Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Trapani

Elezioni Europee 2019 - Circolari e Pubblicazioni

 

 DISCIPLINARE PROPAGANDA ELETTORALE

ELEZIONI DEI MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO SPETTANTI ALL'ITALIA DI DOMENICA 26 MAGGIO 2019

 

 

DISCIPLINARE PROPAGANDA ELETTORALE

 

 

 

PROPAGANDA VISIVA

 

AFFISSIONI

 

  1. a) le affissioni possono essere effettuate dal 26 aprile 2019 fino alla mezzanotte di venerdì 24 maggio 2019. Dopo tale termine, è vietata ogni nuova affissione di stampati, giornali murali o altri manifesti di propaganda (art. 9 L. n. 212/1956, come sostituito dall'art. 8 della L. n. 130/1975), ad eccezione dell'affissione di giornali quotidiani e periodici, che continua ad essere consentita anche nei giorni di votazione, nelle bacheche poste in luogo pubblico e regolarmente autorizzate alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi (artt. 1 e segg. Legge 4 aprile 1956, n.212, come modificato dalla Legge 24 aprile 1975, n.130);
  2. b) le affissioni possono essere effettuate esclusivamente negli spazi appositamente individuati dalle Giunte Municipali ed assegnati ai partiti o gruppi politici, che partecipano alla competizione elettorale;
  3. c) non è consentito affiggere manifesti negli spazi assegnati alle altre liste e sono vietati gli scambi e le cessioni di superfici assegnate tra i vari candidati, gruppi o partiti (art. 3 della legge 212/1956, come sostituito dall'art. 3 della legge 130/75);
  4. d) nell'ipotesi in cui il servizio di affissione venga gestito direttamente dal Comune, i gruppi politici si impegnano a rispettare l'organizzazione e le modalità stabilite dall'Amministrazione.
  5. e) i manifesti affissi regolarmente non devono essere strappati, deturpati o coperti (art. 8 della legge 212/1956 come modificato dall'art. 6 della legge 24.04.1975, n. 130);
  6. f) I Comuni dovranno provvedere alla sollecita defissione dei manifesti abusivamente collocati.
 

 

PROPAGANDA PRESSO LE SEDI DEI COMITATI ELETTORALI

 

Le sedi dei comitati elettorali, sostenitori dei partiti o gruppi politici presenti nella campagna elettorale, sono equiparate alle sedi dei partiti.

I manifesti di propaganda elettorale possono essere affissi solo all'interno delle sedi dei partiti e dei comitati (con l'eccezione delle affissioni di giornali quotidiani o di periodici nelle bacheche poste in luogo pubblico, autorizzate  alla data della pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi).

Per non incorrere alla violazione della norma di cui all'art. 8, comma 3, della Legge n. 212/1956, requisito essenziale è che il manifesto sia affisso in luogo pubblico, cioè tale che si offra alla visione pubblica. Pertanto, ricorre l'illecito qualora il manifesto venga affisso sulla vetrina verso l'esterno.

 

 

ALTRE FORME DI PROPAGANDA FIGURATIVA

 

  1. A) è sospesa ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso.
Sono pertanto vietati:

  • 1) striscioni o drappi, ogni altra forma di propaganda figurativa o luminosa, a carattere fisso, come, ad esempio, quella a mezzo di cartelli, targhe, stendardi, tende, ombrelloni, globi, monumenti allegorici, palloni o aerostati ancorati al suolo in qualsiasi luogo pubblico o esposto al pubblico (vedasi circolare Ministero Interno 8 aprile 1980, n. 1943/V);
  • 2) le iscrizioni murali e quelle su fondi stradali, rupi, argini, palizzate, recinzioni, alberi e balconi (articolo 1, ultimo comma, Legge 212/1956), nonché  su monumenti od opere d'arte di qualsiasi genere, sugli alberi, sul piano inferiore dei balconi, ecc., a tutela della estetica cittadina e del patrimonio artistico (vedasi circolare Ministero Interno 8 aprile 1980, n. 1943/V);
  • 3) Il divieto non si applica alle insegne che indicano le sedi dei partiti e movimenti politici (art.4, Legge n. 130/1975);
  1. B) E' vietata, altresì, ogni forma di propaganda luminosa mobile (art. 6 della L. n. 212/1956 come modificato dall'art. 4 L. n. 130/75).
E' invece  consentita la pubblicità elettorale effettuata mediante veicoli (c.d. Vele) soltanto in forma itinerante nei limiti di cui all'art. 23 del C.d.S. e dell'art 57 del relativo regolamento di esecuzione.  Qualora tali veicoli dovessero sostare per più di un'ora, anche di notte ed in spazi autorizzati dal Codice della Strada, gli stessi diventerebbero una forma di pubblicità fissa al di fuori degli spazi a ciò consentiti. In tale ipotesi, al fine di evitare la violazione della vigente normativa, gli stessi pertanto dovranno essere oscurati.

