Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Treviso

Cittadinanza

La cittadinanza italiana si basa sul principio dello "ius sanguinis" (diritto di sangue), per il quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano.
I cittadini stranieri, tuttavia, possono acquistarla se in possesso di determinati requisiti.
La materia è attualmente regolata dalla legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche (vedi da ultimo la L. 15 luglio 2009, n. 94).
In base a questi è possibile individuare due tipologie di concessione:
  1. ACQUISIZIONE PER MATRIMONIO (art. 5 L. 91 del 5 febbraio 1992e succ.modifiche)
  2. CONCESSIONE PER RESIDENZA (art. 9 L. 91 del 5 febbraio 1992 e succ. modifiche)
Dirigente Dell'Area:Dott.ssa Paola DE PALMA
Email Dirigente Dell'Area: paola.depalma(at)interno.it

Cittadinanza Ex. Art. 5 (Matrimonio)

Responsabile del procedimento: Art.5 (matrimonio) n°91/1992
Funzionario Amministrativo Lorella Pavan (0422.592455)
lorella.pavan@interno.it
Addetto: L'UFFICIO CITTADINANZA RICEVE SOLO SU CONVOCAZIONE
INFORMAZIONI SU PRATICHE DI CITTADINANZA: TELEFONARE ESCLUSIVAMENTE AL NUMERO TELEFONICO: 0422/592455 DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 10.00, DAL MARTEDI AL GIOVEDI
Ricevimento: Per appuntamento
Email dell'ufficio:
Telefono:
Fax:
  • 0422592502 


Dirigente Dell'Area:Dott.ssa Paola DE PALMA
Email Dirigente Dell'Area: paola.depalma(at)interno.it

Cittadinanza Art.9 (Residenza)

Responsabile del procedimento: Ex Art.9 (Residenza) n°91/1992
Funzionario Amministrativo Loredana Bognanni (0422.592410)
loredana.bognanni@interno.it
Addetto: Sig. Sergio Busatto
INFORMAZIONI SU PRATICHE DI CITTADINANZA: TELEFONARE ESCLUSIVAMENTE AL NUMERO TELEFONICO: 0422/592455 DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 10.00, DAL MARTEDI AL GIOVEDI
Orari di ricevimento: Il Mercoledì dalle 10:00 alle 12:00
Email dell'ufficio:
Telefono:
Fax:
  • 0422592502 

 
1)  ACQUISTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA DA PARTE DI CITTADINI STRANIERI CONIUGATI CON ITALIANI (art. 5 L. 91 del 5 febbraio 1992)
 
Chi può fare la richiesta :
 
Lo straniero coniugato con un cittadino/a italiano/a e residente legalmente in Italia da almeno 2 anni dalla data del matrimonio, ovvero, se residente all'estero,  dopo tre anni dalla data del matrimonio, purché nei predetti periodi non siano intervenuti scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista separazione legale. I termini di presentazione dell'istanza sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
Oltre ai requisiti sopra indicati, il coniuge di cittadino naturalizzato italiano può presentare la richiesta di cittadinanza ex art.5   solo al compimento del  termine di 2 anni dall' avvenuta naturalizzazione del coniuge, termine ridotto di un anno se ci sono figli in comune.
 
Cosa fare:
 
La domanda di richiesta della cittadinanza va presentata (per gli stranieri residenti in questa provincia) alla Prefettura di Treviso, con decorrenza 18/06/2015 esclusivamente  con modalità on line attraverso il portale https://cittadinanza.dlci.interno.it . Non è consentita la presentazione con altre modalità.
 
 
Documentazione richiesta:  
  1. Richiesta debitamente compilata su cui vanno indicati gli estremi della marca da bollo da euro 16,00;
  2. estratto dell'atto di nascita completo di tutte le generalità (per le donne che a seguito di matrimonio hanno acquisito il cognome del coniuge, è necessario che il certificato di nascita contenga sia il cognome da nubile che quello da sposata: altrimenti, è necessario allegare anche un certificato rilasciato dalle autorità del Paese di provenienda da cui si evinca il cambio cognome, tradotto e legalizzato o apostillato) - ORIGINALE (*);
  3. certificato penale del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza - ORIGINALE (*);
  4. copia atto integrale di matrimonio rilasciata dal Comune italiano di trascrizione
  5. una fotocopia del permesso/attestazione di soggiorno;
  6. una fotocopia della carta d'identità italiana;
  7. una ricevuta del versamento del contributo di € 200,00 - ORIGINALE PIU' UNA FOTOCOPIA;
  8. Certificato di riconoscimento dello status di rifugiato o dello status di apolide (**)
 
