Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Palermo

3 SETTEMBRE 2018 - CONVEGNO A CORLEONE - 36° ANNIVERSARIO ASSASSINIO PREFETTO CARLO ALBERTO DALLA CHIESA

3 SETTEMBRE 2018
36° ANNIVERSARIO DELL'ASSASSINIO DEL PREFETTO CARLO ALBERTO DALLA CHIESA
CONVEGNO A CORLEONE  PRESENTE IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO SEN. STEFANO CANDIANI
IL PREFETTO DI PALERMO LO RICORDA DANDO LETTURA DELLE SUE PAROLE RIPORTATE IN TALUNI DOCUMENTI CONSERVATI AGLI ATTI DELLA PREFETTURA
Img 1
  
Targa Commemorativa Prefetto Dalla Chiesa
 
Le parole del Prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa rivivono nel Complesso Monumentale Sant'Agostino di Corleone, nell'ambito del convegno dedicato alla sua memoria,  attraverso la lettura che il Prefetto di Palermo, Antonella De Miro, offre di taluni importanti  documenti conservati agli atti di ufficio in cui è condensata l'attività da Lui svolta in quei memorabili 100 giorni a Palermo, dal 1 maggio al 3 settembre 1982.
 
Il Prefetto De Miro ha fatto dono dei documenti ritrovati al Prof. Nando dalla Chiesa, il quale nel proprio intervento ha ricordato il padre, giovane Ufficiale che si offre volontario per contrastare il banditismo in Sicilia e, all'età di  29 anni, il 3 settembre 1949 assunse a Corleone e il Comando della Squadriglia delle Forze di Repressione. Una scelta anche sotto il profilo personale difficile, ma condivisa con la giovane moglie Dora, allora incinta del figlio che il padre rivedrà dopo 9 mesi dalla nascita.
 
All'iniziativa erano presenti il Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Interno, Sen. Stefano Candiani, il Comandante Interregionale dell'Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Luigi Robusto, il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Gen. Brig. Riccardo Galletta, il Questore, Dr. Renato Cortese, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Antonio Di Stasio e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Gen. Brig. Giancarlo Trotta.
Numerosissimi i giovani del posto e presenti anche 40 studenti universitari di Milano, partecipi del progetto "Università itinerante" accompagnati dal Professore dalla Chiesa.
 
Il convegno, organizzato dalla Legione Carabinieri "Sicilia", terzo appuntamento annuale di memoria, ha avuto luogo nel bellissimo chiostro del complesso monumentale dove la Commissione Straordinaria del Comune ha promosso e realizzato anche una interessante mostra fotografica, relativa al periodo 1949/50, durante il quale l'allora Capitano dalla Chiesa fu impegnato a lottare il banditismo e, nel contrastare la criminalità mafiosa, individuò in Luciano Leggio il responsabile dell'omicidio del sindacalista Placido Rizzotto.
 
L'incontro è stato preceduto dalla cerimonia di intitolazione della Sala conferenze, ubicata all'interno dello stesso Complesso Monumentale, con scopertura della targa dedicata a "Carlo Alberto dalla Chiesa Prefetto della Repubblica Generale dei Carabinieri", quale segno indelebile di memoria e di omaggio ad un esemplare servitore dello Stato.
 
Relatori, oltre al Prefetto De Miro ed al Prof. dalla Chiesa, il Presidente della Corte di Appello, Dr. Matteo Frasca e l'Arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, il convegno ha visto l'ampia partecipazione di numerosi giovani studenti delle scuole del territorio corleonese nonché studenti dell'Ateneo di Milano, allievi del Prof. Nando dalla Chiesa, partecipanti ad un progetto di Università itinerante sul tema della "legalità difficile". Il giornalista Salvo Palazzolo ha moderato gli interventi .
 
