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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Pescara

Loreto Aprutino Beata Maria Vergine del Monte Carmelo

 


Dove si trova : la chiesa si trova a Loreto Aprutino, in contrada Cappuccini, via del Carmelo.


Fondazione : il convento e la chiesa furono fondati nel 1583 su beneficio di san Leonardo, con una prima intitolazione alla Visitazione di Maria ; in seguito, nel 1628, avvenne la consacrazione alla Beata Maria Vergine del Carmine e ai SS. martiri Stefano e Lorenzo, come riporta una lapide posta in controfacciata. La nuova chiesa nacque per volere dei padri Cappuccini, ramo della famiglia francescana, nato all'interno del movimento "osservante" che proponeva, per l'appunto, un maggiore rigore nell'osservanza della regola promulgata da san Francesco; l'ordine venne poi riconosciuto ufficialmente da Clemente VII nel 1528, con la bolla Religionis zelus  
 
  Loreto Aprutino, chiesa della  Beata Maria Vergine del Monte Carmelo.   Facciata   

 

  Loreto Aprutino, chiesa della Beata Maria Vergine del  Monte Carmelo.  Vegine con Bambino e Santi.  
  Per gentile   concessione del  Mi.B.A.C./Sopr.   B.S.A.E. -  AQ
 
  
Architettura : l'austerità e il rigore che caratterizzarono la riforma cappuccina, sono all'origine delle scelte architettoniche promosse dall'ordine: caratteristica comune, ad esempio, fu quella di edificare i complessi conventuali fuori dalle città, in luoghi spesso isolati, privi dei condizionamenti tipici dei centri abitati. Inoltre, attraverso elementi quali gli spazi essenziali, le tecniche costruttive povere così come i materiali, l'assenza di elementi decorativi e le ridotte dimensioni degli edifici, venne a delinearsi una vera e propria tipologia costruttiva, che, con poche varianti, si diffuse in tutto l'Abruzzo e che è possibile ritrovare anche nella chiesa della Beata Vergine del Monte Carmelo.

La chiesa, esternamente, presenta un rivestimento di mattoni a vista, il tetto a capanna, caratterizzato da una cornice a dentelli e a denti di sega lungo gli spioventi, e un portico a quattro archi che precede la facciata. La navata è unica, voltata a crociera così come il coro; sul lato destro, quello opposto al convento, si aprono tre cappelle comunicanti tra loro ma separate funzionalmente dall'aula, tramite transenne o cancellate in legno. Le superfici parietali sono prive di dedorazioni, eccezion fatta per alcune tele moderne e per una serie di clipei con croci polilobate, contenenti nomi di santi. Punto focale di tutto l'impianto, è la zona dell'abside dove, originariamente, era collocato il tabernacolo ligneo che è possibile ammirare nella seconda cappella a destra.

  
Opere d'arte : la prima cappella a destra ospita, incastonato in un altare ligneo, una Crocifissione e cinque Santi del 1586, datazione che è possibile leggere in basso a sinistra, all'interno di una più ampia iscrizione di difficile interpretazione. Sullo sfondo di un cielo plumbeo, solcato da lampi fiammeggianti, si stagliano Gesù crocefisso, la bionda Maddalena e altri quattro santi tra cui, sulla sinistra, san Leonardo, con le catene e la torre, a ricordo dell'antico beneficio. L'opera è stata di recente attribuita a Giovan Bernardo Lama dallo storico dell'arte Pierluigi Leone de Castris, sulla base di confronti stilistici con altre tele dell'autore, intrise dello stesso "realismo devoto" di matrice culturale fiamminga e controriformata. L'attività del pittore napoletano, inoltre, aveva interessato più volte le fondazioni cappuccine, spesso tramite finanziamenti provenienti da famiglie facoltose: de Castris avanza l'ipotesi che, in questo caso, i committenti possano essere stati i d'Avalos, feudatari di Loreto, per i quali il Lama aveva già lavorato e il cui stemma compare anche sulla tela posta presso l'altare maggiore.

