Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Firenze

Comunicati Stampa

 

 17 MARZO, FESTA DEI SIMBOLI D’ITALIA

 

In Prefettura cerimonia per festeggiare l’Unità nazionale, la Costituzione, l'Inno e la Bandiera. Consegna delle onorificenze di commendatore, ufficiale e cavaliere. Varratta: “Esempi virtuosi di nostri concittadini”.

Sono 55 le onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – OMRI che sono state consegnate oggi a Palazzo Medici Riccardi in occasione della giornata dedicata all’Unità nazionale, alla Costituzione, all'Inno e alla Bandiera, la festa istituita per ricordare la proclamazione dell’Unità d’Italia, avvenuta il 17 marzo 1861.

Sono stati premiati dirigenti e dipendenti pubblici, imprenditori, docenti, professionisti, sportivi, giornalisti, religiosi, ufficiali e sottufficiali dell’esercito e rappresentanti delle forze dell’ordine. Un mondo variegato di nomi noti e altri meno conosciuti al grande pubblico, ma tutte “persone che con professionalità bravura e serietà – ha detto il prefetto Luigi Varratta - si sono distinte nel loro ambiente di attività e rappresentano esempi virtuosi di nostri concittadini, motivo di soddisfazione per tutta la comunità”. I riconoscimenti sono andati, tra gli altri, alla campionessa mondiale di salto in lungo Fiona May, alla professoressa di Bioetica Monica Toraldo di Francia, all’imprenditore-artista Riccardo Marzi, all’ex pilota automobilistico Remo Cattini, allo “Stadium & Location manager” della Fiorentina Calcio Maurizio Francini, all’imprenditore Mario Chiari titolare della Chi-Ma.

La cerimonia è stata aperta dal prefetto Luigi Varratta che ha voluto esprimere la sua profonda gratitudine “per l’egregio lavoro che vien fatto in questo territorio” e il senso di orgoglio che prova verso tutte le componenti della società fiorentina: gli enti locali, la pubblica amministrazione, la magistratura, le forze di polizia, le istituzioni religiose, le associazioni di categoria, le imprese, il volontariato. “Questa è una terra generosa che la sua gente ama appassionatamente – ha sottolineato Varratta –  dove i cittadini hanno un innato e forte senso di responsabilità, dove esiste un deciso spirito di leale collaborazione tra le istituzioni.” 

Elenco dei 55 insigniti OMRI (Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana):

Cavalieri: Sergio Antonini, Giuseppe Apicella, Mauro Barsi, Gaetano Campisi, Adriano Carbone, Michele Carissimo, Mario Catastini, Remo Cattini, Paolo Checchi, Mario Chiari, Danilo Ciccarelli, Donato Colucci, Zaira Conti, Siro Corezzi, Stefano Cozzi, Pierluigi D’Antonio, Tiziana Davitti, Teseo De Sanctis, Maurizio Della Valle, Francesca Dell’Aria, Maurizio Della Valle, Vincenzo Di Blasio, Mario Di Mario, Giuseppe Fiore, Maurizio Francini, Federico Giometti, Enrico Giordano, Sergio Iommelli, Lovania Innocenti, Pierluigi Lambardi, Paolo Lepori, Vincenzo Giuseppe Leta, Alberto Macci, Riccardo Marzi, Luca Palandri, Sergio Panella, Massimo Pecci, Franco Perna, Tonia Rega, Riccardo Tacchinardi, Domenico Vecchio, Silvia Vecci Lagorio, Roberto Antonio Viola, Leonardo Zammarchi.

Ufficiali: Carlo Ambrogi Lorenzini, Gloria Bartoletti, Sergio Breschi, Andrea Cantile, Massimo Lucchesi, Renzo Maseroli, Rossella Orlandi, Maria Sargentini.

Commendatori: Alberto Brasca, Fiona May, Monica Toraldo di Francia.


Firenze, 17 marzo 2015

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 UN MURO CONTRO LE MAFIE, SIGLATO PROTOCOLLO


Prefettura e comuni alleati per contrastare la criminalità organizzata nei contratti pubblici. Firmato un innovativo protocollo per moltiplicare i controlli. Sorvegliati speciali gli immobili comunali. Varratta: “Sono orgoglioso. E’ un’iniziativa che abbiamo costruito qui”.

 

Salvaguardare i contratti pubblici dai tentativi di infiltrazione delle criminalità organizzate. Questo l’obiettivo del protocollo firmato stamani a palazzo Medici Riccardi dal prefetto Luigi Varratta e da tutti i 42 sindaci della provincia di Firenze, alla presenza del sottosegretario all’Interno Domenico Manzione. In sintesi: verranno moltiplicati i controlli antimafia sugli appalti pubblici e verranno estesi anche ai contratti che riguardano gli immobili di proprietà comunale. 

