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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Teramo

Il Palazzo del Governo

 

Cenni storici sul Palazzo del Governo di Teramo

La provincia di Teramo fu istituita nel 1806 , con il nome di Abruzzo Ulteriore Primo per distacco dalla Provincia dell'Abruzzo Ulteriore, oggi Provincia dell'Aquila, che assunse il nome di Abruzzo Ulteriore Secondo. La legge dell' 8 agosto 1806 sulla divisione ed amministrazione delle province del regno costituì effettivamente un momento di svolta molto importante sulla via del progresso civile: furono istituite tredici province, ripartite in distretti con rispettive città capoluogo. L'Abruzzo Ulteriore Primo fu diviso in due distretti: l'uno, comprensivo di 39 comuni, con capoluogo Teramo, residenza dell'Intendente, nuovo capo provinciale in sostituzione del Preside e l'altro, con capoluogo Penne, dove fu installata una Sottointendenza, inclusiva  di 33 comuni. L'introduzione del concetto di capoluogo come centro strettamente legato a funzioni amministrative fu una novità rilevante introdotta nella riforma: nella "capitale per l'amministrazione" risiedeva infatti la prima Autorità della provincia, preposta a dirigere il ramo civile, finanziario e l'alta polizia.

Fu proprio in quel periodo storico, nel primo Ottocento, durante l'occupazione francese del Regno di Napoli,  che nacque l'esigenza di costruire a Teramo un palazzo destinato agli affari pubblici, il Palazzo del Governo .

L'opera, affidata all'architetto Carlo Forti (1776 - 1845), iniziata nel 1827, fu terminata nel 1838 e la consegna ufficiale avvenne il 4 marzo 1840.

Il Palazzo, nato nel primo Ottocento lungo Corso San Giorgio, come sede dell'Intendenza del Primo Abruzzo Ulteriore, ora Prefettura-Ufficio territoriale del Governo di Teramo,  è stato interessato da innumerevoli processi di trasformazione.

Nel suo complesso l'edificio rappresenta il trionfo delle capacità tecniche ed artistiche della cultura abruzzese, in quanto assieme a Carlo Forti, collaborarono gli artigiani più illustri del momento, come Giuseppe Milli ed i pittori più accreditati, quali Giuseppe Mancini, Luigi Baldati, Giuseppe Tulli, Domenico Brizii, Pasquale Della Monica e tanti altri.

L'indiscusso prestigio di quelle opere e di quei saloni hanno contribuito a rendere solenni gli atti degli Intendenti borbonici come dei Prefetti, a cominciare dai proclami che precedevano il loro insediamento ufficiale in città, dal saluto ai Sindaci, nel momento di assumere la carica, oltre che con i discorsi in occasione delle periodiche aperture delle sessioni ordinarie e straordinarie dei Consigli provinciali.

Dall'inizio dell'Ottocento ad oggi, si sono avvicendati alla guida della provincia di Teramo due Presidi d'antico regime, nove Intendenti francesi, sedici Intendenti borbonici e sessantasei Prefetti, di cui quarantotto del periodo monarchico e sedici del periodo repubblicano.

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Data pubblicazione il 11/03/2008
Ultima modifica il 12/03/2008 alle 11:43

 
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