Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Napoli

F.A.Q.

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  • Assegni Bancari

  • [20/04/2009 09:55] L’archiviazione disposta dal Prefetto comporta la cancellazione del protesto dal bollettino?
    No, per la cancellazione del protesto l'interessato deve iniziare la procedura di riabilitazione in Tribunale che non può essere intrapresa prima di 12 mesi dalla data di emissione dell'assegno.
  • [20/04/2009 09:55] Si può chiedere il pagamento rateale?
    Si presentando una richiesta in carta semplice al competente ufficio
  • [20/04/2009 09:54] Cosa deve fare chi riceve l’ordinanza del Prefetto?
    Il comma 6 dell'art 8 bis prevede che si applicano, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I della 689/81 e successive modificazioni, in quanto compatibili, per cui contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento gli interessati possono proporre opposizione davanti al giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione individuato a norma dell'articolo 22-bis (quindi il giudice di pace), entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento. Oppure può chiedere di poter pagare a rate secondo le modalità di cui all'art. 26 della legge 689/81.
  • [20/04/2009 09:53] Entro quanto tempo il Prefetto deve emettere l’ordinanza?
    Recentemente la Corte di Cassazione in sezioni riuniti con sentenza 27 aprile 2006, n. 9591 ha stabilito che l'ordinanza debba essere emessa e notificata entro il termine di prescrizione di cinque anni dalla commissione della violazione, stabilito dall'art. 28 legge 689/81.
  • [20/04/2009 09:51] A quanto ammontano le sanzioni?
    Le sanzioni sono molto alte (minimo 516 €) gli importi sono indicati nel verbale e dipendono sia dal tipo di violazione che dall'importo dell'assegno, se vi è reiterazione cioè se il trasgressore è incorso nei 5 anni precedenti in un'altra violazione della stessa indole (art. 8 bis l 689/81) le sanzioni sono raddoppiate. La legge prevede anche sanzioni accessorie la più comune è il divieto di emettere assegni da un minimo di 2 ad un massimo di 5 anni. Le sanzioni accessorie non sono discrezionali, cioè vanno sempre applicate se è accertata la violazione, sono sempre previste ad eccezione per la violazione dell'art. 2 ( assegno senza provvista) se l'importo è inferiore a 2.582,28 €.
  • [20/04/2009 09:51] Dimostrando il pagamento dell’ assegno, si può ottenere l’archiviazione ?
    E’ possibile, se la violazione attiene all’emissione di assegni senza provvista (art 2)e se viene prodotta la quietanza liberatoria con firma autenticata del portatore del titolo (cioè il beneficiario prenditore oppure dell'ultimo giratario) in cui viene dichiarato che il titolo, interessi, penale ed eventuali spese di protesto sono state pagate. No, se si tratta, invece, della violazione prevista dall'art. 1 (senza autorizzazione) pertanto il prefetto emette ordinanza ingiunzione motivata.
  • [20/04/2009 09:50] Cosa fa il Prefetto dopo aver ricevuto il rapporto o la comunicazione equivalente della banca?
    Entro novanta giorni dalla ricezione del rapporto o dell'informativa il prefetto notifica all'interessato un verbale contenete gli estremi della violazione a norma dell'articolo 14 della legge 689/81. Se l'interessato risiede all'estero il termine per la notifica è di trecentosessanta giorni. Nel verbale viene ricordato che l'interessato, entro trenta giorni dalla notifica, può presentare scritti difensivi e documenti, con lo scopo o di ottenere l'archiviazione del procedimento oppure, ad esempio, l’irrogazione di una sanzione pecuniaria limitata al minimo previsto dalla norma. Il prefetto, dopo aver valutato le deduzioni presentate, determina, con ordinanza motivata, la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge il pagamento, insieme con le spese, ovvero emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti (art.8 bis co 5).
  • [20/04/2009 09:50] In caso di emissione di assegni senza provvista (art.2) a chi spetta il compito di comunicare al pubblico ufficiale che ha levato protesto che l’assegno è stato pagato al portatore nei termini di legge?
    E' compito dello stesso traente che, per impedire la trasmissione del rapporto al Prefetto, deve fornire la prova dell'avvenuto pagamento al pubblico ufficiale tenuto alla presentazione del rapporto mediante quietanza del portatore con firma autenticata ovvero, in caso di pagamento a mezzo di deposito vincolato, mediante attestazione della banca comprovante il versamento dell'importo dovuto. Questo è un ulteriore motivo per preferire il pagamento con deposito vincolato. Pochi sanno che è necessario fare questo ulteriore adempimento; non esiste alcun obbligo da parte dell'Istituto trattario di dare questa informazione al traente. Alcune banche, però, provvedono ad informare il cliente, altre comunicano d'ufficio, al pubblico ufficiale che ha levato il protesto, del pagamento effettuato con deposito vincolato.
  • [20/04/2009 09:49] Come si attiva il procedimento sanzionatorio?
    La materia è regolata dall'art. 8 bis della legge 386/90 con due modalità differenti: 1) Nei casi previsti dall'articolo dell'art. 1 (senza autorizzazione) il pubblico ufficiale (Notaio, segretario comunale o Banca d'Italia nella maggior parte dei casi) che ha levato il protesto trasmette il rapporto di accertamento della violazione al Prefetto territorialmente competente. Nei casi in cui non si leva il protesto è la banca ( trattario) ad informare il Prefetto. 2) Nei casi previsti dall'articolo 2 (senza provvista), il trattario dà comunicazione del mancato pagamento al pubblico ufficiale che deve levare il protesto o effettuare la constatazione equivalente; il pubblico ufficiale se non gli viene comunicato che è stato effettuato il pagamento dell'assegno nel termine previsto dall'articolo 8, trasmette il rapporto di accertamento della violazione al prefetto territorialmente competente. Nei casi in cui non si leva il protesto o non si effettua la constatazione equivalente è la banca ( trattario) che decorso inutilmente il termine previsto dall'articolo 8 (60 gg.) informa direttamente il prefetto territorialmente competente.
