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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Pisa

Decreto Legge 23 febbraio 2009, n. 11

DECRETO-LEGGE 23 febbraio 2009, n. 11
Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla  violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori.
 
CAPO I
Disposizioni in materia di violenza sessuale, esecuzione dell'espulsione e controllo del territorio

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre misure per assicurare una maggiore tutela della sicurezza della collettività, a fronte dell'allarmante crescita degli episodi collegati alla violenza sessuale, attraverso un sistema di norme finalizzate al contrasto di tali fenomeni e ad una più concreta tutela delle vittime dei suddetti reati, all'introduzione di una disciplina organica in materia di atti persecutori, ad una più efficace disciplina dell'espulsione e del respingimento degli immigrati irregolari, nonché ad un più articolato controllo del territorio;
  Ritenuto, pertanto, di anticipare talune delle norme contenute in disegni  di legge già approvati da un ramo del Parlamento in materia di sicurezza pubblica e di atti persecutori;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 20 febbraio 2009;
  Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell'interno, del Ministro della giustizia e del Ministro per  le pari opportunità, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali,  della gioventù, per la pubblica amministrazione e l'innovazione, per la semplificazione normativa, per le riforme per il federalismo, della difesa e per le politiche europee;
 
E m a n a
 
il seguente decreto-legge:
 
 
Art. 1
Modifiche al codice penale
 
  1. All'articolo 576, primo comma, del codice penale, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il n. 5) è sostituito dal seguente: "5) in occasione della commissione di taluno dei delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-quater e 609-octies;";
b) dopo il numero 5) è inserito il seguente: "5.1) dall'autore del delitto previsto dall'articolo 612-bis ((  nei confronti della  stessa persona offesa )) ;".
 
 
Art. 2
Modifiche al codice di procedura penale
 
  1.  Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 275, comma 3, ((  secondo  periodo, )) le parole: "all'articolo 416-bis del codice penale o ai delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo" sono sostituite dalle seguenti:
   "all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, nonché in ordine ai delitti di cui agli articoli 575, 600-bis, primo comma, 600-ter, escluso il quarto comma,  ((  e  600-quinquies  ))  del codice penale,";
(( a-bis) all'articolo 275, comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano anche in ordine ai delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-quater e 609-octies del codice penale, salvo che ricorrano le circostanze attenuanti dagli stessi contemplate )) ;
b) all'articolo 380, comma 2, dopo la lettera d) è inserita la seguente: "d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall'articolo 609-bis, escluso il caso previsto dal terzo comma, e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall'articolo 609-octies del codice penale; ".
 
 
Art. 3
((Modifiche all'articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354
 
