'ULSS 10, il 0,05% dell'ULSS 12 e il 0,03% dell'ULSS 13).

Con riferimento al campione della popolazione afferente ai Servizi nel 2014, si evidenzia che il problema è prevalentemente maschile: 4 maschi su 5 in provincia (3 su 4 nell'ULSS 10 e quasi l'87% nell'ULSS 14).

L'età media del paziente GAP è di poco inferiore ai 50 anni; nell'ULSS 14 il 56% dei pazienti GAP supera i 50 anni.

Il fenomeno sembra non investire i soggetti più giovani, sotto i 20 anni.

Già tra i 20-30 però si nota il 5% dei pazienti, il 20% tra i 30-40 e il 26% tra  i 40-49 anni.

I soggetti seguiti dai SerD sono per la quasi totalità italiani (oltre 92% nell'intera provincia), mentre il 7% è rappresentato da stranieri (5% extracomunitari e 2% comunitari), presenti soprattutto nelle ULSS 10 e 13, con valori di poco inferiori nell'ULSS 12; nell'ULSS 14 solo l'1,67% sono soggetti extracomunitari.

I soggetti GAP che afferiscono ai SerD sono fortemente accomunati dal basso grado di scolarità: i pazienti che risultano al massimo avere la licenza media sono ben l'82% dei pazienti GAP dell'ULSS 14, il 63% dell'ULSS 12, il 52% dell'ULSS 10 e il 50% dell'ULSS 10. Si riscontra tuttavia che il 6% dei pazienti dell'ULSS 12 sono laureati e quasi il 40% di quelli dell'ULSS 13 hanno un titolo di studio di scuola superiore o professionale.

Per quanto riguarda lo stato civile, il dato è distribuito abbastanza uniformemente: più di un terzo dei pazienti non sono mai stati sposati, mentre il 15% ha un matrimonio alle spalle (separati/divorziati/vedovi), con punte del 19% nell'ULSS 12.

Circa la metà dei pazienti vive pertanto in un nucleo familiare regolare.

Rispetto alla condizione occupazionale, l'ULSS 12 ricalca in pieno la media delle altre ULSS: il 63% è occupato, l'11% è disoccupato, il 18% è in pensione. Il resto è interessato da occupazioni saltuarie o occasionali.

Rispetto alla fonte di invio ai SerD si rileva che l'accesso al servizio è stato favorito, nell'ULSS 10, per il 51% dall'intervento di familiari/amici, per il 40% su iniziativa del paziente stesso e del 6% dei servizi sociali.

Nell'ULSS 12, invece, i pazienti sono stati avviati al SerD direttamente dai servizi sociali nel 41% dei casi, mentre l'intervento da parte dei familiari è stato richiesto in circa 1/3 dei casi.

Rispetto alla tipologia di gioco per la quale viene espressa la domanda ai servizi, si precisa che la quasi totalità dei pazienti (95%) ha sviluppato un problema da uso di slot machine e VLT, le scommesse non arrivano al 4%, e gli altri giochi sono ancora meno rappresentati.

La condivisione e la circolarità delle informazioni tra gli Enti ha consentito, nel rispetto delle precipue competenze, un approccio integrato e sistemico per fronteggiare la delicata e complessa problematica.

E' stato costituito un gruppo di lavoro ristretto, composto dai rappresentanti della Prefettura, del Comune di San Donà di Piave, della Regione Veneto, di ANCI Veneto, del Comune di Venezia, di Avviso Pubblico, dell'associazione Confesercenti, delle Forze dell'Ordine e dei SerD delle ULSS, allo scopo di disciplinare, in modo uniforme ed omogeneo, con la predisposizione di un Regolamento comunale tipo, tenuto conto delle diverse e difformi ordinanze sindacali adottate sul territorio, con conseguenti disparità di trattamento nei confronti degli stessi operatori commerciali, gli aspetti connessi al riordino e alla dislocazione territoriale della nuova rete di raccolta del gioco, rispetto ai luoghi sensibili, nonché degli orari di apertura delle sale giochi, alla luce della Legge Regionale del Veneto per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio dalla dipendenza dal gioco e dei recenti orientamenti della giurisprudenza amministrativa in materia.

