Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Genova

Eventi

  L'EVENTO
 
 
14 Agosto 2018
 
 
 
Ore 11.36
Sul tratto autostradale A10 Genova-Ventimiglia, si è verificato il crollo di una campata del Viadotto Polcevera, meglio noto come "Ponte Morandi", infrastruttura varata nel 1967, di importanza strategica per i collegamenti tra il levante e il ponente ligure, oltrechè per quelli nord-sud in Val Polcevera.
Il cedimento della struttura, registrato mentre nella zona imperversava un violento temporale, ha coinvolto il pilone di sostegno centrale del viadotto, unitamente a circa 260 mt. di carreggiata autostradale che collassavano sull'area sottostante, interessata dalla presenza di capannoni industriali - tra cui l'area denominata "isola ecologica", gestita dall'AMIU, in quel momento in attività con la presenza di lavoratori - nonché di tratti di viabilità cittadina (via Greto di Cornigliano e via Argine Polcevera) e ferroviaria, anche di collegamento con l'area portuale.
Al momento del crollo, sulla base delle prime rilevazioni dei Vigili del Fuoco, sul viadotto transitavano presumibilmente circa quaranta veicoli, tra autovetture e mezzi pesanti, che precipitavano sul greto del torrente Polcevera, rimanendo, in gran parte, travolti dai voluminosi detriti staccatisi dal ponte.
   
   
L'area del ponte subito dopo il crollo al momento dei primi soccorsi
 
 
 
Ore 11.39
La prima chiamata di segnalazione del crollo del viadotto ha raggiunto la centrale operativa del 118 che ha provveduto a far pervenire subito, sul luogo dell'evento, mezzi sanitari d'emergenza. Numerose segnalazioni giungono, tramite il NUE 112, ai Vigili del Fuoco di Genova, che hanno disposto il rapido invio di tutte le squadre operative disponibili, intervenute sul luogo del crollo per prestare i primi interventi di soccorso congiuntamente alle forze di Polizia.
 
 
Ore 12.30
Il Centro Coordinamento Soccorsi, insediatosi in Prefettura nell'immediatezza dell'evento, ha dato avvio alle attività di coordinamento delle operazioni di emergenza, in costante collegamento con le Sale Operative dei Vigili del Fuoco, delle Forze di Polizia e del 118 e in stretto raccordo con la Sala Operativa Regionale (S.O.R.) e con il Centro Operativo Comunale. Costanti collegamenti sono stati assicurati, anche tramite videoconferenza, con Viabilità Italia e con il Dipartimento della Protezione Civile, che ha prontamente inviato personale di supporto.
 
  
Ore 15.30
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, dopo un sopralluogo nell'area del crollo, partecipano ad un vertice presso il C.C.S., al quale intervengono anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Valente, i Sottosegretari alle Infrastrutture Rixi e Siri, il Presidente della Regione Liguria Toti e il Sindaco di Genova Bucci, per fare il punto della situazione sia in ordine al numero delle persone coinvolte, sia relativamente alle operazioni di soccorso e alle misure intraprese per l'assistenza alle persone sfollate.
 
 
   
15 Agosto 2018
 
 
   
Ore 09.00
Nella mattina del 15 agosto, il Presidente del Consiglio dei Ministri Conte, i Vice Presidenti Salvini e Di Maio, il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Toninelli - unitamente al Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli, ai Sottosegretari alle Infrastrutture Rixi e Siri, nonché al Presidente della Regione Liguria ed al Sindaco del Capoluogo - hanno preso parte ad una riunione di aggiornamento del C.C.S. 
 
 
Ore 14.00
Nel pomeriggio della stessa giornata, il Premier Conte ha presieduto in Prefettura una riunione del Consiglio dei Ministri, nell'ambito della quale è stato proclamato lo stato di emergenza nazionale e deliberato lo stanziamento della somma di 5 milioni di euro da destinare ai primi interventi e all'avvio delle attività di soccorso ed assistenza alla popolazione colpita.
  
 
 
16 Agosto 2018
 
 

Ore 09.00
Il Presidente del Consiglio è nuovamente intervenuto alla riunione del Centro Coordinamento Soccorsi svoltasi nella mattinata del 16 agosto, unitamente al Vice Presidente Di Maio, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli e al Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli.
  
  Riunione del C.C.S. alla presenza del Presidente del Consiglio
Riunione del C.C.S. alla presenza del Presidente del Consiglio
 
 
 
17 Agosto 2018

 
 
Ore 09.00
La riunione del CCS del 17 agosto ha visto la partecipazione del Sottosegretario al Ministero dell'Interno Carlo Sibilia, che ha acquisito aggiornamenti sulle attività di soccorso.
   
