Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Monza e della Brianza

Comunicati stampa

 

 Comunicato Stampa - 'Scuole sicure" 2020-2021: approvati i progetti di Cesano Maderno, Desio, Lissone e Seregno

Prosegue l'attività della Prefettura a sostegno dei Comuni della Provincia nell'ambito del progetto "Scuole sicure".
Dopo la convalida dei progetti da parte del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza pubblica lo scorso maggio, il 25 giugno scorso il Ministero dell'Interno ha comunicato l'approvazione delle istanze presentate dalle Amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Desio, Lissone e Seregno per l'accesso al finanziamento "Scuole sicure" per l'anno scolastico 2020-2021.
Il progetto ha l'obiettivo di finanziare, attraverso le risorse del Fondo per la sicurezza urbana istituito dal D.L. 113/2018, iniziative di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici, da realizzarsi a cura dei Comuni individuati in base alla popolazione residente per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
Dopo Monza - beneficiaria del finanziamento per l'anno scolastico 2019-2020 - ora anche Cesano Maderno, Desio, Lissone e Seregno riceveranno un contributo che potrà essere destinato alla realizzazione di sistemi di videosorveglianza, all'assunzione a tempo determinato di agenti di Polizia locale, al pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale della Polizia locale, all'acquisto di mezzi e attrezzature e alla promozione di campagne informative volte alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.
La Prefettura e i Comuni interessati dovranno adesso stipulare un protocollo d'intesa a garanzia degli impegni assunti.
Il Prefetto Patrizia Palmisani ha espresso il proprio compiacimento per l'approvazione dei progetti: «è importante che il contrasto al consumo di sostanze stupefacenti cominci dalla scuola in quanto è il luogo in cui si forma la coscienza dei più giovani, a cui deve essere data la possibilità di apprendere la cultura della legalità e della sicurezza».
Pubblicato il 29/06/2020
Ultima modifica il 29/06/2020 alle 15:41:40

 Comunicato Stampa - Adottate quattro interdittive antimafia nei confronti di società riconducibili all'organizzazione criminale 'Cosa nostra"

Prosegue l'attività della Prefettura per la prevenzione dei tentativi di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico della Provincia di Monza e della Brianza.
Lo scorso 22 giugno il Prefetto Palmisani ha firmato quattro provvedimenti interdittivi nei confronti di altrettante società con sede legale a Monza, attive nel settore del commercio all'ingresso di caffè e di bevande non alcoliche, nonché nella gestione di alcuni bar nelle Province di Milano e di Palermo.
Nel corso degli ultimi anni le società hanno fatto registrare un numero anomalo di modifiche degli assetti societari, presumibilmente finalizzati a eludere la normativa antimafia.
I diversi passaggi di proprietà sono stati tutti ricostruiti nel dettaglio grazie alla collaborazione del Centro operativo D.I.A. di Milano, e hanno consentito di individuare la presenza nei quadri societari di soggetti riconducibili alla sfera di influenza della criminalità organizzata.
Una volta rilevata la vicinanza agli interessi dell'organizzazione "Cosa nostra" e il pericolo di condizionamento delle scelte societarie, il Prefetto Palmisani ha immediatamente adottato i quattro provvedimenti interdittivi, strumenti finalizzati alla salvaguardia dell'ordine pubblico economico, della libera concorrenza tra le imprese e del buon andamento dell'Amministrazione pubblica, che impediscono agli operatori economici di conservare rapporti giuridici con Enti pubblici.
I provvedimenti interdittivi sono stati poi comunicati alle Forze di polizia, alla Camera di Commercio e alle Amministrazioni comunali interessate per il seguito di competenza.
Pubblicato il 26/06/2020
Ultima modifica il 26/06/2020 alle 13:22:17

 Comunicato Stampa - Parco delle Groane: analizzati i risultati del contrasto allo spaccio

