Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Lecco

Beni confiscati alle mafie

Il pieno utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata è un obiettivo prioritario. Ciò per due ordini di ragioni. In primo luogo, in quanto l'aggressione ai patrimoni mafiosi si è dimostrata come uno degli strumenti più efficaci per la disarticolazione delle aggregazioni criminali. In secondo luogo, in quanto giustamente riveste crescente attenzione dell'opinione pubblica il valore simbolico della restituzione alla collettività dei beni illecitamente sottratti. Testimonianza di tale priorità sono i risultati dell'azione di contrasto, anche sul fronte dell'aggressione ai patrimoni, come si evince dai dati pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno  http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/20/0241_Lotta_alla_mafia.ppt .

Nell'ultimo biennio due fondamentali novità a livello legislativo hanno conferito forte impulso all'azione di contrasto sul piano delle misure patrimoniali. Ci si riferisce all'istituzione del Fondo Unico di Giustizia, nel 2008, che ha consentito l'immediata utilizzazione pubblica del denaro, in contanti o in titoli, sequestrato e/o confiscato presso Istituti di raccolta del credito, trasferendone direttamente la titolarità ad Equitalia Giustizia. Attraverso le previste procedure, le somme così incamerate sono annualmente destinate per le esigenze dell'ordine e della sicurezza pubblica e del sistema giustizia. In breve tempo, l'importo del fondo ha raggiunto cifre assai considerevoli, come riportato nel link precedente. Ci si riferisce, altresì, all'istituzione, nel 2010, dell'Agenzia per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con l'obiettivo di ricondurre ad un unico soggetto istituzionale le complesse procedure relative alle misure patrimoniali, garantendo altresì un unico interlocutore per l'Autorità Giudiziaria, in grado anche di promuovere intese e protocolli per la destinazione e l'utilizzazione dei beni.
Presso il sito istituzionale dell'Agenzia, organo dello Stato cui, ai sensi della legge 31 marzo 2010 n. 80, confluiscono, come detto,  tutte le attività relative all'amministrazione e alla gestione dei beni in oggetto, è possibile consultare i dati relativi alla consistenza ed alla dislocazione territoriale, nonché alla relativa condizione giuridica dei beni confiscati alla criminalità organizzata, tra i quali, nel box "Situazione Beni - Regione Lombardia" quelli ubicati nella Provincia di Lecco http://www.benisequestraticonfiscati.it/AgenziaNazionale/beniConfiscati.html .

Per ciò che concerne in particolare il territorio lecchese, attualmente tutti i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sono stati assegnati e destinati per le utilizzazioni previste dalla vigente normativa, cioè destinazioni ad uso governativo o per finalità sociali. Nel più recente periodo, in particolare, il quadro delle assegnazioni e destinazioni è stato completato con il superamento di alcune residue criticità. In primo luogo, è stata completata la piena utilizzazione ad uso governativo dell'immobile ubicato in via Belfiore n. 1 - Lecco- , l'ex pizzeria denominata "Wall Street". Inoltre, è stato sottoscritto nel gennaio 2011 un Protocollo tra Regione Lombardia, ALER, Provincia di Lecco e Comune di Torre de Busi, alla presenza del Prefetto di Lecco e di un rappresentante dell'Agenzia Nazionale, con cui è stato cofinanziato un importo di € 350.000 per la ristrutturazione di un immobile confiscato ubicato presso il Comune di Torre de Busi che, al termine dei lavori,  verrà destinato ad alloggi per finalità sociali. Infine, sono stati liberati dalle ipoteche che ne impedivano la piena utilizzazione due immobili già destinati al Comune di Lecco, ubicati in via Ghislanzoni ed in via Adamello. Ciò è stato possibile grazie  alla volontà di rinuncia degli Istituti Bancari che hanno accolto l'invito del Prefetto di Lecco e del Sindaco di Lecco ad essere parte di un progetto di legalità con il contributo della responsabilità sociale d'impresa.


Foto del 26 gennaio 2011 (Firma del Protocollo):




 





 






 









 

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Ultima modifica il 24/07/2017 alle 12:01

 
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