 
 
 
18 Agosto 2018

 
  
Ore 13.00
Al termine della celebrazione dei funerali solenni delle vittime del crollo, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle massime autorità istituzionali, si è tenuta in Prefettura una nuova riunione del Consiglio dei Ministri nell'ambito della quale è stato deliberato un incremento a 28 milioni di euro dello stanziamento originario, a valere sul fondo delle emergenze nazionali, per interventi urgenti sulla viabilità alternativa, per il potenziamento del sistema dei trasporti e per la sistemazione abitativa degli sfollati.
   
 
Ore 15.00
Nello stesso giorno, nel corso della riunione del Centro Coordinamento Soccorsi tenutasi alla presenza del Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Prefetto Frattasi e del Capo Dipartimento della Protezione Civile Dott. Borrelli, sono intervenuti il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Camera Fico e il Vice Presidente del Consiglio Di Maio, che hanno rivolto il loro ringraziamento a tutti coloro che si sono impegnati nelle attività di soccorso ed assistenza.
   
   
 
 
19 Agosto 2018
 
 
 
Il CCS, presieduto dal Prefetto di Genova, dal Vice Prefetto Vicario e dal Capo di Gabinetto, ha continuato a operare senza soluzione di continuità e in forma plenaria fino alle ore 20.00 del 19 agosto. Il dispositivo è stato quindi rimodulato con la pronta reperibilità delle singole componenti ed ha curato la verifica giornaliera delle criticità residue a partire da quella data. 
 
 
 
 
LA GESTIONE DELL'EMERGENZA
 
Attività di primo soccorso
 
Nell'immediatezza del crollo, i primi interventi sono stati garantiti dai Vigili del Fuoco accorsi sul posto, insieme alle Forze di Polizia - che hanno inviato tutte le pattuglie disponibili - e al personale sanitario di emergenza del 118.
Parallelamente, la Polizia stradale ha provveduto a bloccare il traffico veicolare diretto verso l'area del ponte interessata dal crollo, mettendo in sicurezza le persone che avevano precipitosamente abbandonato le autovetture sul troncone di viadotto rimasto integro e partecipando, altresì, alle operazioni di soccorso sull'argine del Polcevera.
Si è proceduto altresì, a cura della Questura e della Polizia locale, con il supporto della Protezione civile comunale, ad eseguire le operazioni di evacuazione precauzionale di tutti i residenti nei caseggiati insistenti nell'immediata prossimità del ponte, in attesa di perfezionare le necessarie operazioni di verifica di staticità delle sezioni non coinvolte dal cedimento. Al riguardo, il Comune di Genova ha provveduto a perimetrare un' area c.d. rossa che è stata interdetta ad ogni forma di accesso e transito.
La Croce Rossa ha attivato proprie unità di soccorso garantendo supporto alle operazioni di evacuazione, concorrendo alle attività di ricerca e assistenza ai feriti e prestando attività di supporto psicologico a cura del Servizio Emergenza Psicologica (SEP) ai familiari delle vittime ed ai soccorritori.
 
Soccorritori al lavoro nelle prime fasi del crollo
 
Bilancio delle vittime e dei feriti e ricerca dei dispersi
 
Il bilancio finale delle vittime ha fatto registrare 43 deceduti, tutti identificati, e 6 feriti ricoverati presso i locali nosocomi. Per agevolare e coordinare le attività di ricezione delle numerose segnalazioni di possibili persone coinvolte nell'evento, sono stati attivati in Prefettura due numeri telefonici dedicati (010-5360637/654) e una casella di posta elettronica ( crollopontemorandi(at)interno.it ). Ciò ha permesso di raccogliere e registrare le predette segnalazioni e di curarne il successivo invio alla Questura e ai Vigili del Fuoco per la verifica di fondatezza, anche attraverso il controllo delle utenze telefoniche e la rilevazione delle celle di collegamento. Il servizio ha inoltre consentito alla Prefettura di istituire un canale di comunicazione costante con i parenti delle persone coinvolte.
 
Un altro momento dei soccorsi
 
Rimozione delle macerie
 
Per consentire la sollecita rimozione delle macerie insistenti sul greto del Polcevera il Comune ha provveduto ad individuare un'area apposita destinata allo stoccaggio del materiale residuato dal crollo, sita in località Penisola, in corrispondenza della via Livati. Nel contempo, si è dato corso alla complessa operazione di prelievo in sicurezza dei veicoli rimasti sul troncone sinistro del ponte per la riconsegna ai proprietari e per consentire l'accesso al sedime autostradale ai consulenti della Procura della Repubblica incaricati delle operazioni peritali.
 