  • [20/04/2009 09:49] Come fa il traente a pagare l’assegno dopo il protesto ed evitare l’applicazione delle sanzioni amministrative?
    Limitatamente all’ ipotesi di emissione di assegno senza provvista , se il traente effettua il pagamento mediante "deposito vincolato a portatore del titolo presso lo stabilimento trattario" entro 60 giorni dalla di presentazione del titolo, la banca provvede a pagare chi detiene l'assegno e rilascia una ricevuta al traente che deve comunicarla al pubblico ufficiale che ha levato il protesto per impedire la comunicazione al Prefetto. Se, invece, ha effettuato il pagamento "nelle mani del portatore del titolo" deve farsi rilasciare "quietanza con firma autenticata" cioè una dichiarazione liberatoria in cui il beneficiario o l'ultimo giratario dell'assegno (portatore) dichiara di essere stato soddisfatto nei termini di legge ( art. 8) e deve consegnare tale documento allo stabilimento trattario al pubblico ufficiale che ha levato il protesto per impedire la comunicazione al Prefetto.
  • [20/04/2009 09:48] Cosa succede se avviene l’iscrizione nella CAI e come si fa a sapere se è avvenuta l’iscrizione?
    L’iscrizione determina la revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni. Una nuova autorizzazione non può essere data prima che sia trascorso il termine di sei mesi dall'iscrizione nell'archivio. La revoca comporta anche il divieto, della durata di sei mesi, per qualunque banca e ufficio postale di stipulare nuove convenzioni di assegno con il traente e di pagare gli assegni tratti dal medesimo dopo l'iscrizione nell'archivio, anche se emessi nei limiti della provvista. Pertanto chi, nel periodo di iscrizione alla C.A.I., emette un assegno viola l'art. 1 della legge 386/90 cioè emette "un assegno senza autorizzazione del trattario" ovvero in presenza della c.d. "revoca di sistema". In caso di protesto per mancanza totale o parziale di fondi, la banca è obbligata a revocare ogni autorizzazione a emettere assegni e deve chiedere la restituzione dei moduli di assegno non utilizzati, pertanto, deve inviare una comunicazione (preavviso di revoca) al domicilio eletto (cioè indicato dal traente al momento della convenzione assegni) con lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione si ha per effettuata ove consti l'impossibilità di eseguirla presso il domicilio eletto ( art. 9 bis co 4), in altre parole si considera effettuata anche se torna indietro ad esempio con la dizione "sconosciuto". Infatti eventuali variazioni del domicilio eletto debbono essere comunicate (dal traente) con dichiarazione presentata direttamente alla banca o all'ufficio postale, ovvero mediante telegramma o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, o con altro mezzo concordato dalle parti, di cui sia certa la data di ricevimento (art. 9 ter). Nella raccomandata di preavviso di revoca deve essere chiarito che: 1) scaduto il termine indicato nell'articolo 8 (60 giorni) senza che il traente abbia fornito la prova dell'avvenuto pagamento del titolo, il suo nominativo sarà iscritto nell'archivio C.A.I.; 2) che dalla stessa data gli sarà revocata ogni autorizzazione ad emettere assegni anche di altre banche senza ulteriore comunicazione; 3) ed inoltre, se non effettua il pagamento, dovrà restituire tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche o uffici postali che li hanno rilasciati.
  • [20/04/2009 09:48] Assegno senza provvista significa assegno a vuoto?
    Assegno senza provvista, a vuoto o scoperto indicano la stessa cosa, la legge usa però il termine "senza provvista".
  • [20/04/2009 09:47] E’ obbligatoria la data sull’ assegno?
    Si, la mancanza della data o la sua incompletezza rendono l'assegno non valido. La data deve essere quella di emissione effettiva, salvo i casi ammessi dalla legge. L'indicazione di una data futura attribuisce all'assegno una funzione cambiaria o creditizia non ammessa dalla legge. L' "assegno senza data” vale invece come mera "promessa di pagamento" e diventa assegno a tutti gli effetti se il portatore del titolo mette una data di suo pugno.
  • [20/04/2009 09:46] E’ pagabile un assegno decorsi i termini di presentazione?
    E’ possibile se non c'è stato un ordine di non pagare da parte del traente al trattario (art. 35 R.D. 1736/1933). Non è possibile se è stata revocata l'autorizzazione anche se è stato presentato nei termini e se ci sono fondi disponibili (art. 9 co 4 L. 386/90).
  • [20/04/2009 09:36] Quali sono le norme che regolano la materia degli assegni emessi senza autorizzazione o senza provvista?
    La materia è regolata dal R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736 (Disposizioni sull'assegno bancario, sull'assegno circolare e su alcuni titoli speciali dell'Istituto di emissione, del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia) e successive modifiche. Successivamente è stata emanata la Legge 15.12.1990 n. 386 "Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari." modificata dal D.L.vo 30 dicembre 1999 n. 507 . Le modifiche più importanti sono state: 1) la depenalizzazione del reato di emissione di assegno senza autorizzazione del trattario (art. 1) e del reato di emissione di assegno senza provvista (art. 2). 2) E’ stata inoltre istituita la Centrale di Allarme Interbancaria (C.A.I.). 3)E’ stata introdotta la competenza del prefetto del luogo di pagamento dell'assegno (cioè della provincia in cui ha sede la banca indicata nell'assegno stesso) per l'emanazione delle sanzioni amministrative.
