Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa

NOTIZIE

 

 Cerimonia in Prefettura per il “Giorno della Memoria”

     Ieri pomeriggio, nei saloni di rappresentanza del Palazzo del Governo ha avuto luogo – presieduta dal Prefetto Annunziato Vardè ed alla presenza dei Sindaci della provincia,  dei vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, dei rappresentanti delle più importanti componenti istituzionali locali e delle associazioni combattentistiche e d’arma,  nonchè di una delegazione  di studenti delle Scuole Medie Superiori iblee - la cerimonia celebrativa del "Giorno della Memoria", in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei lager nazisti.

    L a manifestazione commemorativa, svoltasi al cospetto di un’attenta platea, ha avuto inizio con l’intervento (in allegato) del Prefetto che nella circostanza, oltre ad evidenziare la valenza della ricorrenza, ha voluto sottolineare l’attualità del tema dell’odio razziale contro gli ebrei  che continua a fare vittime, con chiaro riferimento all’ISIS e alle  altre organizzazioni terroristiche.
     L’evento, condotto dalla prof.ssa giornalista Isabella Papiro, si è articolato in diversi momenti caratterizzati dalla lettura di alcune pagine del diario di Anna Frank curate dall’attore e regista Gianni Battaglia e da canti ebraici eseguiti dai giovani artisti dell’Accademia “Gli Armonici” di Modica diretti dalla prof.ssa Elvira Mazza, che hanno suscitato un notevole interesse tra i convenuti per i numerosi spunti di riflessione sulla necessità di mantenere vivo il ricordo della “Shoah” e di quanto di terribile è accaduto, come esortazione per un impegno condiviso finalizzato a contrastare  ogni forma di violenza, di intolleranza e di discriminazione.

     Particolarmente apprezzata è stata la partecipazione di alcuni reduci, Salvatore Di Quattro – Licitra Salvatore – Di Stefano Giovanni (ultracentenario) - Salvatore Lucchesi,  negli anni scorsi insigniti dal Presidente della Repubblica delle “Medaglie d’onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti”, che con la loro presenza hanno testimoniato le sofferenze della deportazione e della prigionia nei campi tedeschi o gli orrori di quei luoghi di morte.                   

     Durante la manifestazione non sono mancati momenti di commozione, stemperati alla fine dalle note della colonna sonora del film “La vita è bella” eseguito al violino dal maestro Vincenzo Rabbito, accompagnato dal fantastico accoppiamento pianoforte-voce del maestro Sergio Civello e della giovane cantante Alessia Ball
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 Messaggio del Prefetto in occasione della ricorrenza del "Giorno della Memoria"

      Saluto e ringrazio per essere intervenuti  il Sindaco di Ragusa e gli altri Sindaci presenti, i vertici delle forze di polizia del territorio, i rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d’Arma, le altre Autorità presenti, la delegazione di studenti, tutti i gentili ospiti.

      Ricorre oggi il 70° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz: era infatti il 27 gennaio 1945 quando furono abbattuti i cancelli di quel terribile lager nazista e disvelato al mondo l’orrore del genocidio degli ebrei.

      Tale evento è ormai unanimemente ritenuto il simbolo della Shoah, dello sterminio del popolo ebraico, e di conseguenza, anche l’Italia, con la legge 20 luglio 2000, n.211, ha riconosciuto il 27 gennaio “Giorno della Memoria”, dedicato al ricordo di quegli orrori, delle leggi razziali e della persecuzione anche italiana degli ebrei, ma dedicato anche agli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte ed ai tanti che si sono opposti al progetto di sterminio, salvando altre vite umane rischiando la propria.
       
      La persecuzione degli ebrei fu scientemente pianificata dalla Germania nazista - che purtroppo riuscì a coinvolgere in questa follia, via via che espandeva la propria influenza politica e militare, tanti altri Stati, tra cui l’Italia - e vide una prima fase, a partire dal 1933, nella quale, attraverso l’approvazione delle leggi razziali, furono cancellati i diritti giuridici e sociali degli ebrei, allo scopo di costringerli ad emigrare, a spingerli  verso un esodo definitivo all’estero.

      Successivamente, non avendo,  in questo modo, raggiunto lo scopo di “ripulire” la Germania dagli ebrei, allo scoppio della seconda guerra mondiale, fu attuata la deportazione degli ebrei stessi - considerati, dalla follia nazista, una “razza” inferiore, con caratteristiche biologiche specifiche diverse da quelle degli europei cristiani - ed infine fu deciso il loro totale sterminio con la agghiacciante “soluzione finale”.

       A seguito di questo feroce genocidio perirono sei milioni di ebrei.

       Ed allora è giusto, anzi, doveroso, ritrovarsi per riflettere e ricordare: perché questa giornata non deve essere solo un evento commemorativo, ma anche e soprattutto un evento culturale e didattico che tenga sempre viva la memoria di quella tragica pagina della Storia europea, perché sia da monito alle future generazioni affinchè mai più si ripeta una simile tragedia.