Primi interventi nella fase di rimozione delle macerie
 
Forze in campo
 
Le attività di soccorso sono state condotte con una consistente mobilitazione di uomini e mezzi.
I Vigili del Fuoco hanno operato con proprie squadre operative, con un impiego medio giornaliero di circa 300 unità e 100 mezzi, implementato con l'ausilio di nuclei speciali (U.S.A.R., cinofili, S.A.S. e G.O.S.) provenienti dalle regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto. I dispositivi di soccorso, rimasti pressoché inalterati nelle zone operative, sono stati, nel progresso dei giorni, gradualmente adattati alle variazioni delle esigenze correlate alla tipologia degli interventi necessari.
Il 118 ha disposto l'invio immediato di 30 ambulanze, 6 automediche e 90 soccorritori volontari, adeguando gradualmente, nei giorni successivi all'evento, l'entità dei presidi in funzione delle esigenze sanitarie nell'area del crollo. Ha provveduto, inoltre, ad attivare un servizio di elisoccorso e ad approntare un Punto Medico Avanzato, assicurando un puntuale allertamento dei nosocomi del capoluogo, Galliera, Voltri e Villa Scassi presso cui è stato operato il trasferimento dei feriti, nonché del Policlinico San Martino dove sono stati trasferiti anche i deceduti. In tutti gli ospedali sono stati previsti servizi di assistenza psicologica per fornire sostegno ai feriti e ai familiari delle vittime.
La Polizia di Stato ha impiegato 200 persone per i primi soccorsi, 230 unità dei Reparti Inquadrati e 130 territoriali, con 12 pattuglie anti sciacallaggio.
I Carabinieri hanno impiegato oltre 100 unità al giorno con il concorso di diversi contingenti dei Battaglioni Mobili del Piemonte e della Liguria e l'intervento di 10 unità cinofile e di un elicottero dell'elinucleo di Albenga per la prima assistenza e le successive attività di ricerca.
La Guardia di Finanza ha impiegato 97 militari, tra pattuglie dei Baschi Verdi e militari del Soccorso Alpino del Piemonte, unità cinofile impegnate nelle operazioni di ricerca, nonché 1 elicottero e 2 vedette.
La Polizia Stradale ha impiegato 138 pattuglie nelle attività di gestione della viabilità autostradale predisponendo, sotto la direzione di Viabilità Italia, piani di itinerari alternativi sia autostradali che ordinari.
La Polizia Ferroviaria ha potenziato con 40 unità i presidi di personale presso le stazioni genovesi e liguri, provvedendo all'immediata verifica dei binari sottostanti il viadotto e all'accoglienza ed accompagnamento di familiari di vittime giunti a Genova via treno.
La Polizia di Frontiera ha garantito nel periodo dell'emergenza, pur in presenza dell'eccezionale situazione di cesura tra ponente e levante cittadino, la regolare movimentazione di persone e veicoli correlata agli imbarchi e agli sbarchi delle linee nazionali ed extra Schengen nell'area portuale ed aereoportuale, gestendo un flusso complessivo di 49.500 mezzi e 171.987 passeggeri.
La C.R.I. ha attivato unità di soccorso provenienti da tutte le componenti civili e militari e dei Comitati territoriali della Liguria, garantendo supporto ai soccorritori e assistenza nelle procedure di evacuazione di portatori di disabilità.
La Capitaneria di Porto ha gestito le ricordate criticità legate alla mobilità in area portuale impiegando 18 unità, 2 motovedette e 2 elicotteri, garantendo il regolare afflusso e deflusso di crocieristi e vacanzieri nell'area portuale.
Da rilevare anche l'intervento dell'Esercito, che ha distaccato nell'immediatezza dell'evento, 2 ufficiali di collegamento e 1 ufficiale specialista del Genio dotato di autonomo mezzo di ricognizione, allertando 150 assetti specialisti di due reggimenti del Genio dotati di martelli demolitori e macchine movimento terra, nonché collaborando nei presidi anti sciacallaggio.
La Marina Militare, a sua volta, ha distaccato 2 ufficiali presso il CCS allertando mezzi navali, una camera iperbarica e 2 elicotteri mentre la Guardia Costiera è intervenuta con 3 vedette.
 
