Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Palermo

Evento a Villa Pajno 7 maggio 2018 "Buon Compleanno Vice Questore Aggiunto Antonino Cassarà"

COMUNICATO STAMPA
 
Gli studenti delle scuole di Palermo ricordano il Vice Questore Aggiunto Antonino Cassarà nel giorno del suo compleanno, dando voce alle sue parole.
 
Hanno partecipato, presenti i familiari dei poliziotti uccisi, gli studenti del Liceo Linguistico "Cassarà", del Liceo Scientifico "Benedetto Croce, del Liceo Classico "Garibaldi" , e del liceo Musicale Regina Margherita.
 
 
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Insieme, a Villa Pajno, si è festeggiato il compleanno del dott. Antonino Cassarà che oggi avrebbe compiuto 71 anni.
Ucciso dalla violenza mafiosa il 6 agosto del 1985 insieme al giovane agente Roberto Antiochia, cullato dalla dolcezza del canto e della musica, Cassarà vive attraverso le sue stesse parole cui hanno dato voce gli studenti delle scuole di Palermo.
Perché i martiri di mafia sopravvivono nel ricordo e nella proiezione dei valori etici che hanno incarnato.
È stata letta  l'intervista rilasciata nei giorni immediatamente successivi alla barbara uccisione avvenuta il 28 luglio 1985 del collega Commissario Montana, dirigente della Catturandi; Ninni Cassarà e Beppe Montana sono stati ricordati anche con le parole di Paolo Borsellino . Aspetto particolarmente significativo è stata la lettura da parte degli studenti del rapporto di polizia giudiziaria c/ Michele Greco + 160 , datato 13 luglio 1982, indirizzato al Procuratore della Repubblica e per conoscenza al Giudice Istruttore, 6^ sezione del Tribunale di Palermo, Giovanni Falcone.
Un rapporto che, nel delineare la pericolosità di cosa nostra in quegli anni e le ragioni della guerra di mafia allora in corso, pose le basi del maxi processo la cui impalcatura sarà rafforzata dalle successive dichiarazioni di Tommaso Buscetta.
Un importante documento investigativo frutto del lavoro della Squadra Mobile di Palermo, in cui c'è tutta l'anima e l'intuizione investigativa di Cassarà, e del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri di Palermo.
Il valore di Ninni Cassarà, di Beppe Montana è tutto racchiuso nelle parole della sentenza della Corte di Assise che individua e condanna i responsabili degli omicidi Montana, Antiochia e Cassarà.
Parole come pietre di cui il Prefetto ha dato lettura:
In particolare, con i gravi delitti dell'estate di quell'anno ( 1985 ) vennero azzerati i vertici dell'apparato investigativo della Squadra Mobile di Palermo attraverso   l' uccisione del commissario Montana e del vice capo Cassarà assieme all'agente Antiochia ed il tentato omicidio dell'agente Natale Mondo.
Trattasi di delitti la cui valenza strategica consistette nel tentativo di impedire la cattura dei boss latitanti, nonchè di eliminare avversari molto pericolosi per la loro capacità ed esperienza, decapitando le strutture investigative del capoluogo e riducendone considerevolmente le proprie capacità organizzative ed operative.
 
Era stato raggiunto lo scopo immediato di togliere dalla scena investigativa poliziotti tenaci e incorruttibili e perciò scomodi per l'associazione criminale.
 
Nella realtà investigativa della Palermo di quegli anni emerge un dato di cui moltissimi testi hanno parlato: la grande solitudine operativa, umana e civile nel loro lavoro del commissario Montana e del Vice Questore Cassarà, che solo nel raccordo con l'ufficio istruzione del Tribunale di Palermo avevano trovato il momento migliore per esprimere, oltre che la loro professionalità, anche la loro tensione morale e civile. Essi avevano rappresentato il braccio operativo delle scelte istruttorie e di indagine del giudice Falcone e degli altri componenti il pool dell'ufficio istruzione, prima diretto dal Consigliere Chinnici e poi dal Consigliere Caponnetto.
 