  • [20/04/2009 09:34] La dichiarazione liberatoria rilasciata dal creditore al fine di evitare l’iscrizione del nominativo del traente nei registri CAI, deve essere autenticata e da chi?
    Nell’ ipotesi di commissione dell’ illecito sanzionato dall'art. 2 della legge 386/90, assegno emesso in difetto di provvista (comunemente detto a vuoto), il pagamento tardivo entro 60 giorni compresa la penale del 10% impedisce l'iscrizione nella CA.I. e l’irrogazione delle sanzioni amministrative. La legge prevede due forme di pagamento del titolo, se effettuato direttamente nelle mani del portatore, occorre che la liberatoria sia autenticata. L'autentica va fatta da un notaio ma anche in Comune. Non può essere fatta la autenticazione in forma semplificata come previsto nel d.p.r. 445/2000. Tale dichiarazione autenticata va portata in banca entro 60 giorni (dal termine di validità del titolo) altrimenti avviene l'iscrizione nella C.A.I. e non può essere impedita l'emissione della sanzione amministrativa da parte del Prefetto. Una soluzione alternativa può essere quella di fare un deposito vincolato a favore del beneficiario o ultimo portatore del titolo presso la filiale della propria banca, (in questo modo si risparmiano le spese di autentica della firma). (Il traente dovrà poi inviare copia dell'attestato di deposito al notaio se vi è stato protesto.) La banca provvederà a versare l'importo e naturalmente dovrà essere restituitoò quanto ha già incassato.
  • Protocollo di legalità in materia di appalti pubblici

  • [02/12/2009 09:44] Art. 2, lett. h), n. I, del Nuovo Protocollo di Legalità, in tema di “conti dedicati”. Appalto pubblico relativo al servizio di trasporto ferroviario regionale. (Quesito posto dalla Regione Campania in data 9 settembre 2009)
    In tema di appalto per il servizio di trasporto ferroviario regionale con Trenitalia S.p.A., deve ritenersi pienamente applicabile la disposizione di cui all’art. 2 lett. h, n. I, in quanto scopo della disposizione è quello di consentire il capillare controllo e la tracciabilità delle movimentazioni delle somme di denaro connesse alla prestazione del servizio oggetto di appalto. In tal senso l’istituzione dei suddetti conti dedicati è finalizzata anche a garantire la piena ottemperanza ai collaterali obblighi di comunicazione mensile per via telematica alla banca dati della Camera di Commercio delle movimentazione finanziarie e di comunicazione dei dati relativi ai soggetti intermediari bancari, ove vi si faccia ricorso nella gestione del servizio. In assenza di forme speciali di registrazione e controllo della contabilità della impresa aggiudicataria, non appare possibile derogare alle clausole previste in tema di conti dedicati dal Protocollo di Legalità sugli appalti.
  • [02/12/2009 09:43] Art. 2, lett. h), n. I, del Nuovo Protocollo di Legalità, in tema di “conti dedicati”. Appalto pubblico di servizi in concessione delle pubbliche affissioni. (Quesito posto dal comune di Piano di Sorrento in data 9.11.2009)
    Quando la procedura di appalto ha ad oggetto l’affidamento dei servizi in concessione delle pubbliche affissioni e di altri servizi ad un unico concessionario, che dovrà procedere alla riscossione dell’imposta di pubblicità e del canone di occupazione permanente degli spazi ed aree pubbliche, per il tramite di distinti e separati conti correnti postali intestati al concessionario, all’uopo destinati, oltre ad altre entrate per contanti, utilizzando appositi bollettari, la previsione di conti correnti postali separati dove far confluire le somme riscosse a titolo di imposta di pubblicità o di canone di occupazione non appare compatibile con le disposizioni in tema di “conto dedicato” previste dal Nuovo Protocollo di Legalità, né può ritenersi surrogatoria di queste. Si rappresenta che i conti correnti che saranno accesi dal concessionario potranno assumere qualifica di “conto dedicato” ove presentino le specifiche di cui all’art. 2 lett. h) n. I del Nuovo Protocollo di Legalità, e, nella specie: - siano esclusivamente dedicato agli incassi delle imposte e canoni relativo al servizio affidato, da versarsi con bonifico bancario ove di importo superiore a tremila euro; - siano accesi presso un intermediario bancario; - abbiano la specifica denominazione di “protocollo di legalità con la Prefettura di Napoli”. Inoltre, alcun problema di applicabilità delle disposizioni del Nuovo Protocollo di Legalità dovrebbe sorgere quanto alla riscossione delle altre entrate per contanti e mediante utilizzo di appositi bollettari, riferibili a “versamenti di importo minimo ed occasionali” e dunque presumibilmente di importo inferiore alla soglia dei tremila euro.
  • [02/12/2009 09:43] Art. 2, lett. c), punto III, del Protocollo di Legalità in materia di Appalti. Recesso o risoluzione del contratto di appalto in presenza di informazioni interdittive. Applicabilità della clausola penale. (Parere reso in data 17 settembre 209 su richiesta del Ministero dell’Interno).
    Il Protocollo di Legalità in materia di appalti prevede all’art. 2, lett. c), punto III, che, “qualora siano acquisite informazioni antimafia dal valore interdittivo”, oltre a rendersi operativa una specifica clausola di risoluzione del contratto di appalto, a carico della dell’impresa nei cui confronti siano acquisite le informazioni interdittive “dovrà essere applicata anche una penale a titolo di liquidazione del danno – salvo comunque il maggior danno – nella misura del 10% del valore del contratto…”. A tale impegno la stazione appaltante dà attuazione, ai sensi dell’art. 8 del suddetto Protocollo, mediante la previsione di una specifica clausola, da riportarsi nel bando di gara, come dalla previsione di cui all’art. 8, sub clausola n. 4, del Protocollo di Legalità in tema di appalti. In assenza di inserimento della citata clausola nel contratto di appalto, ab origine o per effetto di successive modifiche convenzionali, e dunque della conclusione dell’accordo negoziale sullo specifico punto, ciò che costituisce fonte del potere irrogativo della sanzione contrattuale, la stazione appaltante non può procedere ad applicare alcuna penale nei confronti dell’impresa destinataria di informazioni interdittive.