Volontariato
 
Particolarmente preziosa ed indispensabile, come sempre, l'attività del Volontariato che è intervenuto in tutte le sue componenti, in tutte le fasi della crisi: 90, in particolare, i Volontari attivati dal Comune e 20 dalla Regione Liguria, mentre l'Associazione Radioamatori ha effettuato attività di supporto al CCS garantendo le comunicazioni via radio con un totale di 4 operatori in turnazione.
 
Il Presidente Mattarella incontra i Vigili del Fuoco sul luogo del crollo
 
L'assistenza alle persone sfollate
 
Il cedimento del viadotto ha interessato un'area di prossimità contrassegnata dalla presenza di alcuni edifici - sia di civile abitazione che destinati ad attività economica - che sono stati tempestivamente evacuati, nell'attesa di accertare lo stato di pericolo della zona. A seguito della definizione della zona di sgombero (zona rossa), le persone chiamate a lasciare le proprie abitazioni sono state più di 550, di cui oltre 200 ospitate inizialmente in strutture alberghiere rese disponibili dal Comune di Genova.
I Vigili del Fuoco, d'intesa con i servizi sociali del Comune, hanno provveduto a più riprese, attraverso l'istituzione di numerose squadre operative (fino a 15) a garantire ai cittadini servizi di accompagnamento alle abitazioni evacuate per consentire il recupero di effetti personali di prima necessità: oltre 300 i servizi di accompagnamento effettuati.
Contestualmente, le forze di polizia hanno predisposto mirati servizi antisciacallaggio per prevenire possibili azioni predatorie presso gli edifici sfollati per ragioni di sicurezza.
Per le famiglie costrette ad abbandonare la propria abitazione è stato creato un sistema di aiuti a doppio canale che ha previsto, da un lato, il reperimento di soluzioni alloggiative alternative rese disponibili ai cittadini rimasti senza casa, e dall'altro, alternativamente, l'erogazione di un contributo economico per quanti abbiano preferito optare per l'autonoma ricerca di una sistemazione. Il predetto piano è successivamente giunto a piena esecuzione con 86 nuclei familiari che hanno optato per la sistemazione negli alloggi pubblici messi a disposizione dal Comune e 172 che hanno, invece, preferito usufruire del contributo economico.
Secondo le disposizioni previste dal decreto Genova a tutela del diritto all'abitazione, in favore dei proprietari residenti nelle abitazioni della zona rossa, destinatari delle ordinanze di sgombero, è stata prevista la corresponsione, a fronte della cessione volontaria degli immobili destinati alla demolizione, di un'indennità ancorata al valore al metro quadro dell'immobile, più un contributo di € 36.000,00 per il disagio conseguente allo sgombero, nonché un'indennità di € 45.000,00 prevista dalla legge regionale sul Pris (Programma Regionale di Intervento Strategico). Misure di ristoro di differente portata sono state stanziate altresì per i proprietari non residenti nonché per i titolari di contratti di locazione. La norma pone la corresponsione delle predette somme a carico del concessionario del tratto autostradale alla data dell'evento.
 
  La viabilità
 
Il viadotto Morandi costituiva uno snodo autostradale strategico per la movimentazione di mezzi leggeri e pesanti da e per la Liguria, oltre ad essere la principale arteria di collegamento tra il levante e il ponente cittadino e per il transito in ingresso e in uscita dalle aree portuali.
Pertanto, al fine di approfondire l'esame delle criticità viarie correlate al crollo e di porre in essere un piano di percorsi alternativi, sono stati convocati in Prefettura, con ravvicinata frequenza, mirati Comitati Operativi della Viabilità, nell'ambito dei quali sono stati approfonditi i profili di criticità connessi alla mobilità sia su gomma che su rotaia, con particolare attenzione ai riflessi sulla circolazione nell'area portuale.
Il venir meno della infrastruttura ha, quindi, comportato forti e inevitabili ricadute sul sistema della mobilità, cui si è cercato di far fronte attraverso la predisposizione, a cura del Comune e d'intesa con la Polizia Stradale, di piani straordinari di viabilità, con la previsione di percorsi alternativi, anche autostradali, tesi a bypassare l'area del crollo, di modifiche ai sensi di circolazione e segnaletica dedicata.
 
 
L'adozione di tali misure, pur in presenza di fisiologiche criticità, ha consentito di non incorrere in significativi blocchi del traffico, tenendo presente che polizia locale e polizia stradale hanno messo in campo massimi sforzi organizzativi, anche per modulare prontamente le soluzioni adottate ad esigenze specifiche.
Di particolare importanza, inoltre, è stata l'apertura, a metà ottobre, da parte del Comune, di un percorso viario alternativo (denominato "strada del Papa") in un'area interna allo stabilimento ILVA, destinato ai mezzi pesanti; una soluzione che consente di collegare direttamente le autostrade A10 e A26 con il Porto, riducendo sensibilmente l'impatto del traffico pesante sulla viabilità urbana.
 