       E questo perché, citando Primo Levi, ”se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

       E purtroppo l’attualità di questa frase è sotto gli occhi di tutti; l’odio razziale contro gli ebrei continua a mietere vittime: L’ISIS ed altre potentissime organizzazioni terroristiche internazionali, stravolgendo i dettami della religione islamica, continuano a rendersi responsabili di sanguinosi attentati contro gli ebrei, oltre ad esibire al mondo la loro terribile crudeltà, perseguendo l’umiliazione e l’annientamento dell’individuo inerme ed incolpevole come strumento di una guerra assurda.

       Oggi tante persone di origine ebraica manifestano la loro volontà di rientrare in Israele perché non si sentono sicuri negli Stati in cui si trovano: occorre difenderli, proteggerli, garantire loro quella sicurezza che cercano là dove si trovano. 

       Ed allora quella odierna non può essere solo una giornata commemorativa, ma deve avere il significato di un monito ed una presa di coscienza contro ogni forma di persecuzione ed ogni offesa alla dignità umana.

       A partire dalla condanna delle parole di odio contro coloro che sono venuti a cercare protezione da noi, i richiedenti asilo, persone perseguitate nei loro paesi di origine che vanno accolte e rispettate, come stiamo facendo in questa provincia, grazie alla solidarietà ed alla tolleranza della comunità iblea, nella consapevolezza che ogni stato civile e democratico deve fare la propria parte.

        In conclusione, il ricordo della “Shoah” deve costituire un messaggio di pace contro tutte le guerre, una spinta a risolvere le crisi internazionali quanto più possibile con il dialogo ed il rispetto della dignità umana, di tutti, a prescindere dalle diverse convinzioni religiose e politiche e dalla loro etnia.

        Non mi dilungo oltre per non togliere spazio alle riflessioni a cui certamente ci indurranno gli artisti che hanno accolto il nostro invito e che per questo ringrazio: il regista Gianni Battaglia e la Direttrice dell’Accademia “Gli Armonici” di Modica, prof.ssa Elvira Mazza, che ci intratterranno con letture tratte del diario di Anna Frank  e musiche sul tema della Shoah..

         Grazie a tutti per la partecipazione.

 

 

 
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 Prefettura di Ragusa: riunione per la soluzione delle problematiche del personale impiegato presso il Centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo

    Il Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, ha presieduto in data odierna un incontro con il Sindaco del Comune di Pozzallo, i responsabili delle Cooperative “San Domenico Savio” e “Luoghi Comuni”, il rappresentante sindacale degli operatori impiegati nel Centro di primo soccorso ed assistenza di Pozzallo ed una delegazione degli operatori stessi per affrontare le problematiche connesse alle rivendicazioni di natura economica ed occupazionale del menzionato personale, impiegato presso l’anzidetta struttura con rapporti di lavoro a tempo determinato.

    Nella circostanza il Prefetto Vardè ha evidenziato le notevolissime ricadute economiche del Centro a beneficio della comunità pozzallese che fanno apparire incomprensibili certe polemiche; piuttosto occorre avere piena consapevolezza della particolare natura delle opportunità occupazionali offerte dalla gestione dei flussi dei migranti, strettamente dipendenti dagli arrivi che, come è noto, non sono programmabili né pianificabili.

      Ha rimarcato, altresì, il grandissimo impegno che ha richiesto l’organizzazione dei servizi per la gestione dell’enorme numero di migranti sbarcati a Pozzallo nel 2014 (circa 30.000), che richiede uno sforzo sinergico finalizzato ad assicurare sempre maggiori risposte sul versante dell’efficienza e della professionalità nell’erogazione dei servizi di accoglienza.

      Nel corso dell’incontro il Prefetto ha ribadito la massima attenzione verso le diverse questioni  inerenti la gestione e la funzionalità del citato Centro  per immigrati, assicurando il proprio costante interessamento per la tempestiva erogazione delle risorse economiche occorrenti per le anzidette attività da parte del Ministero dell’Interno.

      Il Sindaco del Comune di Pozzallo ha garantito che l’Amministrazione Comunale, sulla scorta delle disponibilità finanziarie  di recente acquisite dalla Prefettura di Ragusa per le attività espletate nella fornitura dei servizi di assistenza ai migranti, disporrà il tempestivo trasferimento alle Cooperative sociali interessate delle relative somme, in modo da consentire alle stesse il sollecito pagamento dei lavoratori.

      A tal riguardo, a seguito della mediazione del Prefetto, si è concordato di destinare una somma pari al 50% dell’importo da ultimo accreditato al Comune di Pozzallo allo scopo di rendere possibile il pagamento di almeno tre mensilità arretrate.

      In conclusione, sulle complessive problematiche esaminate, con il contributo costruttivo di tutte le parti e con la mediazione del Prefetto, è stato raggiunto un accordo con la condivisione della consapevolezza delle difficoltà occupazionali in provincia e della peculiarità della variabile operatività del Centro di accoglienza per migranti, con soddisfazione di tutte le parti per il positivo risultato raggiunto da tutti i presenti.
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