Il 23 giugno scorso è stata convocata in Prefettura una riunione finalizzata ad analizzare la situazione della sicurezza nell'area del Parco delle Groane.
L'incontro si è svolto con le modalità della videoconferenza, ed ha registrato la partecipazione delle Forze di polizia e di rappresentanti di Regione Lombardia, di ATS Brianza, dell'Ente Parco delle Groane, della Provincia di Monza e della Brianza e delle Amministrazioni comunali di Barlassina, Bovisio Masciago, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Cogliate, Lazzate, Lentate sul Seveso, Limbiate, Misinto, Seveso.
L'incontro è stato l'occasione per fare il punto in merito alle iniziative poste in essere in seguito all'ultima riunione tenutasi in Prefettura, e per analizzare i risultati dell'intensificazione dell'azione di contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nell'area.
Al riguardo, l'Arma dei Carabinieri ha riferito che dal mese di settembre 2019 sono stati svolti numerosi servizi preventivi e di polizia giudiziaria sul campo, che hanno portato all'arresto di 14 persone e ad una denuncia per la violazione dell'art. 73 del Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti.
Sono state altresì contestate 14 violazioni amministrative relative all'art. 75 del Testo unico, oltre a due arresti in flagranza di reato per traffico di stupefacenti, con il sequestro di 12 chilogrammi di cocaina e di circa 400.000 euro in contanti.
Ulteriori riscontri investigativi hanno portato al sequestro di 2 pistole semiautomatiche cal. 7.65 funzionanti, con relativo munizionamento, e varie armi bianche (coltelli, machete e roncole).
Sono stati inoltre identificati e segnalati circa 200 acquirenti che quotidianamente frequentavano l'area di spaccio.
Sono stati dunque presentati gli esiti del "Progetto Parco delle Groane", attività di prevenzione curata da Regione Lombardia e ATS Brianza a partire da martedì 24 settembre 2019 con l'obiettivo di offrire un'assistenza primaria ai tossicodipendenti frequentatori della zona, al fine di costruire occasioni di aggancio, orientamento e supporto verso programmi di recupero.
I referenti dell'Assessorato al Welfare di regione Lombardia e di ATS Brianza hanno presentato i favorevoli risultati conseguiti da settembre ad oggi, evidenziando la crescita del numero di screening HIV e HCP e l'incremento del numero di siringhe distribuite e rese, che comportano la conseguente riduzione di quelle abbandonate per strada, noto pericolo di contagio per i passanti che dovessero accidentalmente venire attinti dagli aghi.
Hanno, altresì, riferito che è in via di sviluppo un progetto che coinvolgerà non solo ATS Brianza e Assessorato al Welfare, ma anche l'ATS milanese.
Tale progetto, denominato "Progetto parchi", sarà caratterizzato da flessibilità e mobilità e avrà come ambito di applicazione i parchi milanesi e brianzoli in cui si registrano criticità connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti, con l'obiettivo di fornire risposte flessibili sui diversi territori.
Alla luce delle azioni eterogenee realizzate negli ultimi mesi, i rappresentanti delle Forze di polizia e i Sindaci presenti hanno concordato sul fatto che il fenomeno, nei territori storicamente interessati, risulta essere notevolmente ridimensionato.
Nell'accogliere favorevolmente i dati positivi conseguiti grazie alle attività di prevenzione e repressione realizzate, il Prefetto Palmisani ha rilevato con piacere che la sinergia instaurata tra tutti gli Enti coinvolti ha portato al conseguimento di ottimi risultati.
Nel ringraziare tutti i presenti per il grande contributo offerto nel miglioramento della situazione della sicurezza nell'area, in conclusione dei lavori il Prefetto Palmisani ha invitato tutti gli Enti a non abbassare la guardia: «l'attenzione delle Forze di polizia nei confronti del Parco delle Groane dovrà rimanere alta, e l'aspetto sociale non dovrà ritrarsi per lasciare spazio solo ed esclusivamente alle iniziative di tipo repressivo».
Pubblicato il 25/06/2020
Ultima modifica il 25/06/2020 alle 14:47:57

 Comunicato Stampa - Contenimento del contagio da COVID-19 nei luoghi di lavoro: elaborata una check list di autovalutazione per tutti i settori

Prosegue l'attività di monitoraggio sull'attuazione delle misure di contenimento del contagio da COVID-19 nei luoghi di lavoro.
Nell'ambito delle attività dell'Osservatorio sull'esecuzione delle misure di contenimento e contrasto del contagio nelle realtà produttive industriali e commerciali della Provincia di Monza e della Brianza, istituito dal Prefetto Palmisani lo scorso 20 maggio, le parti sociali hanno rilevato l'importanza di disporre di un unico strumento di orientamento delle iniziative da adottare ai fini del contenimento del diffondersi del virus nei luoghi di lavoro.
Allo scopo di rispondere a tale esigenza, la Prefettura di Monza e della Brianza ha promosso un confronto tra l'Ispettorato territoriale del Lavoro 'Milano-Lodi' e l'ATS Brianza - istituzioni impegnate nell'attività di controllo sul rispetto delle misure - finalizzato a sviluppare un unico strumento da mettere a disposizione dei datori di lavoro per verificare lo stato di attuazione delle misure di contenimento del contagio nell'ambito delle attività industriali e commerciali della Provincia.
È stato così elaborato un documento congiunto che assume la forma di un questionario di autovalutazione, strutturato sugli aspetti di rilievo per le attività dell'Ispettorato territoriale del Lavoro e dell'ATS.
Il documento è stato strutturato in modo da essere applicabile in tutti i settori industriali e commerciali, e potrà essere utilizzato dagli ispettori delle due Autorità in occasione dei controlli che saranno svolti nella Provincia di Monza e della Brianza.
«Obiettivo dell'iniziativa è quello di affiancare e accompagnare i datori di lavoro nella corretta realizzazione delle diverse misure previste dalle autorità di governo» ha commentato il Prefetto Palmisani «nella convinzione che nell'ambito della sicurezza sul lavoro la prevenzione assuma un ruolo fondamentale, in particolare in una fase di così grandi novità. Le Istituzioni sono quindi chiamate a sostenere e guidare le aziende nell'attuazione di misure assolutamente nuove, allo scopo di tutelare a pieno la sicurezza dei lavoratori e la salute pubblica».
Pubblicato il 16/06/2020
Ultima modifica il 18/06/2020 alle 08:48:23

