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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Treviso

NOTIZIE

 

 Eccezionale afflusso di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale a seguito di sbarchi sulle coste italiane. Nuovo bando di gara

In relazione al perdurante flusso di immigrati sulle coste italiane e alle conseguenti ulteriori assegnazioni di migranti a questo ambito provinciale nell'ambito di apposito Piano Nazionale di distribuzione dei migranti, si rende necessario individuare nuove strutture temporanee per l'accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale.

A tale fine questo Ufficio ha predisposto un nuovo avviso di gara- pubblica per l'accoglienza dei richiedenti asilo. Tale bando segue altri già emanati in precedenza , ad esito dei quali, peraltro, si era ottenuta complessivamente un'offerta di posti di accoglienza inferiore al fabbisogno messo a bando.

L'attuale procedura, tenuto conto dei richiedenti asilo già presenti in provincia, di quelli che perverranno con le prossime assegnazioni e del separato già disposto per l’accoglienza presso la “ex Caserma Serena”, è stata avviata per garantire l'accoglienza di un contingente presunto di 1428 persone.

Possono partecipare alla gara Enti Pubblici e soggetti privati, tra cui le strutture alberghiere, purché in possesso di determinati requisiti previsti dal bando.

L'avviso di gara, con tutte le necessarie informazioni per parteciparvi, è reperibile sul sito internet della Prefettura di Treviso (www.prefettura.it/treviso/) alla sezione "Amministrazione Trasparente" , cliccando quindi su "Bandi di gara e contratti".

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 Il Prefetto incontra i genitori di Marianna Cendron

Il Prefetto Dr.ssa Laura Lega ha incontrato i famigliari di Marianna Cendron, scomparsa da più di due anni, accompagnati dalla Presidente Regionale dell’Associazione Penelope Sig.ra Gilda Milani Bianchi.

Nel corso del colloquio i coniugi Cendron hanno manifestato al Prefetto la loro forte preoccupazione per la possibile archiviazione del procedimento che interromperebbe le ricerche della figlia.

Il Prefetto, ha assicurato l’organizzazione a breve di un convegno sulla tematica e la convocazione di una riunione con i famigliari delle persone scomparse in provincia unitamente alle Forze di Polizia per la verifica delle attivazioni da intraprendere.

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 Il Prefetto incontra il Personale in servizio presso le Sale Operative delle Forze di Polizia per un messaggio di auguri

Nell’odierna mattinata il Prefetto di Treviso, Dr.ssa Laura Lega, ha voluto recarsi personalmente presso le Sale Operative delle Forze di Polizia per portare il proprio saluto e messaggio augurale nell’imminenza delle festività natalizie.

Le visite sono iniziate alle ore 09.00 presso il Comando Provinciale dei Carabinieri per poi proseguire nell’ordine verso la Questura ed i Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco.

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 Lectio magistralis - Al confine tra crisi e ripresa: elogio della responsabilità - Prof. Luca Antonini

Ringrazio vivamente sua Ecc. il Prefetto, dott.ssa Laura Lega, dell’invito a tenere questa lezione, perché mi ha costretto a fermarmi e a tentare di giudicare il momento che stiamo attraversando, cercando di coglierne il nesso con il fatto che oggi si compie dinnanzi a noi: la consegna delle onorificenze.

Quello che stiamo attraversando è un tempo delicato, segnato da una crisi che sembra non volere finire mai, innescata dagli eccessi di un capitalismo finanziario che, fondandosi su un’antropologia deviata ha fatto diventare “buona” l’avidità: “Greed is good, greed is right” (l’avidità è buona; l’avidità è giusta), gridava il protagonista, Michael Douglas, del film Wall Street.  L’avidità di vita, l’avidità di sapere, l’avidità di amore, … ecc. Lo ricordo perché sul confine dei giochi di parole, il protagonista del film riusciva a connotare in termini positivi un sentimento negativo. Lo ricordo perché quell’episodio contiene emblematicamente la stessa matrice che si ritrova nelle formule dei due Nobel americani Merton e Scholes che stanno alla base della crisi finanziaria, cioè le teorie per cui, in fondo, a certe condizioni era possibile eliminare il rischio degli investimenti, in ultima analisi quindi producendo ricchezza dai debiti (cosa che nessun sindaco Veneto, come spesso loro mi ricordano, avrebbe accettato: “il Comune” mi dicono sempre “si amministra come la casa: senza debiti”).

