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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Parma

Espulsioni

Dirigente Dell'Area:Dott. Alessandro Maria BARONI
Email Dirigente Dell'Area: alessandromaria.baroni(at)interno.it

Espulsioni

Responsabile del procedimento: Dott. Alessandro Maria Baroni, Vice Prefetto Aggiunto
Orari di ricevimento:
  • Lunedì dalle 09:00 alle 13:00
  • Giovedì dalle 09:00 alle 13:00
Ubicazione dell'Ufficio: Piano Terra - Palazzo di Prefettura

Il "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" prevede tre ipotesi di espulsione dello straniero extracomunitario presente irregolarmente nel territorio dello Stato:

l'espulsione amministrativa;

l'espulsione come misura sostitutiva o alternativa alla detenzione;

l'espulsione come misura di sicurezza.

 

L'espulsione amministrativa può essere disposta:

 

dal Ministro dell'Interno, quando ricorrano motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato. Il Ministro dell'Interno deve dare preventiva notizia al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Affari Esteri.

dal Prefetto quando:

- lo straniero abbia fatto ingresso nel territorio dello Stato eludendo i controlli di frontiera e non sia stato respinto;

- lo straniero abbia soggiornato nel territorio dello Stato senza aver fatto richiesta del permesso di soggiorno entro otto giorni dall'ingresso (salvo il caso in cui il ritardo non sia dipeso da cause di forza maggiore) o il permesso sia stato revocato, annullato o scaduto da oltre sessanta giorni;

- lo straniero sia suscettibile di misure di prevenzione, in quanto persona pericolosa;

lo straniero sia stato condannato in via definitiva per reati in materia di tutela dei diritti d'autore o reati quali la contraffazione, l'alterazione o l'uso di segni distintivi di opere dell'ingegno o di prodotti industriali ecc.

 

L'espulsione è adottata dal Prefetto con decreto contenente le motivazioni dell'espulsione, le modalità di impugnazione del provvedimento stesso. Il decreto deve essere tradotto, anche sinteticamente, in una lingua conosciuta dall'interessato o, qualora non sia possibile, in francese, inglese o spagnolo.

 

Contro il decreto di espulsione disposto dal prefetto è ammesso ricorso unicamente davanti al tribunale in composizione monocratica del luogo in cui ha sede l'autorità che ha disposto il provvedimento. Il termine è di 60 giorni dalla data di notifica dell'espulsione.

Il ricorso può essere presentato anche tramite la rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese di destinazione.

Il tribunale decide entro 20 giorni dal deposito del ricorso. La decisione può essere impugnata davanti alla Cassazione.

 

Il provvedimento di espulsione è sempre eseguito dal Questore con accompagnamento alla frontiera mediante la forza pubblica, eccezion fatta per lo straniero che si sia trattenuto nel territorio dello Stato con permesso di soggiorno scaduto senza aver provveduto a fare istanza di rinnovo. In tal caso l'espulsione contiene l'intimazione a lasciare il territorio dello Stato entro il termine di quindici giorni. Il Questore dispone l'accompagnamento immediato alla frontiera solo nel caso sussista il concreto pericolo che lo straniero si sottragga all'esecuzione dell'espulsione.

 

Quando non sia possibile provvedere con immediatezza all'espulsione con accompagnamento alla frontiera, il Questore dispone il trattenimento dello straniero in un centro di permanenza temporanea e di assistenza, per i seguenti motivi:

necessità di soccorrere lo straniero;

necessità di effettuare accertamenti in ordine alla nazionalità o identità;

necessità di acquisire documenti per il viaggio;

indisponibilità di mezzo di trasporto.

 

Il Questore trasmette, entro 48 ore, copia degli atti del provvedimento al Tribunale monocratico del luogo dove si trova il Centro.

Il giudice, se sussistono i presupposti per l'emanazione di una misura di espulsione amministrativa, convalida entro 48 ore il provvedimento di trattenimento nel Centro di permanenza temporanea, pena la cessazione di ogni suo effetto.

In caso di convalida del provvedimento di trattenimento adottato dal Questore, lo straniero è tenuto a restare nel centro di permanenza per 30 giorni. Il giudice può prorogare il termine di ulteriori 30 giorni nel caso risultasse difficoltoso l'accertamento della nazionalità o dell'identità dello straniero da espellere.

 

Lo straniero espulso non può rientrare nel territorio dello Stato, salvo il caso in cui sia munito di speciale autorizzazione del Ministero dell'Interno. Il divieto ha validità dieci anni.

In caso di violazione lo straniero è punito con l'arresto da sei mesi ad un anno ed è nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera.

 


Data pubblicazione il 17/04/2009
Ultima modifica il 17/04/2009 alle 16:32

 
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