  • [02/12/2009 09:41] Art. 2, lett. c), punto III, del Protocollo di Legalità in materia di Appalti. Risoluzione del contratto di appalto. Applicabilità della clausola penale. (Quesito posto dal comune di Pimonte il 9 novembre 2009).
    Al di là dell’intervenuto esercizio del diritto di recesso ai sensi dell’art. 134 del D. L.vo 12.04.2006 n. 163 del contratto di appalto - e della conseguente pratica inapplicabilità della clausola risolutiva espressa, essendo il rapporto contrattuale già interrottosi per motivi diversi - in presenza di informazioni interdittive comunicate dalla Prefettura ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 252/1998 nei confronti della società contraente XXX deve trovare piena applicazione la specifica clausola penale di cui all’art. 2, lett. c), punto III del Nuovo Protocollo di Legalità, prevista a titolo di risarcimento del danno – salvo l’eventuale ulteriore danno subito dall’ente appaltante – nella misura del 10% del valore del contratto ovvero, quando l’importo non sia determinato o determinabile, pari al valore delle prestazioni al momento eseguite, direttamente applicabile dall’ente appaltante detraendo l’importo dalle somme dovute in relazione alla prima erogazione utile Invero, la previsione della clausola penale è ipotesi aggiuntiva (come si desume dall’utilizzo dell’avverbio “anche” e dall’essere oggetto di autonoma previsione), ma non subordinata, alla clausola risolutiva espressa di cui al citato art. 4 dello schema di contratto previsto dal Nuovo Protocollo di Legalità.
  • [13/11/2009 12:30] Appalto pubblico di servizi assicurativi. Applicabilità delle disposizioni del Nuovo Protocollo di Legalità (Quesito posto da IACP Napoli il 14.10.2009)
    (Quesito posto da ASL NA 2 NORD in data 14.10.2009) 1. La circostanza del possesso dell’autorizzazione del Ministero dell’Industria o della sottoposizione al controllo dell’Isvap all’esercizio dell’attività assicurativa delle imprese da invitare (o partecipanti) alla gara di appalto pubblico di servizi di assicurazione non consente all’ente appaltante di derogare alla disposizione di cui all’art. 2 lett. a) del Protocollo di Legalità, che prevede, prima della stipula del contratto di appalto, l’obbligo di acquisire dalla Prefettura di Napoli le informazioni antimafia di cui all’art. 10 del D.P.R. n. 252/1998 sul conto delle imprese interessate. Nel caso di specie non ricorrono le condizioni per l’applicazione della disciplina derogatoria di cui all’art. 2, lett. b), del citato D.P.R. n. 252/1998, non rientrando le condizioni ed i requisiti per l’accesso all’attività assicurativa richiesti dal D. Lgs. 7 settembre 2005 n. 209 (Codice delle assicurazioni private) tra “i particolari requisiti di onorabilità tali da escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di divieto previste dall’art. 10 della legge 31 maggio 1965 n. 575”. La verifica da parte dell’ISVAP, tra gli altri, dei requisiti di onorabilità di coloro che svolgono funzioni di amministrazione dell’impresa e dei titolari delle partecipazioni rilevanti è essenzialmente funzionale a garantire standard di corretta gestione dell’impresa di assicurazione, per l’impatto sociale che i servizi offerti hanno sul mercato. Inoltre, investe solo coloro che svolgono funzioni di amministrazione dell’impresa ed i soggetti titolari di partecipazioni rilevanti nella stessa. In ragione del limitato spettro applicativo della verifica di onorabilità e del descritto peculiare orientamento funzionale di questa, l’attività di controllo e vigilanza prevista dal D. Lgs. n. 209/2005 non può ritenersi assorbente – e, dunque, tale da giustificare una deroga ai sensi dell’art. 2, lett. b), del D.P.R. n. 252/1998 - rispetto all’obbligo di acquisire le informazioni antimafia di cui all’art. 10 del medesimo D.P.R. n. 252/1998 sul conto delle imprese interessate all’appalto. (Quesito posto da IACP Napoli in data 4.09.2009) 2. La clausola n. 8 del Nuovo Protocollo di Legalità, da predisporsi ed inserirsi a cura della stazione appaltante nel bando di gara ed oggetto di specifica sottoscrizione, prevede l’obbligo per l’impresa aggiudicataria di “effettuare gli incassi ed i pagamenti di importo superiore ai tremila euro, relativi ai contratti di cui al protocollo, attraverso conti dedicati accesi presso un intermediario bancario ed esclusivamente tramite bonifico bancario”. La citata disposizione trova applicazione anche nelle ipotesi in cui il capitolato di gara preveda la cd. clausola broker, per la quale la stazione appaltante è tenuta a pagare i premi assicurativi esclusivamente a soggetto intermediario (broker assicurativo), già aggiudicatario di servizio di consulenza, il quale, dedotte le proprie competenze, riconosce la restante parte all’assicuratore. Invero, il pagamento del premio assicurativo effettuato nelle mani di soggetto intermediario deve essere ritenuto connesso con la prestazione del servizio di assicurazione. (Quesito posto da IACP Napoli il 14.10.2009) 3. Quando soggetto affidatario del servizio di assicurazione è un broker assicurativo che, in esecuzione del contratto di appalto, quale destinatario dei pagamenti dei premi assicurativi da parte della stazione appaltante, è già tenuto alla accensione di un conto separato dove far confluire i premi incassati ed i risarcimenti/pagamenti effettuati ai sensi dell’art. 117 del D.L.gs. 209/2005, il conto separato, acceso ai sensi dell’art. 117 del D. L.gs. n. 209/2005, potrà assumere anche qualifica di “conto dedicato” ove presenti tutte le specifiche di cui all’art. 2 lett. h) n. I del Nuovo Protocollo di Legalità, e, nella specie: - sia esclusivamente dedicato agli incassi e pagamenti, mediante bonifico bancario, relativi ai servizi connessi alla prestazione del servizio oggetto di appalto; - sia acceso presso un intermediario bancario; - abbia la specifica denominazione di “protocollo di legalità con la Prefettura di Napoli”.