Questo per dire che all’origine della debacle c’è stata una crisi antropologica, che si poteva cogliere quando si è incominciato a teorizzare l’irrilevanza del modo tradizionale di fare impresa e della sua missione (crescere e creare occupazione, offrire beni e servizi di qualità alle persone e, per questo, fare profitti). Il fine dell’impresa era sembrato diventare quello del profitto tout court e a breve termine. Si è concepito uno sviluppo che potesse prescindere dall’equilibrio tra tutti i fattori della personalità del singolo e dell’umanità nel suo complesso, dalla necessità di preservare e incrementare i suoi legami religiosi, familiari, sociali, di rispettare l’ambiente in cui si vive. Si sono considerati ininfluenti i valori umani per la vita economica, per arrivare poi scoprire oggi che la conseguenza più grave della crisi finanziaria è una perdita generalizzata di fiducia, che si scopre ora essere fondamentale non solo per la vita personale, ma anche per l’economia reale, per la possibilità di investire, consumare, perfino per fare transazioni economiche e finanziarie e per i rapporti fra gli Stati.

Così la crisi da finanziaria è diventata crisi economica e ora sta lentamente diventando crisi dello stato sociale.

Ma proprio di fronte a questo scenario, che sembra non lasciare prospettive, si possono aprire opportunità.

“Una crisi” – scrive la filosofa Hannah Arendt – “ci costringe a tornare alle domande; esige da noi risposte nuove o vecchie, purché scaturite da un esame diretto; e si trasforma in una catastrofe solo quando noi cerchiamo di farvi fronte con giudizi preconcetti, ossia pregiudizi, aggravando così la crisi e per di più rinunciando a vivere quell’esperienza della realtà, a utilizzare quell’occasione per riflettere, che la crisi stessa costituisce” (H. Arendt, Tra passato e futuro, Milano 1991).

Così è stato nella nostra storia, quando di fronte a una crisi, in fondo analoga e più grave, non si è persa l’occasione per riflettere e mettersi in discussione.

Penso a quello straordinario momento che è stata l’Assemblea Costituente, dove grazie a un confronto autenticamente plurale si è giunti a quel compromesso nobile che costituirà uno dei tre miracoli (gli altri due sono lo sviluppo delle piccole e medie imprese e il risanamento finanziario degli anni 90) che renderanno possibile la nostra ripresa (uso il termine “miracolo” riprendendolo da un grande economista Alberto Quadrio Curzio che lo usa per indicare i 3 fenomeni che hanno reso possibile all’Italia, da Paese prevalentemente agricolo qual era, di arrivare nel 2003 al 6°posto nella graduatoria mondiale con un PIL pari a 1.466 mld di dollari).

I costituenti uscivano da una crisi, economica, democratica e sociale. Leggiamo, in alcuni fash, come l’affrontarono: “La grandezza morale di un popolo di misura dal coraggio con cui esso subisce le avversità della sorte, sopporta le sventure, affronta i pericoli, trasforma gli ostacoli in alimento di propositi e di azione, va contro al suo incerto avvenire. La nostra volontà gareggerà con la nostra fede.  E l’Italia – rigenerata dai dolori e fortificata dai sacrifici – riprenderà il suo cammino di ordinato progresso nel mondo, perché il suo genio è immortale” (Enrico De Nicola, nel 15 Luglio 1946).

 “La Costituzione nasce nel momento più disgraziato, quando, cessati gli aiuti dell’U.N.R.R.A. [ossia aiuti inquadrati nell’ambito del Piano Marshall], si manifesta l’assottigliamento dell’esportazione , il peso dei nostri costi di produzione, troppo alti. Non voglio entrare in particolari; ma la situazione è durissima e si riverbera nel nostro lavoro di costituenti. Cosa dobbiamo fare? Rinunziare alla nuova Costituzione? È nostro dovere andare al di là delle macerie. Vi sono ancora forze di vitalità e speranza di ripresa per il nostro Paese” (12 marzo 1947, intervento dell’On. Ruini).