 
 
VISITE ISTITUZIONALI
 
18 agosto 2018: il Capo dello Stato partecipa alle esequie delle vittime del crollo del ponte
  il Capo dello Stato partecipa alle esequie delle vittime del crollo del ponte
Il 18 agosto sono stati celebrati, presso la Fiera di Genova, i funerali solenni delle vittime del crollo.
La commossa cerimonia officiata dal Cardinale Angelo Bagnasco, ha visto la partecipazione, insieme alle massime autorità, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha voluto esprimere il proprio cordoglio e la vicinanza delle istituzioni ai familiari delle vittime e a quanto sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni a seguito della tragedia che ha colpito la città.
 
8 ottobre 2018: Visita del Ministro Toninelli e della Commissaria europea Bulc
 
 
L'8 ottobre 2018 si è tenuto, presso il Palazzo del Governo, un incontro bilaterale tra il Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Danilo Toninelli, e la Commissaria europea ai Trasporti, Violeta Bulc, per discutere delle iniziative avviate sul territorio a seguito del crollo del ponte Morandi.
La Commissaria ha espresso, nella circostanza, la solidarietà dell'Unione Europea alla città di Genova, assicurando la piena disponibilità a sostenere le iniziative che il Governo avvierà per il rilancio del territorio.
In particolare, nel sottolineare come l'Unione abbia già finanziato vari progetti in Liguria e nell'area di Genova - inclusi terminal multimodali e accesso ferroviario al porto, soluzioni ambientali  e connessioni con l'aeroporto di Genova - ha invitato il Governo italiano a formulare proposte specifiche per lo sviluppo dell'area interessata dal crollo del ponte.
Nel sottolineare l'esistenza di strumenti di cui le autorità italiane possono avvalersi per il rilancio dell'area, la Commissaria ha evidenziato la necessità di un tempestivo ripristino dei collegamenti sul territorio della regione, allo scopo di assicurare la mobilità dei cittadini e la ripresa della piena operatività delle imprese.
Il Ministro Toninelli ha informato di una specifica progettualità, in corso di elaborazione presso il proprio Ministero, per l'accesso ai fondi europei, nonché dell'intenzione di rendere operativa l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture, preordinata all'attività di controllo e alla eventuale irrogazione di sanzioni per le irregolarità accertate, la cui istituzione è stata accolta con favore dalla Commissaria Bulc.
A conclusione dell'incontro bilaterale, i rappresentanti del Governo italiano e dell'Unione Europea hanno fatto il punto della situazione con le autorità locali, nell'ambito di un tavolo di lavoro al quale hanno partecipato il Vice Ministro ai Trasporti Edoardo Rixi, il Sottosegretario ai Rapporti col Parlamento Simone Valente, il Prefetto di Genova Fiamma Spena, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ed il Sindaco di Genova Marco Bucci.
Nella circostanza, il Prefetto e le autorità locali hanno fornito il proprio contributo informativo sulle attività svolte nella fase post-emergenziale e sulle altre iniziative che verranno intraprese per il ritorno a condizioni di normalità.
La riunione si è conclusa con l'impegno da parte del Ministro Toninelli e della Commissaria Bulc a programmare ulteriori incontri in sede europea volti a perfezionare possibili strumenti a sostegno dello sviluppo della città di Genova.
 
 
12 ottobre 2018: visita del Presidente del Senato On. Maria Elisabetta Alberti Casellati
 
La Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha fatto visita, il 12 ottobre 2018, alla città di Genova.
Dopo una prima tappa presso l'area interessata dal crollo del Ponte Morandi - dove è stata accolta dal Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco e da una rappresentanza di personale del Corpo - la Presidente si è recata in Prefettura per incontrare, unitamente al Prefetto, al Presidente della Regione e al Sindaco di Genova e della Città Metropolitana, una delegazione del Comitato degli sfollati.
Nella circostanza, la Presidente Casellati ha manifestato piena condivisione delle istanze formulate dal Comitato ed ha, inoltre, assicurato che il Senato avrebbe seguito con estrema attenzione le fasi dell'adozione delle Disposizioni urgenti per la città di Genova .
Ciò al fine di avviare, nel più breve tempo possibile, un percorso di ricostruzione che consenta al territorio di superare le gravi difficoltà causate dal crollo del Ponte Morandi.
Successivamente la Presidente del Senato ha incontrato nella Sala di Protezione Civile della Prefettura i rappresentanti delle Forze dell'Ordine e le componenti del Centro Coordinamento Soccorsi che hanno incessantemente operato durante la fase emergenziale seguita al crollo del viadotto.
In quella sede, la Presidente ha ringraziato i presenti per il prezioso lavoro svolto, evidenziando come la costante presenza delle istituzioni, in un momento di profondo smarrimento e dolore, abbia rappresentato per la cittadinanza un importante segnale di fiducia e di vicinanza.
 