  • [29/10/2008 10:15] Art. 118 del D. L.vo n. 163/2006. Eventuale derogabilità, in termini più restrittivi, per le imprese aggiudicatarie nelle procedure di appalto gestite da enti sottoscrittori del Nuovo Protocollo di Legalità (quesito posto dall’ACEN)
    Il comma 8 dell’art. 118 del D. L.vo n. 163/2006 prevede per la stazione appaltante un termine di giorni trenta, prorogabile una sola volta in presenza di giustificati motivi, per la formazione del silenzio-assenso sul provvedimento di rilascio della autorizzazione al subappalto od al cottimo. Per i subappalti o cottimi di importo inferiore al 2 per cento dell'importo delle prestazioni affidate o di importo inferiore a 100.000 euro, i termini per il rilascio dell'autorizzazione da parte della stazione appaltante sono ridotti della metà. La richiamata disposizione di cui all’art. 2 comma 2 lett. c) del Protocollo di Legalità sugli appalti non disciplina la formazione del silenzio-assenso sulla autorizzazione al subappalto od ai cottimi, che spetta alla stazione appaltante e segue le norme vigenti in materia di appalti pubblici, ma indica un termine procedimentale di giorni quarantacinque, decorrenti dalla richiesta delle informazioni antimafia, per il rilascio di tale autorizzazione (salvo il rilascio immediato nei casi di urgenza) “nelle more del rilascio del provvedimento prefettizio”. In ogni caso la norma prevede l’impegno della stazione appaltante ad inserire nel bando di gara “una specifica clausola che preveda espressamente la risoluzione immediata ed automatica del vincolo contrattuale” in ipotesi di acquisizione di informazioni antimafia dal valore interdittivo. L’eventuale formazione del silenzio-assenso ai sensi dell’art. 118 del codice degli appalti sulla autorizzazione ai subappalti ed ai cottimi è dunque suscettibile di possibile caducazione per effetto della sopravvenuta acquisizione di informazioni antimafia di tipo interdittivo, sia che esse intervengano nel termine di cui all’art. 118 D. L.vo n. 163/2006 ovvero in ipotesi di successiva acquisizione. Ne deriva la piena compatibilità delle disposizioni del Protocollo di Legalità sugli appalti con la disciplina generale in tema di appalti pubblici nella previsione dei termini per la formazione del silenzio assenso. Le considerazioni svolte devono chiaramente riferirsi anche alle ipotesi di appalti sotto-soglia comunitaria indicati nell’art.3 del Protocollo di Legalità sugli appalti.
  • [29/10/2008 10:14] Informazioni atipiche di tipo interdittivo che riguardino un solo componente dell’ATI ovvero di un consorzio aggiudicatario dell’appalto. Regime applicabile (quesito posto dall’ACEN).
    La disciplina del Protocollo di Legalità sugli appalti è di tenore generale nella previsione del divieto per la stazione appaltante di stipula del contratto di appalto in ipotesi di informazioni di tipo interdittivo ex art. 10 comma 9 del D.P.R. n. 252/1998. Di seguito si riporta l’orientamento giurisprudenziale formatosi sul tema (T.A.R. Sicilia Palermo, sez. I, 21 febbraio 2001, n. 291). “Se è vero che, ai sensi dell'art. 10 comma 2 D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252 - recante norme regolamentari per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia - le amministrazioni non possono fra l'altro stipulare contratti quando, a seguito delle verifiche disposte dal prefetto, emergono elementi relativi a tentativi d'infiltrazione mafiosa nelle società o imprese interessate, è pur vero che il successivo art. 12 dispone che, se la detta situazione interessa un'impresa diversa da quella mandataria che partecipa ad un'associazione o raggruppamento temporaneo di imprese, le cause di divieto di cui all'art. 10 l. 31 maggio 1965 n. 575 e quelle di divieto di cui all'art. 4 comma 6 d.lg. 8 agosto 1994 n. 490 non operano nei confronti delle altre imprese partecipanti, quando la detta impresa sia estromessa o sostituita anteriormente alla stipulazione del contratto o alla concessione dei lavori.” Il richiamato orientamento giurisprudenziale esclude dunque certamente la possibilità di proseguire il rapporto di appalto con altra impresa dell’ATI o del consorzio che assumerà la qualifica di impresa capogruppo, mentre sembra lasciare spazio in ipotesi di informazioni di tipo interdittivo nei confronti di una sola impresa mandante ove tempestivamente estromessa o sostituita.
