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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Parma

White List

ATTIVAZIONE PRESSO LA PREFETTURA DI PARMA DELL'ELENCO DEI FORNITORI, PRESTATORI DI SERVIZI ED ESECUTORI NON SOGGETTI A TENTATIVO DI INFILTRAZIONE MAFIOSA
(C.D. "WHITE LIST")

Riferimenti:       Dott. Pietro Giovanni Marino, tel.: 0521/219417
  Dott.ssa Sandra Bettini, tel.: 0521/219713
  Sig. Domenico Saggese, tel.: 0521/219705

 
 

 
Presso la Prefettura di Parma è istituito dal 14 agosto 2013 l'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, operanti nei settori esposti maggiormente a rischio (c.d. "White List") previsto dalla legge 6/11/2012, n. 190, così come modificata dal Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 convertito con modificazioni con Legge 11 agosto 2014, n. 144 e dal D.P.C.M. del 18 aprile 2013 pubblicato in G.U. il 15 luglio 2013. L'iscrizione nell'elenco, che è di natura volontaria , tiene luogo della comunicazione e dell'informazione antimafia liberatoria anche ai fini della stipula, approvazione o autorizzazione di contratti o subcontratti relativi ad attività diverse da quelle per le quali essa e' stata disposta.
E' pertanto soggetta alle seguenti condizioni:
  • assenza di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'art. 67 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice Antimafia);
  • assenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell'impresa di cui all'art. 84, comma 3, del Codice Antimafia.
L'iscrizione è valida per dodici mesi dalla data in cui è disposta , salvi gli esiti delle verifiche periodiche.
Le attività imprenditoriali iscrivibili nell'elenco prefettizio sono quelle espressamente individuate nell'art.53 della legge 190/2012:
a) trasporto di materiali a discarica per conto di terzi;
b) trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi;
c) estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti;
d) confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume;
e) noli a freddo di macchinari;
f) fornitura di ferro lavorato;
g) noli a caldo;
h) autotrasporto per conto di terzi;
i) guardiania dei cantieri.
 
Prefettura competente
 
La Prefettura della provincia dove l'impresa ha la propria residenza o sede legale.
Se l'impresa è costituita all'estero, la Prefettura della provincia dove l'impresa ha una sede stabile ai sensi dell'art.2508 c.c..
Se l'impresa è costituita all'estero senza sede stabile nel territorio dello Stato , la Prefettura nel cui elenco è richiesta l'iscrizione.  
 
Procedura per l'iscrizione
( modulistica a fine pagina )
 
Il titolare dell'impresa individuale ovvero il legale rappresentante della società deve presentare:
 
L'istanza potrà essere trasmessa per posta certificata all'indirizzo protocollo.prefpr(at)pec.interno.it , specificando nell'oggetto " richiesta iscrizione in White list ".
In seguito, esaminata l'istanza, la Prefettura di Parma, comunicherà mediante posta certificata (P.E.C.) alla ditta richiedente, l'avvio del procedimento per l'iscrizione nella White list e contestualmente nell'elenco delle ditte richiedenti iscrizione,  consultabile online sul sito della Prefettura di Parma , alla pagina White list - Elenchi (D.PC.M. 18 aprile 2013).
 
In seguito esperite con esito favorevole le verifiche volte ad accertare l'insussistenza delle condizioni ostative, la Prefettura di Parma spedirà mediante posta certificata (P.E.C.) alla ditta richiedente, il provvedimento che dispone l'iscrizione dell'impresa per 12 mesi nell'elenco dei fornitori dei prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (c.d. " White List" ) consultabile online sul sito della Prefettura di Parma.
Nel caso in cui, a seguito delle verifiche disposte, emergano condizioni ostative, il Prefetto rigetta l'istanza di iscrizione dandone notizia all'interessato.
L'impresa iscritta nell'elenco deve comunicare alla Prefettura qualsiasi modifica dell'assetto proprietario e dei propri organi sociali entro 30 giorni dalla data della modifica (adozione dell'atto o stipula del contratto che determina tali modifiche). Le società di capitali quotate in mercati regolamentati comunicano le variazioni rilevanti secondo quanto previsto dal testo unico di cui al D. Lgs. 24 febbraio 1998, n.58. La mancata comunicazione comporta la cancellazione dell'iscrizione .  
 