Le parole del Prefetto dalla Chiesa rivelano l'attualità della sua analisi del fenomeno mafioso e la sua modernità, nella lettura del verbale di Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica del 31 maggio 1982, in cui dichiara : " la mafia non è soltanto criminalità organizzata e presenta collegamenti con vari gruppi ed apparati compreso quello statale...per combattere la mafia occorrono più che mezzi straordinari unitarietà di intenti, intelligenza e fantasia...sottolineando la necessità di un colloquio costruttivo fra tutti coloro che sono chiamati a concorrere alla lotta alla mafia con impegno e senza alcun desiderio di primeggiare l'uno sugli altri, è meglio essere mezzofondisti che centometristi . Solo così potranno raggiungersi risultati positivi e sarà possibile così restituire fiducia ai cittadini ed accrescere la credibilità dello Stato".
 
Dalla Chiesa, ha ricordato il Prefetto di Palermo, è morto per incarnare i valori supremi di uno Stato di diritto e il suo messaggio è ancora attuale, per lo spessore etico e l'autorevolezza dell'uomo di Stato che si mette al servizio del Paese per la tutela della sicurezza, della libertà, della democrazia, in nome del popolo italiano .
 
Il potere è solo quello dello Stato, delle Istituzioni e della legge - dirà ai  Maestri del lavoro nel discorso del 1° Maggio 1982 - ma è anche un verbo, come poter guardare in viso i nostri figli senza avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa.  Il Prefetto De Miro nel suo intervento lo ricorda,  delineandone lo spessore etico di uomo coraggioso, con un fortissimo senso del dovere e dell'onore, un uomo tutto d'un pezzo, capace di una smisurata passione civica, e con una elevatissima capacità di analisi che punta ad avere una visione di insieme degli accadimenti criminali: dalla Chiesa vuol conoscere lo spessore delle famiglie mafiose e le dinamiche al loro interno, le relazioni di affari, gli interessi economici, gli investimenti, il loro proiettarsi in nuove attività.
 
Il Prefetto dalla Chiesa aveva compreso che la mafia che investe il danaro proveniente dalla droga, rispetto ai primi anni '70, aveva fatto il salto di qualità, aveva sviluppato nuove e più ampie alleanze, quelle alleanze che si cementano in nome degli affari, e che in nome del danaro e di nuovi scenari di investimento cosa nostra ha già travalicato la stretta dimensione regionale.
 
Egli ben sapeva che cosa nostra uccide in nome di una strategia volta a farle conquistare in un territorio posizioni di dominio sugli uomini e sugli affari, vittime ed affari vanno a braccetto e per questo il Prefetto dalla chiesa punta sulla importanza delle indagini bancarie, chiedendo il coinvolgimento della Guardia di Finanza in ogni indagine sui crimini mafiosi che insanguinavano all'epoca Palermo e la provincia . Il Prefetto vuol far sul serio, non punta solo sul rafforzamento dei posti di blocco e del controllo del territorio, ma vuol seguire i soldi e trovandoli colpire i santuari mafiosi, le collusioni e le coperture: questo emerge chiaramente dai documenti presentati.
 
Infine, è stato pure ricordato, che dalla Chiesa ha espresso una innovativa volontà e capacità di aggregare consenso in maniera sistemica per creare un fronte unito di lotta alla mafia. Amico del Cardinale Pappalardo che sostiene la denuncia da parte della Chiesa palermitana, ha incontrato gli studenti, i genitori e i ragazzi della Lega contro la droga,i sindacati e gli operai dei cantieri navali.
 
A conclusione del seminario ha preso la parola il Sottosegretario di Stato Sen. Candiani, il quale nell'esprimere commosso parole di affettuosa vicinanza al figlio Nando e ai familiari di tutte le vittime di mafia, ha voluto ribadire l' importanza di contrastare la cultura mafiosa  ed ha assicurato il convinto impegno del Governo nella lotta alla mafia, cui andranno estirpate tutte le radici per assicurare libertà e pienezza dei diritti ai cittadini.
 
Infine, all'interno del Chiostro del complesso monumentale, sono risuonate le note musicali dell'esibizione strumentale di un gruppo di studenti delle scuole di Corleone.
 
 
 
Prefetto img 7
Img 3 Img 4
Img 5 Img 6
img 10 Img 8
Sottosegretario Candiani img 11
 
 
 
  
 
 

Data pubblicazione il 04/09/2018
Ultima modifica il 07/09/2018 alle 13:24

 
Torna su