Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Forlì-Cesena

Comunicati Stampa

 

 "Tavolo permanente antiabusivismo" coordinato dalla Prefettura - Locazioni brevi per uso turistico

- La scrivente Prefettura, nell'ambito del Patto per la Sicurezza sottoscritto in data 22/06/2015 con gli enti locali territoriali e le forze dell'Ordine, ha previsto l'avvio di iniziative volte ad imprimere impulso all'azione di contrasto al fenomeno dell'abusivismo commerciale, dalla contraffazione dei marchi, al commercio abusivo nelle aree pubbliche, alle diverse forme di attività economiche non regolate, esercitate con modalità che possono rivelarsi lesive della concorrenza commerciale, come nel caso delle forme di abusivismo nel settore ricettivo.

                A tale scopo è stato costituito, presso la scrivente Prefettura, un "Tavolo permanente antiabusivismo" composto dai rappresentanti degli enti locali territoriali, delle associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali, dell'AUSL, dell'I.N.P.S., della Direzione Territoriale del Lavoro e delle Forze dell'Ordine al fine di definire concrete misure volte a scoraggiare i fenomeni in argomento.

      Nel corso dei lavori del "Tavolo permanente antiabusivismo" si è da ultimo rivolta l'attenzione alle locazioni brevi per uso turistico, ossia ai contratti di locazione ad uso abitativo stipulati da persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa , direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali on line.

                Al riguardo, come è noto, la legge regionale n. 16 del 28 luglio 2004 ha regolato tale modalità di locazione prevedendo:

  1. la locazione di appartamenti ammobiliati per uso turistico concessi per un periodo non superiore a sei mesi, in numero non superiore a tre, senza la fornitura di servizi aggiuntivi, con obbligo di comunicazione al Comune della locazione dell'immobile ;
  2. l'attività saltuaria di alloggio e prima colazione nell'abitazione di residenza o abituale dimora, garantendo la compresenza con gli ospiti, senza la fornitura di servizi aggiuntivi, con un massimo di sei posti letto per un massimo di centoventi giorni nell'arco del periodo di disponibilità all'accoglienza, con obbligo di Segnalazione certificata di inizio attività .
Le attività di cui sopra debbono essere esercitate nel rispetto delle vigenti norme di pubblica sicurezza che prevedono l'obbligo di comunicare alla Questura le generalità delle persone alloggiate, ai sensi dell'art. 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Di recente, al fine di assicurare il contrasto all'evasione fiscale , il D.L. 24.04.2017,n. 50 ha previsto che i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali on line, qualora incassino i canoni o i corrispettivi relativi ai contratti di locazione breve, operino, in qualità di sostituti di imposta, una ritenuta del 21 per cento sull'ammontare dei canoni e dei corrispettivi all'atto dell'accredito e provvedono al relativo versamento all'erario.

Per favorire l'emersione dell'area del sommerso nell'ambito del settore delle locazioni brevi, evitando che si generi, nel tempo, un mercato parallelo dell'ospitalità che si sottragga a qualsiasi obbligo nei confronti della comunità, è stata richiamata dal Prefetto l'attenzione delle autorità locali, dei dirigenti degli uffici finanziari nonchè dei responsabili delle forze di polizia affinché il fenomeno, soprattutto quello gestito dalle piattaforme elettroniche (Airbnb, ma non solo), venga assoggettato agli occorrenti controlli per il rispetto di quelle regole minime previste dalle vigenti disposizioni normative (obbligo di comunicazione alla Questura delle generalità delle persone alloggiate e al Comune), sanzionando i trasgressori ai termini di legge.

L'imponenza del fenomeno, (secondo l'inserto economico "Affari e Finanza" del quotidiano "La Repubblica"del primo maggio 2017, sulla piattaforma italiana di Airbnb ci sarebbero 270.000 annunci, l'impatto economico complessivo in Italia sarebbe stato nel 2015 pari a 3,4 miliardi di euro e nel medesimo anno sarebbero arrivati nelle case italiane 3,6 milioni di ospiti, generando entrate medie annuali di 2.300 euro per ognuno degli 83.000 host sparsi su tutto il territorio nazionale), esige, infatti, il massimo rigore da parte delle pubbliche autorità per prevenire il diffondersi di forme di illegalità anche nel settore ricettivo e di concorrenza sleale nei confronti degli operatori economici professionali.

Forlì, 9 maggio 2017
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