  • [29/10/2008 10:14] Divieto di subappalto. Portata applicativa generale (quesito posto dall’ACEN)
    Il divieto di sub-appalto previsto dall’art. 2 comma 2 lett. f) del Nuovo Protocollo di Legalità trova la propria ratio nell’impedire accordi illeciti tra le imprese partecipanti finalizzati a condizionare l’esito della gara pubblica. Tale divieto ha portata generale e deve trovare applicazione anche nelle procedure di gara ristrette, soprattutto nel caso in cui le imprese che vi partecipano si sono qualificate. Appare di chiara evidenza che la mancata presentazione di un’offerta da parte di impresa partecipante ad una gara ristretta certamente può assumere valore significativo di un possibile accordo illecito per condizionare l’esito della gara, come risulta dall’esperienza pratica. L’ammissione alla partecipazione alla gara, per effetto di pre-qualifica, comporta invero la “partecipazione” dell’impresa, pur non presentante offerta, alla procedura di aggiudicazione, tanto si chiarisce anche se la fattispecie non è prevista espressamente nel protocollo.
  • [29/10/2008 10:14] Proroga dei termini per il completamento dei lavori o delle forniture di servizi in tema di procedure di appalto (quesito posto dall’ACEN).
    Il testo di cui all’art. 2 comma 2 lett. g) del N.P.L. concede alla stazione appaltante, in ipotesi di interdittiva antimafia per impresa che cura l’esecuzione in subappalto, un potere discrezionale nella concessione alla impresa aggiudicataria di un termine per il completamento dei lavori o la fornitura del servizio, in alternativa alla risoluzione del contratto di appalto. La previsione di una valutazione discrezionale sul punto si colloca in piena sintonia con le finalità perseguite dal Protocollo di Legalità sugli appalti. In ogni caso, la determinazione negativa sulla richiesta della impresa aggiudicataria di richiesta di termine per il completamento dei lavori o forniture, per il suo contenuto e la natura discrezionale del potere esercitato dalla stazione appaltante, è soggetta al generale obbligo di motivazione (circostanze oggettive). Né può ritenersi sussistere discrasia nel mancato riferimento applicativo della disposizione alle ipotesi di contratti di fornitura di beni la stessa non sussiste, in quanto in detta ipotesi si è in presenza di un contratto a prestazioni corrispettive, tra loro connesse da rapporto commutativo, di tipo continuativo, la cui risoluzione implica l’obbligo di pagamento delle sole prestazioni già eseguite e non si giustificherebbero ulteriori forniture.
  • [29/10/2008 10:13] Art. 2 lett. h) punto I del Nuovo Protocollo di Legalità. Applicabilità (quesito posto dall’ACEN).
    Alla luce del tenore generale della disposizione di cui all’art. 2 lett. h) punto I del Protocollo di Legalità sugli appalti, che si esprime anche nella estensione del suo campo di applicabilità a tutte le imprese “interessate” partecipanti all’esecuzione dell’appalto (siano esse aggiudicatarie o subappaltatrici), si rappresenta che le norme sull’obbligo di istituzione dei cd. conti dedicati devono ritenersi applicabili a tutte le ipotesi di “reperimento delle risorse” strutturali e/o finanziarie per l’esecuzione del contratto di appalto, e dunque ai pagamenti o rimborsi ad esse riferibili. Il medesimo principio funzionale deve far qualificare “contratti connessi con l’esecuzione dell’opera, la prestazione del servizio, o la fornitura” tutti quelli che presentino un collegamento funzionale oggettivamente valutabile con tale esecuzione. Un acquisto di materie prime o usuali di consumo relativo a più commesse non può essere oggettivamente imputato come funzionale ad una singola commessa, così come l’acquisto di beni strumentali, per cui potrà essere riportato in uno solo dei conti, quello relativo alla commessa. Qualora quest’ultima non dovesse rientrare nel protocollo di legalità la relativa documentazione potrà essere comunque portata quale giustificazione, ove richiesta.
  • [29/10/2008 10:13] Art. 2 lett. h) punto I del N.P.L. in tema di obbligo di dare incarico all’intermediario bancario per le comunicazioni telematiche (quesito ACEN)
    L’obbligo di cui al citatoi art. 2 lett. h) del N.P.L. deve essere diretto alla banca dati della Camera di commercio, e lo stesso deve ritenersi adempiuto con la messa a disposizione, trasmissione e ricezione nelle mani dell’incaricato dei dati da trasmettere. La disposizione prevede inoltre un regime transitorio per l’esecuzione del citato obbligo, in attesa di attivazione della banca dati dei conti dedicati presso la Camera di Commercio, imponendo la conservazione dei dati da trasmettere presso le imprese interessate. Tale disposizione appare congrua e logica in quanto le stesse sono i soggetti obbligati alla trasmissione a mezzo intermediari bancari. Sanzioni del Nuovo Protocollo di Legalità. Beneficiario. Stazione appaltante (quesito ACEN). L’applicazione della penale prevista dal N.P.L. per le ipotesi di inadempimento od inosservanza del soggetto obbligato, sia esso appaltatore o subappaltatore, verso il soggetto appaltante, contraente principale (peraltro autorizzante l’eventuale subappalto), si presenta quale sanzione che non può che essere statuita in favore della contraente stazione appaltante.
  • [29/10/2008 10:12] Quesito posto dalla Iacorossi s.p.a. in ordine alla applicabilità del Nuovo Protocollo di Legalità a subappalti o subcontratti in materia di servizio di asporto rifiuti e bonifica suoli di importo unitario inferiore alla soglia ordinaria. (20.06.2008)
    In relazione al richiamato atto aggiuntivo-transattivo per l’importo di €141.850.000,00 intervenuto tra la società IACOROSSI SpA, la Regione Campania ed il Commissariato di Governo per l’Emergenza Bonifica, per l’esecuzione dei servizi di asporto rifiuti e di bonifica, devono ritenersi pienamente assoggettabili al nuovo Protocollo di Legalità i contratti o sub-contratti che le società affidatarie pongono in essere con terzi, indipendentemente dal valore del singolo sub-contratto. La tipologia dei lavori affidati alla IACOROSSI Spa, infatti, rientra tra le forniture ed i servizi sensibili ai sensi dell’art. 3 del N.P.L. per le quali le disposizioni del protocollo si applicano indipendentemente dal valore dei singoli contratti o sub- contratti Tali disposizioni devono ritenersi applicabili, per le medesime ragioni, alle procedure di affidamento di singoli lavori o servizi a lavoratori, pur non avendo natura di subappalto.
