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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Udine

Cittadinanza

Dal 1° settembre 2020 l'accesso al portale del Ministero dell'Interno per l'invio e la consultazione delle istanze dei richiedenti la cittadinanza residenti in Italia, è consentito soltanto tramite SPID.
Sul portale  https://portaleservizi.dlci.interno.it sono presenti le indicazioni su come procedere per chi ha inviato una domanda con le vecchie credenziali o non ha ancora uno SPID
 
CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA A CITTADINI STRANIERI CONIUGATI CON ITALIANI (art. 5 L. 91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche e integrazioni)
 
Chi può fare la richiesta :
Lo straniero coniugato con un cittadino/a italiano/a e residente legalmente in Italia da almeno due anni dalla data del matrimonio, ovvero, se residente all'estero, dopo tre anni dalla data del matrimonio, purché al momento dell'adozione del decreto di concessione non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi. I predetti termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
Si rammenta inoltre che, nel caso di matrimonio celebrato all'estero, è necessario che i coniugi abbiano provveduto alla relativa trascrizione dell'atto presso un Comune italiano.
Il richiedente compila la domanda, utilizzando le credenziali d'accesso ricevute a seguito di registrazione sul portale dedicato, e la trasmette in formato elettronico allegando i seguenti documenti scansionati (preferibilmente in formato pdf):
  1. estratto dell'atto di nascita completo di tutte le generalità, debitamente tradotto e legalizzato (per le donne che a seguito di matrimonio hanno acquisito il cognome del coniuge è necessario che il certificato di nascita contenga sia il cognome da nubile sia quello da coniugata, altrimenti è necessario allegare il certificato di matrimonio e/o divorzio debitamente tradotto e legalizzato). In caso di doppia cittadinanza il certificato deve essere emesso, nonché tradotto e legalizzato, dallo Stato di nascita;
  2. certificato penale del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza, debitamente tradotto e legalizzato ( anche per coloro che sono nati e risiedono in Italia da prima del 14° anno d'età ). Il certificato penale ha validità pari a 6 mesi decorrenti dalla data di emissione in analogia all'art. 41 del D.P.R. 445/2000.
    Nota Bene. Il certificato penale rilasciato dai Paesi quali: Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia, consta di due documenti:
    • Il certificato dei carichi pendenti
    • Il certificato dei precedenti penali (Casellario Giudiziale)
    Non sono validi certificati riportanti informazioni relative solo ad alcuni tribunali e non all'intera giurisdizione nazionale.
  3. documento di identità (passaporto, o per i cittadini comunitari, documento d'identità rilasciato dal paese di provenienza);
  4. ricevuta  di versamento del contributo di €. 250, previsto dal D.L. del 04/10/2018 n. 113 da versare sul C/C n. 809020 intestato al Ministero dell'Interno D.L.C.I. - Cittadinanza causale: Cittadinanza -  contributo di cui all'art. 1 c. 12 l.94/2009. Il limite temporale di utilizzo si esaurisce nell'anno finanziario del versamento.
  5. copia del titolo di soggiorno : permesso e/o carta di soggiorno o attestazione comunale di soggiorno (per i soli cittadini comunitari);
  6. Marca da bollo da € 16,00 i cui estremi devono essere riportati sul modello compilato on-line. Il bollo deve essere comunque conservato fino alla successiva convocazione in Prefettura
 
CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA
Il decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113 convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, legge 1° dicembre 2018, n. 132, ha introdotto il requisito del possesso di un'adeguata conoscenza della lingua italiana (livello B1 del QCER) , per le domande presentate, ai sensi degli articoli 5 e 9 della legge n. 91 del 1992.
I richiedenti devono attestare la conoscenza della lingua italiana con uno dei seguenti documenti:
  • Autocertificazione del possesso di titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico in Italia o all'estero, riconosciuto dal MIUR o dal MAE (devono essere indicati gli estremi dell'atto);
  • Copia autenticata del titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione paritario in Italia o all'estero, riconosciuto dal MIUR o dal MAE;
  • Copia autenticata della certificazione attestante il livello B1 di conoscenza della lingua italiana, rilasciata da uno dei quattro enti certificatori riconosciuti (Università per stranieri di Perugia, Università per stranieri di Siena, Università Roma Tre e Società Dante Alighieri);
  • Estremi della sottoscrizione dell'accordo di integrazione di cui all'art. 4-bis del D. Lgs. n. 286/1998 e al D.P.R. n. 179/2011;
  • Copia del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo in corso di validità.
 