 

 

VOLANTINAGGIO

 

Non possono essere lanciati o gettati volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico (art. 6 della L. n. 212/1956, come modificato dall'art. 4 L. n.  130/75), mentre ne è consentita la distribuzione a mano.

 

 

 

GAZEBO

 

E' consentita l'installazione di postazioni fisse, cosiddetti "gazebo" senza pareti, che secondo le indicazioni fornite dal Ministero dell'Interno possono essere identificati attraverso l'esposizione di una bandiera o altro simbolo del partito o del movimento politico rappresentato.

In particolare l'attività di propaganda elettorale svolta mediante l'utilizzo del gazebo non potrà essere svolta nelle piazze o nei luoghi pubblici ove si svolgono i comizi.

Fermo restando il rispetto delle norme sull'occupazione degli spazi pubblici, tali strutture possono essere utilizzati per un più agevole esercizio delle forme di propaganda consentite dalla legge quali, ad esempio, la distribuzione di volantini o altro materiale di propaganda.

 

 

 

 

PUBBLICITÀ FONICA

 

L'uso degli altoparlanti su mezzi mobili sarà consentito soltanto per il preannuncio dell'ora e del luogo in cui si terranno i comizi e le riunioni di propaganda elettorale e solamente dalle ore 9.00 alle ore 21.30 del giorno della manifestazione e di quello precedente, a norma del combinato disposto dal 2° comma dell'art. 7 della Legge 130/1975 e del 4° comma dell'art. 49 del D.P.R. 16.9.1996, n. 610 (Regolamento recante modifiche al D.P.R. 16.12.1992, n. 495, concernente il regolamento di esecuzione del Codice della Strada) che prevede apposita preventiva autorizzazione del Sindaco.

Nel caso in cui la propaganda si svolga su territori di più Comuni, l'autorizzazione è rilasciata dal Prefetto della provincia in cui ricadono i Comuni stessi.

Fino al 24 maggio sono ammesse soltanto le seguenti forme di messaggi politici su quotidiani e periodici: annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi, pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati, pubblicazioni di confronto tra più candidati (art. 7, comma 1 e 2, Legge n. 28/2000).

 

PROPAGANDA ELETTORALE TRAMITE SOCIAL NETWORK

 

 

Per quanto concerne la propaganda attraverso i social network - in occasione delle elezioni europee - l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha promosso, mediante procedure di autoregolamentazione, l'adozione, da parte dei fornitori di piattaforme di condivisione di video, di misure volte a contrastare la diffusione in rete e, in particolare, sui social media, di contenuti in violazione dei principi sanciti a tutela del pluralismo  dell'informazione e della correttezza e trasparenza delle notizie e dei messaggi veicolati (Delibera 28 marzo 2019 art. 28).

 

PROPAGANDA ELETTORALE TRAMITE SMS, MMS, CHIAMATE TELEFONICHE PREREGISTRATE, MESSAGGI DI POSTA ELETTRONICA 

 

Chi utilizza queste modalità di comunicazione per la propaganda elettorale ha l'obbligo di acquisire il consenso preventivo ed informato degli abbonati a servizi di comunicazione elettronica, compresi gli abbonati a servizi di telefonia mobile e gli utilizzatori di schede di traffico prepagato.