 
4 dicembre 2018: visita delegazione del Senato francese
 
Nella mattinata del 4 dicembre 2018 una delegazione del Senato francese - composta dal Presidente della Commissione per la pianificazione del territorio e dei trasporti, Hervé Maurey, dal Vicepresidente, Patrick Chaize, dai senatori Christine Lanfranchi Dorgal, Jean-Michel Houllegate, Nadia Sollogoub, dall'amministratore del Senato Julien  Dabadie, dal Consigliere per l'industria e lo sviluppo sostenibile dell'Ambasciata di Francia in Italia, Florent Moretti, accompagnata dal Console Generale di Francia a Milano, Cyrille Rogeau, e dal Console Onorario a Genova, Luc Pénaud - ha visitato l'area interessata al crollo del Ponte Morandi, accompagnata dal Prefetto Fiamma Spena e dal Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Fabrizio Piccinini. 
Successivamente, i parlamentari francesi si sono recati presso il Palazzo del Governo per un momento di confronto svoltosi presso la Sala di Protezione Civile, nel corso del quale il Prefetto ha illustrato l'attività posta in essere dal Centro di Coordinamento dei Soccorsi nella fase immediatamente successiva al crollo del viadotto, dando conto anche della complessa attività messa in campo da tutte le componenti del sistema di protezione civile.
Il Prefetto ha, poi, tracciato il quadro delle misure poste in essere dalle istituzioni locali per l'assistenza ai familiari delle vittime e ai nuclei familiari sfollati, nonché le iniziative a supporto delle numerosissime imprese danneggiate dall'evento e per il superamento delle criticità legate alla viabilità e, quindi, alla mobilità delle persone.
Particolare risalto è stato dato alla strategicità dell'infrastruttura nel sistema dei collegamenti sia in ambito cittadino sia verso il nord Europa, al volume dei traffici quotidiani da e verso la Francia, e alle viabilità alternative individuate a seguito del crollo per sopperire alla notevole concentrazione del traffico veicolare, specie quello dei mezzi pesanti, sulla viabilità ordinaria.
L'incontro ha costituito altresì l'occasione per un confronto sulla più generale problematica della gestione delle emergenze e sugli strumenti di prevenzione da adottare per limitare gli effetti negativi sulla popolazione di calamità ed eventi avversi.
La delegazione del Senato francese, a conclusione della visita, nel rivolgere il proprio ringraziamento per la dettagliata esposizione che ha permesso loro una più approfondita disamina degli eventi occorsi, ha manifestato il proprio apprezzamento  per la prontezza di risposta mostrata dalle istituzioni locali in occasione del crollo del Ponte Morandi e per l'efficiente organizzazione della macchina dei soccorsi.
Gli approfondimenti svolti nella sede suddetta hanno contribuito ad alimentare, presso i competenti organi dello Stato francese, una profonda riflessione sullo stato manutentivo e sulla sicurezza dei ponti di quella nazione, culminata nell'elaborazione, da parte del citato orano legislativo, di un dossier trasmesso al Governo francese, contenente proposte di riforma del settore delle infrastrutture, tra cui la realizzazione di un piano di investimenti - denominato  "piano Marshall" - da destinare alla manutenzione dei viadotti ( http://www.senat.fr/notice-rapport/2018/r18-609-notice.html ).
 
 
25 giugno 2019: visita Ministro Toninelli per la "posa della prima pietra"
 
Alle 15.51 del 25 giugno 2019, alla presenza del  Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha avuto luogo la "gettata" del basamento della "pila" 9 del ponte che sarà costruito al posto del Morandi. Nella circostanza, il Ministro ha espresso l'auspicio che il nuovo viadotto possa essere inaugurato già nella primavera del 2020.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il Prefetto Fiamma Spena, il Presidente della Regione Giovanni Toti e il Sindaco-Commissario Marco Bucci.
In seguito, il Ministro si è recato nell'area portuale per assistere all'arrivo del primo impalcato del nuovo viadotto, giunto via mare dallo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia.
Nella mattinata, il Ministro ha voluto fare visita ai cittadini che vivono ai margini dell'ormai ex zona rossa, oggi area di cantiere, per rassicurarli circa le modalità delle operazioni di demolizione delle pile 10 e 11, nonché riguardo allo smaltimento dei detriti, per il quale saranno garantite tutte le misure a tutela della salute pubblica.
 