  1.  All'articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n.354, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 1 è sostituito dai seguenti:
  "1. L'assegnazione al lavoro all'esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione previste dal capo VI, esclusa la liberazione anticipata, possono essere concessi ai detenuti e internati per i seguenti delitti solo nei casi in cui tali detenuti e internati  collaborino  con la giustizia a norma dell'articolo 58-ter della presente legge: delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell'ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza, delitto di cui all'articolo 416-bis del codice penale, delitti  commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni in esso previste, delitti di cui agli articoli 600, 600-bis, primo comma, 600-ter, primo e secondo comma, 601, 602, 609-octies, qualora ricorra anche la condizione di cui al comma 1-quater del presente articolo, e 630 del codice penale, all'articolo 291-quater del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e all'articolo 74 del testo unico  delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze  psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati  di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.
  Sono fatte salve le disposizioni degli articoli 16-nonies e 17-bis del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni.
  1-bis. I benefici di cui al comma 1 possono essere concessi ai detenuti  o internati per uno dei delitti ivi previsti, purché siano stati  acquisiti elementi tali da escludere l'attualità di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva, altresì nei casi in cui la limitata partecipazione al fatto criminoso, accertata nella sentenza di condanna, ovvero l'integrale accertamento dei fatti e delle responsabilità, operato con sentenza irrevocabile, rendono comunque impossibile un'utile collaborazione con la giustizia, nonché nei casi in cui, anche se la collaborazione che viene offerta risulti oggettivamente irrilevante, nei confronti dei medesimi detenuti o internati sia stata applicata una delle circostanze attenuanti previste dall'articolo 62, numero 6), anche qualora il risarcimento del danno sia avvenuto dopo la sentenza di condanna, dall'articolo 114 ovvero dall'articolo 116, secondo comma, del codice penale.
  1-ter. I benefici di cui al comma 1 possono essere concessi, purché non vi siano elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva, ai detenuti o internati per i delitti di cui agli articoli 575, 600-bis, secondo e  terzo  comma, 600-ter, terzo comma, 600-quinquies, 628, terzo comma, e 629, secondo comma, del codice penale, all'articolo 291-ter del citato testo unico di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, all'articolo 73 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, e successive modificazioni, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell'articolo 80, comma 2, del medesimo testo unico, e all'articolo 416 del codice penale, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dal libro II, titolo XII, capo III, sezione I, del medesimo codice, dagli articoli 609-bis, 609-quater e 609-octies del codice penale e dall'articolo 12, commi 3, 3-bis e 3-ter, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di  cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni.
  1-quater. I benefici di cui al comma 1 possono essere concessi ai detenuti o internati per i delitti di cui agli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e, qualora ricorra anche la condizione di cui al medesimo comma 1, 609-octies del codice penale solo sulla base dei risultati  dell'osservazione  scientifica della personalità condotta collegialmente per almeno un anno anche con la partecipazione degli esperti di cui al quarto comma dell'articolo 80 della presente legge. Le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano in ordine al delitto previsto dall'articolo 609-bis del codice penale salvo che risulti applicata la circostanza attenuante dallo stesso contemplata;
    b) al comma 2-bis, le parole: "di cui al comma 1, quarto periodo" sono sostituite dalle seguenti: "di cui al comma 1-ter"".))
 
 
Art. 4.
Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115
 
 
  1. All'articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente  della  Repubblica  30  maggio 2002, n. 115, dopo il comma 4-bis e' aggiunto il seguente:
  "4-ter.  La  persona offesa dai reati di cui agli articoli 609-bis, 609-quater  e  609-octies  del  codice  penale puo' essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto.".
 
 
Art. 5
((ARTICOLO SOPPRESSO DALLA L. 23 APRILE 2009, N. 38))
 
 
Art. 6
Piano straordinario di controllo del territorio
 
  1. Al fine di predisporre un piano straordinario di controllo del territorio, al comma 22 dell'articolo 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che ha autorizzato le Forze di polizia ed il Corpo dei vigili del fuoco ad effettuare, in deroga alla normativa vigente, assunzioni entro il limite di spesa pari a 100 milioni di euro annui, le  parole: "con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare entro il 30 aprile 2009", contenute nel terzo periodo dello stesso comma 22, sono sostituite dalle seguenti: "con decreto del Presidente della  Repubblica,  da  adottarsi  su  proposta  dei  Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione, dell'interno e dell'economia e delle finanze, entro il 31 marzo 2009".
  2. In attesa dell'adozione del decreto di cui al quarto periodo del comma 23 dell'articolo 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive  modificazioni,  le  risorse  oggetto  di confisca versate all'entrata  del  bilancio  dello  Stato successivamente alla data di entrata  in  vigore  del  predetto  decreto-legge sono immediatamente riassegnate  nel  limite  di  100  milioni di euro per l'anno 2009, a valere  sulla  quota  di cui all'articolo 2, comma 7, lettera a), del decreto-legge   16   settembre   2008,   n.   143,   convertito,  con modificazioni,  dalla  legge 13 novembre 2008, n. 181, per le urgenti necessità   di  tutela  della  sicurezza  pubblica  e  del  soccorso pubblico, al Ministero dell'interno e nel limite di 3 milioni di euro per l'anno 2009, per sostenere e diffondere sul territorio i progetti di assistenza alle vittime di violenza sessuale e di genere, al Fondo nazionale contro la violenza sessuale e di genere di cui all'articolo 1, comma 1261, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
  (( 2-bis. Il comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008,  n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008,  n. 181, si interpreta nel senso che non rientrano tra le somme di  denaro  ovvero  tra  i proventi ivi previsti, con i loro relativi interessi,  quelli di complessi aziendali oggetto di provvedimenti di sequestro o confisca. ))
  3. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 23 APRILE 2009, N. 38)) .
  4. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 23 APRILE 2009, N. 38)) .
  5. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 23 APRILE 2009, N. 38)) .
  6. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 23 APRILE 2009, N. 38)) .
  7. Per la tutela della sicurezza urbana, i comuni possono utilizzare  sistemi  di videosorveglianza in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
  8.  La  conservazione dei dati, delle informazioni e delle immagini raccolte  mediante  l'uso di sistemi di videosorveglianza è limitata ai  sette  giorni  successivi  alla rilevazione, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione.
 
