Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Torino

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 "Contro la contraffazione: la risposta del territorio". Presentati dal Censis in collaborazione con il Mise i risultati di un'indagine sugli effetti della contraffazione nella Provincia di Torino

EVENTO: 21 giugno 2018
Sala di Rappresentanza Prefettura di Torino 
 
IMMAGINENell'ambito della Terza Settimana anticontraffazione organizzata dalla Direzione Generale Lotta alla Contraffazione-Uibm del Ministero dello Sviluppo Economico, stamattina nella Sala degli Specchi della Prefettura di Torino il Censis in collaborazione con la Direzione, ha presentato i risultati di un'indagine sugli effetti della contraffazione nella Provincia di Torino.
 
Il lavoro si concentra sulle caratteristiche, le peculiarità e l'andamento del mercato del falso, sulle aree e sui settori a maggiore rischio e sulle connessioni con altri fenomeni di illegalità, oltre ad individuare linee di intervento territoriali per la prevenzione e la sensibilizzazione. 
 
Si riporta qui sotto il  comunicato stampa del Censis: " Contraffazione: a Torino, capitale della proprietà intellettuale, ricambi auto falsi e merchandising sportivo fake " contenente  i principali risultati della ricerca presentati oggi da Loredana Gulino, Direttore Generale della Dg Lotta alla Contraffazione-UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico, e Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis, con il Prefetto di Torino Renato Saccone.
 
Nella provincia 219 sequestri e più di 622mila articoli sottratti al mercato del falso nell'ultimo anno. Ma il fenomeno si trasforma: è sempre più «liquido», ora serve il coinvolgimento dei cittadini

Nel 2017 la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Dogane hanno condotto 219 operazioni e sequestrato 622.597 articoli contraffatti nella provincia di Torino. Si tratta soprattutto di accessori, come cinte e borse (278.847 pezzi, pari al 44,8% del totale degli articoli sequestrati), e capi di abbigliamento (145.529 pezzi, pari al 23,4%). Nell'ultimo anno il numero dei sequestri è aumentato del 23,7% e la quantità di pezzi confiscati del 76,7%. Ma Torino non è un territorio di produzione o assemblaggio di merce fake: si colloca solo al 14° posto in Italia nella graduatoria provinciale per numero di sequestri (solo l'1,6% di quelli effettuati a livello nazionale) e al 12° posto per pezzi sequestrati (con il 2%). È quanto emerge da una ricerca del Censis realizzata per il Ministero dello Sviluppo Economico (Direzione Generale Lotta alla contraffazione-UIBM).

Il mercato del falso vale a livello nazionale 6,9 miliardi di euro e sottrae 100.000 posti di lavoro all'economia legale. L'emersione della contraffazione comporterebbe anche un aumento del gettito fiscale, tra imposte dirette (su impresa e lavoro) e indirette (Iva), pari a 1,7 miliardi di euro.

Protagonisti del commercio del falso a Torino sono soprattutto i cittadini africani attivi nelle piazze auliche e nei tanti mercati della città (a Torino se ne contano 42 in tutto, tra cui il mercato di Porta Nuova, che è il più vasto mercato all'aperto d'Europa). La produzione avviene prevalentemente in Cina (oppure, soprattutto nel caso dell'abbigliamento, in Italia ad opera di cittadini cinesi). Una volta arrivata sul territorio nazionale, la merce viene trasferita in Lombardia, dove si trovano grandi depositi di stoccaggio di proprietà cinese, per poi dirigersi verso magazzini situati a Torino e nei dintorni, spesso adibiti anche alla vendita all'ingrosso o al dettaglio.

Le peculiarità del territorio, dal punto di vista della contraffazione, sono due: la rilevante commercializzazione dei ricambi auto falsi, con 76.000 pezzi sequestrati lo scorso anno (va ricordato che qui si concentra il 36% dell'industria nazionale dell'automotive), e il falso merchandising sportivo legato ai successi della Juventus (per un valore stimato tra i 7 e i 10 milioni di euro, quasi pari a quello venduto dai rivenditori autorizzati).

Torino è stata la prima sede nel 1884 dell'Ufficio speciale della proprietà industriale, in città sono nate le prime società di consulenza brevettuale e la Camera di commercio è attiva da anni con l'Osservatorio provinciale sulla contraffazione. Torino è anche un polo di formazione universitaria e post-universitaria d'eccellenza nelle materie del diritto e del design, e qui è presente una rete di istituzioni che investono sulla tutela della proprietà industriale: sono tutti ingredienti utili per promuovere la città di Torino come capitale dell'alta formazione per la tutela della proprietà industriale.