  • [29/10/2008 10:11] Quesito posto dalla Associazione Italiana Ospedalità Privata – sede di Napoli. Applicabilità del N.P.L. alle Case di Cura private in regime di convenzione con la Regione Campania. (1.07.2008)
    Il Protocollo di Legalità sugli appalti stipulato fra Prefettura di Napoli, la Regione Campania la Provincia, il Comune, la Camera di Commercio ed i legali rappresentanti delle stazioni appaltanti di Napoli, allo scopo di assicurare trasparenza nelle procedure concorsuali di appalto, reca disposizioni in tema di appalti di opere o lavori pubblici del valore pari o superiore a 250.000,00 euro, per subappalti e/o superiore a 250,000,00 Euro, per subappalti e/o sub-contratti concernenti la realizzazione di opere o lavori pubblici del valore pari o superiore a 100.000,00 euro, per prestazioni di servizi e forniture pubbliche del valore pari o superiore a 50,000,00 euro, ovvero, indipendentemente dal valore, per forniture Ne deriva che le Case di Cura associate, convenzionate con la Regione, solo nell’ipotesi in cui risultino aggiudicatarie di gare di appalto il cui importo rientra nei valori come sopra indicati, devono sottostare alla disciplina del Protocollo di Legalità stipulato con la Regione Campania e quindi anche alle clausole in tema di accensione conto dedicato.
  • [29/10/2008 10:10] Quesito posto da Assogenerici Associazione Nazionale Industrie Farmaci Generici in tema di applicabilità delle soglie del N.P.L. per servizi e forniture pubbliche di farmaci. (1.07.2008).
    L’art. 2 comma 2, risponde a criteri di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa prevedendo specifiche soglie di applicabilità della disciplina del Nuovo Protocollo di Legalità, che per le ipotesi di servizi e forniture pubbliche è determinato da prestazioni pari o superiori a 50.000 Euro al netto di IVA. L’eventuale deroga per specifici appalti di pubbliche forniture, come proposto per le forniture di medicinali, costituirebbe lesione ai richiamati principi di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa. Di qui la necessità di una univoca applicazione della disciplina di cui alla clausola n. 8 del Protocollo di Legalità in tema di conti dedicati per le operazioni finanziarie del contratto aggiudicato, complementare alle clausole di autotutela di cui ai nn. 1 e 7, che non consente allo stato di intaccare l’impianto adottato. E’ in corso anche con la Regione la definizione dei collegamenti telematici proprio per rendere operativa la parte del protocollo relativa all’accensione dei conti dedicati.
  • [29/10/2008 10:10] Art. 2 del nuovo Protocollo di legalità in materia di appalti - informazioni ex art. 10 DPR n. 252/1998 - limiti di applicabilità.
    Ai sensi dell’art. 2 comma 1 del nuovo Protocollo di legalità le informazioni antimafia ex art. 10 del D.P.R. n. 252/1998 devono essere richieste per le subforniture di importo superiore a 50.000,00 euro, anche ove relative a contratti di appalto di importo inferiore ad euro 250.000,00 , essendo sufficiente la ricorrenza di una sola delle due condizioni previste anche in forma alternativa (“ovvero”) dal citato articolo. Risposta al quesito posto dal Direttore Amministrativo della Metropolitana di Napoli s.p.a. in data 17.3.2008.
  • [29/10/2008 10:09] Art. 2 lett. e) del nuovo Protocollo di legalità in materia di appalti – art. 10 co. 9 DPR n. 252/98 - clausola di gradimento – situazioni sintomatiche di infiltrazione mafiosa.
    All’art. 2 lett. e) del nuovo protocollo di legalità, dedicato alla disciplina della cd.“clausola di gradimento”, in relazione agli “elementi o indicazioni rilevanti ai fini delle valutazioni discrezionali” consentite per l’esercizio del potere riservato con la citata clausola, nel riferimento alla disposizione di cui all’art. 10 comma 9 del D.P.R. n. 252/98, deve intendersi richiamato il precedente comma 7 del medesimo articolo, cui rinvia il citato comma 9, nella parte esplicativa delle situazioni sintomatiche di “tentativo di infiltrazione mafiosa” oggetto di verifica e comunicazione da parte della Prefettura. E’ indubbio che sarà cura della Prefettura comunicare, al termine dell’istruttoria di rito, , le “situazioni sintomatiche di tentativo di infiltrazione mafiosa” per le valutazioni discrezionali consequenziali della stazione appaltante. Devono, di contro, ritenersi insussistenti le perplessità sollevate sulla medesima questione in relazione al mancato richiamo nell’art. 8 del protocollo di legalità dell’impegno di cui all’art. 2 lett. e), laddove nel testo delle clausole contrattuali predisposte per l’inserimento nei bandi di gara al punto n. 4 si fa riferimento in generale alle “informazioni interdittive di cui all’art. 10 del D.P.R. n. 252/1998”, da intendersi nei termini sopra esplicitati. Risposta al quesito posto dal Rettore della Università degli Studi di Napoli l’Orientale in data 13.2.2008.