Il documento siglato oggi è stato interamente elaborato dalla prefettura e condiviso con gli enti locali, per rispondere all’esigenza di tutelare ancora di più gli appalti pubblici dai tentativi di infiltrazioni mafiose. “La Toscana – ha sottolineato Varratta - è riuscita ad evitare il radicamento nel proprio territorio delle mafie, ma come regione ricca è comunque esposta agli appetiti economici delle criminalità organizzate. Dobbiamo fare ogni sforzo possibile – ha proseguito il prefetto – per evitare che riescano a penetrare nel nostro tessuto produttivo e sociale”. Da qui la necessità di rafforzare la prevenzione con un protocollo che è anche in linea con le più recenti disposizioni in materia antimafia e di lotta alla corruzione e che prevede una stabile collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). “Sono orgoglioso di questo patto – ha concluso Varratta – che rappresenta un’iniziativa che abbiamo costruito qui attraverso un lungo lavoro e confronto con le amministrazioni locali su reali esigenze operative.”. “Non un semplice adempimento burocratico – ha dichiarato a questo proposito il sindaco Dario Nardella - ma un’occasione rilevante ed utile per una collaborazione sempre più efficace tra sindaci e Prefettura mirata al contrasto della criminalità organizzata e della corruzione in generale” .

Due sono gli aspetti salienti. Il primo riguarda gli immobili di proprietà dei comuni che diventeranno dei sorvegliati speciali; qui sta la maggiore novità del protocollo che è tra i primi in Italia a introdurre questo tipo di verifiche a tutto campo, assecondando un’istanza fortemente sentita dal territorio: da ora in poi prima di vendere, concedere o affittare un immobile di proprietà comunale sarà necessario che siano svolti i controlli antimafia sugli acquirenti e/o sui locatari. 

Secondo punto: per aumentare i controlli da parte della prefettura vengono abbassate molto, rispetto alla normativa nazionale, le soglie degli accertamenti antimafia: per gli appalti di lavori pubblici il limite scende addirittura a 1 milione di euro dai 5 milioni previsti dalla legge; per la prestazione di servizi e forniture pubbliche passa a 150mila euro da 200mila; per i subappalti e/o subcontratti resta a 150mila euro, ma il protocollo impone di acquisire le informazioni antimafia, invece della semplice comunicazione antimafia, in modo da rendere più incisive le verifiche. Che cosa succede se dai controlli emerge un tentativo di infiltrazione mafiosa? Il contratto non potrà essere sottoscritto o sarà risolto con una penale a carico dell’impresa; analogo meccanismo scatterà in caso di fenomeni di corruzione. In alternativa alla risoluzione del contratto, prefetto e ANAC potranno disporre la sostituzione degli amministratori o commissariare l’azienda.

“La sottoscrizione di oggi – ha commentato il sottosegretario Domenico Manzione - è un impegno a fare che rappresenta la migliore risposta dell’intera collettività. Questo muro contro le mafie che viene eretto dal basso rende il senso dell’impegno che tutti dobbiamo avere nella lotta senza quartiere alla corruzione: ciascuno deve fare il proprio, a cominciare dal governo per finire ai singoli cittadini, passando per enti locali e imprenditori”.

 “Noi sindaci siamo soddisfatti di questo nuovo strumento – ha sottolineato nel suo intervento Dario Nardella - perché siamo consapevoli che i primi soggetti che subiscono gli effetti della corruzione e della criminalità sono i nostri cittadini, a partire dai più deboli. E che gli effetti della corruzione sono devastanti per i nostri territori perché bloccano le opere pubbliche, che al contrario dovrebbero procedere ancor più rapidamente, e compromettono il tessuto sociale delle nostre comunità basato sul rispetto e sull’etica. Anche se nelle nostre città la presenza della criminalità non è così diffusa come altrove, proprio qui dobbiamo essere più pronti a prevenire i fenomeni di corruzione e criminalità e a tenere alto il livello dell’attenzione".

Firenze,  16 marzo  2015

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 CALANO LE RAPINE IN BANCA, IL PATTO VA AVANTI

 
 
Rinnovato stamani in Prefettura il protocollo per la sicurezza in banca. Negli ultimi due anni diminuite le rapine in provincia e nel capoluogo. Varratta: “Dati sorprendenti. Funziona la sinergia operativa”.

