Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Milano

Vincenzo Pericoli (03/09/1924 - 30/06/1928)

Regio Prefetto
3 settembre 1924 - 30 giugno 1928

Vincenzo PericoliVincenzo Pericoli nacque a Roma il 29 giugno 1862. Coniugato con Maria Cavasola, ebbe quattro figli: Giannetto, Luigi, Maria Pia e Clotilde.
Conseguì la laurea in giurisprudenza e intraprese la carriera prefettizia.
Nel 1897 viene nominato Commissario del comune di Frascati, successivamente partecipa alla guerra italo-turca (1911 -1912).
Ha ricoperto i seguenti incarichi:
Direttore dell'Ufficio dei servizi civili di Bengasi (21 gennaio 1912 - 1913);
Segretario generale per gli Affari civili della Tripolitania (15 settembre 1913 - 5 febbraio 1914);
Prefetto di Chieti (5 febbraio - 28 luglio 1914);
Commissario del Comune di Napoli (15 maggio 1914);
Prefetto di Perugia (28 luglio 1914 - 24 maggio 1915);
Prefetto di Palermo (24 maggio 1915 - 15 agosto 1919);
Prefetto di Venezia (4 ottobre 1919 - 15 aprile 1920);
Prefetto di Bologna (15 aprile - 22 luglio 1920);
Regio Commissario per le località danneggiate dal terremoto del 6-7 settembre 1920 (26 settembre 1920);
Prefetto di Novara (23 gennaio - 21 agosto 1921);
Prefetto di Firenze (21 agosto 1921 - 10 novembre 1922);
Prefetto di Como (10 novembre 1922 - 8 aprile 1923);
Prefetto di Catania (8 aprile 1923 - 24 agosto 1924);
Prefetto di Milano.
In qualità di senatore (nominato il 22 dicembre 1928) è stato membro della Commissione per l'esame dei disegni di legge per la conversione dei decreti-legge (8 marzo 1930 - 1° ottobre 1931).
Morì a Ginevra il 1° ottobre 1931.

COMMEMORAZIONE DEL SENATO
Luigi Federzoni, presidente "PRESIDENTE. [...] Unanime considerazione circondava nella nostra Assemblea Vincenzo Pericoli, romano, già funzionario fra i più esperti e avveduti del Ministero dell'interno. Patriota ardente, uomo di carattere franco ed energico, era stato un prefetto -come oggi si direbbe- di grande stile, che anche di fronte a situazioni molto difficili, nei periodi di deplorate condiscendenze ai faziosi, non esitò mai ad adempiere fermamente il proprio dovere di tutela dell'ordine e del principio nazionale. Fu pertanto fra i primi che invocarono l'avvento di fresche e schiette forze politiche capaci di rinnovare, con lo spirito del Paese, la vita dello Stato e il Fascismo lo ebbe milite pronto, intelligente e fedele. Ai lavori del Senato partecipò alacremente, sopra tutto nella qualità di membro della Commissione permanente per la conversione dei decreti-legge.
MUSSOLINI, Capo del Governo. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSSOLINI, Capo del Governo. Il Governo si associa alle parole di commemorazione e di cordoglio pronunziate dal Presidente di questa Assemblea".

Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 7 dicembre 1931.


Data pubblicazione il 23/05/2008
Ultima modifica il 27/05/2008 alle 15:41

 
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