 Comunicato Stampa - Festa della Repubblica: il Prefetto risponde alle domande degli studenti

Nell'ambito delle iniziative connesse alla Festa della Repubblica, la Prefettura e l'Ufficio scolastico provinciale hanno curato un progetto finalizzato a coinvolgere gli studenti nelle celebrazioni in una forma nuova.
Gli studenti delle scuole superiori hanno raccolto alcune domande a cui il Prefetto Patrizia Palmisani ha risposto con l'auspicio di stimolare le loro riflessioni sul significato della ricorrenza al giorno d'oggi.

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Che significato ha oggi la Festa della Repubblica?
La proclamazione della Repubblica a seguito del referendum del 2 e 3 giugno 1946 è il punto di arrivo di un percorso lungo quasi un secolo, partito dalla prima guerra d'Indipendenza del 1848 e snodatosi attraverso molti passaggi cruciali, come la seconda guerra d'Indipendenza, la spedizione dei Mille, la proclamazione dell'Unità d'Italia nel 1861, le successive annessioni e la presa di Roma, gli anni bui della dittatura, la Resistenza e la liberazione del 1945.
La Festa della Repubblica, dunque, è la celebrazione della storia recente dell'Italia, ma soprattutto del sacrificio dei tanti eroi che hanno combattuto per consentire a tutti noi di vivere oggi in un paese fondato sui principi di libertà, democrazia e uguaglianza.

Qual è l'aspetto più importante da ricordare quando si festeggia la Repubblica?
Festeggiare un anniversario significa ricordare gli aspetti caratterizzanti di un evento cristallizzato in una data; onorare un anniversario significa fare propri e attualizzare nel presente i valori racchiusi nel fatto storico a cui si dà risalto.
Con il referendum si è chiuso un capitolo fallimentare della storia del nostro Paese e se ne è aperto un altro, inteso come un secondo Risorgimento.
Il voto si svolse tra le macerie dei bombardamenti e le rovine di una società civile defraudata dei più elementari diritti di libertà.
Dei tanti aspetti importanti del 2 giugno 1946 - dal libero esercizio dei diritti politici al suffragio universale, dal passaggio alla forma repubblicana all'elezione dell'Assemblea Costituente - oggi - soprattutto oggi - è importante ricordare quello spirito di partecipazione e di responsabilità che pervase gli italiani per dare un nuovo volto al futuro.

Quanto è importante la Costituzione italiana per la nostra Repubblica?
Proviamo a immaginare la nostra vita come un edificio. La famiglia, gli amici, la scuola, il lavoro, le nostre passioni, le nostre idee, sono i mattoni con cui l'edificio è costruito.
Perché la struttura regga e i mattoni non cadano, però, è necessario che l'edificio poggi su solide basi.
Ebbene, la Costituzione costituisce la base su cui si fonda la nostra Repubblica e su cui si costruiscono le nostre vite.
I principi e le garanzie lì stabiliti, i diritti e i doveri da essa riconosciuti o attribuiti concorrono tutti a promuovere lo sviluppo della persona e la sua partecipazione alla vita del Paese.

La nostra vita come sarebbe stata diversa sotto la monarchia?
È la prima domanda a cui risponde l'art. 1 della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".
Passare da una monarchia a una Repubblica "fondata sul lavoro" significa che la dignità dei cittadini italiani e la possibilità di raggiungere le più alte cariche dello Stato non deriva (come in monarchia) da titoli ereditari, ma dall'impegno individuale, grazie al quale ogni cittadino, privo di privilegi per nascita, può contribuire in maniera attiva e determinante allo sviluppo della società.