In particolare, l'art. 6 del citato Regolamento prevede, in linea con quanto stabilito dall'art. 20, comma 3, lettera a) della predetta L.R. n. 6/2015, che l'attività di nuove sale giochi o la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d'azzardo è consentita in locali che distano almeno 500 metri lineari dai luoghi sensibili (istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi e centro giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani e tra questi anche i patronati e gli oratori, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale, strutture ricettive per categorie protette, giardini, parchi e spazi pubblici attrezzati e non e altri spazi verdi pubblici attrezzati e non,  siti museali, caserme, aree a servizi, cliniche, luoghi di particolare valore civico, espressamente individuati dai Comuni).

Ai fini della tutela della salute pubblica, per evitare che la disponibilità immediata di denaro contante  costituisca  incentivo  al  gioco,  all'interno  del  locale  non  potranno  essere  presenti sportelli bancari, postali o bancomat.

L'esercizio delle attività è comunque vietato negli  immobili  di  proprietà  della  Civica  Amministrazione,  che  opererà  inoltre affinché analogo divieto venga introdotto con riferimento agli immobili delle società partecipate e nei chioschi su suolo pubblico.

I nuovi locali dovranno essere ubicati esclusivamente al piano terra degli edifici, purché non all'interno o adiacenti a unità immobiliari residenziali; non è ammesso l'utilizzo di locali interrati o seminterrati e l'accesso ai locali dovrà avvenire direttamente dalla pubblica via; i giochi, di cui ai commi 6 e 7 del citato art. 110 del T.U.L.P.S., essendo riservati ai maggiorenni, dovranno essere collocati in area separata ed opportunamente delimitata rispetto ad altri giochi od alle attività di diversa natura praticate nel locale.

L'esercente dovrà assicurare idonea sorveglianza e sarà tenuto a far rispettare il divieto di utilizzazione ai minorenni, anche mediante richiesta di esibizione di un documento di riconoscimento valido.   

Sono fatti salvi i titoli abilitativi in essere prima dell'entrata in vigore del citato provvedimento ed in corso di validità, salvo quanto diversamente verrà disposto, per tali situazioni pregresse, dalla Conferenza unificata Stato-Regioni ovvero dalla Regione Veneto.

La violazione delle citate disposizioni, fermo restando le sanzioni previste dalle specifiche disposizioni normative di settore, comporterà  l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di euro 25.00 ad una massimo di euro 500.00, i cui proventi saranno destinati prioritariamente alle iniziative per la prevenzione della dipendenza da gioco d'azzardo o in alternativa a finalità di carattere sociale e assistenziale.

L'art. 13 del Regolamento comunale disciplina gli aspetti connessi alla pubblicità e all'informazione al pubblico, prevedendo specifiche disposizioni a tutela dei minori e l'obbligo di esposizione dei cartelli con le chiare probabilità di vincita e le caratteristiche del gioco d'azzardo.

In particolare, ai  sensi  della  legge  8 novembre 2012 n. 189,  nonché della L.R. n. 6/2015, gli  esercenti  sono  tenuti  a  esporre,  all'ingresso  e all'interno dei locali, il materiale informativo predisposto dall'A.S.L., diretto ad evidenziare  i  rischi  correlati  al  gioco  e  a  segnalare  la  presenza  sul  territorio  dei  servizi  di assistenza alle persone con patologie connesse al GAP ed il test  di autovalutazione e verifica del rischio da dipendenza da gioco d'azzardo, di cui al comma 4, lettera d) dell'art. 20 della L.R. n. 6/2015.  

L'art. 14 regolamenta invece gli orari di apertura e chiusura delle sale giochi autorizzate.


Nello specifico, in linea con quanto disposto dall'art. 20, comma 3, lettera b) della Legge Regionale n. 6/2015, gli orari degli esercizi autorizzati ex art. 86 del T.U.L.P.S. sono così individuati: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00 di tutti i giorni, compresi i festivi.

Gli apparecchi automatici di intrattenimento, di cui all'art. 110, comma 6 del T.U.L.P.S., possono essere messi in esercizio tra le ore 12.00 e le ore 19.30; al di fuori di tale fascia oraria dovranno essere spenti e disattivati.