Con la loro azione, il dott. Montana e il dott. Cassarà avevano inciso profondamente all'interno della Questura di Palermo, introducendo nuovi metodi lavorativi e nuovi entusiasmi, accumulando conoscenze sul fenomeno criminale attraverso ricerche, indagini, intuizioni investigative, inserimento nel tessuto delinquenziale, tentando di infiltrare propri operatori (quali gli agenti Zucchetto e Mondo).
 
I due funzionari avevano innovato nei sistemi di ricerca dei latitanti, perchè ritenevano che essa dovesse essere svolta non solo con metodi assolutamente nuovi che richiedevano una specializzazione, ma soprattutto con impegno totale ed assorbente.
 
Il Questore ha sottolineato come la scelta del giorno del compleanno, per ricordare Ninni Cassarà, ne ravvivi la dimensione umana prima ancora di quella professionale. Ha confermato la profonda solitudine degli uomini delle istituzioni impegnati nella lotta alla mafia in un'epoca in cui "tutto era mafia". Il Dott. Cassarà e i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Palermo "erano soli ed erano bravi" ha detto il Questore, manifestando la propria gratitudine per il loro operato e dichiarando di avere tratto ispirazione dal loro esempio, umano e professionale, sin dai primi anni della propria carriera, operando in un contesto maggiormente favorevole grazie ad una sempre più marcata solidarietà nei confronti delle istituzioni da parte dei cittadini sempre più scossi dal tanto sangue versato per mano della mafia.
Lucido ed avvincente l'intervento del giornalista di Repubblica, Salvo Palazzolo, che ha ripercorso la cronaca di quegli anni, offrendo all'attenzione degli studenti storiche immagini di repertorio, l'omicidio di Stefano Bontade, la villa di fondo Micciulla luogo dei summit di mafia a disposizione degli Inzerillo, sequestrata da Giovanni Falcone, lì ritratto in foto. Oggi il luogo è divenuto sede di animazione degli scout.
Palazzolo ha anche fatto un immenso inaspettato regalo ai ragazzi ed ai familiari, proiettando un inedito video che riproduce la deposizione di Cassarà nel dibattimento per l'omicidio Chinnici innanzi al Tribunale nisseno, in cui delinea con pacatezza i rapporti tra i fratelli Salvo e i Greco di Ciaculli. Il giornalista, dialogando con i ragazzi, li ha esortati ad essere curiosi lettori della realtà, e per questo a ricercare nei volti, nelle carte e nei libri le parole che fanno rivivere questi eccellenti investigatori, non dimenticando come le propaggini di quella storia arrivino sino al nostro presente, attraverso interessi di natura economica.
 
Il Prefetto ha ringraziato i ragazzi per la loro partecipazione convinta all'iniziativa che "vuole essere ricordo che si fa memoria per una promessa di impegno a difesa sempre della legalità"
Sul luogo dove cadde ucciso da cosa nostra il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, il 3 settembre 1982 una mano ignota scrisse "qui muore la speranza dei palermitani onesti". "La speranza", ha detto il Prefetto, "non è morta e non deve morire mai, e per questo essa va alimentata con la conoscenza e la comprensione di quanto accaduto ieri e di quanto accade oggi."
E rivolgendosi ancora ai giovani ha dichiarato " Ecco voi stamani vi siete fatti protagonisti di un racconto, di una storia alla quale per la vostra giovane età non avete assistito. Voi avete stamani inaugurato un modo nuovo di studiare la storia, attraverso le parole e i volti dei poliziotti uccisi da cosa nostra, e scrivendo una pagina straordinaria, avete tenuto a battesimo un nuovo modo di fare memoria, raccontando con le loro stesse parole il contenuto di un impegno, di grandi intuizioni investigative, perché il loro sacrificio tracci un percorso di esempio da seguire.
"Siate sempre", ha concluso il Prefetto, "come nelle parole del grande Calamandrei il combustibile per far camminare quella meravigliosa macchina che è la nostra carta costituzionale, nume tutelare della nostra democrazia.
 
 
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Foto 05 - 7 maggio 2018 Foto 06 - 7 maggio 2018
 
 
 

Data pubblicazione il 07/05/2018
Ultima modifica il 09/05/2018 alle 17:09

 
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