 
Aggiornamento periodico dell'elenco - Rinnovo dell'iscrizione
( modulistica a fine pagina )
 
L'impresa comunica alla Prefettura, almeno trenta giorni prima della data di scadenza della validità dell'iscrizione, l'interesse a permanere nell'elenco. L'impresa può richiedere di permanere nell'elenco anche per settori di attività ulteriori o diversi.
 
 
White list - modifiche normative introdotte dal D.P.C.M. 24 novembre 2016.
 
Nella Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gennaio 2017 è stato pubblicato il D.P.C.M. 24 novembre 2016 recante "modifiche al D.P.C.M del 18 marzo 2013 per l'istituzione e l'aggiornamento degli elenchi dei fornitori prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all'art. 1 comma 52, della legge 6 novembre 2012, n. 190".
 
Il provvedimento è volto ad adeguare la struttura del precedente D.P.C.M. 18 aprile 2013 alle novità introdotte in materia dall'articolo 29 del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.
In particolare
  • l'articolo 1, comma 1, lett. a) del nuovo D.P.C.M. chiarisce che, nei settori individuati dal comma 53 dell'art. 1 della legge n. 190/2012, la stipula, l'approvazione o l'autorizzazione di contatti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici sono subordinati, ai fini dell'acquisizione della documentazione antimafia liberatoria, all'iscrizione dell'impresa nella white list;
  • l'articolo 1, comma 1, lett. b) introduce un nuovo art. 3-bis, con il quale viene previsto che:
  1. a) l'iscrizione nelle white list costituisce la modalità obbligatoria attraverso la quale le stazioni appaltanti acquisiscono la documentazione antimafia nei confronti delle imprese operanti nei settori "a rischio";
  2. b) per i soggetti che risultano non censiti nella Banca dati nazionale unica e che hanno tuttavia presentato domanda di iscrizione nell'elenco, si osservano le disposizioni di cui all'articolo 92, commi 2 e 3, del Codice antimafia. A tal fine, le stazioni appaltanti consultano la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia. Dal momento della consultazione della Banca dati decorreranno i termini, previsti dall'articolo 92, commi 2 e 3, del Codice antimafia, alla scadenza dei quali la stessa stazione appaltante sarà legittimata a procedere alla conclusione o approvazione degli strumenti contrattuali, fatte salve le clausole di legge previste in caso di successivo diniego dell'iscrizione;
  3. c) ai sensi dell'articolo 1, comma 52-bis, della legge n. 190/2012, le stazioni appaltanti acquisiscono, tramite la consultazione delle white list, la documentazione antimafia anche in relazione ad attività diverse da quelle per le quali è stata disposta, sempreché permangano le condizioni relative ai soggetti ed alla composizione del capitale sociale;
  4. d) le stazioni appaltanti devono comunicare alla Prefettura, solo con modalità telematica, in ossequio al disposto del Codice dell'Amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni, le ditte, ovvero le denominazioni o le ragioni sociali delle imprese in relazione alle quali hanno acquisito la documentazione antimafia tramite consultazione dell'elenco;
l'articolo 1, comma 1, lett. c) sostituisce, infine, il comma 1 dell'art. 7 del precedente D.P.C.M., chiarendo, alla luce della nuova disciplina degli effetti di equipollenza dell'iscrizione nelle white list, introdotta dall'art. 29 del decreto-legge n. 90/2014, che l'iscrizione nell'elenco tiene luogo della documentazione antimafia, non solo — come già era previsto — per l'esercizio delle attività per cui l'impresa ha conseguito l'iscrizione, ma anche per la stipula, approvazione o autorizzazione di contratti o subcontratti relativi ad attività diverse da quella per la quale è stata conseguita l'iscrizione in elenco.
 