Nell'ambito  di  tali  limiti  il  titolare  della  licenza  ha  facoltà  di  scegliere  il  proprio orario di apertura e di chiusura.

La violazione delle disposizioni concernenti la regolamentazione degli orari sopraindicati, tenendo conto dell'impatto sul contesto, sulla sicurezza e sul decoro urbano, nonché dei problemi connessi alla viabilità, all'inquinamento acustico e alla quiete pubblica, comporterà  l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di euro 25.00 ad una massimo di euro 500.00, i cui proventi saranno destinati prioritariamente alle iniziative per la prevenzione della dipendenza da gioco d'azzardo o in alternativa a finalità di carattere sociale e assistenziale.

Il citato Regolamento, che verrà da subito adottato dai Comuni aderenti al Protocollo d'intesa per la prevenzione ed il contrasto del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela delle fasce deboli, sarà trasmesso agli altri Sindaci della Città Metropolitana, affinché valutino, in piena autonomia, l'opportunità di adottare l'Atto, in relazione alle specifiche criticità dei rispettivi territori.

Considerato le "best practice" in campo preventivo, elaborate sulla base di appositi studi di carattere scientifico internazionale, la costituzione di un tavolo di lavoro presso la Prefettura, composto da vari componenti (politiche, legali, sanitari, scolastiche, commerciali, ecc.) della comunità locale rappresenta un'importante iniziativa per la progettazione e realizzazione di varie attività preventive nel campo dei problemi gioco-correlati.

Il protocollo sottoscritto prevede infatti il coinvolgimento di più attori, coordinati dalla Prefettura, che, negli ambiti di propria competenza, possono realizzare interventi educativi, di sensibilizzazione della popolazione generale, di precoce rilevamento delle situazioni di rischio, di controllo del territorio per la salvaguardia di aspetti della salute.

Se le attività di formazione che gli operatori sanitari cureranno per gli studenti (in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Provinciale), gli esercenti dei locali di gioco, gli operatori sociali e del volontariato e la predisposizione del materiale informativo diretto alla popolazione generale, rientrano nelle best practices di carattere educativo, la predisposizione di Regolamento per i Comuni, in linea con la normativa regionale, corrisponde alle best practices di natura politico/legislativa.



In particolare:

- la proposta di mantenere una distanza di almeno 500 m dai luoghi frequentati dai giovani o da persone vulnerabili, così come una limitazione degli orari di fruizione, rientrano nell'obiettivo di diminuire la disponibilità generale di gioco;

- il divieto di installare/utilizzare dispositivi di pagamento a distanza (POS) nei luoghi di gioco persegue la finalità di favorire nei giocatori un maggior controllo della spesa;

- la richiesta di spazi ben distinti dal resto dei locali, così come cartelli che indicano chiaramente l'autorizzazione al gioco solo per i maggiorenni, intende tutelare la popolazione minorenne;

- l'obbligo di esposizione di cartelli con le chiare probabilità di vincita e le caratteristiche del gioco d'azzardo, integrano le iniziative educative, potenziandone gli effetti.



Venezia, 20 maggio 2016
Pubblicato il 20/05/2016 ultima modifica il 23/05/2016 alle 14:47:51

 Servizi di handling presso l’Aeroporto Marco Polo di Venezia - Sospeso lo stato di agitazione

