Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Firenze

Incontri e riunioni

 

 LA CERTEZZA DEL DIRITTO CONTRO L´ILLEGALITA´



Studiosi e giuristi al convegno “Crisi e trasformazioni del principio della legalità” che si è svolto in Prefettura. Conclusioni del sottosegretario all’Interno Domenico Manzione.

Quali strumenti abbiamo oggi per difendere i valori cardine del nostro ordinamento giuridico? In un momento storico in cui tutto evolve rapidamente, in che modo possiamo parlare di un principio di legalità alla base della convivenza civile? Su questi interrogativi e molti altri ancora si sono confrontati gli studiosi e i giuristi che hanno partecipato al convegno “Crisi e trasformazioni del principio di legalità” che si è svolto ieri pomeriggio a Palazzo Medici Riccardi. Il seminario è stato organizzato dalla Prefettura di Firenze in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici “San Pio V” di Roma che ha tra le sue finalità l’approfondimento dei problemi della società contemporanea.

I lavori sono stati aperti dal prefetto Alessio Giuffrida .  “Fondamentale per il recupero di una cultura della legalità  - ha sottolineato il prefetto - è una formazione rivolta a cementare la consapevolezza da parte dell’amministrazione pubblica e dei suoi funzionari dei compiti essenziali a cui si ispira il nostro ordinamento costituzionale”. Hanno poi preso la parola il professor Giuseppe Acocella , coordinatore del comitato tecnico-scientifico dello Istituto San Pio V, il giudice costituzionale Paolo Grossi e il consigliere di Stato Carlo Mosca .

Ha chiuso il seminario l’intervento del sottosegretario all’Interno Domenico Manzione . “Mi è molto piaciuto il titolo del convegno – ha dichiarato Manzione – perché laddove c’è una crisi c’è anche un’opportunità di trasformazione, di evoluzione rispetto alla quale bisogna vedere il punto di approdo”. Ha poi messo l’accento sugli aspetti penalistici della tutela della legalità. “La mia impressione è che si insista molto  da parte di opinionisti e organi di stampa sull’esigenza di rafforzare il presidio di carattere sanzionatorio, ma la mia idea – ha aggiunto- è che accanto a questo vada messo un presidio di carattere culturale perché l’impegno sotto il profilo educativo  probabilmente può risolvere da prima molti più problemi di quanto non può fare la sanzione penale”.

Ampia la platea in sala dove  sedevano tra gli altri il procuratore capo Giuseppe Creazzo e il cardinale Giuseppe Betori. Numerosi anche i prefetti toscani, insieme a cinque ex prefetti di Firenze: Vittorio Stelo, Francesco Berardino, Francesco Lococciolo, Gian Valerio Lombardi e Paolo Padoin.

Firenze,  4 dicembre 2015

Pubblicato il :

 
Torna su