Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Udine

Comunicati Stampa

 

 Sottoscritto il Protocollo di legalità per la III corsia dell'A 4- Tratto ponte sul fiume Tagliamento- Gonars.

 

I Prefetti di Venezia ed Udine, il Commissario delegato, il Presidente di Autovie Venete Spa ed il Contraente Generale hanno sottoscritto, stamane, in occasione della posa della prima pietra del cantiere, un Protocollo di legalità, ai sensi dell'art. 176 del D. Lgs. n. 163/2006, ai fini della prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, attinenti la realizzazione della Terza corsia dell'Autostrada A4 Venezia-Trieste: tratto nuovo Ponte sul Fiume Tagliamento - Gonars, infrastruttura strategica di preminente interesse nazionale, ricompresa nella cd. Legge obiettivo.

Il nuovo Accordo, che recepisce integralmente le misure previste dalla Delibera CIPE n. 62 del 6 agosto 2015, costituisce un importante strumento in grado di meglio conciliare le prioritarie esigenze di sicurezza, trasparenza ed efficacia dei controlli ai fini antimafia ed anticorruzione, con quelle di semplificazione e di minor aggravio per le imprese, in termini di gestione, tempi e costi degli interventi.

In particolare, l'Atto, nell'ottica di una gestione unitaria e centralizzata di tutte le informazioni riguardanti gli operatori della filiera, prevede l'obbligo per il Contraente Generale di costituire una banca dati contenente tutti gli elementi identificativi dei soggetti d'impresa, delle tipologie e del valore dei contratti e sub contratti, unitamente all'esito delle verifiche antimafia effettuate sugli stessi, nonché al numero di conto corrente dedicato in via esclusiva, riferito al progetto individuato con l'apposito CUP (Anagrafe degli esecutori) ed i dati identificativi dei mezzi e del personale, che, a qualsiasi titolo, opera nel cantiere (Piano coordinato di controllo del cantiere - Settimanale di cantiere).

Con tale banca dati, verranno messe a disposizione degli organi di controllo le informazioni necessarie alla verifica dei rischi di infiltrazione mafiosa, tanto nella fase di pre-cantierizzazione dell'opera, quanto in fase di realizzazione della stessa, attraverso lo strumento degli accessi ispettivi, massimizzando, nel contempo, gli obiettivi più generali di controllo, sulla trasparenza e legalità, nonché sulla regolarità contributiva e dell'impiego della manodopera, di competenza di altre Amministrazioni.

In tale contesto, il Protocollo prevede la costituzione, presso la Prefettura di Udine, del Tavolo di monitoraggio sui flussi di manodopera, con la partecipazione della Direzione Territoriale del Lavoro e delle OO.SS. degli edili maggiormente rappresentative.

Fondamentale in questa direzione è il ruolo riservato al soggetto aggiudicatore, ma soprattutto al Contraente Generale, che, in qualità di garante della corretta trasmissione dei dati, svolgerà una importante attività nell'ambito del sistema di prevenzione antimafia delineato.

Sul piano dei controlli, le Prefetture si impegnano ad effettuare tempestivamente rigorosi e preventivi accertamenti, anche nella fase preliminare all'avvio dei lavori relativi ai passaggi di proprietà delle aree interessate dagli espropri, tesi a scongiurare, con un'azione costante di monitoraggio e di verifica, eventuali ingerenze della criminalità organizzata, nonché nell'attività successiva del rilascio della documentazione antimafia nei confronti di tutti i diversi operatori economici della "filiera", indipendentemente dall'importo, oggetto, durata e da qualunque condizione e modalità di esecuzione della prestazione.

Qualora dalle verifiche antimafia dovessero emergere elementi relativi a tentativi di infiltrazione della criminalità nelle società o imprese interessate, a qualunque titolo all'esecuzione dell'intervento, il soggetto aggiudicatario non potrà procedere alla stipula di contratti o all'autorizzazione di sub-contratti.

Analogo divieto fa capo al Contraente Generale e a tutti i soggetti della filiera.

Il sistema delle verifiche antimafia risulta rafforzato dalla previsione di strumenti di natura civilistica, che devono essere inserite nei contratti di tutti gli operatori della filiera, atti a garantire l'immediata e automatica risoluzione del vincolo contrattuale nei confronti dell'impresa che in corso di esecuzione venga colpita da informazione interdittiva.

Il mancato inserimento di tali clausole nei contratti costituisce, di per sé, ipotesi sanzionabile con la risoluzione del contratto, ai sensi dell'art. 1456 C.C., e con l'applicazione di una penale pecuniaria, nella misura dal 5% al 10%, nei confronti dell'impresa colpita da interdittiva.

Accanto alle tradizionali clausole antimafia, sono state, inoltre, introdotte delle pattuizioni volte a prevenire e contrastare interferenze illecite, riconducibili a fenomeni corruttivi e distorsivi della legalità e trasparenza delle procedure di gara e dell'esecuzione del contratto, in attuazione delle Linee guida stipulate dal Ministero dell'Interno e l'ANAC in data 15 luglio 2014.

Più in particolare, sono state previste apposite clausole tese a riconoscere alla Stazione Appaltante la potestà di azionare la clausola risolutiva espressa del contratto, ai sensi dell'art. 1456 C.C., ogni qualvolta il soggetto aggiudicatario, ovvero l'impresa contraente, in caso di stipula di sub-contratto, non diano comunicazione del tentativo di concussione, che si siano, in qualsiasi modo, manifestati nei confronti dell'imprenditore, degli organi sociali o dei dirigenti di impresa.

Come pure la possibilità di attivare lo strumento risolutorio in tutti i casi in cui, da evidenze giudiziarie consolidate in una misura cautelare o in un provvedimento di rinvio a giudizio, si palesino accordi corruttivi tra il soggetto aggiudicatore e l'impresa aggiudicataria.

Sul piano della sicurezza nei cantieri, il Protocollo prevede il Piano di controllo coordinato del cantiere e del sub-cantiere, la cui gestione è di competenza del Contraente Generale, che si sviluppa attraverso report settimanali, cd. "Settimanale di cantiere", a cura del referente del cantiere.

Ciò consentirà ai Gruppi Interforze di verificare la coerenza delle attività di cantiere con le specifiche contrattuali, di accertare se vi sia stata sostituzione di qualificazione inferiore, meno costoso, ovvero se la manodopera reclutata sia il frutto di intermediazioni illecite o irregolari.

23 novembre 2016


 


 

 

 

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