Nella giornata odierna, si è svolto in Prefettura un incontro al fine di discutere sullo stato della vertenza in atto tra le Organizzazioni Sindacali FILT CGIL, FIT CISL, UILT UIL e UGL Trasporto Aereo e le società Aviapartner S.p.A., WFS Ground Italy S.r.l. e GH Venezia S.p.A., che si occupano dei servizi di handling presso l’Aeroporto Marco Polo di Venezia.
Alla riunione erano presenti anche il Direttore Aeroportuale, oltre ad un funzionario di ENAC ed ai rappresentanti di Save S.p.A., che gestisce l’hub.
Nel corso dell’incontro, la Prefettura ha invitato le parti a riavviare  il percorso già attivato e condiviso in occasione del tentativo di conciliazione svoltosi il 12 aprile 2016, per scongiurare il verificarsi di possibili azioni di protesta, soprattutto alla luce dell’attuale clima di tensione internazionale.
Le aziende hanno fatto presente che il dialogo sta continuando in maniera proficua e che non è ancora stato raggiunto un accordo in merito al protocollo di sito solo perché sono state impegnate in lunghe e difficili trattative presso altri scali aeroportuali.
Le società hanno assicurato, in ogni caso, che, entro brevissimo tempo, potranno convocare i sindacati ad un tavolo aziendale per discutere sul nuovo protocollo di sito, con la mediazione del gestore aeroportuale.
La Prefettura, Enac e Save S.p.A. facendo propria la proposta di parte aziendale, hanno richiesto alle Organizzazioni Sindacali di dare ancora una volta fiducia alle aziende, al fine di trovare con senso di responsabilità una soluzione condivisa.
Le Organizzazioni Sindacali hanno manifestato disponibilità, ma hanno auspicato al contempo che le società si impegnino a trovare un’intesa in tempi brevi, al fine di consentire la proclamazione di un eventuale sciopero prima del periodo di franchigia. Hanno chiesto, inoltre, che la Prefettura continui a monitorare la situazione, prendendo gli opportuni provvedimenti qualora gli impegni venissero nuovamente disattesi da parte aziendale.
La Prefettura ha assicurato che l’evoluzione della vertenza sarà seguita con la massima attenzione.
Al temine dell’incontro, le società si sono impegnate a trovare un’intesa sul protocollo di sito, convocando il primo incontro in data 13 giugno 2016 presso il tavolo aziendale con le Organizzazioni Sindacali per discutere no stop in merito, con la mediazione di Save S.p.A. e l’intervento del Direttore di ENAC, in caso di necessità, che ha manifestato disponibilità in tal senso.
Le parti si sono impegnate, inoltre, ad esaminare al tavolo aziendale le altre questioni oggetto di vertenza aperta.
Le Organizzazioni Sindacali, qualora a conclusione del percorso non dovessero ritenersi soddisfatte potranno esercitare il diritto di sciopero, avendo già esperito negativamente la procedura di raffreddamento.

 

 


 
Pubblicato il 20/05/2016 ultima modifica il 20/05/2016 alle 16:23:57

 Protocollo d'intesa per la prevenzione ed il contrasto delle dipendenze giovanili - Istituto Classico Franchetti di Mestre - Giornata di formazione e informazione

