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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Salerno

La città

Antiche le origini della città di Salerno. Si fa, infatti, risalire al VI secolo la creazione del primo nucleo storico cittadino, individuato da studi archeologici in Irna, oggi corrispondente all'area archeologica del quartiere periferico di Fratte. La posizione sul mare, al centro dell'ampio golfo, convinse i Romani a creare una colonia marittima, caratterizzata dalla presenza di un Castrum sul monte Bonadies, dal quale si gode ampia visuale sull'intero golfo. Le mura del Castrum scendevano dalle pendici a delimitare i confini della città, in cui erano presenti il Foro, il Circo, la via consolare, individuate nell'area compresa tra via Duomo, via Canali, Via Tasso e Largo S.Eremita.

Il periodo aureo della storia salernitana, dopo la dominazione bizantina, è sicuramente quello longobardo e normanno, in cui risplendono le figure di grandi principi e regnanti, Arechi I, Roberto il Guiscardo, Manfredi che meglio rappresentano il culto di una città destinata ad un ruolo di protagonista nei principali eventi della storia dell'Italia meridionale. Dal VII al XII secolo la città conosce una forte espansione urbana, si arricchisce dei più significativi monumenti e diventa culla del sapere scientifico medievale, grazie alla presenza della Scuola Medica Salernitana; uno dei primi, rari esempi di università, sorta grazie al contributo di teorie medico - scientifiche occidentali ed orientali. Il Regimen Sanitatis salernitano diventa il paradigma di tutte le conoscenze mediche del periodo, una sorta di raccolta antologica sulle pratiche medicamentose salernitane che valica i confini dei regni longobardo e normanno, per affermare il valore degli studi medici svolti in città. Le sorti della Scuola Medica Salernitana sono destinate ad un irreversibile tramonto, cominciato nella tarda epoca normanna, proseguito nel periodo angioino, aragonese, spagnolo, austriaco e poi culminato con il provvedimento emesso da Gioacchino Murat nel 1807 con il quale si sancì il trasferimento a Napoli dell'università di medicina.

I secoli bui delle dominazioni straniere, culminati nel triste periodo seicentesco, allorquando tra epidemie di peste e frequenti carestie, lo sviluppo cittadino si arresta definitivamente, terminano con il risveglio degli ideali liberali di fine settecento, allorquando la città aderisce alla Repubblica Partenopea; è questo, contemporaneamente anche il periodo di una nuova fioritura urbanistica, rappresentata emblematicamente dalla costruzione di numerosi palazzi gentilizi, tra i quali Palazzo Genovese, recentemente restaurato e restituito alla città, nel quale è vivo il ricorso dell'estro vanvitelliano, espresso nella pregevole Fontana dei Pesci in Largo Campo. Il liberismo illuministico e rivoluzionario ha comunque breve durata; la reazione borbonica non tarda a reprimere le aspirazioni e le ansie dei liberali salernitani. Da segnalare in città la presenza della setta carbonara dei Filadelfi che si riuniva nelle segrete del Castello di Arechi; è questo il nucleo originario della schiera di patrioti che parteciperà attivamente ai moti insurrezionali che avranno il loro epicentro nell'area interna del Cilento per poi propagarsi a macchia d'olio nell'intera provincia, culminando nell' avvenuta liberazione, sancita dalla presenza del generale Giuseppe Garibaldi, in transito a Salerno, nelle fasi conclusive dell'epica Spedizione dei Mille.

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, Salerno si trasforma con una gigantesca azione urbanistica, realizzata dai governi liberali dell'epoca, in un centro di media grandezza, nel quale si diffondono circoli culturali e letterari. E' questo il periodo nel quale viene realizzata una delle opere pubbliche simbolo della città, il Lungomare. Emblema di una città che guarda al mare, che dal mare ha avuto origine e fortune e che, ancora oggi, grazie al forte sviluppo commerciale della struttura portuale, rappresenta un polo di grande importanza per la rete commerciale del nostro Paese. Dopo il periodo fascista che pure mostra, ancora oggi, importanti riferimenti urbanistici, quali la Casa Comunale, il Palazzo Littorio - oggi sede dell'Ufficio Territoriale del Governo -il Palazzo di Giustizia e lo Stadio Comunale Donato Vestuti, Salerno diventa, nel corso degli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale, il centro delle operazioni degli alleati in Europa. Con lo sbarco a Salerno - l'Operazione Valanga - infatti, le truppe alleate nel settembre del 1943, danno diverso corso alle sorti del conflitto. Sbarcate infatti sulle coste cittadine, da Maiori e fino a Paestum, le truppe alleate riescono, in coincidenza della firma dell'armistizio, a dividere le truppe tedesche, ancora presenti nell'estremo sud della penisola da quelle presenti a Roma, affievolendone la capacità di resistenza ed utilizzando i moti spontanei del popolo e dell'esercito italiano. I lunghi bombardamenti, l'ingresso delle truppe alleate in città, la creazione del Governo Nazionale, la presenza del Re sconfitto, la destinazione a temporanea Capitale d'Italia - dal febbraio all'agosto del 1944 - trasformano il volto di una città, prima di allora, rimasta ai margini delle più importanti e tragiche operazioni belliche.

Dopo la disastrosa alluvione dell'ottobre del 1954, comincia una nuova fase della vita cittadina. L'espansione ad oriente, infatti comincia, proprio negli anni sessanta, assumendo dimensioni epocali e trasformando in parte il concetto della città - chiusa e limitata alle aree storiche del centro cittadino. L'espansione, anche demografica, nelle zone orientali, è inarrestabile e crea le premesse per lo sviluppo del polo industriale, sorto proprio ai confini orientali della città.

Lo sviluppo del polo industriale ha per un periodo anche abbastanza lungo, fino agli anni ottanta, inciso economicamente, urbanisticamente e socialmente sulla città, trasformandone i connotati peculiari ed ampliandone gli elementi costitutivi; come non citare infatti il rilevante flusso immigratorio delle aree interne della provincia e da quelle delle province contermini. Ma ciò nonostante si sono manifestati, recentemente, con la crisi dell'apparato produttivo industriale, i veri elementi costitutivi dell'economia salernitana. Turismo, agricoltura, artigianato, terziario in genere e commercio marittimo in particolare, sono infatti, le attività che, al momento manifestano una più accentuata vitalità espansiva, favorita dalla presenza territoriale di aree a forte vocazione turistica - Costiera Amalfitana e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Su questi elementi si vanno costruendo e perfezionando le future premesse di un armonico sviluppo economico di questa provincia e del suo comune capoluogo.



Data pubblicazione il 28/08/2008
Ultima modifica il 06/05/2009 alle 09:07

 
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