Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa

NOTIZIE

 

 PON SICUREZZA, ON LINE LE ATTIVITÀ DEL PROGETTO ‘ABBANDONO SCOLASTICO E BULLISMO: QUALI RISCHI TRA I GIOVANI?’

      A conclusione del progetto “Abbandono scolastico e bullismo: quali rischi tra i giovani?”, promosso dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, finanziato con il Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del Programma operativo nazionale (Pon) “Sicurezza per lo Sviluppo”, sono state pubblicate on-line su http://discobull.dlci.interno.it tutte le attività che hanno interessato – dal 1° aprile 2011 fino al 31 marzo u.s. - i ragazzi di nove scuole situate nelle regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), individuate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

      Obiettivo dell’iniziativa, è stato quello di realizzare, attraverso il coinvolgimento di soggetti, pubblici e privati, attivi sui territori interessati, tra i quali dirigenti scolastici, docenti, giovani a rischio e le famiglie, le prefetture e, in generale, tutte le strutture impegnate in attività per i giovani, interventi di prevenzione primaria e di recupero dei ragazzi coinvolti nei fenomeni di dispersione scolastica, bullismo e per la diffusione della sicurezza e della legalità.
 
      In ogni Istituto scolastico, a cura del raggruppamento temporaneo di
imprese, con impresa mandataria la Fondazione CENSIS di Roma , sono stati istituiti due Centri “di ascolto” e di “recupero scolastico”, operativi per la durata di 5 anni dal completamento del progetto, che hanno permesso il consolidamento di buone prassi esportabili anche in altre realtà, rappresentando uno strumento di intervento efficace ed innovativo per prevenire e contrastare i fenomeni connessi a comportamenti di devianza. 

 
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 SFRUTTAMENTO DEL LAVORO E ABUSI SESSUALI NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI STRANIERI IN AGRICOLTURA

     Lo sfruttamento del lavoro e sessuale degli immigrati (soprattutto comunitari) e della manodopera femminile nelle aree rurali della provincia di Ragusa sono stati gli argomenti al centro di una riunione presieduta dal Prefetto Annunziato Vardè nella mattinata odierna presso il Palazzo del Governo.
 
     All’incontro hanno partecipato il Procuratore della Repubblica di Ragusa, il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, i Rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Ragusa, Acate, Comiso, S. Croce Camerina e Vittoria, i Responsabili provinciali delle forze di polizia territoriali, i vertici delle Organizzazioni sindacali provinciali, i delegati della Direzione territoriale del Lavoro e dell’Azienda Sanitaria Provinciale, nonché gli esponenti degli Enti e delle Associazioni locali attive nell’assistenza agli stranieri (Caritas, Associazione per i Diritti Umani, “Nova Vita”, “Proxima”, “L’altro Diritto”) e Padre Beniamino Sacco.
 
     L’incontro è stato indetto dal Prefetto Vardè per una analisi approfondita sul fenomeno dello sfruttamento del lavoro e sessuale nel contesto territoriale della fascia agricola trasformata - al centro di recenti inchieste giornalistiche -  interessata dalla presenza dei lavoratori stranieri, che svolgono un significativo ruolo nel tessuto produttivo del comparto agricolo provinciale.
 
     Riunione CPOSP Nel corso della riunione i rappresentanti delle associazioni che operano nel sociale hanno riproposto le suddette problematiche evidenziando che le recenti inchieste giornalistiche non descrivono realisticamente il fenomeno che esiste da svariati anni, è preoccupante ma presenta caratteristiche diverse da quelle descritte dai giornali  a tiratura nazionale.
 
     I Sindaci presenti hanno sottolineato il pericolo di una  eccessiva enfatizzazione del fenomeno stesso, che potrebbe determinare conseguenze negative sulla economia locale: alcuni Stati esteri, infatti, avrebbero ventilato un vero e proprio “embargo” dei prodotti coltivati nella fascia trasformata del ragusano e pertanto esiste il rischio di  strumentalizzazioni della vicenda che occorre evitare.
 
      E’ stato evidenziato che il fenomeno in parola presenta profili estremamente complessi che non necessitano solo iniziative di contrasto da parte dell’Autorità Giudiziaria e delle Forze di polizia, ma anche di delicate attività di tutela e di sostegno in favore dei lavoratori stranieri attraverso il contemperamento delle esigenze investigative occorrenti per l’esercizio dell’azione penale con quelle della protezione delle persone offese.
 
      In particolare, dopo ampia discussione, è stato deciso di programmare una articolata attività di contrasto che tenga conto della complessità  del fenomeno e che, accanto all’attività giudiziaria diretta dal Procuratore della Repubblica, preveda iniziative di prevenzione e contrasto del lavoro nero nonché coordinate iniziative nel campo del sociale finalizzate anche a ricercare soluzioni alloggiative alternative agli ambienti malsani in cui i lavoratori stranieri sono costretti a soggiornare.
 
      A tale ultimo riguardo è stata valutata la costituzione di un “Gruppo Interforze” finalizzato alla emersione del lavoro sommerso ed all’accertamento delle attuali condizioni alloggiative.
 
      Sarà altresì attivato un tavolo di lavoro coordinato dalla Prefettura allo scopo di attuare un’azione sinergica finalizzata ad intervenire sulle situazioni di fragilità in modo da mitigare eventuali situazioni di isolamento, realizzando mirate azioni di protezione, integrazione e coesione sociale.
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 Il Prefetto, Dr. A. Vardè, ha convocato per giovedì 30 ottobre 2014 il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica

      Il Prefetto, Dr. A. Vardè, ha convocato per giovedì 30 ottobre 2014, alle ore 10,30, presso il Palazzo del Governo, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per esaminare - alla presenza del Procuratore della Repubblica - le problematiche connesse al fenomeno dello sfruttamento del lavoro femminile in agricoltura e degli abusi sessuali nei confronti di alcune lavoratrici straniere.