Come già accennato, nella seconda cappella, dedicata al Santissimo, è collocato un tabernacolo ligneo di pregevole fattura: sopra un basamento intarsiato a disegni rettangolari, poggia un ordine di colonnine tortili che inquadra alcune nicchiette e una porticina decorata da un fregio floreale su fondo scuro, sopra la quale, in una lunetta, è incastonata l'immagine dell'Eterno Padre. Una fascia di elementi decorativi, media il passaggio ad una balaustra di fitte colonnine e pilastrini sulla quale poggia il secondo ordine, digradante rispetto al primo, di intarsi rettangolari, colonnine e nicchie, sormontato, a sua volta, da un'altra piccola balaustra che fa da raccordo al piano d'appoggio della cupola costolata. Nelle nicchie sono contenute statuite in bosso, tra le quali quella dell'Immacolata.

Nella terza cappella, analogamente all'interno di un altare ligneo, è collocata un'altra tela, di autore ignoto, raffigurante una Madonna con Bambino e Santo Francescano che, per questioni iconografiche, potrebbe essere identificato con il primo santo dell'ordine dei cappuccini: san Felice da Cantalice. Per quanto riguarda l'altare maggiore, in legno scuro, la parte centrale è costituita da un'edicola trabeata con colonne a fusto liscio, con timpano curvilineo e spezzato per accogliere un'edicola più piccola con l'emblema dello Spirito Santo; lateralmente, due tele con episodi della vita di san Francesco occupano due scomparti coronati da edicole timpanate cieche, collocati al di sopra delle porticine che immettono al coro. Al centro campeggia la tela cinquecentesca della Vergine con Bambino e santi , opera di autore abruzzese ascrivibile alla cerchia di Giovanni Paolo Cardone, a sua volta allievo di Pompeo Cesura, pittore aquilano formatosi a Roma in ambiente raffaellesco. Tra i santi Francesco e Chiara, infatti, il gruppo di Tobiolo e l'Angelo ricalca quello presente nella Madonna del pesce , opera del maestro urbinate. È da segnalare, inoltre, l'originale paliotto d'altare in pelle di capra raffigurante la Visitazione, in riferimento alla prima intitolazione della chiesa.
 

  Loreto Aprutino, chiesa della Beata Maria Vergine   
 del  Monte Carmelo.
 Tabernacolo.  
  Per gentile   concessione del M i.B.A.C./Sopr.   
  B.S.A.E. -  AQ


Loreto Aprutino, Beata Maria Vergine del Monte Carmelo.Paliotto d'altare

 Loreto Aprutino, chiesa della Beata Maria Vergine del Monte C armelo.  Paliotto d'altare.

  
I tabernacoli lignei dei fratelli "marangoni" : l'austerità delle chiese cappuccine viene a mancare soltanto per i tabernacoli contenenti l'eucarestia: composti da diversi tipi di legno (ciliegio, noce, ebano, cipresso), con intarsi in madreperla, osso e tartaruga, furono confezionati dai maestri cappuccini, detti "marangoni". Il termine, di origine veneziana, indica gli artigiani del legno che si dedicarono, in particolare tra Seicento e Settecento, alla produzione di manufatti per le loro stesse comunità, in un'ottica di divisione dei compiti e di esaltazione del lavoro che allontana l'ozio.

La figura del tabernacolo architettonico sviluppa il tema, di bramantesca memoria, del tempietto a pianta centrale culminante con la cupola, richiamando precedenti illustri e influenze artistiche precise, come il barocco di Gian Lorenzo Bernini. Va sottolineato, inoltre, il significato religioso di opere come queste quali "casa del pane", dimora del Dio incarnato, evidente richiamo alla simbologia mariana, espressa attraverso l'immancabile presenza, sopra la porticina, della statuita dell'Immacolata, patrona dell'ordine.

In Abruzzo si contano diversi esempi di queste "macchine" meravigliose, tra cui i tabernacoli di Loreto Aprutino, Manoppello (santuario del Volto Santo) e Tocco da Casauria (sant'Antonio da Padova) di proprietà del Fondo Edifici di Culto.


Stato attuale : la chiesa, eretta parrocchia negli anni Sessanta, è regolarmente aperta al culto.


Data pubblicazione il 01/01/2001
Ultima modifica il 14/04/2010 alle 10:39

 
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