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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Parma

La tratta di esseri umani

NUMERO VERDE 800 290 290

La tratta o traffico degli esseri umani è un fenomeno tristemente noto nella storia dell'umanità, secondo modalità e contesti diversi, che si è drammaticamente riproposto in Europa soprattutto a seguito dei massicci fenomeni migratori da Est a Ovest e da Sud a Nord.

Affonda le sue radici nel lontano passato e si può ricollegare a quel più generale fenomeno della schiavitù che ha accompagnato i primi sviluppi del genere umano. In realtà, non si ha memoria di popolo o di civiltà che, nella sua storia, non si sia servito della schiavitù e molti secoli sono dovuti passare e molte sofferenze si sono dovute sopportare prima che le nazioni più avanzate ne impedissero con le leggi il suo utilizzo.

La schiavitù e la tratta degli esseri umani, in effetti, sono sempre andate di pari passo, tanto da apparire difficoltosa una differenziazione dei due fenomeni tra di loro. Avendo caratteristiche e connotazioni pressoché identiche, infatti, oggi, il termine tratta è comunemente accettato per definire un fenomeno che include il commercio abusivo e coercitivo, lo sfruttamento, in condizioni riconducibili a quelle di schiavitù, di individui che non sono necessariamente stranieri.

La sua caratterizzazione deve tener conto di diversi elementi, sintetizzati nella descrizione fornita all'art. 3 del Protocollo sulla tratta degli esseri umani (dicembre 2000), aggiuntivo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (2000): «"Tratta di persone" indica il reclutamento, trasporto, trasferimento, l'ospitare o accogliere persone, tramite l'impiego o la minaccia di impiego della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità o tramite il dare o ricevere somme di denaro o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha l'autorità su un'altra a scopo di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro forzato o prestazioni forzate, schiavitù o pratiche analoghe, l'asservimento o il prelievo di organi» .

Il traffico di esseri umani (trafficking in human beings) si distingue dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (smuggling of migrants), mirante a ottenere un beneficio dal trasporto e ingresso illegale di una persona in un altro Stato, mentre la tratta di esseri umani ricorre a metodi coercitivi o ingannevoli e mantiene le vittime in una condizione di schiavitù. In secondo luogo, la tratta di esseri umani non è legata solo al loro sfruttamento sessuale, ma comprende sfruttamento del lavoro, vessazioni domestiche, ricatti e violenze di ogni sorta. Ciò precisato, resta vero che in Italia la riduzione in schiavitù a fini di sfruttamento della prostituzione costituisce l'espressione statisticamente più massiccia della tratta.

La tratta di esseri umani a scopo di traffico di organi per trapianti illegali è una forma particolare di trafficking in person che rientra nella più ampia casistica della tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento e/o alla riduzione in schiavitù o in servitù.

Perché si possa parlare di tratta a scopo di traffico d’organi il reclutamento ed il trasporto dei “donatori” deve avvenire tramite l’impiego o la minaccia della forza o di altre forme di coercizione, di abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità. E’ invece ormai provata con certezza l’esistenza di un commercio internazionale di organi e di tessuti che coinvolge anche l’Italia, sia in forma di compravendita di organi tra adulti consenzienti, sia in forma di viaggi della speranza di benestanti occidentali che si recano nei paesi sottosviluppati per ricevere un trapianto illegale. Il traffico maggiore riguarda il rene perché più facile da espiantare e conservare e perché il donatore può continuare a vivere.

Bisogna quindi distinguere in maniera netta tra commercio illegale di organi e tratta a scopo di traffico d’organi:

- nel commercio illegale di organi lo spostamento riguarda solo gli organi acquistati, prelevati da vivente o da cadavere e destinati a diversi scopi (trapianti, riti religiosi);

- nella tratta, il reclutamento e il trasporto delle persone di cui vengono utilizzati gli organi avviene tramite l’impiego o la minaccia della forza o di altre forme di costrizione.

La complessità del fenomeno e le scarse evidenze empiriche non hanno permesso finora di provare l’esistenza di questa forma particolare di traffico d’organi nel nostro paese.

Nell'ambito del progetto europeo Equal: "Tratta No!", sono state adottate le "Linee guida per il trattamento dell’informazione in tema di tratta di esseri umani". Esse rappresentano un valido strumento per giornalisti e comunicatori di professione, una guida che li accompagni nel delicato compito di informare circa le violazioni che donne, uomini, bambini subiscono ogni giorno, vittime di un fenomeno che assume proporzioni sempre più preoccupanti.

Il documento, firmato e sottoscritto da esponenti del mondo del giornalismo, della comunicazione sociale e delle istituzioni, è un primo passo affinché si crei presso l'opinione pubblica una conoscenza reale del problema, oltre che un impegno da parte di tutti di utilizzare consapevolmente i termini esatti, senza generare sovrapposizioni che sarebbero nocive alla formazione di una società aperta e cosciente.