E ancora, per capire quanto profonda fosse questa riflessione:

“(…) Non credo si potrebbe – senza svisare in larga parte il significato dell’articolo – sostituire la parola “uomo” alla parola “cittadino”. È vero che consideriamo l’uomo anche nelle sue manifestazioni di appartenenza alla società politica ma l’intento specifico è quello di mettere in luce la complessa natura dell’uomo, la quale trova espressione nelle manifestazioni politiche del cittadino, ma non si esaurisce in esse” (24 marzo 1947, intervento dell’On. Moro).

Sono solo alcuni flash su quello straordinario momento, ma danno l’idea di quel compromesso (la etimologia della parola è cum promittere ovvero “promettere insieme”) che portò la Costituzione italiana, pur in un contesto di fiammanti differenze ideologiche, ad essere approvata quasi all’unanimità.

Forse più di tutti, un episodio dimostra lo spessore dei costituenti. Era il 25 marzo 1947 e il clima di cooperazione politico-culturale aveva incontrato un ostacolo durissimo sul tema dei rapporti tra Stato e Chiesa. I democristiani erano impegnati a introdurre in Costituzione la menzione dei Patti lateranensi: lo sentivano come un dovere verso monsignor Montini (poi Papa Paolo VI) che nel 1946 aveva scongiurato che tra le altre si desse all’Italia anche l’umiliazione di vedere garantita la sovranità della Città del Vaticano non più dall’Italia in virtù dei Patti del 1929, ma dalle potenze vincitrici.

Liberali, repubblicani, socialisti, altri gruppi e persone legati storicamente ad una posizione laicista non lasciavano spazi e contavano senz’altro sul naturale appoggio del partito comunista. Il voto in aula era previsto per il tardo pomeriggio del 25 marzo e De Gasperi – che come presidente del Consiglio non prendeva parte attiva ai lavori dell’Assemblea – si era eccezionalmente iscritto a parlare per una dichiarazione di voto con la quale affidare alla storia la posizione (e la sconfitta) della DC. La tensione era molto forte. Quali sarebbero state le conseguenze di questa spaccatura era difficile dirlo, ma probabilmente tutta la Costituzione non sarebbe stata la stessa e forse nemmeno la storia d’Italia.

Ebbene, quella sera, poco prima del voto che ormai si profila chiaramente negativo, Palmiro Togliatti fece un discorso straordinario con il quale, di fronte alla sorpresa di tutti, annunciò che il Gruppo Comunista avrebbe votato a favore. Vi leggo solo una stralcio: “i motivi per i quali il gruppo parlamentare comunista ha deciso di votare per la formula che viene presentata, sono motivi profondi. La nostra lotta è lotta per la rinascita del nostro Paese, per il suo rinnovamento politico, economico e sociale. In questa lotta noi vogliamo l’unità dei lavoratori, prima di tutto, e, attorno a essa, vogliamo si realizzi l’unità politica e morale di tutta la nazione. Disperdiamo le ombre le quali impediscono la realizzazione di questa unità! Siamo oggi quello che siamo stati in tutta la lotta di liberazione e in tutto il periodo di profonda crisi e di ricostruzione apertosi dopo la fine della guerra. Siamo oggi quel che saremo domani, nella lotta che condurremo insieme a voi, accanto a voi – se volete – o in contrasto con voi, per la ricostruzione, il rinnovamento, la rinascita d’Italia. Siamo convinti, dando il nostro voto all’articolo che ci viene presentato, di compiere il nostro dovere verso la classe operaia e le classi lavoratrici, verso il popolo italiano, verso la democrazia e la Repubblica, verso la nostra patria! (Vivi applausi all’estrema sinistra -commenti animati)”.

 

Ho voluto ricordare queste parole per ricordare quali sono le nostre radici.

