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Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Forlì-Cesena

Comunicati Stampa

 

 Conferenza Provinciale Permanente convocata dalla Prefettura di Forlì-Cesena: direttive ai comuni per la prevenzione e il contrasto delle occupazioni arbitrarie di immobili.

Si è tenuta, nella mattinata di ieri, presso la Prefettura-U.T.G. di Forlì-Cesena, la seduta della Conferenza Provinciale Permanente, presieduta dal Prefetto Antonio Corona, con la partecipazione del Presidente della Provincia, dei rappresentanti degli enti locali, delle Forze dell'Ordine e degli Uffici periferici dello Stato.

L'incontro ha rappresentato l'occasione per approfondire alcuni rilevanti argomenti di valenza generale che interessano, per gli aspetti di rispettiva competenza, i vari attori istituzionali del territorio provinciale. In particolare, l'attenzione è stata posta sul fenomeno della prevenzione e contrasto delle occupazioni arbitrarie di immobili, tema, peraltro, oggetto di rilevanti modifiche ad opera del recente D.L. n. 113/2018, convertito con modificazioni in Legge n. 132/2018.

Al riguardo, nel territorio provinciale - già a partire dal settembre 2018, su sollecitazione delle direttive del Gabinetto del Ministro dell'Interno - è stata avviata, con il contributo dei Comuni e delle Forze dell'Ordine, una prima ricognizione degli immobili oggetto di occupazione abusiva.

A seguito delle predette modifiche legislative e delle ulteriori indicazioni ministeriali del 19 dicembre 2018, si è poi proceduto all'individuazione, nei tre Comuni più popolosi (Forlì, Cesena e Cesenatico), di tutte quelle strutture abbandonate ovvero in condizioni di particolare degrado e, dunque, potenzialmente a rischio di occupazione illecita.

Durante l'incontro è, anzitutto, emerso - come confermato dalla locale Procura - che nel territorio provinciale non sussistono situazioni di occupazioni arbitrarie in atto. Per tutti gli immobili che sono risultati in stato di abbandono, inoltre, il Prefetto ha fornito le direttive di cui all'articolo 31- ter della Legge n. 132/2018, volte a prevenire situazioni di occupazioni arbitrarie, indicando le modalità di intervento delle Amministrazioni locali nei confronti dei proprietari degli immobili.

In particolare, è stato chiarito che lo strumento ordinario di azione è il regolamento comunale (nello specifico, il regolamento edilizio) all'interno del quale, laddove non già previste, introdurre precise disposizioni sulla manutenzione e messa in sicurezza degli immobili, anche attraverso l'installazione di sistemi di difesa passiva. A tal fine, i Comuni potranno intimare i proprietari delle aree in stato di degrado ad adottare tutte le cautele necessarie volte a prevenire intrusioni di estranei, ovvero la commissione di illeciti, nonché intervenire eventualmente in danno, in caso di inerzia dei proprietari.

Sono stati, altresì, richiamati i presupposti imprescindibili in presenza dei quali eventualmente procedere all'adozione dei provvedimenti contingibili ed urgenti di cui all'articolo 54 T.U.O.E.L. che, tuttavia, devono pur sempre rappresentare l' extrema ratio, soltanto laddove sussistano quelle effettive ipotesi di grave pericolo per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana, non altrimenti fronteggiabili, requisiti spesso non rilevabili nelle ordinanze preventivamente sottoposte al Prefetto e riguardanti, piuttosto, situazioni che dovrebbero essere affrontate con gli strumenti ordinari.

È stata, infine, fortemente incoraggiata una attività delle polizie locali di costante di vigilanza sulle potenziali situazioni di rischio, in stretto raccordo con le forze di polizia statali.

Il confronto sul delicato tema dell'occupazione degli immobili - fenomeno favorito dallo stato di degrado e di abbandono di alcune aree urbane - è risultato particolarmente proficuo, sia alla luce dei primi risultati già ottenuti sul territorio provinciale, grazie alle attività preliminari di ricognizione già messe in atto, sia per la disponibilità mostrata dagli enti locali a proseguire nell'azione di prevenzione e contrasto del fenomeno, in sinergia e collaborazione con tutti i soggetti del territorio coinvolti.

Forlì, 1 marzo 2019

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