Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Firenze

Comunicati Stampa

 

 ACCESSO ALL’ANAGRAFE DEL COMUNE

 
Stipulata una convenzione con il Comune di Firenze per la consultazione online delle informazioni anagrafiche. Un’operazione per rendere ai cittadini servizi migliori.
 
La Prefettura potrà visionare la banca dati anagrafica comunale grazie a una convenzione siglata con il Comune di Firenze che metterà a disposizione un apposito software per la consultazione online. L’accesso ai dati anagrafici della popolazione residente avverrà, come precisa il documento firmato in questi giorni, “in forma protetta e monitorata per uso esclusivo di pubblica utilità e per l’espletamento delle sole attività istituzionali” e nel pieno rispetto di tutte le disposizioni del Garante della Privacy. Solo il personale prefettizio autorizzato e abilitato con apposita password potrà entrare nei sistemi informativi e ogni accesso sarà monitorato dal Comune che registrerà anche le singole posizioni interrogate. Sono numerosi i settori della Prefettura che hanno bisogno di effettuare verifiche anagrafiche per completare le diverse pratiche: dalla cittadinanza al porto d’armi, dalle patenti al cambio di nome e cognome, dall’immigrazione alle guardie giurate.
Questa convenzione realizza un’iniziativa che conferma la positiva sinergia istituzionale tra i due enti e che permetterà di ottimizzare le risorse e di rendere servizi più efficaci ai cittadini. Un’operazione, inoltre, a costo zero: la consultazione delle banche dati è fornita gratuitamente dal Comune.
E’ il Codice dell’Amministrazione Digitale a prevedere che le pubbliche amministrazioni possano condividere le informazioni in loro possesso in modo che la loro azione sia più efficiente ed economicamente più conveniente. Nel giugno dell’anno scorso, l’Agenzia per l’Italia digitale ha stabilito una serie di linee guida sulle regole tecniche da seguire in queste forme di collaborazione, a cui la convenzione appena sottoscritta si attiene completamente.
 
Firenze, 28 marzo 2014
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 17 MARZO, “GIORNATA DELL’UNITA’ NAZIONALE, DELLA COSTITUZIONE, DELL’INNO E DELLA BANDIERA”

 
 
Un convegno in Prefettura per celebrare un’importante festa nazionale. Svelata un’inedita storia dell’inno di Mameli. Varratta: “Unità, Costituzione, Inno e Tricolore sono i quattro capisaldi della nostra identità”.
 
L’ inno di Mameli ha una storia curiosa: la prima versione del Canto degli Italiani, questo il suo titolo originale, non piacque a Giuseppe Mazzini perché la riteneva poco marziale. Il patriota genovese voleva una “marsigliese” all’italiana e chiese un nuovo arrangiamento musicale che fu affidato a Giuseppe Verdi. Un fatto quasi del tutto sconosciuto scoperto dal musicologo Claudio Santori che ne ha parlato oggi nel convegno che si è tenuto in Prefettura per celebrare il 17 marzo, “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” . In questa data del 1861 venne, infatti, proclamata l’Unità d’Italia e oggi in tutto il Paese si festeggia questa ricorrenza, considerata al pari delle grandi feste civili nazionali del 2 giugno, del 4 novembre e del 25 aprile. A Firenze il prefetto Luigi Varratta ha voluto commemorare la ricorrenza con un momento di riflessione sul suo significato. “Con questa iniziativa vogliamo rafforzare – ha sottolineato Varratta nell’aprire i lavori del convegno - i quattro capisaldi della nostra identità: Unità, Costituzione, Inno e Tricolore. Sono valori da tenere costantemente in considerazione, non solo nelle ricorrenze ma anche nella vita quotidiana. Sono le fondamenta del nostro Paese e della nostra indivisibilità” . Al seminario (presenti in sala le autorità civili e militari, i sindaci della provincia e i responsabili degli uffici statali periferici) sono intervenuti il docente di Storia Moderna all’Università di Firenze, Giovanni Cipriani, sul tema “Palazzo Medici Riccardi: dal Rinascimento a Firenze Capitale” e il musicologo Claudio Santori. Il professor Cipriani ha tratteggiato, anche con aneddoti e curiosità insolite, il percorso affascinante di uno degli edifici di Firenze più ricchi di storia, che è stato residenza privata e sede di governo in epoca medicea, centro di grande mondanità al tempo dei Riccardi per poi ospitare, dal 1865 al 1870, il ministero dell’Interno. Con la sua relazione “I due inni di Mameli”, il professor Santori ha svelato l’esistenza di una doppia versione di “Fratelli d’Italia”. Non convinto del primo arrangiamento, Mazzini chiese e ottenne da Mameli un nuovo testo, mentre Giuseppe Verdi fu incaricato della parte musicale. Ma anche questa composizione non persuase Mazzini e alla fine venne adottato come inno nazionale quello che oggi tutti conosciamo, musicato da Michele Novaro.
Firenze, 17 marzo 2014
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 VEICOLI SEQUESTRATI, DUE MESI DI TEMPO PER RIPRENDERLI

 
Dopo saranno venduti o rottamati. I proprietari hanno tempo fino al 9 maggio per recuperarli pagando le spese di custodia. Sul sito della Prefettura l’elenco dei mezzi custoditi nelle depositerie della provincia.
Sono 223 i veicoli che si trovano da oltre due anni sotto sequestro nelle depositerie autorizzate della provincia. E saranno tutti alienati se i loro proprietari non li ritirano entro i prossimi sessanta giorni, pagando le spese di custodia. Lo prevede l’ultima Legge di Stabilità allo scopo di far risparmiare allo Stato le spese per la giacenza dei mezzi sottoposti a fermo amministrativo, per la maggior parte a seguito di infrazione al codice della strada. Dal 10 marzo, sul sito www.prefettura.it/firenze (sezione News), è consultabile l’elenco di questi mezzi, individuati dalla Prefettura dopo una ricognizione per tipo, modello e numero di targa o telaio. Complessivamente sono 223: 124 autovetture, 87 motocicli, 7 autocarri, 1 rimorchio, 1 miniscooter e 3 biciclette. La pubblicazione sulla pagina web ha valore di notifica a tutti gli effetti nei confronti dei proprietari, per cui, scaduti i sessanta giorni, i veicoli potranno essere venduti o rottamati. Maggiori informazioni nella nota illustrativa inserita nelle News o contattando per email la Prefettura all’indirizzo: depenalizzazione.pref_firenze(at)interno.it .
Nella stessa sezione si può trovare anche l’avviso pubblico (completo di fac-simile di domanda) per le imprese che sono interessate ad iscriversi nell’elenco prefettizio dei custodi di beni demaniali.
Firenze, 7 marzo 2014
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