Il primo capitolo riguarda "La tratta di esseri umani". Cause del fenomeno della tratta di esseri umani sono individuabili:

nel processo di globalizzazione;
nello sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa;
nell'aumento della componente femminile nei flussi migratori.
La tratta di esseri umani è pertanto un fenomeno complesso, dato che lo spostamento, l'inganno e lo sfruttamento delle vittime non si realizza attraverso un processo lineare, ma si nasconde nei processi dell'immigrazione clandestina e nei circuiti del lavoro informale e non protetto del mercato del lavoro. Essa coinvolge diverse figure, aventi un diverso grado di responsabilità:

il trafficante,
lo sfruttatore,
la vittima.
Ma non sempre è agevole distinguere il livello di responsabilità di ciascuna delle tre figure. Infatti, un individuo può, a sua insaputa, diventare trafficante (quando, per es., aiuta un connazionale in un paese straniero a trovare persone disponibili a migrare per rispondere all'offerta di un lavoro); una vittima può diventare a sua volta trafficante o sfruttatore, e gli sfruttatori possono esserlo inconsapevolmente (come, per es., nel caso dei clienti di prostitute che senza saperlo si imbattono in una vittima di tratta).
La tratta di esseri umani provoca un danno, oltre che alla persona coinvolta, anche a tutta la comunità di appartenenza. È un fenomeno legato alle migrazioni: dietro ogni progetto migratorio vi sono aspettative e speranze individuali e collettive (della famiglia, della sua comunità ecc.). Quindi, ogni volta che un progetto è interrotto, ostacolato o impedito, si crea un meccanismo che farà soffrire altre persone (della stessa famiglia o della stessa comunità). La tratta di esseri umani va quindi combattuta perché, fra l'altro, essa "avvelena" le relazioni tra le persone; perché favorisce nuove ondate migratorie; perché promuove lo sfruttamento lavorativo; perché altera le regole della competitività nel settore produttivo.

Nel secondo capitolo si cerca di definire "La vittima di tratta". Mentre la tratta è un crimine o un reato o una violazione a danno di una persona, la facilitazione dell'immigrazione clandestina o irregolare (il così detto "contrabbando di persone"), configura un reato contro lo Stato. La definizione di tratta delinea i confini di questo reato, ma non definisce chiaramente chi sia la vittima di tratta. Per identificare correttamente la vittima di tratta, è quindi opportuno partire dalla "Dichiarazione delle Nazioni Unite dei principi fondamentali di giustizia per le vittime di crimini ed abusi di potere", del 1986, che così recita: "Per vittima intendiamo una persona che ha sofferto:

un danno fisico o mentale
una sofferenza emotiva
una perdita economica
una sostanziale violazione dei diritti fondamentali della persona".


Oltre a ciò va considerato che la condizione di vittima della tratta di esseri umani comporta sempre il verificarsi dei tre elementi che costituiscono il fenomeno:

lo spostamento della persona da un luogo ad un altro;
l'inganno o la forza con cui tale spostamento si compie;
lo sfruttamento che avviene a seguito dello spostamento.


"Come informare" è l'oggetto del terzo capitolo. Non essere in grado di riconoscere i confini della tratta fa sì che si utilizzino come sinonimi termini invece indicano fenomeni diversi (alimentando così stereotipi, false credenze, perdita di efficacia negli interventi di contrasto). Si tenga dunque presente che:

la tratta non è prostituzione, ma sfruttamento sessuale (laddove il corpo di una persona è utilizzato contro la sua volontà);
la tratta non è lavoro irregolare, ma sfruttamento del lavoro (laddove la persona si trova in condizioni di servitù, privata dei documenti e mantenuta in un continuo stato di vulnerabilità e di ricatto);
la tratta non è accattonaggio, ma sfruttamento di minore (laddove vi è la sottrazione di un minore alla famiglia per portarlo in altro paese, dove sarà costretto a chiede l'elemosina o a compiere reati come furto, contrabbando, spaccio);
la tratta non è pedofilia, ma sfruttamento sessuale di minore (laddove un minore è sottratto alla famiglia con false promesse, costretto a cedere il proprio corpo a scopi sessuali o a prestare la propria immagine a scopi pornografici).


Nell’ambito del progetto europeo Equal “Tratta no! Un altro punto di vista” è stato stilato un secondo documento di indirizzo, recante il titolo "Raccomandazione agli organi competenti nell'ambito della prevenzione e contrasto della tratta degli esseri umani per sfruttamento lavorativo."

Tale documento è stato redatto a conclusione di un percorso di approfondimento sul tema "Tratta e sfruttamento lavorativo" fenomeno in ordine al quale è opportuno acquisire maggiore conoscenza e consapevolezza.

Non esiste una sola ed univoca risposta al fenomeno della tratta, sia essa di donne, bambini o uomini. Il fenomeno vede la compartecipazione di numerosi attori con obiettivi contrastanti: le aspirazioni dei singoli individui ad una vita migliore, gli obiettivi dei gruppi criminali, il rispetto delle condizioni di legalità e di sicurezza dei singoli Paesi, obblighi umanitari.

Il fenomeno così complesso non può che trovare una soluzione concertata e condivisa ad ogni livello, al fine di favorire il contatto tra la vittima e tutti quei soggetti deputati all’assistenza; il Dipartimento per i Diritti e per le pari opportunità ha previsto un numero Verde antitratta. Si tratta di uno snodo importante della rete cittadina di protezione sociale alle vittime di sfruttamento. Per i compiti che assolve, infatti, il Numero verde entra in contatto con diversi attori sociali: in primo luogo con le persone che richiedono aiuto e intendono uscire dai circuiti di sfruttamento, in secondo luogo con gli operatori dei servizi sociali, con i rappresentanti delle Forze dell’ordine, con i gruppi di clienti che richiedono informazioni su varie tematiche (sovente in nome della persona trafficata) e con i cittadini che vivono nelle aree di insistenza della prostituzione.

Il Servizio NUMERO VERDE 800 290 290 avviato alla fine del luglio 2000 si compone di una postazione centrale (con personale attivo giorno e notte) e di 14 postazioni locali dislocate in diverse macro-aree a carattere regionale, ed interregionale, dove sono attivi contestualmente i progetti di protezione sociale.
Data pubblicazione il 22/04/2009
Ultima modifica il 29/04/2009 alle 13:17:30