A tal proposito si riporta che: «Con la circolare n. 25954 del 23 marzo 2016 sono stati forniti alcuni indirizzi interpretativi circa le procedure e le modalità da osservare ai fini dell'iscrizione delle imprese nelle white list .
In particolare, è stato dato atto della chiusura del regime transitorio, introdotto dall'art 29 del  decreto-legge  n.  90/2014 e  successivamente  prorogato  ''fino all'attivazione  della  Banca  dati  Nazionale  Unica  della  Documentazione  Antimafia" dall'art.11 -bis della legge n . 68 del 2015, n. 25 di conversione del decreto-legge 19 giugno 2015, n . 78, e delle modifiche legislative che hanno sancito l'obbligatorietà per le pubbliche  amministrazioni  e  le  stazioni  appaltanti  di  acquisire  la  comunicazione  e l'informazione antimafia nei settori cosiddetti a rischio attraverso la consultazione delle white list .
Nel corso delle ultime settimane sono pervenute a questo Gabinetto segnalazioni da parte di alcune imprese che lamentano gli effetti pregiudizievoli che deriverebbero   alle    stesse    dall'impossibilità    di    partecipare    a    gare    pubbliche    per l 'affidamento d i lavori, servizi o forniture a causa di asseriti ritardi nel!' attività istruttoria preordinata  all'iscrizione nei  cennati  elenchi.
La ricezione dei suindicati esposti induce a ritenere che non tutti gli operatori economici interessati e verosimilmente non tutte le stazioni appaltanti abbiano acquisito piena cognizione delle procedure da osservare sotto il profilo dell'accertamento o della dimostrazione del possesso dei requisiti antimafia nei "settori cd sensibili".
Appare opportuno rammentare, a tal proposito, che la richiesta d'iscrizione nelle white list da parte dell'operatore economico non è necessariamente e immediatamente funzionale alla partecipazione del medesimo a una gara pubblica o all'affidamento di una pubblica commessa, potendo tale richiesta essere formulata anche nella sola prospettiva di una futura partecipazione a procedure di evidenza pubblica.
Viene da sé che, in questi casi, un eventuale ritardo nell'iscrizione, determinato ad esempio dalla complessità dell'istruttoria, non recherebbe alcun imminente e irreparabile pregiudizio nella sfera giuridica dell'operatore economico.
Diversamente nell'ipotesi in cui, in uno dei settori a rischio, l'operatore economico debba accedere alla stipula di un contratto pubblico, ovvero a un subcontratto.
Si evidenzia come, in tal caso, l 'art. 29 del decreto-legge n. 90/2014, abbia sancito l'obbligo in capo alle stazioni appaltanti  di acquisire  la documentazione  antimafia ai fini della stipula di un contratto pubblico o dell'autorizzazione di un subcontratto unicamente  attraverso  la consultazione  delle white list .
Proprio al fine di evitare che eventuali ritardi nell'espletamento delle procedure d'iscrizione nei citati elenchi possano pregiudicare l'interesse (pubblico) della stazione appaltante all'esecuzione dell'appalto e quelli (patrimoniali) dell'impresa all'affidamento di una commessa pubblica, il legislatore ha ritenuto applicabili, anche ai fini dell'acquisizione della documentazione antimafia attraverso la consultazione delle white list , le disposizioni di cui all'art. 92 commi 2 e 3 del codice antimafia, secondo le modalità declinate dalla più volte richiamata circolare del marzo 2016.
Nella sostanza, le indicazioni fornite con la circolare, che hanno trovato successiva conferma nel D.P.C.M. 24 novembre 2016 (che ha modificato il D.P.C.M. 18 aprile 2013 al fine di adeguarne i contenuti all'art. 29 del decreto-legge 90/2014), prevedono che la stazione appaltante, nel caso in cui debba compiere le verifiche nei confronti di soggetti non iscritti nelle white list ma che abbiano presentato domanda d'iscrizione, sia tenuta a consultare la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia. Da tale momento si attiverà il termine di trenta giorni decorso il quale la medesima stazione appaltante sarà legittimata a procedere alla conclusione o approvazione del contratto anche in assenza dell 'informazione antimafia liberatoria e d'iscrizione nelle white list , fatte salve le cautele di legge in caso di successivo diniego».
 
Riferimenti normativi:
art. 1, commi 52 e ss., della L. 6 novembre 2012, n. 190 D.P.C.M. del 18.04.2013
art. 29 D.L. 90/2014, convertito in legge con modificazioni dalla L. 114/2014
art. 11 bis D.L. 78/2015, convertito in legge con modificazioni dalla L. 6 agosto 2015, n. 125
circolare del Ministero dell'Interno n. 11001/119/20(5) IV parte del 10 febbraio 2017

Data pubblicazione il 22/08/2013
Ultima modifica il 16/08/2017 alle 12:17

 
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