      Oltre ai componenti istituzionali (vertici delle tre Forze di Polizia, Sindaco del Comune di Ragusa e Commissario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa) sono stati invitati a partecipare i Sindaci dei Comuni di Acate, Comiso, Santa Croce Camerina e Vittoria, il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale ed il Dirigente della Direzione territoriale del Lavoro di Ragusa, il Direttore della Caritas di Ragusa, i Presidenti delle Associazioni “Nuova Vita” Onlus e della Società Cooperativa Sociale “Proxima” di Ragusa, dell’Associazione per i Diritti Umani di Vittoria, e dell’Associazione  “L’Altro Diritto“ Onlus - Centro di  documentazione su carcere, devianza e marginalità di Palermo 

 
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 Visita in Prefettura del Console Generale di Romania a Catania

       Il Prefetto Annunziato Vardè ha ricevuto questa mattina il Capo Console del Consolato di Romania a Catania Carmen Liliana Iacob accompagnata dal Console di Sezione Ioan Iacob.

       Al centro dell’incontro i fatti riportati alla ribalta della cronaca da una recente inchiesta giornalistica, nella quale viene riproposto il tema delle condizioni delle donne rumene, impegnate a lavorare nelle campagne del vittoriese, spesso vittime di sfruttamento sessuale oltrechè  lavorativo.  

       Il Prefetto ha informato l’autorità diplomatica circa la tempestiva  attivazione di tutte le misure volte a ricercare riscontri – anche per il seguito giudiziario – del fenomeno in questione e della sua reale dimensione, ai fini della programmazione di una mirata strategia di interevento, di repressione e di prevenzione in un imminente Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica esteso ai soggetti istituzionali a vario titolo interessati, alle associazioni del terzo settore che possono fornire in un’attività di contrasto, necessariamente sinergica.                               

        Il Console generale, nell’evidenziare l’esigenza di avere notizie attendibili sul fenomeno, auspicando una efficace azione di contrasto, ha sottolineato la laboriosità e  l’affidabilità dei lavoratori rumeni nell’edilizia, nell’agricoltura e in altri ambiti produttivi, confermando, nella circostanza, la più ampia disponibilità per contribuire a trovare le migliori soluzioni al problema,  nonchè l’intendimento di un fattivo rapporto di collaborazione per una più proficua integrazione dei numerosi cittadini rumeni presenti nel territorio ibleo.

      Al termine della visita,  svoltasi in un clima di cordialità, l’autorità diplomatica ha ringraziato il Prefetto Vardè per l’’accoglienza, manifestando ampio apprezzamento   per la determinazione e l’impegno  con cui vengono affrontate le complesse problematiche connesse  al fenomeno dell’immigrazione in generale ed esprimendo, altresì, compiacimento per l’attenzione riservata alla specifica problematica delle lavoratrici rumene e per le iniziative prontamente assunte al riguardo.
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 Esaminate in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ulteriori ed appropriate strategie di prevenzione e contrasto dello spaccio delle sostanze stupefacenti e dei fenomeni d

          Nella mattinata odierna, presieduto dal Prefetto Dr. Annunziato Vardè, si è tenuto, presso il Palazzo del Governo di Ragusa, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per un esame congiunto delle problematiche attinenti lo spaccio di sostanze stupefacenti ed il bullismo negli istituti scolastici, in relazione alla recente direttiva del Ministro dell’Interno concernente gli anzidetti fenomeni.

          Nella circostanza - alla presenza del Procuratore della Repubblica di Ragusa, dei vertici Provinciali delle Forze dell’Ordine, dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ragusa, dei rappresentanti del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e dell’Ufficio Scolastico Provinciale, del responsabile dei  Servizi per le Tossicodipendenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale nonché dei Dirigenti delle Direzioni Didattiche, degli Istituti comprensivi e di I e II grado della provincia -  è stato fatto il punto sulla attuale diffusione dei fenomeni nelle scuole della provincia e sono state esaminate le possibili strategie di contrasto da attuare al fine di imprimere nuovo slancio ed una comune mobilitazione che, sinergicamente, coinvolga le famiglie, il mondo della scuola, le Istituzioni, le Forze di Polizia, l’associazionismo i mezzi di informazione.

          In quest’ottica, ad iniziativa del Ministero dell’Interno e analogamente a quanto già operativo nella provincia di Roma, nelle prossime settimane verrà attivata una linea telefonica dedicata, la cui utenza sarà attestata presso la centrale operativa della Questura, al quale i cittadini potranno rivolgersi, con modalità protette e nei limiti della vigente normativa, inviando un sms per segnalare episodi di spaccio e di bullismo.

          L’iniziativa prevede, altresì, il coinvolgimento delle associazioni del volontariato affinchè con il proprio contributo e attraverso la loro rete sia garantita una capillare diffusione dell’utilizzo di tale sistema sms e dei mezzi di comunicazione ed interazione sociale maggiormente frequentati dai giovani (Internet, con particolare riferimento ai social network  ed ai siti web).

          Nell’occasione il Prefetto ha fatto altresì presente che, all’atto dell’avvio del servizio telefonico e per una migliore diffusione dei contenuti dell’iniziativa sarà tenuta una apposita conferenza stampa.
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