28 giugno 2019: visita dei Ministri Salvini, Di Maio, Trenta e Toninelli in occasione della demolizione controllata delle pile 10 e 11
 
Nella mattina del 28 giugno 2019 si sono svolte le operazioni di demolizione controllata delle pile 10 e 11 del Ponte Morandi.
All'evento erano presenti il Ministro dell'Interno, on. Matteo Salvini, il Ministro dello sviluppo economico e Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, on. Luigi Di Maio, nonché il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, a sottolineare la costante presenza e l'impegno del Governo, fin dalle prime fasi del crollo del viadotto, a sostegno del territorio ligure nell' iter finalizzato alla restituzione di una nuova infrastruttura alla collettività.
La demolizione è avvenuta secondo programma, seguendo i passaggi previsti da un progetto di altissima complessità, messo a punto dalla Struttura Commissariale con l'ausilio delle migliori competenze tecniche di livello nazionale.
Un unico impulso elettronico ha attivato le cariche che hanno fatto esplodere le strutture portanti degli impalcati, collassati frazionandosi prima dell'impatto al suolo, mentre l'elevazione di un muro d'acqua sino ad una altezza di circa 90 metri garantiva la mitigazione della diffusione delle polveri.
 
 
 
LA DEMOLIZIONE CONTROLLATA DELLE PILE 10 E 11
 
 
Operazioni di demolizione
 
A partire dallo scorso 9 febbraio, giorno in cui è stato perfezionato il taglio e la posa a terra della prima trave tampone del viadotto, le opere di demolizione sono proseguite in maniera continuativa.
 
 
I profili di maggiore delicatezza sono stati affrontati nel corso della demolizione controllata delle pile 10 e 11 del viadotto, portata a compimento con l'uso di cariche esplosive lo scorso 28 giugno, dopo una lunga serie di approfondimenti resi necessari dalle numerose difficoltà tecniche correlate e dalle misure precauzionali richieste a tutela della pubblica incolumità, tanto più alla luce del rinvenimento lo scorso marzo, in alcuni campioni dei manufatti destinati alla demolizione, di tracce, ancorché minime, di crisotilo (amianto naturale).
Le operazioni, avvenute secondo programma, sono state eseguite seguendo i passaggi previsti da un progetto di altissima complessità, messo a punto dalla Struttura Commissariale con l'ausilio delle migliori competenze tecniche di livello nazionale.
La delicatezza delle attività demolitorie, accresciuta dalla circostanza di dover trovare esecuzione in un contesto urbano ad alta connotazione abitativa, ha richiesto una mirata attività di approfondimento da parte della Commissione tecnica provinciale in materia di sostanze esplodenti operante presso la Prefettura che, all'esito di una articolata attività istruttoria, ha autorizzato l'impiego dell'esplosivo, subordinandolo all'osservanza di puntuali prescrizioni necessarie a garantire le occorrenti misure di cautela a tutela della pubblica incolumità.
Un unico impulso elettronico ha attivato le cariche preventivamente predisposte che hanno fatto esplodere le strutture portanti degli impalcati, collassati frazionandosi prima dell'impatto al suolo, mentre l'elevazione di un muro d'acqua sino ad una altezza di circa 90 metri garantiva la mitigazione della diffusione delle polveri.
 