E' stato recentemente rinnovato il Protocollo d'intesa per la prevenzione ed il contrasto delle dipendenze giovanili da sostanze stupefacenti, nonché delle diverse forme di devianza minorile, con particolare riferimento al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, presentato in data odierna presso il Liceo Classico Franchetti di Mestre, in occasione di una giornata di formazione e informazione rivolta agli alunni e ai docenti.
L'Accordo, che vede impegnati, in un'ottica di cooperazione interistituzionale, la Prefettura di Venezia, l'Ufficio Scolastico Territoriale, le ULSS della provincia, la Città Metropolitana, il Comune di Venezia, la Polizia di Stato, con la Questura di Venezia e la Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto, il Comando Provinciale dell'Arma dei Carabinieri ed il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, persegue l'obiettivo comune di promuovere, attraverso una strategia di rete ed un'azione coordinata ed unitaria, una sana crescita dei giovani, ispirata alla condivisione dei valori fondamentali della vita e della salute e dei principi di legalità sanciti dalla Carta Costituzionale.
Un approccio multidisciplinare ed integrato alle problematiche del disagio giovanile, con il coinvolgimento diretto delle famiglie, degli studenti, delle istituzioni scolastiche, riveste un ruolo di fondamentale importanza per pianificare e realizzare mirati e più efficaci interventi di prevenzione e di contrasto, creando momenti di confronto e di dibattito su tali delicate tematiche, sui maggiori fattori di rischio, sugli effetti dannosi causati dall'assunzione di sostanze stupefacenti, sugli aspetti sanzionatori che ne conseguono, sui rischi derivanti da un inappropriato utilizzo della rete e sugli eventuali profili di carattere penale, sulle misure educative e sui corretti comportamenti da adottare per la prevenzione e la gestione delle molteplici situazioni correlate, soprattutto in ambito scolastico.
I percorsi di informazione e formazione realizzati, su tutto il territorio della provincia, dalla Polizia di Stato, dal Comando Provinciale dell'Arma dei Carabinieri, dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, dalla Polizia Locale del Comune di Venezia, dagli assistenti sociali della Prefettura e dai responsabili dei SerD delle ULSS, presso i diversi istituti scolastici, con il coordinamento dell'Ufficio Scolastico Territoriale e il supporto della Città Metropolitana di Venezia, hanno riguardato, nello specifico, 682 genitori, 358 docenti e 4650 studenti.
Dai dati in possesso dell'Ufficio NOT della Prefettura di Venezia, risulta che il fenomeno delle dipendenze da droga sta assumendo diverse e più pericolose connotazioni, sia per la sempre maggiore diffusione di sostanze ed in particolare di quelle chimiche/sintetiche che per la costante tendenza all'abbassamento dell'età dei ragazzi, coinvolgendo anche le fasce adolescenziali.
Nel 2015, sono pervenute 861 segnalazioni delle quali 624 relative alla violazione ex art. 75 (uso personale di sostanze stupefacenti con sequestro accertato) e 197 concernenti la segnalazione d'uso; rispetto al 2014 si rileva un incremento di 86 casi.
I consumatori per uso personale di sostanze stupefacenti risultano maggiormente segnalati nella fascia d'età superiore ai ventiquattro anni, mentre i segnalati nella fascia d'età compresa tra i quattordici e i diciannove anni risultano essere 197 unità per l'anno 2015, contro i 190 del 2014.
I consumatori che rientrano nella fascia d'età compresa tra i venti e i ventiquattro anni sono 221 unità per l'anno 2015, contro i 196 dell'anno 2014. I cannabinoidi costituiscono le sostanze d'uso maggiormente rilevate per tutte le fasce d'età, sia per il 2014 che per il 2015. 
Si evidenzia altresì un incremento d'uso di cocaina nel 2015 rispetto al 2014, mentre rimane stabile l'uso di allucinogeni.
Con riferimento agli atti di cyberbullismo, che spesso non vengono avvertiti come gravi da parte degli autori, si verifica un aumento del fenomeno, soprattutto da parte dei minori, che sempre più condividono immagini a sfondo sessuale, con tutte le situazioni di rischio e il profilo di reati a cui possono dare origine, come l'adescamento in rete.
Alcuni dati riguardanti i minori ed il web vedono il 25% di loro sempre connesso online, il 30% si sveglia la notte per partecipare ad una discussione e rispondere a messaggi, il 30% è iscritto su facebook prima dei 13 anni, il 71% ha ricevuto uno smartphone prima dei 12 anni.
Nell'ambito dell'azione di prevenzione, si ricorda l'attivazione del numero telefonico 43002 per segnalare via sms episodi di spaccio e di bullismo, presso la centrale operativa della Questura di Venezia, che tempestivamente disporrà il conseguente intervento o curerà lo smistamento delle segnalazioni ricevute, secondo modalità e criteri di alternanza tra le Forze di Polizia, in base al Piano provinciale di controllo del territorio.
Dall'attivazione della citata utenza telefonica sono pervenute 15 segnalazioni, di cui 3 per bullismo nelle scuole, che hanno comportato l'attivazione delle procedure di verifica da parte delle Forze di Polizia competenti, 8 per spaccio di stupefacenti in ambiti diversi da quelli scolastici e 4 attinenti situazioni illecite varie.

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Pubblicato il 18/05/2016 ultima modifica il 20/05/2016 alle 11:22:47

