Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Taranto

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 Rinnovo del 'Protocollo d'intesa per la prevenzione della criminalità in banca"

Rinnovato in mattinata in Prefettura il " Protocollo d'intesa per la prevenzione della criminalità in banca".

L'intesa è stata firmata dal Prefetto di Taranto, Umberto Guidato, dall'Associazione Bancaria Italiana, rappresentata dal Dott. Marco Iaconis e dai referenti di diversi Istituti di credito che operano in ambito provinciale.

All'incontro hanno partecipato anche il Sindaco di Taranto, il Vice Presidente della Provincia ed i Responsabili provinciali delle Forze dell'Ordine.

L'intesa, che fa seguito a quella sottoscritta l'11 aprile 2014, conferma l'impegno della Prefettura, delle Forze dell'Ordine e degli Istituti bancari, a favorire l'attuazione di modelli sinergici di collaborazione, in un'ottica di sicurezza partecipata.

Il Documento prevede l'impegno per le banche ad utilizzare strumenti di analisi territoriale per determinare le aree a maggior rischio (es. GeoCrime Analyst).

In tema di misure di sicurezza antirapina:
  • prevede l'obbligo di dotare tutte le dipendenze di un dispositivo di custodia valori ad apertura ritardata o di un dispositivo di erogazione temporizzata del denaro, ad esclusione di quelle sprovviste di casse come ad esempio le dipendenze che hanno soltanto macchine self-service gestite da personale della Banca;
  • introduce nella lista delle misure "le procedure comportamentali codificate per operare in sicurezza";
  • esclude dal perimetro dell'Accordo le dipendenze in cui il personale non lavora contante (ad es. le dipendenze dedicate solo alla consulenza, le dipendenze senza casse e con macchine self-service gestite da operatori esterni specializzati).
Inoltre, nella lista delle misure di sicurezza di cui le banche possono dotarsi per contrastare i furti agli ATM figurano anche la collocazione del mezzo forte in area blindata ad alta sicurezza, nonché i dispositivi passivi per rafforzare la blindatura e l'ancoraggio del mezzo forte.

Per aumentare la deterrenza delle misure di sicurezza le banche devono poi adottare, ove ritenuto necessario, strumenti di comunicazione (vetrofanie o similari) che pubblicizzino alcune delle soluzioni di sicurezza presenti nelle proprie dipendenze.

Nei casi di particolare recrudescenza del fenomeno criminoso, ovvero di eccezionale rilevanza per la tutela degli interessi del Paese, la Prefettura può richiedere alle banche, tramite OSSIF (Centro di Ricerca dell'ABI sulla Sicurezza Anticrimine), l'elenco e l'ubicazione delle telecamere di videosorveglianza poste a protezione delle agenzie/sedi bancarie.

Diciotto Istituti di credito della provincia hanno sottoscritto il Protocollo , mentre i rimanenti istituti potranno aderirvi successivamente.
 

 
Pubblicato il 20/10/2016
Ultima modifica il 21/10/2016 alle 13:06:22

 
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