(*) Gli atti di cui ai punti 2) e 3) dovranno essere legalizzati dall'Autorità diplomatica o consolare italiana presente nello Stato di formazione, salvo le esenzioni previste per gli Stati aderenti alle convenzioni internazionali. Gli atti devono altresì essere debitamente tradotti in lingua italiana dalla suddetta Autorità ed essere comprensivi di apostille o legalizzazione ovvero, in Italia, dall'Autorità diplomatica o consolare del Paese che ha rilasciato l'atto (in questo caso la firma del funzionario straniero dovrà essere legalizzata dalla Prefettura competente), oppure da un traduttore ufficiale o da un interprete che ne attesti con le formalità previste la conformità de testo straniero.
(**) In mancanza del documento di cui al punto 2) l'interessato potrà produrre atto di notorietà formato presso la Cancelleria del Tribunale territorialmente competente, recante l'indicazione delle proprie generalità nonché quelle dei genitori. Per i certificati di cui al punto 3) l'interessato potrà produrre una dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui attesti, sotto la propria responsabilità, di non avere riportato condanne penali nè di avere procedimenti penali in corso nel proprio Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza.
 
 
IMPORTANTE
 
  Prima della presentazione della domanda si deve verificare che le generalità (cognome, nome, luogo e data di nascita) presenti sui certificati esteri siano uguali tra loro e coincidano perfettamente con le generalità risultanti sui documenti italiani (carta d'identità, permesso/attestazione di soggiorno).
Qualora vi siano discordanze, è necessario produrre un'attestazione, rilasciata da una Rappresentanza Diplomatico/Consolare del Paese di appartenenza e legalizzata presso l'Ufficio Legalizzazioni sito in Via Marchesan n. 11/a, con cui si certifichi che i nominativi presenti nei vari documenti si identificano tutti con la stessa persona fisica, con l'indicazione dell'esatto cognome, nome, luogo e data di nascita.
  Se al momento della presentazione la documentazione è incompleta/irregolare, la Prefettura invita con raccomandata a.r. l'interessato a regolarizzarla, assegnando un termine.
Se entro la scadenza assegnata non viene svolto l'adempimento richiesto, la domanda di concessione della cittadinanza italiana viene dichiarata inammissibile e non ha ulteriore corso.
 
ISTRUZIONI PER IL PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DI 200 EURO
 
La legge 15 luglio 2009, n. 94, ha introdotto un contributo di 200 euro per le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza.
Per il pagamento di questo contributo, è stato creato un apposito modello di bollettino di conto corrente postale, pagabile presso tutti gli uffici postali.
Per la compilazione, si dovrà utilizzare il normale modello a tre sezioni, indicando i sia i dati del fac-simile, sia quelli di chi chiede la cittadinanza.
Nei campi ESEGUITO DA e RESIDENTE IN vanno inseriti i dati di chi chiede la cittadinanza italiana, indipendentemente da chi materialmente esegue il pagamento del bollettino.
Insieme alla domanda va quindi spedita la prima sezione (Attestazione di Versamento) del bollettino.
La seconda sezione (Ricevuta di Versamento) viene invece conservata dall'interessato.
 
Il responsabile del procedimento di concessione della cittadinanza italiana è il Funzionario amministrativo Sig.ra Lorella Pavan.
Il decreto di conferimento della cittadinanza italiana, a firma del Prefetto della Provincia di Treviso, viene trasmesso dalla Prefettura al Comune di residenza dell'interessato, per la notifica e il giuramento, da prestare entro 6 mesi dalla notifica stessa.
La cittadinanza italiana si acquista dal giorno successivo al giuramento e si estende ai figli minori stabilmente ed effettivamente conviventi a quella data.
Lo stato di avanzamento della procedura è consultabile qui , tramite il codice informatico K10/C che viene comunicato dalla Prefettura all'avvio del procedimento.
 


 
2) CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA A CITTADINI STRANIERI RESIDENTI IN ITALIA (art. 9 L. 91 del 5 febbraio 1992 )
 
Può essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'Interno.