Verso queste radici, verso i valori, il soggetto umano e la cultura che esse incarnavano, in un momento delicatissimo, in cui forse si apre una ripresa economica e nel contempo si affacciano fenomeni come quello dell’Isis, abbiamo una responsabilità. Ho voluto intitolare questa mia lezione: Elogio della responsabilità, parafrasando il titolo di un’opera, “Elogio della follia”, di Erasmo da Rotterdam, scritta nel 1509 mentre – è singolare notarlo - soggiornava con San Tommaso Moro – l’amico a cui è dedicata e indirizzata l’intera opera - nella residenza di quest'ultimo. Tommaso Moro, lo ricordo, scrisse l’opera “Utopia”.

Follia e Utopia sono evidentemente paradossi: “Il folle”- dice Erasmo – “affronta da vicino le situazioni coi relativi rischi e così acquista, se non erro, la saggezza”.

In realtà entrambe le opere sono una condanna dei mal costumi e dei limiti dell’epoca: in fondo entrambe sono quindi un richiamo alla responsabilità.

E oggi qual è la nostra responsabilità?

La nostra responsabilità è quella, come scrive la Arendt, di non rinunciare “a vivere quell’esperienza della realtà, a utilizzare quell’occasione per riflettere, che la crisi stessa costituisce”.

E allora riflettiamo.

Ce ne offre l’occasione un interessante articolo di Antonio Polito uscito sul Corriere della Sera di alcuni giorni fa. Inizia così “E’ il silenzio degli innocenti, più ancora che il frastuono dei mitragliatori, ciò che dobbiamo temere. Il silenzio di chi non sa più cosa è giusto e che cos’è sbagliato, dunque non riesce più a parlare con chi invece pretende orgogliosamente di saperlo”. E finisce: “condizione indispensabile di ogni dialogo è che questo silenzio finisca, che riprendiamo la parola, perché non possiamo intimare quotidianamente alle comunità mussulmane di parlare con noi se non siamo in grado di farlo noi stessi, se non abbiamo le certezze necessarie a definire i valori sui quali non siamo disposti a tacere”.

Oliver Roy, un importante politologo francese, ha detto che il terrorismo “Non è una radicalizzazione dell’islam, ma un’islamizzazione del radicalismo … La violenza a cui aderiscono è una violenza moderna. Uccidono come gli autori delle stragi statunitensi e come Anders Breivik, a sangue freddo. In loro il nichilismo e l’orgoglio sono profondamente interconnessi”.

E a questo nichilismo e questa violenza moderna che, a tutti i livelli, dobbiamo sapere rispondere: a una crisi che è prima di tutto antropologica. Dobbiamo tornare ad essere in grado di saper dire perché la vita non è un Nulla e perché ha senso viverla.

Non siamo più al tempo dell’Assemblea costituente: la politica sta attraversando forse la crisi più grave della storia della Repubblica. È emblematico che il Parlamento debba giungere alla 30° votazione perché non riesce ad eleggere tre giudici della Corte costituzionale.

Se forse è utopico sperare di ritornare a quei tempi, non lo è, invece, sperare di non dimenticare che quelle sono le nostre radici e cominciare a riappropriarci di chi siamo, cominciare a far finire il silenzio, tornare a rendere visibile, a tutti i livelli, quello che oggi sembra essere divenuto invisibile.

Il gesto di oggi premia la responsabilità delle persone che hanno meritato l’onorificenza e rende visibile a tutta la città quello che sarebbe rimasto in gran parte invisibile.

E’ solo, a mio avviso, a questa dimensione di responsabilità quotidiana e ai valori che la permettono che è sensato, in un momento come questo, affidare la speranza.