 Accoglienza migranti nella struttura temporanea di Cona

Al fine di alleggerire l’elevato numero di ospiti presenti nell’ex Caserma di Cona, anche nella giornata odierna è stato predisposto il trasferimento di ulteriori migranti in altre strutture temporanee di accoglienza della provincia di Venezia.
Si tratta, in particolare, di 10 cittadini stranieri, che si aggiungono ai 14 migranti appena trasferiti martedì scorso.
Salgono a 143 i richiedenti asilo che dal mese di gennaio ad oggi hanno potuto trovare accoglienza in strutture di minori dimensioni, sulla base della disponibilità dei posti offerti dagli enti gestori che collaborano con la Prefettura, ai quali lo scorso 9 maggio, nel corso di un apposito incontro, era stato richiesto di reperire ulteriori sistemazioni alloggiative, nelle more di espletare la 2° procedura di gara per l’anno 2016, secondo le indicazioni emerse nella riunione della Cabina di regia svoltasi in pari data. 
Oltre alla prossima pubblicazione di un bando di gara a livello comunitario per la struttura di Cona, saranno richiesti circa 600 nuovi posti sul territorio dei Comuni nei quali non sono attualmente ospitati migranti ovvero in quelli che non hanno raggiunto presenze per almeno il 50 % della quota spettante in applicazione del criterio demografico.
Ciò, in relazione a quanto convenuto nella riunione di cabina di regia, svoltasi lunedì 9 maggio 2016.

 
Pubblicato il 12/05/2016 ultima modifica il 12/05/2016 alle 15:32:07

 Manifestazione protesta migranti ospitati nella struttura temporanea di Cona

In prima mattina odierna, un gruppo di circa 30 cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale, ospitati nella struttura temporanea di Cona, ha attuato un’azione di protesta innanzi al cancello, impedendo l’ingresso agli operatori dell’ente gestore e alle ditte incaricate di prestare i servizi di accoglienza.
Sul posto è intervenuto personale del Commissariato di P.S. di Chioggia e della Stazione Carabinieri di Cavarzere in attività di ordine pubblico, nonché il Vice Prefetto Vicario che, assistito dal Dirigente del suddetto Commissariato, dopo gli iniziali colloqui con i manifestanti, ha incontrato, all’interno della struttura, una delegazione di ospiti per conoscere i motivi della protesta.
I migranti, di prevalente lingua francofona, prendendo spunto dal trasferimento di 14 cittadini stranieri in altre strutture temporanee di questa provincia, effettuato nella giornata di ieri per alleggerire le numerose presenze di Cona, hanno lamentato, attraverso un interprete, la situazione di sovraffollamento nonché ritardi nell’ottenimento dei documenti personali (permessi di soggiorno, carta d’identità, codice fiscale) e nella conclusione delle procedure di riconoscimento dello status di rifugiato, facendone rilevare anche l’esito negativo.
Non sono state denunciate irregolarità in ordine agli obblighi posti a carico dell’ente gestore dalla convenzione in essere, richiedendo soltanto la possibilità di una maggiore varietà di scelta nella somministrazione dei pasti.
Nella circostanza, sono state fornite ai migranti le necessarie spiegazioni sulla complessa situazione dell’accoglienza e nel contempo rassicurazioni sulle molteplici iniziative avviate dalla Prefettura di Venezia, che continua a ricercare ulteriori disponibilità di posti in strutture di modeste dimensioni sul territorio, in modo da diminuire i migranti ospitati a Cona e di migliorare nel contempo le condizioni alloggiative ivi esistenti, anche attraverso interventi strutturali, promuovendo inoltre ogni occasione di integrazione nel contesto locale.
L’effettuazione del suddetto incontro ha consentito l’attenuazione progressiva del clima di tensione che è cessato del tutto alla sua conclusione e, pertanto, la gestione della struttura ha potuto riprendere la sua normale funzionalità.
Pubblicato il 11/05/2016 ultima modifica il 11/05/2016 alle 19:43:20

 Consegna diploma e Medaglia della Liberazione

"Il Prefetto di Venezia, insieme al Sindaco di Mira e i rappresentanti della locale sezione ANPI, ha consegnato, nelle rispettive residenze, il diploma del Ministero della Difesa e la Medaglia della Liberazione ai Partigiani Romeo Barberini e Maria Carraro, i quali non erano potuti intervenire alla cerimonia di consegna svoltasi il 25 aprile scorso nel Teatro Toniolo di Mestre."
 
 
Pubblicato il 06/05/2016 ultima modifica il 06/05/2016 alle 14:49:59

 "1^ Maggio - Teatro Toniolo: consegna delle Stelle al Merito

Pubblicato il 01/05/2016 ultima modifica il 06/05/2016 alle 14:44:52

 



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