(Fonte: Garante protezione dati personali, delibera 6 marzo 2014, n. 107 punto5.5)

 

 

COMIZI

 

Per tutto il periodo della campagna elettorale, possono tenersi riunioni elettorali senza l'obbligo del preavviso al Questore (previsto dall'articolo 18 del Testo Unico  18 giugno  1931, n. 773, delle Leggi di Pubblica Sicurezza). Sebbene non vi sia un espresso obbligo di legge, al fine di tutelare il regolare e sereno svolgimento della campagna elettorale  nell'interesse di tutti i candidati e delle formazioni politiche partecipanti alla competizione, i responsabili dell'organizzazione delle manifestazioni manterranno la prassi consolidata di preavvertire in tempo utile le Amministrazioni Comunali e l'Autorità di Pubblica Sicurezza dello svolgimento dei comizi elettorali.

I comizi si terranno nelle piazze individuate dalle Amministrazioni Comunali.

Nell'individuazione di tali siti dovranno essere evitati i luoghi nei quali, a causa della loro ubicazione, potrebbero verificarsi intralci al traffico od ai mercati ovvero disturbo ad ospedali, scuole, luoghi di culto, cimiteri, case di riposo, convitti, caserme ed altre convivenze.

Le Amministrazioni Comunali, sulla base di proprie norme regolamentari e senza oneri a proprio carico, metteranno a disposizione dei partiti e dei movimenti presenti nella competizione elettorale, in misura eguale fra loro, i locali di proprietà comunale, già predisposti per conferenze e dibattiti.

I comizi si svolgeranno di norma durante le ore pomeridiane nei giorni feriali, salvo eccezioni da comunicare alle Amministrazioni Comunali e all'Autorità di Pubblica Sicurezza, e  nei giorni festivi potranno aver luogo anche nelle ore antimeridiane con inizio alle ore 09.00.

I turni di avvicendamento dei comizi nello stesso sito e/o piazza   verranno stabiliti tenendo conto dell'ordine cronologico di presentazione della comunicazione dei rappresentanti dei partiti politici, sulla  quale verrà apposto dal Comune timbro recante giorno, ora e minuti di ricezione.

Limitatamente alla giornata del 24 maggio 2019 (ultimo giorno di propaganda elettorale) l'ordine di svolgimento dei comizi elettorali, in caso di richiesta per lo stesso sito e/o piazza,  sarà stabilito mediante sorteggio da effettuarsi  entro le ore 12,00 di venerdì 24 maggio 2019, a cura dell'Amministrazione Comunale,  alla presenza dei rappresentanti dei partiti e dei gruppi e/o movimenti politici locali, appositamente convocati, e dell'Autorità di Pubblica Sicurezza.

I comizi avranno di regola la durata massima di un'ora e con un intervallo tra di loro non inferiore a 15 minuti.

Ove alla scadenza dell'ora debba seguire altro oratore, il primo dovrà cedere il posto, tranne che non abbia esplicito consenso dell'oratore successivo, il quale però, a sua volta, dovrà cessare il comizio alla scadenza del proprio tempo in precedenza assegnato. Tale eventuale accordo dovrà essere comunicato alla Amministrazione Comunale e all'Autorità di Pubblica Sicurezza.

Nel caso in cui un candidato o un partito o un movimento politico non possa o non voglia tenere il comizio o altra forma di propaganda consentita per l'orario assegnato, lo comunicherà entro le ore 13.00 del giorno precedente alle Amministrazioni Comunali e all'Autorità  di Pubblica Sicurezza e, pertanto, l'ora rimarrà inutilizzata.

Eventuali scambi di orari fra  candidati, gruppi e movimenti politici assegnatari di spazi temporali del medesimo giorno, potranno essere effettuati previa comunicazione alle Amministrazioni Comunali e all'Autorità  di Pubblica Sicurezza.

Tale scambio potrà essere effettuato anche per turni ricadenti in giorni diversi, al fine esclusivo di agevolare l'eventuale partecipazione di oratori di livello nazionale o regionale, in tal caso la predetta comunicazione dovrà essere effettuata almeno 24 ore prima.

Nelle località dove si svolgono i comizi e nelle immediate vicinanze e per le zone di silenzio non dovranno essere usati gli altoparlanti mobili al fine di non recare disturbo all'ordinato svolgimento del comizio in corso.