 
Art. 6-bis
((ARTICOLO ABROGATO DAL D. Lgs. 15 MARZO 2010, N. 66))

 
CAPO II
Disposizioni in materia di atti persecutori

Art. 7.
 
Modifiche al codice penale
 
 
  1. Dopo l'articolo 612 del codice penale e' inserito il seguente:
  "Art.  612-bis (Atti persecutori). - Salvo che il fatto costituisca più  grave  reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni  chiunque,  con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo  da  cagionare  un  perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un  prossimo  congiunto  o di persona al medesimo legata da relazione affettiva  ovvero  da  costringere  lo  stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
  La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato  o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
  La  pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona  con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
  Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la  proposizione  della  querela  è di sei mesi. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio.".
 
 
Art. 8.
Ammonimento
 
 
  1. Fino a quando non è  proposta  querela  per  il  reato  di  cui all'articolo 612-bis del codice penale, introdotto  dall'articolo  7, la persona offesa può esporre  i  fatti  all'autorità  di  pubblica sicurezza  avanzando  richiesta  al  questore  di   ammonimento   nei confronti dell'autore della condotta. La richiesta è trasmessa senza ritardo al questore.
  2. Il questore, assunte se  necessario  informazioni  dagli  organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti,  ove  ritenga fondata l'istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui  confronti è  stato  richiesto  il  provvedimento,  invitandolo  a  tenere  una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Copia  del processo verbale è rilasciata  al  richiedente  l'ammonimento  e  al soggetto ammonito. Il questore ((adotta i provvedimenti)) in  materia di armi e munizioni.
  3. La pena per il delitto di cui all'articolo  612-bis  del  codice penale è aumentata se il fatto è commesso da soggetto già ammonito ai sensi del presente articolo.
  4. Si procede  d'ufficio  per  il  delitto  previsto  dall'articolo 612-bis del codice penale quando il fatto  è  commesso  da  soggetto ammonito ai sensi del presente articolo.
 