Chi può fare la richiesta :
  • Lo straniero non comunitario che risiede legalmente da almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • Il cittadino di uno Stato membro della Comunità Europea che risiede legalmente da almeno 4 anni nel territorio italiano;
  • L'apolide e il rifugiato politico che risiede legalmente da almeno 5 anni nel territorio italiano;
  • Lo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno 3 anni;
  • Lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno 5 anni successivamente all'adozione;
  • Lo straniero maggiorenne figlio di cittadino naturalizzato italiano, che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno 5 anni a partire dal giorno dopo la data del giuramento del genitore.
  • Lo straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato Italiano.
 
RESIDENZA LEGALE
 
Si considera legalmente residente lo straniero in possesso di permesso/attestazione di soggiorno e regolarmente iscritto all'anagrafe di un Comune Italiano. I l requisito della residenza legale (per 10/5/4/3 anni, a seconda dei casi) deve essere posseduto attualmente ed ininterrottamente alla data di presentazione della domanda . Non è consentito cumulare periodi diversi né avvalersi del detto requisito maturato in passato ove, poi, la continuità della residenza sia venut a a mancare. L a residenza legale non può prescindere dall'iscrizione anagrafica, la quale rappresenta un requisito richiesto dalla legge, alla cui assenza non è possibile ovviare mediante la produzione di dati ed elementi atti a comprovare la mera permanenza di fatto (pur se continuativa) sul territorio nazionale;
 
Cosa fare :

La domanda di concessione della cittadinanza va presentata (per gli stranieri residenti in questa provincia) alla Prefettura di Treviso, con decorrenza 18/06/2015 esclusivamente  con modalità on line . Non è consentita la presentazione con altre modalità.


Documentazione richiesta:
 
  1. Richiesta debitamente compilata su cui vanno indicati gli estremi della marca da bollo da euro 16,00;
  2. estratto dell'atto di nascita completo di tutte le generalità (per le donne che a seguito di matrimonio hanno acquisito il cognome del coniuge, è necessario che il certificato di nascita contenga sia il cognome da nubile che quello da sposata: altrimenti, è necessario allegare anche il certificato di matrimonio);
  3. certificato penale del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza;
  4. una fotocopia del permesso/attestazione di soggiorno;
  5. una fotocopia della carta d'identità italiana in corso di validità;
  6. una fotocopia del passaporto in corso di validità (SOLO LE PAGINE CON I DATI ANAGRAFICI E LE DATE DI RILASCIO E DI SCADENZA)
  7. una ricevuta del versamento del contributo di € 200,00
  Ulteriore (eventuale) documentazione
   7.   certificato di cittadinanza italiana del genitore o dell'ascendente in linea retta fino al 2° grado ( 9, comma 1, lettera a) 
  8.   sentenza di adozione rilasciata dal Tribunale ( 9, comma 1, lettera b)
   9.   documentazione relativa alla prestazione del servizio, anche all'estero, alle dipendenze dello Stato ( 9, comma 1, lettera c)
   10. certificato di riconoscimento dello status di apolide / rifugiato ( 9, comma 1, lettera e)
 
Gli atti di cui ai punti 2) e 3) devono essere legalizzati dall'Autorità diplomatica o consolare italiana presente nello Stato di formazione, salvo le esenzioni previste per gli Stati aderenti alle convenzioni internazionali. Gli atti devono altresì essere debitamente tradotti in lingua italiana dalla suddetta Autorità ovvero, in Italia, dall'Autorità diplomatica o consolare del Paese che ha rilasciato l'atto (in questo caso la firma del funzionario straniero dovrà essere legalizzata dalla Prefettura competente), oppure da un traduttore ufficiale o da un interprete che ne attesti con le formalità previste la conformità del testo straniero.
Gli stranieri riconosciuti rifugiati o apolidi e quelli per cui lo Stato di provenienza attesti l'indisponibilità del certificato, devono produrre:
  •   al posto del certificato di cui ai punto 2), un atto di notorietà formato presso la Cancelleria del Tribunale, recante l'indicazione delle proprie generalità nonché quelle dei genitori.
  •   al posto del certificato di cui ai punto 3) una dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui l'interessato/a attesti, sotto la propria responsabilità, di non avere riportato condanne penali né di avere procedimenti penali incorso nel proprio Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza.
   