Documentazione per apolidi e rifugiati politici:
I soli apolidi e rifugiati politici, in alternativa ai certificati di nascita e penale potranno produrre:
  • atto notorio formato in Tribunale sostitutivo del certificato di nascita e del certificato penale in cui si dichiarino le proprie generalità nonché quelle dei genitori, e di non aver riportato condanne penali né di avere procedimenti penali in corso nel proprio Paese d'origine;
  • copia dell'attestato di riconoscimento dello status di rifugiato politico (da allegare alla voce "documento generico");
  • copia del documento di viaggio per stranieri apolidi e rifugiati politici (da allegare alla voce "documento di riconoscimento").
E' possibile inoltrare domanda anche per le unioni civili ai sensi dell'art. 1, comma 20 della Legge 20 maggio 2016, n. 76 "Regolamento delle unioni civili tra le persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze", le cui disposizioni che disciplinano la concessione della cittadinanza per matrimonio con cittadino italiano si applicano alle unioni civili tra le persone dello stesso sesso. In caso di matrimonio/unione civile celebrato all'estero, è necessario provvedere alla trascrizione dell'atto presso un comune italiano.
NOTA BENE: al momento della domanda, e fino al momento dell'adozione del decreto che riconosce la cittadinanza italiana, non deve essere intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non deve sussistere la separazione personale dei coniugi.
Per la registrazione, la compilazione e l'invio on-line della domanda di cittadinanza l'indirizzo è il seguente: https://portaleservizi.dlci.interno.it
 
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CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA A CITTADINI STRANIERI RESIDENTI IN ITALIA (art. 9 L. 91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche e integrazioni)
Chi può fare la richiesta:
  • Lo straniero non comunitario (compresi i cittadini del Regno Unito) che risiede legalmente da almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • Il cittadino di uno Stato membro della Comunità Europea se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio italiano;
  • L'apolide e il rifugiato politico che risiede legalmente da almeno 5 anni nel territorio italiano (I titolari dello status di protezione sussidiaria o di protezione umanitaria NON usufruiscono delle agevolazioni previste per il rifugiato politico in materia di acquisto della cittadinanza italiana);
  • Lo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno 3 anni;
  • Lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno 5 anni successivamente all'adozione;
  • Lo straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato Italiano.
 
Il richiedente compila la domanda, utilizzando le credenziali d'accesso ricevute a seguito di registrazione sul portale dedicato, e la trasmette in formato elettronico allegando i seguenti documenti scansionati (preferibilmente in formato pdf):
  1. estratto dell'atto di nascita completo di tutte le generalità debitamente tradotto e legalizzato (per le donne che a seguito di matrimonio hanno acquisito il cognome del coniuge è necessario che il certificato di nascita contenga sia il cognome da nubile sia quello da coniugata, altrimenti è necessario allegare il certificato di matrimonio e/o divorzio debitamente tradotto e legalizzato). In caso di doppia cittadinanza il certificato deve essere emesso, nonché tradotto e legalizzato, dallo Stato di nascita;
  2. certificato penale del paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza, debitamente tradotto e legalizzato ( anche per coloro che sono nati e risiedono in Italia da prima del 14° anno d'età ). Il certificato penale ha validità pari a 6 mesi decorrenti dalla data di emissione in analogia all'art. 41 del D.P.R. 445/2000. Non sono validi i certificati riportanti informazioni relative solo ad alcuni tribunali e non all'intera giurisdizione nazionale;
    Nota Bene. Il certificato penale rilasciato da Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia, consta di due documenti:
  • Il certificato dei carichi pendenti,
  • Il certificato dei precedenti penali (Casellario Giudiziale)
 
Non sono validi i certificati riportanti informazioni relative solo ad alcuni tribunali e non all'intera giurisdizione nazionale; 
 
3. documento di identità (passaporto, o per i cittadini comunitari, documento d'identità rilasciato dal paese di provenienza);
4. ricevuta di versamento del contributo di €. 250,00 previsto dal D.L. del 04/10/2018 n. 113 da versare sul C/C n. 809020 intestato al Ministero dell'Interno D.L.C.I. - Cittadinanza causale: Cittadinanza -  contributo di cui all'art. 1 c. 12 l.94/2009. Il limite temporale di utilizzo si esaurisce nell'anno finanziario del versamento.
5. copia del titolo di soggiorno:  permesso e/o carta di soggiorno o attestazione comunale di soggiorno (per i soli cittadini comunitari);
6. marca da bollo da € 16,00 i cui estremi devono essere riportati sul modello compilato on-line. Il bollo deve essere comunque conservato fino alla successiva convocazione in Prefettura;
7. questionario informativo compilato e firmato di proprio pugno dal richiedente;
8. dichiarazione di mantenimento e consenso trattamento dati , solo nel caso di integrazione del reddito personale del richiedente.
 
CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA 
Il decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113 convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, legge 1° dicembre 2018, n. 132, ha introdotto il requisito del possesso di un'adeguata conoscenza della lingua italiana (livello B1 del QCER) , per le domande presentate, ai sensi degli articoli 5 e 9 della legge n. 91 del 1992.
I richiedenti devono attestare la conoscenza della lingua italiana con uno dei seguenti documenti:
  • Autocertificazione del possesso di titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico in Italia o all'estero, riconosciuto dal MIUR o dal MAE (devono essere indicati gli estremi dell'atto);
  • Copia autenticata del titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione paritario in Italia o all'estero, riconosciuto dal MIUR o dal MAE;
  • Copia autenticata della certificazione attestante il livello B1 di conoscenza della lingua italiana, rilasciata da uno dei quattro enti certificatori riconosciuti (Università per stranieri di Perugia, Università per stranieri di Siena, Università Roma Tre e Società Dante Alighieri);
  • Estremi della sottoscrizione dell'accordo di integrazione di cui all'art. 4-bis del D. Lgs. n. 286/1998 e al D.P.R. n. 179/2011;
  • Copia del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo in corso di validità.
 
Documentazione per apolidi e rifugiati politici:  
I soli apolidi e rifugiati politici, in alternativa ai certificati di nascita e penale potranno produrre:
  • atto notorio formato in Tribunale sostitutivo del certificato di nascita e del certificato penale in cui si dichiarino le proprie generalità nonché quelle dei genitori, e di non aver riportato condanne penali né di avere procedimenti penali in corso nel proprio Paese d'origine;
  • copia dell'attestato di riconoscimento dello status di rifugiato politico (da allegare alla voce "documento generico");
  • copia del documento di viaggio per stranieri apolidi e rifugiati politici (da allegare alla voce "documento di riconoscimento").
 
REDDITO
I parametri reddituali di riferimento (ovvero la congruità della capacità contributiva) per la valutazione della concessione della cittadinanza italiana per residenza, adottati dal Ministero dell'interno, sono quelli previsti - per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria da parte dei titolari di pensione di vecchiaia - dall'art. 3, comma 2, del D.L. 25 novembre 1989, n. 382, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 25 gennaio 1990, n. 8, successivamente confermati dall'art. 2, comma 15, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, ovvero: 
  • € 8.263,31 per il richiedente la cittadinanza senza coniuge né figli a carico;
  • € 11.362,05 per il richiedente la cittadinanza con coniuge a carico;
  • € 516,00 ulteriori per ogni figlio a carico del richiedente la cittadinanza.
A tale scopo, possono essere considerati anche i redditi dei familiari presenti nello stesso stato di famiglia del richiedente, limitatamente a quelli previsti dall'art. 433 del Codice civile, ovvero (sempre in rapporto al richiedente la cittadinanza) il coniuge/parte unita civilmente, i figli legittimi o legittimati (e, in loro mancanza, i discendenti prossimi), i genitori (e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi), i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali: sono dunque esclusi fra l'altro i redditi di familiari diversi da quelli elencati sopra, di familiari non compresi nello stato di famiglia del richiedente, nonché del convivente di fatto non legato da un contratto scritto di convivenza (anche in presenza di figli in comune).
Le domande di cittadinanza con l'indicazione di un reddito inferiore ai limiti sopra indicati, verranno rifiutate direttamente in via telematica, mentre per le altre si procederà sempre al controllo presso l'Agenzia delle Entrate o tramite la Guardia di Finanza circa la veridicità di quanto dichiarato: in caso di dichiarazione non veritiera o di esibizione di atto falso o contenente dati non più rispondenti a verità, verrà avviata la procedura di inammissibilità della domanda e scatterà la denuncia penale (artt. 483 e 489 c.p.), mentre è prevista la possibile decadenza dalla cittadinanza eventualmente già concessa, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 75 e 76 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
I requisiti reddituali dovranno essere mantenuti fino alla data del giuramento: a tale scopo, si procederà sempre al controllo dei redditi del richiedente ed eventualmente del nucleo familiare, sia prima che dopo l'eventuale emanazione del decreto di cittadinanza.
Per la registrazione, la compilazione, l'invio online della domanda di cittadinanza l'indirizzo è il seguente: https://portaleservizi.dlci.interno.it
 
NOTA BENE
Tutte le istanze che perverranno a questo ufficio, in presenza di irregolarità, saranno RESPINTE. In particolare si prega di porre massima attenzione alla scansione dei certificati di nascita, penale, permesso di soggiorno, bollettino postale di versamento munito del timbro di avvenuto pagamento. In caso di accertata irregolarità l'interessato dovrà ripresentare l'istanza ex novo riutilizzando tutti i documenti regolarizzati.
 