Qualora i comizi siano tenuti all'interno di pubblici locali, i locali stessi dovranno possedere i necessari requisiti di agibilità, e l'installazione di altoparlanti esterni  è consentita nel rispetto della quiete pubblica e degli orari consentiti.

Il posizionamento dei manifesti nei palchi è consentito limitatamente alla durata del comizio.

 

SONDAGGI

 

Nei quindici giorni precedenti e  fino alla chiusura delle operazioni  di  votazione  è  vietato   rendere pubblici o comunque diffondere - con qualsiasi mezzo - sondaggi demoscopici sull'esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto (art. 8 della L.22 febbraio 2000, n. 28). I criteri secondo i quali devono realizzarsi i sondaggi vengono definiti dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Fermo restando tale divieto, l'attività di tali istituti demoscopici, diretta a rilevare, all'uscita dei seggi, gli orientamenti di voto degli elettori, ai fini di proiezione statistica, non è soggetta a particolare autorizzazione.  

E' opportuno, comunque, che la rilevazione demoscopica avvenga a debita distanza dagli edifici sedi di seggi e che non interferisca in alcun modo con il regolare ed ordinato svolgimento delle operazioni elettorali. 

La presenza di incaricati all'interno delle sezioni per la rilevazione del numero degli elettori iscritti alle liste elettorali nonché dei risultati degli scrutini, potrà essere consentita, previo assenso da parte dei Presidenti degli uffici elettorali di sezione, solo nel periodo successivo alla chiusura delle operazioni di votazione (cioè dopo le 23,00 di domenica 26 maggio 2019), a condizione che non venga turbato il regolare svolgimento delle operazioni di scrutinio.

 

COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

 

 

Dalla data di convocazione dei comizi e fino alla conclusione delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni (art. 9, comma 1, della Legge 22 febbraio 2000, n. 28).

Non rientrano nel divieto  le attività di comunicazione istituzionale effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle funzioni proprie delle amministrazioni pubbliche.  

L'espressione "Pubbliche Amministrazioni" va intesa in senso istituzionale e non con riferimento ai singoli soggetti titolari di cariche pubbliche, i quali, se candidati alle consultazioni elettorali, possono compiere attività di propaganda elettorale al di fuori dell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, sempre che, a tale fine, non vengano utilizzati mezzi, risorse, personale e strutture assegnate alle Pubbliche Amministrazioni per lo svolgimento delle loro competenze.

In tal contesto sono tuttavia consentite le forme di pubblicizzazione necessarie per l'efficacia giuridica degli atti amministrativi.

 

 

Parità di accesso ai mezzi di informazione durante la campagna elettorale

 

 

Per tutto l'arco della campagna elettorale, si applicano le disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n.28 in materia di parità di accesso ai mezzi d'informazione e di comunicazione politica.

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie Generale - n. 80 del 4 aprile 2019 sono stati pubblicati, rispettivamente, la delibera in data 28 marzo dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e il provvedimento in data 2 aprile 2019 della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Al riguardo, in relazione a segnalazioni o quesiti pervenuti in occasione di precedenti consultazioni in ordine a presunte violazioni delle disposizioni contenute nella legge 22 febbraio 2000, n. 28, si rammenta che le relative segnalazioni devono, in ogni caso, essere comunicate tempestivamente alla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, anche al fine dell'emanazione di eventuali provvedimenti atti a ripristinare le condizioni di "par condicio" fra le forze politiche in competizione.

 

INIZIO DEL DIVIETO DI PROPAGANDA

 

Dalla mezzanotte  di venerdì  24 maggio 2019 e per tutto il 26 maggio 2019, giorno della votazione  sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale, diretta od indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, le nuove affissioni di stampati, giornali murali e manifesti di propaganda.

Nel giorno della votazione è altresì vietata qualsiasi forma di propaganda elettorale nel raggio di duecento metri dall'ingresso dei seggi (art. 9 Legge n. 212/56, come modificato dall'art. 8 Legge 130/1975).
Pubblicato il 17/05/2019
Ultima modifica il 17/05/2019 alle 13:20:46

 
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