  • [29/10/2008 10:09] Art. 2 lett. h) del nuovo Protocollo di legalità in materia di appalti – obbligo di comunicazione - D. L.vo 1.9.1993 n. 385 (T.U. leggi bancarie)
    Alcuna perplessità sussiste circa la “effettiva praticabilità” dell’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 2 lett. h) comma 2, in quanto gli obblighi di accensione dei “conti dedicati” e di comunicazione imposti alle imprese interessate dal citato art. 2 del protocollo di legalità, funzionali a garantire i dovuti controlli sulle operazioni economiche rilevanti connesse ai lavori oggetto di appalto e ad assicurarne la trasparenza, trovano esplicito fondamento normativo nelle richiamate disposizioni del decreto legge 3 maggio 1991 n. 143 e del T.U. n. 385/1993. Risposta al quesito posto dal Rettore della Università degli Studi di Napoli l’Orientale in data 13.2.2008.
  • [29/10/2008 10:08] Art. 2 lett. i) del nuovo Protocollo di legalità in materia di appalti - intermediari finanziari - D. L.vo 1.9.1993 n. 385 (T.U. leggi bancarie)
    Il testo dell’art. 2 lett. i) del nuovo protocollo di legalità richiama l’obbligo per le imprese, esecutrici a vario titolo di lavori, servizi e forniture, di avvalersi per ogni movimentazione finanziaria in entrata ed in uscita degli intermediari di cui al decreto legge n. 143/1991. La normativa deve intendersi richiamata nel suo insieme nel testo attualmente vigente, per effetto delle modifiche apportate dal D L.vo 1 settembre 1993, n. 385 (T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia, entrato in vigore il 1° gennaio 1994), che, quale Testo Unico, ridisegnando l’inquadramento normativo della figura degli intermediari finanziari, nella previsione di una armonica disciplina della materia, all’art. 161 ha abrogato la disposizione di cui all’art. 6 del previgente D. L: n. 143/1991, e la ha sostituita con quella dell’art. 106 del T.U.. Il T.U. ha infatti definito, nel glossario dell'art. 12, gli "intermediari finanziari" come i "soggetti iscritti nell'elenco previsto dall'art. 106 comma 1". Il citato art. 106 del T.U. ha dettato una disciplina generale degli "intermediari finanziari" con la previsione di un obbligo di iscrizione, in un "elenco generale" tenuto dall'Ufficio Italiano Cambi, degli intermediari che esercitano nei confronti del pubblico le "attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazioni di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi", riservando una disciplina speciale per gli intermediari di maggior rilievo, che qui si avvia con la previsione dell'obbligo della loro iscrizione anche in un "elenco speciale" tenuto dalla Banca d'Italia (art. 107 del citato T.U.).
  • [29/10/2008 10:08] Art. 8 del nuovo Protocollo di legalità in materia di appalti - “conti dedicati” - applicabilità ai contratti di appalto o fornitura in corso.
    Le clausole del protocollo di legalità sono state oggetto di inserimento nella lettera di invito alla gara e, conseguentemente, oggetto di dichiarazione di piena adesione da parte della concorrente XXXXX, ditta aggiudicatrice del servizio di fornitura di buoni pasto per il comune di Torre Annunziata. L’impegno, da parte della ditta, di istituire un apposito conto dedicato per i pagamenti superiori alla soglia prevista dalla clausola n. 8 del protocollo di legalità è stato consapevolmente assunto e, quindi, deve essere osservato .Le difficoltà operative segnalate relative a generiche difficoltà di contabilità, controllo e gestione del servizio , non possono costituire giustificato motivo ostativo valido alla disapplicazione della disciplina in tema di istituzione del conto dedicato in quanto attengono a profili organizzativi interni alla ditta aggiudicataria che dovrà, quindi, in ragione degli impegni assunti nell’accettare le clausole della gara, modificare la propria contabilità in modo che i soli pagamenti relativi all’appalto in argomento avvengano mediante bonifico bancario. Risposta al quesito posto dal Comune di Torre Annunziata in data 14.3.2008.
  • [29/10/2008 10:07] Art. 9 del nuovo Protocollo di legalità in materia di appalti - “conti dedicati” - applicabilità ai contratti di appalto o fornitura in corso.
    Ai sensi dell’art. 9 del nuovo Protocollo di legalità le relative disposizioni entrano in vigore dal giorno successivo alla sottoscrizione da parte dei soggetti firmatari, abrogando ogni precedente protocollo in materia. Ne deriva che per i contratti in essere al momento della sottoscrizione del Protocollo di legalità da parte di codesta società non possono ritenersi immediatamente applicabili ed operative le disposizioni che hanno ad oggetto l’impegno per la società appaltatrice od il soggetto autorizzato ad accendere uno o più “conti dedicati” presso intermediario bancario, ove già non oggetto di bando di gara e di apposita accettazione in sede di stipula del contratto o subcontratto, ovvero di specifica e successiva stipula in via integrativa. E’ rimessa alle stazioni appaltanti o competenti per il rilascio delle autorizzazioni la valutazione della opportunità di procedere all’adeguamento dei contratti in corso alle disposizioni del nuovo Protocollo di legalità. Risposta al quesito posto dal Direttore Amministrativo della Metropolitana di Napoli s.p.a. in data 17.3.2008.
  • [29/10/2008 10:06] Protocollo di legalità sul commercio – condizioni di applicabilità ed efficacia– recepimento.
    Le disposizioni del protocollo di legalità sul commercio assumono carattere di efficacia ed operatività dal momento in cui il documento viene sottoscritto dal sindaco. Il protocollo è stato peraltro, recepito integralmente con delibera di giunta n. 109 del 16.6.2005. Tale circostanza rende ininfluente la mancata inclusione nel regolamento comunale dell’obbligo da parte del competente ufficio comunale ad acquisire la dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante dell’azienda richiedente autorizzazione, di cui all’art. 2 del citato protocollo. Risposta al quesito posto dal Comune di Cercola in data 17.3.2008

 
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