IMPORTANTE
 
Prima della presentazione della domanda si deve verificare che le generalità (cognome, nome, luogo e data di nascita) presenti sui certificati esteri siano uguali tra loro e coincidano perfettamente con le generalità risultanti sui documenti italiani (carta d'identità, permesso/attestazione di soggiorno).
Qualora vi siano discordanze, è necessario produrre un'attestazione, rilasciata da una Rappresentanza Diplomatico/Consolare del Paese di appartenenza e legalizzata presso l'Ufficio Legalizzazioni sito in Via Marchesan n. 11/a, con cui si certifichi che i nominativi presenti nei vari documenti si identificano tutti con la stessa persona fisica, con l'indicazione dell'esatto cognome, nome, luogo e data di nascita.
 
Se al momento della presentazione la documentazione è incompleta/irregolare, la Prefettura invita con raccomandata a.r. l'interessato a regolarizzarla, assegnando un termine.
Se entro la scadenza assegnata non viene svolto l'adempimento richiesto, la domanda di concessione della cittadinanza italiana viene dichiarata inammissibile e non ha ulteriore corso.
 
ISTRUZIONI PER IL PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DI 200 EURO
La legge 15 luglio 2009, n. 94, ha introdotto un contributo di 200 euro per le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza.
Per il pagamento di questo contributo, è stato creato un apposito modello di bollettino di conto corrente postale, pagabile presso tutti gli uffici postali.
Per la compilazione, si dovrà utilizzare il normale modello a tre sezioni, indicando i sia i dati del fac-simile, sia quelli di chi chiede la cittadinanza.
Nei campi ESEGUITO DA e RESIDENTE IN vanno inseriti i dati di chi chiede la cittadinanza italiana, indipendentemente da chi materialmente esegue il pagamento del bollettino.
Insieme alla domanda va quindi spedito la prima sezione (Attestazione di Versamento) del bollettino.
La seconda sezione (Ricevuta di Versamento) viene invece conservata dall'interessato.
 
REDDITO

  Il reddito non è previsto dalla legge come requisito di ammissibilità.
Tuttavia, nell'ambito della valutazione altamente discrezionale circa l'opportunità di concedere la cittadinanza italiana, il Ministero dell'Interno può tener conto della situazione reddituale dell'interessato e dei familiari conviventi, utilizzando come parametro il tetto per l'esenzione dalla spesa sanitaria (art. 3 D.L. 382/89) che prevede un reddito non inferiore a € 8.263,31, incrementato a € 11.362,05 in presenza del coniuge a carico e con l'aggiunta di € 516,46 per ogni figlio a carico.
Il decreto di conferimento della cittadinanza italiana, a firma del Presidente della Repubblica, viene trasmesso dalla Prefettura al Comune di residenza dell'interessato, per la notifica e il giuramento, da prestare entro 6 mesi dalla notifica stessa.
La cittadinanza italiana si acquista dal giorno successivo al giuramento e si estende ai figli minori stabilmente ed effettivamente conviventi a quella data.
 
Il RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO di c oncessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9 della Legge 91/92 è il Dirigente dell'area III della Direzione Centrale dei diritti civili, cittadinanza e minoranze del Ministero dell'Interno a Roma  per le pratiche contrassegnate dal K10 terminante in 0,1,2, il Dirigente  dell'area III bis per le pratiche contrassegnate dal K10 terminante in 3,4,5,6, il Dirigente dell'area III ter per le pratiche contrassegnate dal K10 terminante in 7,8,9.
Alla Prefettura spettano la verifica dei requisiti di ammissibilità dell'istanza e le comunicazioni successive all'adozione del provvedimento finale.
Lo stato di avanzamento della procedura è consultabile qui tramite il codice informatico K10 che viene comunicato dalla Prefettura all'avvio del procedimento.
 
SOLLECITI
 
Non verranno prese in considerazione le diffide ad adempiere rivolte alla Direzione centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze.
Chi si ritenga vittima di un ritardo o di un'inadempienza burocratica può chiedere l'intervento sostitutivo dell'Ispettorato Generale di amministrazione, utilizzando l'allegato modello per la richiesta di intervento (LINK) da inviare all'indirizzo di posta elettronica certificata iga(at)pec.interno.it unitamente a copia della carta di identità.
 
 
Modelli Scaricabili:
 
Riferimenti normativi:
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 91
  • D.P.R. 12 ottobre 1993, n. 572
  • D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362
  • L. 15 luglio 2009, n. 94

Ultima modifica il 06/10/2016 alle 09:35

 
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