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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Venezia

Soggetto Attuatore Emergenza Nord Africa: Chiusura dello stato di emergenza

Il 31 dicembre 2012 è terminata l’accoglienza dei migranti provenienti dai Paesi del nord Africa, svolta in forma emergenziale, ai sensi delle disposizioni emanate in materia di protezione civile, in attuazione dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3933 del 13.4.2011 e successive modifiche ed integrazioni.

A differenza della maggior parte delle altre regioni, in Veneto la gestione dei relativi servizi è stata affidata, dal 20.5.2011, in qualità di Soggetto attuatore, al Prefetto del capoluogo di regione.

Al fine di evitare traumi per gli interessati e tensioni per la popolazione locale, si è provveduto tempestivamente ad operare una ricognizione delle disponibilità alloggiative esistenti sul territorio, dopo aver verificato la oggettiva impraticabilità, da parte dei Comuni in generale, di assumere, in forma diretta, la gestione dei servizi di accoglienza e di assistenza, ad eccezione, per la provincia di Venezia, delle Amministrazioni locali di Campagna Lupia, Camponogara, Noventa di Piave, San Donà di Piave e Santo Stino di Livenza, ai quali va rinnovato il ringraziamento del Prefetto per la sensibilità e la disponibilità dimostrata nella circostanza.
Per la maggioranza dei migranti, si è dunque reso necessario ricercare sul territorio, con la massima urgenza, strutture in grado di curarne l’ospitalità.
Tale verifica è avvenuta d’intesa con le Amministrazioni comunali, anche al fine di ripartire la presenza dei migranti in maniera equilibrata sul territorio.
Dei 1.727 profughi assegnati al Veneto, la quota destinata alla provincia di Venezia è stata di 371 unità.
La scelta operata sulla base della tipologia di prestazioni da fornire ai soggetti interessati e dei fondi stanziati dal Dipartimento della protezione civile è stata orientata necessariamente verso strutture del terzo settore.
Ciò, in primo luogo, poiché gli operatori alberghieri privati (tranne due) non si sono resi disponibili, in ragione dell’entità del corrispettivo offerto dal Soggetto attuatore, ritenuto non remunerativo (importo massimo di €. 46,00 pro capite e pro die, I.V.A. inclusa, comprendente l’alloggiamento, tre pasti giornalieri, la fornitura dei servizi di lavanderia, di prodotti per l’igiene personale, di collegamento telefonico nonché del pocket money -pari ad €. 2,50 individuali al giorno- del vestiario, dell’assistenza sanitaria, del trasporto, dell’orientamento giuridico-legale sulla normativa in materia di immigrazione e di protezione internazionale, dell’insegnamento della lingua italiana, della mediazione linguistico-culturale, della formazione professionale per l’inserimento lavorativo).
In secondo luogo perché, nel recente passato, le organizzazioni no profit si erano rese efficacemente partecipi nella gestione di situazioni analoghe.
Pertanto, nel giro di pochi giorni, si è provveduto alla ripartizione dei migranti sul territorio, senza creare un significativo impatto sociale nei riguardi della popolazione locale, evitando inoltre il ricorso a forme di accoglienza in strutture mobili di tipo precario che, oltre a rendere disagevole il soggiorno delle persone, avrebbe anche nuociuto, in maniera rilevante, al decoro e all’immagine del territorio provinciale, soprattutto nel pieno della concomitante stagione estiva.
Poi, a seguito dell’emanazione dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3948 del 20.6.2011, il Soggetto attuatore ha ritenuto, ai sensi di quanto ivi previsto all’art. 7, di avvalersi della collaborazione dei Comuni per l’attività di monitoraggio e di riscontro dei servizi di accoglienza e di assistenza resi ai migranti in regime di convenzione.
Al riguardo, il Prefetto di Venezia, con circolare n. 200/Gab. del 28 luglio 2011, ha interessato i Sindaci nel cui territorio operavano le strutture a vigilare, attraverso i propri uffici, in ordine all’effettiva fornitura dei servizi previsti dalle convenzioni in argomento, invitandoli altresì a segnalare eventuali inadempienze, anche ai fini dell’applicazione delle correlate penali, in modo da garantire prestazioni corrispondenti agli impegni assunti dagli enti gestori.
Questa modalità di verifica e di controllo è apparsa la misura più idonea a perseguire tale finalità, stante la prossimità territoriale dell’ente locale, mediante le proprie strutture e in particolare quelle adibite alla gestione dei servizi sociali.
Infatti, tale incombenza non poteva essere affidata, in via ordinaria, agli organi di polizia, i quali sono peraltro intervenuti in numerose circostanze per la soluzione di problematiche attinenti all’ordine pubblico e alla sicurezza pubblica, nonché per il mantenimento dei rapporti di civile convivenza dei migranti tra loro e verso la popolazione del luogo.
La Prefettura di Venezia, comunque, al pari delle altre sedi venete, ha svolto, direttamente con proprio personale e senza preavviso, autonomi accessi ispettivi presso tutte le strutture in convenzione, non rilevando inadempienze in ordine alle prestazioni fornite in vigenza di gestione emergenziale.
Infine, con la scadenza del 31 dicembre 2012, si è aperta una successiva fase in cui il Ministero dell’Interno, per evitare situazioni di disagio che avrebbero potuto avere riflessi anche sull’ordine pubblico, non ha imposto l’automatica uscita dal regime di accoglienza, disponendo anzi servizi limitati esclusivamente al vitto e all’alloggio (nella misura massima di €. 35,00 a persona e al giorno).
Questa Prefettura ha, pertanto, riformulato le convenzioni e negoziato con gli enti gestori un compenso di €. 30,00, essendo venute meno tutte le altre prestazioni in precedenza effettuate.
Attualmente sono presenti nel veneziano 280 cittadini extracomunitari di varia provenienza, con diversa posizione giuridica. In particolare: 13 hanno ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato e 36 la protezione sussidiaria. In 170 hanno proposto ricorso al Tribunale contro il rigetto dell’istanza dalla Commissione territoriale.
Sono infine 231 gli stranieri ad aver ottenuto dalla Questura un permesso di soggiorno per motivi umanitari che consente loro di poter lavorare in Italia e di muoversi liberamente in qualsiasi area dello spazio Schengen.
La scadenza dell’ultima fase di accoglienza è stata fissata al 28 febbraio 2013.
Ultima modifica il 14/02/2017 alle 09:50:06


 
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