Nella storia d’ Europa è stato così. Lo ricorso citando, a conclusione, dagli Historical Studies del Cardinale J.H. Newman: 

 “San Benedetto trovò il mondo sociale e materiale in rovina, e la sua missione fu di rimetterlo in sesto, non con metodi scientifici, ma con mezzi naturali, non accanendovisi con la pretesa di farlo entro un tempo determinato o facendo uso d'un rimedio straordinario o per mezzo di grandi gesta; ma in modo così calmo, paziente, graduale, che ben sovente si ignorò questo lavoro fino al momento in cui lo si trovò finito. Il nuovo edificio, ch'esso aiutò a far nascere, fu più una crescita che una costruzione. Uomini silenziosi si vedevano nella campagna o si scorgevano nella foresta, scavando, sterrando e costruendo, e altri uomini silenziosi, che non si vedevano, stavano seduti nel freddo del chiostro, affaticando i loro occhi e concentrando la loro mente per copiare e ricopiare penosamente i manoscritti ch'essi avevano salvato. Nessuno di loro protestava, nessuno si lamentava, nessuno attirava l'attenzione su ciò che si faceva; ma poco per volta i boschi paludosi divenivano eremitaggio, casa religiosa, masseria, abbazia, villaggio, seminario, scuola e infine città”.

 

 

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 Il Prefetto incontra il Personale per un messaggio di auguri Il messaggio del Ministro dell´Interno via streaming

Nell’odierna mattinata il Prefetto Dr.ssa Laura Lega unitamente al Questore di Treviso, al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco ed al Comandante del Reparto Operativo Carabinieri, ed ai Dirigenti ed il Personale della Prefettura ha ascoltato in modalità streaming il messaggio di auguri che il Ministro dell’Interno On. Avv. Angelino Alfano ha rivolto a tutte le componenti del Ministero dell’Interno.

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 PREFETTURA DI PORDENONE - Gara per affidamento del servizio di accoglienza ed assistenza cittadini stranieri

La Prefettura di Pordenone ha reso noto di aver avviato una procedura di gara aperta per l’affidamento, nel territorio della provincia di Pordenone, del servizio di accoglienza ed assistenza a favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e della gestione dei servizi connessi dalla data presunta del 1° febbraio 2016 fino al 31 dicembre 2016.
Per eventuali domande di partecipazione e connessi quesiti, le relative informazioni sono rinvenibili sul sito internet della predetta Prefettura di Pordenone: http//www.prefettura.it/pordenone.

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 Revisori dei conti degli Enti Locali

Si comunica che il giorno venerdì  18 dicembre 2015  alle ore  9,00 si procederà alla estrazione dei nominativi dei Revisori iscritti nell’elenco previsto dal d.m. 15 febbraio 2012 per i seguenti Enti:

Comune di Castelcucco

Comune di Silea

Comune di Mogliano Veneto

Comune di Cordignano

Comune di Motta di Livenza.

La seduta è pubblica e tutti gli interessati potranno parteciparvi.

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 11 dicembre 2015 - Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica presso la Prefettura di Treviso

Il Prefetto di Treviso, Dr.ssa Laura Lega, ha presieduto nella mattinata di ieri, presso il Salone degli Stemmi della Prefettura, una seduta del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata per una ricognizione generale della situazione dell’ordine e della sicurezza nel territorio complessivamente corrispondente al mandamento di Treviso.

Alla seduta hanno partecipato i vertici provinciali delle Forze di Polizia, la Provincia di Treviso, ed i Sindaci dei comuni rientranti nel suddetto mandamento.

Il Prefetto ha illustrato i dati relativi ai reati commessi nei singoli comuni nell’anno in corso, raffrontandoli con quelli degli anni precedenti, che hanno messo in luce una generale flessione dei delitti ed in particolare dei furti nel 2015.

I Sindaci presenti, che hanno avuto modo di rappresentare le problematiche relative ai territori rispettivamente amministrati, sono stati, fra l’altro, invitati a fornire un fattivo apporto nella direzione di garantire, in conformità agli obblighi internazionali assunti dall’Italia, l’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo che continuano ad affluire nella provincia.

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 12 dicembre 2015 - Palazzo dei 300 - Cerimonia consegna diplomi dell´Ordine Al Merito della Repubblica Italiana

Sabato 12 dicembre a Palazzo dei 300, con inizio alle 10.00, presieduta dal Prefetto di Treviso Dr.ssa Laura Lega, avrà luogo la cerimonia di consegna dei diplomi di onorificenza dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” conferiti dal Capo dello Stato a cittadini della provincia di Treviso e degli attestati al Merito di servizio concessi ad appartenenti alla Polizia di Stato.

alla cerimonia è prevista la partecipazione delle massime autorità regionali e locali.