 

Forte diminuzione delle le rapine in banca, calate nel 2014 rispetto all’anno prima dell’80,8% in provincia di Firenze e dell’87,5% nel capoluogo. Risultati ancor più positivi se confrontati con il calo nazionale che si attesta a meno 37%. “Dati sorprendenti  – ha commentato il prefetto Luigi Varratta – che conferma quanto sia importante lavorare sulla prevenzione e ci incoraggia a proseguire sulla via della sinergia operativa tra le forze dell’ordine e gli istituti di credito che funziona”. Proprio con questo obiettivo è stato rinnovato oggi a palazzo Medici Riccardi il protocollo per contrastare la criminalità in banca siglato tra la Prefettura, il coordinatore nazionale OSSIF - il centro di ricerca dell’ABI sulla sicurezza anticrimine - Marco Iaconis e i delegati di 35 istituti di credito della provincia, alla presenza dei vertici provinciali delle forze dell’ordine: il questore Raffaele Micillo, il colonnello Marco Lorenzoni comandante dell’Arma dei Carabinieri e il generale Leandro Cuzzocrea comandate della Guardia di Finanza. L’intesa, sottoscritta la prima volta nel 2009 e successivamente rinnovata, ha coinciso fin da subito con una flessione delle rapine, andamento confermato anche nell’ultimo biennio di applicazione: mentre nel 2013 le rapine in banca compiute in tutta la provincia sono state 26 (di cui 16 a Firenze), nel 2014 sono scese a 5 (di cui 2 nel capoluogo).

L’edizione 2015 del patto rinsalda le linee operative già adottate nelle precedenti versioni e conferma l’impegno per ciascuna dipendenza bancaria di dotarsi di almeno cinque misure di sicurezza tra quelle che vengono suggerite dal protocollo: come bussola, metal detector, rivelatore biometrico, videosorveglianza, videoregistrazione, sistema anticamuffamento, bancone blindato, dispositivo di custodia valori ad apertura ritardata e di erogazione temporizzata del denaro, macchiatura e tracciabilità delle banconote, vigilanza e allarme antirapina. Molta attenzione è riservata anche alla protezione dei bancomat; tra le novità introdotte quest’anno è stata inserita la possibilità di utilizzare sistemi hardware e/o software per tutelare meglio le componenti dell’apparecchiatura ATM che interagiscono con la carta. Il rapporto banche-forze dell’ordine resta un cardine del protocollo. Gli istituti di credito segnaleranno alle centrali di polizia quelle situazioni che possono metterli in condizioni di rischio, come guasti agli impianti di protezione, movimenti sospetti di persone all’interno e all’esterno, giacenze di cassa non ordinarie. A questo proposito “il protocollo è un esempio di positiva collaborazione tra il mondo pubblico e quello privato – ha commentato Marco Iaconis – che vede l’azione eccellente delle forze dell’ordine e gli investimenti delle banche sul fronte della sicurezza”. Le esperienze positive maturate grazie a questo protocollo hanno permesso a OSSIF di creare anche un Osservatorio intersettoriale che coinvolge poste, farmacie e tabaccherie (altri soggetti a rischio rapina) e il Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza per condividere informazioni e strategie operative. Un occhio di riguardo, infine, è rivolto alle attività di formazione dei dipendenti agli sportelli: le linee guida, realizzate da Abi con le forze dell’ordine, hanno codificato prassi comportamentali adeguate alle diverse circostanze di rischio, per garantire meglio l’incolumità del personale e della clientela e anche per fornire un valido ausilio alle forze di polizia nell’identificazione dei rapinatori.


Firenze, 13 marzo 2015

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 A.A.A. CERCASI CASERMA PER I CARABINIERI DI PONTASSIEVE



Immobile indipendente, superficie complessiva di 2700 metri quadri, vicino alle principali vie di comunicazione. Termine per presentare le offerte: 13 aprile. 

La Prefettura cerca un immobile in affitto per ospitare i Carabinieri di Pontassieve. Lo stabile attualmente occupato in via Algeri non risponde più alle esigenze dell’Arma: è diventato troppo grande e oneroso dopo il passaggio della sede locale da compagnia a tenenza. Il nuovo edificio da adibire a caserma dovrà essere indipendente, con una superficie complessiva di circa 2700 metri quadri, ubicato nel comune di Pontassieve o in una zona ritenuta idonea allo scopo dal Comando Provinciale dell’Arma e trovarsi in prossimità delle principali vie di comunicazione. Lo stabile dovrà essere realizzato in conformità alle norme vigenti in materia di impiantistica, risparmio energetico, utilizzo delle fonti rinnovabili, eliminazione delle barriere architettoniche e di sicurezza dei luoghi di lavoro. 

Privati e imprese, interessate a concedere in locazione un immobile con queste caratteristiche, potranno far pervenire le loro offerte alla Prefettura di Firenze, Ufficio Accasermamento, via Giacomini 8, entro il 13 aprile 2015, corredata di planimetrie quotate e firmate e di una proposta di canone da sottoporre a parere di congruità dell’Agenzia del Demanio. 

Ulteriori chiarimenti possono essere richiesti al Comando Provinciale Carabinieri di Firenze oppure direttamente alla Tenenza Carabinieri di Pontassieve.

Firenze, 11 marzo 2015

 
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