 
Nelle prime ore della mattina sono state portate a termine, coordinate dalla protezione civile comunale, con il supporto delle Forze di Polizia e della Polizia locale, le previste operazioni di evacuazione di 3.200 persone residenti nel raggio di 300 metri dal luogo dell'esplosione, secondo un piano predisposto dal Comune di Genova che ha consentito il rientro nelle abitazioni dei cittadini allontanati già nel corso della serata, dopo che le centraline di monitoraggio avevano fornito dati rassicuranti sulla qualità dell'aria, escludendo presenze nocive di polveri sottili e fibre amiantifere aerodisperse.
L'eccezionalità e la complessità dell'evento ha richiesto lo schieramento di un rilevante dispositivo di forze dell'ordine (700 uomini e 120 pattuglie)del soccorso pubblico, sanitario e dei servizi socio-assistenziali, impegnate in un contesto che ha visto attive, continuativamente nella giornata, diverse strutture di coordinamento delle emergenze, il Centro Coordinamento Soccorsi in Prefettura , un Posto di Comando Avanzato in prossimità dell'area dell'esplosione per eventuali interventi da garantire con immediatezza, un'Unità di crisi locale composta da personale dei Vigili del Fuoco, oltre alla Sala Operativa Regionale (S.O.R.) e al Centro Operativo Comunale (C.O.C.) .
Tutte le fasi della demolizione si sono sviluppate nell'arco di 6 secondi, utilizzando circa 500 inneschi elettronici, oltre 500 kg. di dinamite e 5000 metri di miccia detonante ed hanno consentito il completo abbattimento delle infrastrutture (vedasi slides allegate con la descrizione puntuale delle attività preordinate alla demolizione).
Resta ancora aperto e rimesso alla decisione della Struttura Commissariale il nodo legato al possibile riutilizzo dei detriti residuati dall'esplosione, anche alla luce di un parere acquisito dall'Istituto di Protezione Ambientale, in atto oggetto di approfondimento.
Entro il 13 agosto saranno completati gli ultimi due passaggi dell'attività demolitiva di quanto resta del vecchio ponte, ossia lo smontaggio della pila 2 sul lato ovest a ridosso della collina di Coronata e, sul fronte opposto, la rimozione della base della Pila 8.
 
 
Ricostruzione dell'infrastruttura
 
Per quanto attiene, invece, l'attesa fase della ricostruzione, è stato da tempo reso pubblico il progetto del nuovo ponte, basato sul concetto architettonico sviluppato dallo Studio Renzo Piano Building Workshop, che sarà realizzato per lo più sulla stessa giacitura del precedente viadotto, anche per la necessità di raccordarsi con il tracciato autostradale preesistente, peraltro interessato dalla presenza di una galleria proprio in prossimità dell'innesto del ponte.
A supporto della sede stradale, sono previste 18 pile in cemento armato di sezione ellittica, disposte con un passo costante di 50 metri, ad eccezione di 3 campate, quella di attraversamento del torrente Polcevera e le due adiacenti, per le quali l'interasse sarà di misura di più ampia per circa complessivi 100 metri.
Ad oggi sono in corso di esecuzione, presso il cantiere, le opere di fondazione (plinti e pali) e di elevazione (spiccato e fusto). Nelle officine autorizzate di Castellammare di Stabia, di Valeggio sul Mincio e Sestri Ponente sono in fase di realizzazione gli impalcati metallici e le carpenterie strutturali.
 
 
Il progetto prevede la realizzazione di tre corsie per senso di marcia, in ottemperanza alla normativa vigente per infrastrutture di questa categoria. Il Ponte sarà caratterizzato da una barriera protettiva antivento e da un sistema di approvvigionamento energetico fotovoltaico.
 
Controlli antimafia .
 
A fronte delle attività preordinate alla demolizione e alla ricostruzione, sta proseguendo l'impegno della Prefettura, volto a garantire il rafforzamento delle verifiche antimafia e dei monitoraggi dei cantieri, avvalendosi dei poteri dell'alto Commissario antimafia delegato dal Prefetto di Genova, in attuazione al protocollo di legalità sottoscritto tra Ufficio Territoriale del Governo e Commissario straordinario per la ricostruzione, alla luce del Decreto del Ministro dell'Interno del 20 novembre 2018 che ha introdotto norme di semplificazione e di accelerazione.
La sottoscrizione del protocollo ha dato avvio ad un complesso lavoro del Gruppo Interforze, coordinato dalla Prefettura, in funzione preventiva di ogni possibile tentativo di infiltrazione criminale, disponendo la costituzione ad hoc di un banca dati degli esecutori.
L'attività di controllo si è sviluppata su tre direttrici:
  • rilascio delle informazioni antimafia da parte della Prefettura per tutte le aziende a qualunque titolo impegnate nella filiera della demolizione/ricostruzione.
  • attività di monitoraggio del contesto ambientale con servizi settimanali di osservazione e controllo nelle adiacenze del cantiere della ricostruzione, a cura delle tre Forze di polizia.
  • accessi mensili al cantiere da parte del Gruppo Interforze, diretto e coordinato dalla DIA di Genova, su delega rilasciata dal Prefetto ai sensi dell'art. 93 del D. Lgs. n. 159/2011.
 
A oggi, tali accessi sono stati eseguiti il 27 febbraio, il 27 marzo ed il 12 giugno scorsi ed hanno, tra l'altro, portato all'adozione di un provvedimento interdittivo antimafia.
 
 
 
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Data pubblicazione il 07/08/2019
Ultima modifica il 19/08/2019 alle 09:19

 
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