 
Art. 9.
Modifiche al codice di procedura penale
 
 
  1.  Al  codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le seguenti modificazioni:
   a) dopo l'articolo 282-bis sono inseriti i seguenti:
   "Art.  282-ter  (Divieto  di  avvicinamento  ai luoghi frequentati dalla  persona  offesa).  -  1.  Con  il provvedimento che dispone il divieto  di  avvicinamento  il  giudice prescrive all'imputato di non avvicinarsi  a  luoghi  determinati  abitualmente  frequentati  dalla persona  offesa  ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa.
   2.  Qualora  sussistano  ulteriori  esigenze di tutela, il giudice può prescrivere all'imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati da prossimi congiunti della persona offesa o da  persone  con  questa  conviventi  o  comunque legate da relazione affettiva ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o da tali persone.
   3.  Il  giudice può, inoltre, vietare all'imputato di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con le persone di cui ai commi 1 e 2.
   4.  Quando  la frequentazione dei luoghi di cui ai commi 1 e 2 sia necessaria  per  motivi  di  lavoro ovvero per esigenze abitative, il giudice prescrive le relative modalita' e puo' imporre limitazioni.
   "Art. 282-quater (Obblighi di comunicazione). - 1. I provvedimenti di  cui agli articoli 282-bis e 282-ter sono comunicati all'autorità di pubblica sicurezza competente, ai fini dell'eventuale adozione dei provvedimenti  in  materia  di  armi  e munizioni. Essi sono altresì comunicati  alla  parte  offesa  e ai servizi socio-assistenziali del territorio.";
   b) all'articolo 392, il comma 1-bis e' sostituito dal seguente:
  "1-bis.  Nei  procedimenti  per i delitti di cui agli articoli 572, 609-bis,  609-ter,  609-quater,  609-quinquies,  609-octies, 612-bis, 600, 600-bis, 600-ter, anche se relativo al materiale pornografico di cui  all'articolo  600-quater.1,  600-quinquies, 601 e 602 del codice penale  il  pubblico  ministero,  anche  su  richiesta  della persona offesa, o la persona sottoposta alle indagini possono chiedere che si proceda  con  incidente probatorio all'assunzione della testimonianza di  persona  minorenne ovvero della persona offesa maggiorenne, anche al di fuori delle ipotesi previste dal comma 1.";
   c) al comma 5-bis dell'articolo 398:
    1)  le  parole: "e 609-octies" sono sostituite dalle seguenti: ", 609-octies e 612-bis";
    2)  le  parole:  "vi siano minori di anni sedici" sono sostituite dalle seguenti: "vi siano minorenni";
    3)  le  parole:  "quando  le esigenze del minore" sono sostituite dalle seguenti: "quando le esigenze di tutela delle persone";
    4)  le parole: "l'abitazione dello stesso minore" sono sostituite dalle    seguenti:    "l'abitazione    della    persona   interessata all'assunzione della prova";
   d) al comma 4-ter dell'articolo 498:
    1)  le  parole: "e 609-octies" sono sostituite dalle seguenti: ", 609-octies e 612-bis";
    2)  dopo  le  parole: "l'esame del minore vittima del reato" sono inserite  le  seguenti:  "ovvero  del  maggiorenne  infermo  di mente vittima del reato".
 
 
Art. 10.
Modifica all'articolo 342-ter del codice civile
 
 
  1. All'articolo 342-ter, terzo comma, del codice civile, le parole: "sei mesi" sono sostituite dalle seguenti: "un anno".
 
 
Art. 11.
Misure a sostegno delle vittime del reato di atti persecutori
 
 
  1. Le forze  dell'ordine,  i  presidi  sanitari  e  le  istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia del reato ((di cui  agli articoli 572, 600, 600-bis, 600-ter, anche se relativo  al  materiale pornografico di cui all'articolo  600-quater.1,  600-quinquies,  601, 602,  609-bis,  609-ter,  609-quater,  609-quinquies,  609-octies   o 612-bis  del  codice  penale,  introdotto  dall'articolo  7)) ,  hanno l'obbligo di  fornire  alla  vittima  stessa  tutte  le  informazioni relative  ai  centri  antiviolenza  presenti  sul  territorio  e,  in particolare,  nella  zona  di  residenza  della  vittima.  Le   forze dell'ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche provvedono a mettere in contatto la vittima con i centri  antiviolenza,  qualora ne faccia espressamente richiesta. ((5))
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AGGIORNAMENTO (5)
  Il D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito con  modificazioni  dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119 ha disposto (con l'art. 3, comma 5) che le misure di cui al comma  1  del  presente  articolo  trovano  altresì applicazione nei casi in cui le forze dell'ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche ricevono dalla vittima notizia  dei  reati di cui agli articoli 581 e 582 del codice  penale  nell'ambito  della violenza domestica di cui al comma 1 del presente articolo.
 
 
Art. 12
Numero verde
 
  1.  Presso  la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per  le  pari  opportunità  è istituito un numero verde nazionale a favore  delle vittime degli atti persecutori, attivo ventiquattro ore su  ventiquattro, con la finalità di fornire, nei limiti di spesa di cui  al  comma  3  dell'articolo  13, un servizio di prima assistenza psicologica  e  giuridica da parte di personale dotato delle adeguate competenze,  nonché di comunicare prontamente, nei casi di urgenza e su  richiesta della persona offesa, alle forze dell'ordine competenti gli atti persecutori segnalati.
 