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 Il Prefetto di Treviso consegna i diplomi dell´Ordine Al Merito della Repubblica Italiana a 19 cittadini benemeriti e gli attestati di merito agli appartenenti alla Polizia di Stato

Si è svolta nella odierna mattinata presso il suggestivo Palazzo dei 300, presieduta dal Prefetto di Treviso, Laura Lega, la cerimonia di consegna dei diplomi di onorificenze dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana a 19 cittadini trevigiani insigniti con Decreto del Presidente della Repubblica e degli attestati al Merito ed Anzianità di Servizio concessi a 7 appartenenti alla Polizia di Stato.

La cerimonia ha avuto il solenne avvio attraverso le magistrali interpretazioni del noto tenore Francesco Grollo e dell’ensemble “Fiamme Gialle Alfio Lanzarini” che hanno eseguito dapprima la patriottica canzone “La Leggenda del Piave” e successivamente, l’Inno di Mameli.

Dopo i saluti del Prefetto di Treviso, del Sindaco di Treviso e del Presidente della Provincia, alla presenza Presidente del Tribunale, del Procuratore della Repubblica, dei vertici delle Forze dell’Ordine e dell’Esercito, degli esponenti politici locali, oltre che delle autorità regionali e provinciali, il Prof. Luca Antonini ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Elogio della Responsabilità”.

Nel corso del discorso il Prefetto Lega ha evidenziato la valenza strategica della valorizzazione del merito quale punto di snodo del sistema valoriale che deve improntare il nostro nuovo modello sociale a fronte dei profondi cambiamenti in atto. Merito e legalità, è stato sottolineato ancora, sono i pilastri di una società forte, coesa e compatta, dove tutti devono esercitare il loro impegno quotidiano con senso di responsabilità, capace di affrontare e vincere le sfide che abbiamo di fronte.

Durante la cerimonia 19 cittadini trevigiani hanno ricevuto il riconoscimento onorifico per l’impegno da essi profuso, verso la Nazione, nel campo delle scienze, delle lettere, dell'economia, delle arti e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari o per meritevoli servizi prestati nelle carriere civili e militari.

L’incontro, opportuno per evidenziare il merito a qualsiasi livello, ha inoltre fornito l’occasione per riconoscere pubblicamente lo straordinario impegno profuso senza esitazione dall’Ass.te Capo della Polizia di Stato Maurizio Mauro in servizio presso la Sezione Polizia di Frontiera Aerea presso l’aeroporto Canova di Treviso e del Capo Squadra Alberto VELO in servizio presso il locale Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, che in momenti diversi si sono equamente resi generosi protagonisti attraverso il loro provvidenziale gesto che ha salvato la vita a due giovani persone che stavano soffocando.

Inoltre, nel quadro della valorizzazione del merito, il Prefetto Laura Lega, ha voluto anche presentare Francesco Bettiol, Leo De Luca e Giovanni Trincanato, tre giovani studenti dell’Istituto Astori di Mogliano Veneto, che si sono distinti per la peculiare originalità e soprattutto per la sensibilità dimostrata nella realizzazione di un video che tratta la particolare tematica dei profughi.

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 Comitato per la viabilità tagenziale nord di Mogliano Veneto

Si è svolta in Prefettura, nella mattinata di ieri e presieduta dal Prefetto di Treviso, Dr.ssa Laura Lega, un incontro al quale hanno partecipato il Presidente della Provincia, il rappresentante del Compartimento Anas di Venezia, il Dirigente della Polizia Stradale di Treviso ed i rappresentanti dei Comuni di Treviso, Venezia, Casale sul Sile, Marcon, Mogliano Veneto, Preganziol, Scorzé e Zero Branco, per l’analisi dei possibili interventi volti a decongestionare il traffico pesante lungo il Terraglio, in specie per cio’ che concerne l’attraversamento del centro abitato di Mogliano Veneto.