Cosa è cambiato dal 2 giugno 1946, giorno della nascita della Repubblica, ad oggi?
La Repubblica ha fatto tanta strada, in un cammino che tuttavia ha conosciuto anche dei momenti di stallo. Con l'aumentare dei diritti e delle forme di partecipazione alla „cosa pubblica' si sono verificati fenomeni di ulteriore crescita e sviluppo, che tuttavia portano con sé il pericolo di un rallentamento.
Da un lato in molti hanno dato per scontato i diritti di cui oggi godiamo, dall'altro lo sviluppo dei social può dare l'illusione di una partecipazione effettiva alla vita pubblica che tuttavia spesso si rivela incapace di incidere in concreto: il pericolo, in entrambi i casi, è svuotare di senso la partecipazione repubblicana.

Cosa vuol dire salvaguardare la Repubblica e festeggiarla?
Come possiamo celebrarla in questo particolare momento?
Io penso che salvaguardare la Repubblica significhi prima di tutto „esercizio'. Esercizio di quelle libertà, di quei diritti e di quei doveri che rappresentano il nostro patrimonio più grande, ma che non devono mai essere dati per scontato.
Per fa sì che i principi democratici continuino a essere attuati, non sono sufficienti le parole che li definiscono e li raccontano, ma è necessario che essi „vivano‟ nei comportamenti e nelle azioni quotidiane di tutti i cittadini.
E questo esercizio quotidiano costituisce la più alta forma di salvaguardia e di celebrazione che si possa immaginare, anche e soprattutto in questa fase emergenziale in cui tutti noi siamo chiamati a grandi sacrifici e a grandi responsabilità.
 
A livello tecnico, come è regolato il rapporto tra Prefettura e Forze dell'ordine?
Il Prefetto rappresenta sul territorio il Governo nazionale.
In particolare, nell'ambito specifico della Pubblica sicurezza il Prefetto è chiamato a sovrintendere all'attuazione, in ambito provinciale, delle direttive emanate in materia.
Sul piano operativo, l'attuazione delle direttive è curata dalle Forze di polizia, secondo le disposizioni impartite dal Prefetto.
Il Prefetto adotta le sue decisioni anche con il supporto di un importante organo ausiliario e di consulenza, che è il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza pubblica, di cui fanno parte il Questore, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, il Sindaco del Comune capoluogo ed il Presidente della Provincia, oltre agli altri soggetti istituzionali di volta in volta interessati dalle questioni affrontate.
Attraverso il Comitato giungono al Prefetto notizie, proposte e criticità che vengono esaminate al fine di individuare le soluzioni più idonee, volte a garantire un efficace governo del territorio.
 
Quali azioni e iniziative ha preso la Prefettura in questo periodo emergenziale per monitorare la situazione nelle nostre città?
Come è cambiato il suo lavoro quotidiano in questi mesi di emergenza?
Dal momento dell'entrata in vigore, lo scorso 23 febbraio, delle prime misure di contenimento del contagio, in Prefettura è stato avviato un tavolo permanente di coordinamento con la Provincia, il Comune di Monza, le Forze di polizia, i Vigili del Fuoco, le Autorità sanitarie e l'Ordine dei Medici, con l'obiettivo di facilitare il dialogo tra tutte le componenti impegnate a vario titolo nella gestione dell'emergenza.
La cabina di regia - che rimane operativa anche nel corso della „fase due‟ - ha finora consentito di affrontare efficacemente le diverse esigenze emerse sui piani della tenuta del sistema sanitario territoriale, dei servizi di controllo sul rispetto delle misure di contenimento, nonché della gestione delle ricadute che le stesse hanno provocato in diversi aspetti della vita della comunità.
Ormai da molte settimane tutte le riunioni si svolgono con le modalità della videoconferenza, e questo costituisce sicuramente il cambiamento più profondo nelle modalità di lavoro della Prefettura.
L'emergenza sanitaria ci ha insegnato a sfruttare al meglio le potenzialità offerte dalle tecnologie, ma resto convinta che le relazioni umane e professionali si costruiscano prima di tutto sulla socialità. Con l'impegno di tutti, sono sicura che presto torneremo a lavorare incontrandoci di persona.
 
Quale può essere il ruolo della scuola per valorizzare la ricorrenza della Festa della Repubblica?
Con il passare del tempo, la memoria di ogni fatto storico rischia di sbiadirsi, e con essa la consapevolezza della sua portata.
Oggi, infatti, è sempre più difficile avere la possibilità di confrontarsi con quelle persone che per anni hanno conservato viva la memoria della proclamazione della Repubblica.
Tutti noi siamo quindi chiamati a raccogliere il testimone dalle generazioni passate, e a farci portatori del loro insegnamento.
In questo la scuola svolge un ruolo fondamentale, come luogo di formazione della coscienza civica delle giovani generazioni di cittadini.
Pubblicato il 01/06/2020
Ultima modifica il 03/06/2020 alle 14:09:32

 
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