 
Art. 12-bis
((Norma di interpretazione autentica in materia di  assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali
 
  1.  Gli  articoli  1  e  4  del  testo  unico di cui al decreto del Presidente  della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, si interpretano nel  senso  che  le  disposizioni  ivi  contenute non si applicano al personale  delle Forze di polizia e delle Forze armate, che rimangono disciplinate dai rispettivi ordinamenti, fino al complessivo riordino della materia.))
 
 
Art. 12-ter
((Categorie dei dati da conservare di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 109
 
  1.  In  considerazione delle esigenze di adeguamento all'evoluzione tecnologica  che  comportano  diverse  necessità di intervento sulle infrastrutture di rete degli operatori di comunicazioni elettroniche, le informazioni relative alle categorie dei dati da conservare di cui all'articolo  3  del  decreto  legislativo  30  maggio  2008, n. 109, relativi  ai  differenti casi di non risposta in "occupato" o "libero non  risponde" o "non raggiungibile" o "occupato non raggiungibile" o altre   fattispecie,   sono   rese  disponibili  dagli  operatori  di comunicazioni  elettroniche nei tempi e con le modalità indicati nei commi 2 e 3.
  2.  Per  le  chiamate  originate da rete mobile e terminate su rete mobile  o  fissa,  i  dati  di  cui  al  comma  1  devono essere resi disponibili dagli operatori di rete mobile a far data dal 31 dicembre 2009.
  3.  Per  le  chiamate  originate  da rete fissa e terminate su reti fisse  o  mobile,  tenuto  conto del processo in atto riguardante gli interventi   di   realizzazione   e  sviluppo  delle  reti  di  nuova generazione  in  tecnologia  IP,  le  informazioni  di cui al comma 1 relative  alle chiamate senza risposta generate dai clienti collegati alle  reti  fisse  in  tecnologia  IP  sono  rese  disponibili  dagli operatori  di  rete  fissa  gradualmente  e  compatibilmente  con  le caratteristiche  tecniche  delle reti di comunicazione elettronica di nuova generazione degli operatori interessati e comunque non oltre il 31 dicembre 2010.))
 
 
CAPO III
Disposizioni finali
 
 
Art. 13
Copertura finanziaria
 
  1. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 23 APRILE 2009, N. 38)) .
  2. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 23 APRILE 2009, N. 38)) .
  3. Per le finalita' di cui all'articolo 12 e' autorizzata la spesa annua  di  1.000.000  di euro a decorrere dall'anno 2009. Al relativo onere  si  provvede mediante utilizzo dell'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  19,  comma  3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,  come  rideterminata  dalla  Tabella  C  allegata  alla legge 22 dicembre 2008, n. 203.
  4. Dall'attuazione delle restanti disposizioni del presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
  ((  4-bis.  Il  Ministro  dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio  delle  misure  di  cui  all'articolo  4,  anche ai fini dell'adozione   dei  provvedimenti  correttivi  di  cui  all'articolo 11-ter,  comma  7,  della  legge  5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. ))
  5.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
 
 
Art. 14.
Entrata in vigore
 
  1.  Il  presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta  ufficiale  degli  atti  nomativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
   Dato a Roma, addi' 23 febbraio 2009
 
NAPOLITANO
 
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Maroni, Ministro dell'interno
Alfano, Ministro della giustizia
Carfagna,   Ministro  per  le  pari opportunita'
Tremonti,  Ministro dell'economia e delle finanze
Prestigiacomo, Ministro dell'ambiente  e  della  tutela del territorio e del mare
Zaia, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Meloni, Ministro della gioventu'
Brunetta,  Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Calderoli, Ministro per la semplificazione normativa
Bossi, Ministro per le riforme per il federalismo
La Russa, Ministro della difesa
Ronchi,  Ministro  per le politiche europee
 
Visto, il Guardasigilli: Alfano
 
 
Tabella 1
((TABELLA SOPPRESSA DALLA L. 23 APRILE 2009, N. 38))
 
 
Tabella 2
((TABELLA SOPPRESSA DALLA L. 23 APRILE 2009, N. 38))

Ultima modifica il 22/11/2013 alle 18:32

 
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