Al riguardo sono state concordate alcune iniziative che già dal prossimo anno potranno essere attuate e porteranno una rilevante incidenza della viabilità dell’area e con positive ricadute sul piano ambientale e della sicurezza della circolazione stradale.

Quanto precede si renderà possibile all’indomani della conclusione, ad opera della Provincia di Treviso, dei lavori di completamento della Tangenziale Nord di Mogliano Veneto che consentirà di deviare il traffico considerato verso il passante di Mestre.

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 4 dicembre 2015 Convegno sul tema "Rapporto Rifiuti Urbani 2015"

Si è svolto nel pomeriggio odierno presso il Salone degli Stemmi della Prefettura di Treviso, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani un Workshop sul tema “Rapporto Rifiuti Urbani 2015”.

L'evento, coordinato dal Prefetto Laura Lega, ha visto la partecipazione in qualità di relatori, del Direttore Generale ISPRA, dell’Assessore Regionale all’Ambiente Dott. Bottacin, del Presidente della Provincia e del il Sindaco di Treviso ed ha fatto registrare una notevole affluenza di partecipanti.

Numerosi infatti sono stati i Sindaci e gli Amministratori locali intervenuti, che hanno potuto direttamente confrontarsi con alcuni rappresentanti di vertice del Dicastero dell'Ambiente sulla materia suindicata, manifestando anche le problematiche presenti sul tema.

 Il workshop ha senz’altro contribuito alla chiarificazione del quadro normativo di riferimento in materia e delle possibilità per i Comuni trevigiani, che hanno dato eccezionali risultati nello scorso anno come attestati dal Rapporto 2015.



 
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 2 dicembre 2015 Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica presso il Municipio di Oderzo

Il Prefetto di Treviso, Dr.ssa Laura Lega, ha presieduto nella mattinata di ieri, presso la sede municipale del Comune di Oderzo, una seduta del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata per una ricognizione generale della situazione dell’ordine e della sicurezza nel territorio complessivamente corrispondente a quel mandamento.

Alla seduta hanno partecipato i vertici provinciali delle Forze di Polizia, la Provincia di Treviso, il Corpo Forestale dello Stato di Treviso, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e tutti i 14 Sindaci dei comuni rientranti nel suddetto mandamento.

Il Prefetto ha illustrato i dati relativi ai reati commessi nei singoli comuni nell’anno in corso, raffrontandoli con quelli degli anni precedenti, che hanno messo in luce una generale flessione dei delitti ed in particolare dei furti nel 2015.

I Sindaci presenti, che hanno avuto modo di rappresentare le problematiche relative ai territori rispettivamente amministrati, sono stati, fra l’altro, invitati a fornire un fattivo apporto nella direzione di garantire, in conformità agli obblighi internazionali assunti dall’Italia, l’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo che continuano ad affluire nella provincia.

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 4 dicembre 2015 - Convegno sul tema "Rapporto Rifiuti Urbani 2015".

Si terrà questo pomeriggio con inizio alle ore 15.00, presso il Salone degli Stemmi della Prefettura di Treviso, un Work Shop sul tema “Rapporto Rifiuti Urbani 2015”.

La questione trattata rappresenta certamente un argomento di particolare rilievo per le Amministrazioni locali di questa provincia, attesi gli ottimi risultati raggiunti sul nostro territorio.

Per tale motivo, il Prefetto di Treviso Dr.ssa Laura Lega, ha ritenuto opportuno organizzare un momento di confronto per affrontare congiuntamente la materia.

Il work shop – cui interverranno il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani, il Direttore Generale ISPRA, l’Assessore Regionale all’Ambiente Dott. Gianpaolo Bottacin, il Presidente della Provincia ed il Sindaco di Treviso – intende infatti essere una proficua occasione di collaborazione interistituzionale che ha l’obiettivo di contribuire alla chiarificazione del quadro normativo di riferimento in materia e delle possibilità per i Comuni trevigiani.

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