Un forte grado di operatività e coordinamento delle Forze dell'ordine e dell'Agenzia delle Dogane ha portato a risultati apprezzabili sul territorio contro la contraffazione. Ma di fronte a un mercato del falso che diventa sempre più capillare e camaleontico, un fenomeno che si trasforma e diventa sempre più «liquido», alle attività di repressione e di contrasto bisogna affiancare iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini-consumatori, chiamandoli ad essere attori e protagonisti in prima persona della lotta alla contraffazione.

Dal 18 al 22 giugno si svolge in tutta Italia la terza Settimana nazionale anticontraffazione, organizzata dalla Direzione Generale Lotta alla contraffazione-UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico. Nel corso della settimana si svolgono iniziative di studio, sensibilizzazione, animazione rivolte agli stakeholder, ai cittadini e ai giovani, e si presentano le analisi provinciali del fenomeno della contraffazione a Catania e a Torino.

Torino, 21 giugno 2018
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 ANAC: consultazione bozza di regolamento per il riesame dei provvedimenti di revoca dei RPCT

Il Ministero dell'Interno con Circolare del 14 giugno 2018 n. 6357 informa che l'ANAC ha reso noto di aver avviato la consultazione on-line del "Regolamento sull'esercizio del potere dell'Autorità di richiedere il riesame dei provvedimenti di revoca o di misure discriminatorie adottati nei confronti del RPCT per attività svolte in materia di prevenzione della corruzione".

Al riguardo si richiama l'attenzione sul ruolo del Prefetto ai sensi dell'art. 1 c. 82 della legge 190/2012 nonché quello dei segretari comunali quali Responsabili della prevenzione della corruzione negli enti locali. 

Eventuali contributi potranno essere inviati entro il 25 giugno mediante compilazione dell'apposito modulo disponibile alla pagina consultazioni del sito dell'ANAC al link: 


 
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 Action day contro i furti di metallo: un'azione coordinata in 12 Stati membri dell'Unione Europea

 
31 maggio 2018

Il 30 maggio 2018 si è svolto l'action day contro i furti di metallo, durante il quale le Forze di Polizia e personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno operato sinergicamente, grazie anche al coordinamento, a livello locale, delle Autorità Provinciali di Pubblica Sicurezza, per contrastare in maniera strutturata questo fenomeno criminale.

L'iniziativa, organizzata e coordinata, a livello nazionale, dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale, è stata svolta, contestualmente, in Italia e in altri 11 Paesi dell'Unione Europea (Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Regno Unito).

L'attività operativa è un chiaro monito per i criminali dediti al furto di metallo, in particolare del rame, e per alcuni operatori del settore che si imbattono, talvolta incautamente, in acquisti di metalli di dubbia provenienza.

L'operazione è stata proposta dall'Italia nell'ambito della Piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali e ha visto il coinvolgimento dell'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e dell'Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (Cepol).

Le Forze dell'ordine hanno effettuato controlli su tutto il nostro territorio presso i commercianti di rottami, nei cantieri, lungo le strade di frontiera e le linee ferroviarie. Sono stati controllati anche numerosi soggetti sospettati di ricettazione.

Durante l'action day sono stati effettuati dalle Forze di Polizia controlli incrociati in tempo reale con le banche dati di Europol. Il riscontro investigativo rileva che il metallo rubato è spesso trasportato attraverso diversi confini e venduto come rottame, lontano dalla scena del crimine.

In Italia hanno preso parte 10.427 operatori (suddivisi in 5.200 pattuglie) della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Dai risultati, ancora parziali, emerge che sono state controllate più di 25.000 persone e circa 2.000 aziende per lo più operanti nel settore del riciclo dei metalli. Sono stati effettuati, inoltre, rilevanti sequestri di rame e di altri metalli (alluminio, ottone, ferro / acciaio, ecc.) di illecita provenienza e di veicoli utilizzati per trasportare il materiale.

Inoltre, circa 100 funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno eseguito, presso diversi uffici doganali portuali e terrestri, 30 controlli sulle spedizioni internazionali che hanno interessato oltre 1.050.000 Kg. tra rottami e cascame di rame, ferro, acciaio, ottone e zinco.

I risultati complessivamente conseguiti dall'Italia e dagli altri 11 Stati europei saranno comunicati, non appena terminato il vaglio delle singole posizioni, con una successiva nota stampa.

Per maggiori approfondimenti sul fenomeno dei furti di rame in Italia e sull'attività dell'Osservatorio nazionale Furti di Rame, istituito presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, si rinvia al seguente link:

http://www.interno.gov.it/it/ministero/osservatori/osservatorio-nazionale-sui-furti-rame
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