TERMINI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
Il termine per la definizione dei procedimenti amministrativi ex art.5 e art.9 della Legge n.91 del 5 febbraio 1992 è di 48 mesi dalla data della domanda (art. 14 del D.L. del 4 ottobre 2018 n.113, convertito con modificazioni dalla L. 1° dicembre 2018, n. 132).
Ai sensi dell'art. 103 comma 1 del D.L. n. 18/2020 per i procedimenti amministrativi pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020, termine successivamente prorogato al 15 maggio 2020 dall'art. 37 comma 1 del D.L. 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40.
Ai sensi dell'art. 4 comma 5 del D.L. 21 ottobre 2020, n. 130, convertito con modificazioni dalla L. 18 dicembre 2020 n. 173, per le istanze presentate dal 20 dicembre 2020 il nuovo termine di conclusione del procedimento amministrativo è di 24 mesi, prorogabili fino al massimo di 36 mesi.
 
RIMBORSO DEL CONTRIBUTO DI € 250,00
Qualora la domanda venga rifiutata online, il richiedente che non intenda ripresentare l'istanza entro il 31 dicembre dell'anno in cui è stato effettuato il pagamento, può chiedere il rimborso del contributo versato utilizzando il modello fac-simile sotto indicato.
Richiesta e documentazione allegata saranno inviate, per il tramite della Prefettura, al Ministero dell'Interno, che provvederà al rimborso. Non si terrà conto di eventuali richieste inerenti i tempi di liquidazione, in quanto di esclusiva competenza del Ministero dell'Interno
 
COMUNICAZIONI CON L'UFFICIO CITTADINANZA
Le comunicazioni da parte degli utenti, in particolare inerenti quesiti sulle istanze di cittadinanza, potranno avvenire via e-mail ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
In caso di cambio di residenza, l'interessato dovrà indicare il numero di pratica, la data a partire dalla quale è avvenuto il cambio di residenza ed allegare copia del documento di identità.
Ubicazione dell'Ufficio Cittadinanza: Via Prefettura nr. 18 - Udine
 
RICHIESTA INFORMAZIONI SU PRATICHE DI CITTADINANZA
A decorrere dal 21 ottobre 2020 i richiedenti la cittadinanza italiana possono chiedere informazioni e chiarimenti sulla propria pratica, chiamando i seguenti numeri telefonici nei giorni e nelle ore di seguito indicati:
06/46539955 lunedì e mercoledì       dalle ore 10:00 alle ore 12:00
3346909996 mercoledì                       dalle ore 10:00 alle ore 12:00
3346909859 venerdì                           dalle ore 10:00 alle ore 12:00
IMPORTANTE
Si raccomanda di consultare periodicamente il portale al fine di prendere visione delle eventuali altre comunicazioni della Prefettura. In particolar modo si presti attenzione alle richieste di integrazione documentale al fine di evitare la possibile adozione del decreto di inammissibilità della domanda.
Al fine di consentire agli addetti dell'Ufficio di ottimizzare l'attività di gestione delle pratiche per il loro veloce avanzamento, si informa che potrebbero non essere fornite risposte a solleciti o richieste di informazioni sullo stato delle pratiche qualora l'istanza rientri ancora nei termini previsti dalla norma.
NON SI FORNISCE ALCUN TIPO DI ASSISTENZA TECNICA RIGUARDO LA GESTIONE DELLE PRATICHE INSERITE ONLINE
In caso di problemi di natura tecnica e/o supporto alla registrazione cliccare su:
 
Riferimenti normativi:
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 91
  • D.P.R. 12 ottobre 1993, n. 572
  • D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362
  • Legge 15 luglio 2009, n. 94
  • Legge 1 dicembre 2018 n.132
  • Legge 18 dicembre 2020 n. 173
 

Data pubblicazione il 26/09/2006
Ultima modifica il 28/04/2021 alle 08:42

 
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