Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Firenze

F.A.Q.

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  • Assegni

  • [19/01/2009 09:16] Sono il benificiario di un assegno bancario incassato in modo tardivo.(legge 386/90) Vorrei sapere se la dichiarazione che ho rilasciato ai fini della non iscrizione del nominativo traente nei registri CAI basterebbe che sia autentificata dal mio comune di residenza, invece che da un notaio, come mi obbliga la segreteria comunale. Spero in una vostra risposta che mi chiarisca una volta per tutte questa mia situazione di disagio.GRAZIE.
    In caso di violazione dell'art. 2 della legge 386/90 ( assegno emesso in difetto di provvista) volgarmente detto assegno scoperto o a vuoto, il pagamento tardivo entro 60 giorni compresa la penale del 10% impedisce l'iscrizione nella CA.I. e la sanzione amministratiiva. La legge prevede due forme di pagamento del titolo, se effettuato direttamente nelle mani del portatore ( come sembra nel suo caso) occorre che la liberatoria sia autenticata. L'autentica va fatta da un notaio ma anche agli atti notori del Comune. Mi sfugge al momento il motivo del rifiuto da parte del Comune. Non può essere fatta la autenticazione in forma semplificata come previsto nel d.p.r. 445/2000 ( cioè allegando la fotocopia del documento del dichiarante) in quanto questo è possibile solo con gli enti pubblici. Tale dichiarazione autenticata va portata in banca entro 60 giorni (dal termine di validità del titolo) altrimenti avviene l'iscrizione nella C.A.I. e non può essere impedita l'emissione della sanzione amministrativa da parte di questo ufficio. La soluzione che consiglio al traente è di fare un deposito vincolato a favore del beneficiari o ultimo portatore del titolo presso la filiale della propria banca, (in questo modo si risparmia anche le spese di autentica della firma). (Il traente dovrà poi inviare copia dell'attestato di deposito al notaio se vi è stato protesto.) La banca provvederà a versarLe l'importo e naturalmente Lei dovrà restituire i denari già ricevuti. Controlli comunque nel sito sotto la voce faq. (assegni) Spero che la risposta sia stata chiara, purtroppo non sempre le banche consigliano la soluzione più semplice.
  • [11/11/2008 09:20] Abbiamo deciso consensualmente di richiamare un assegno solo che il beneficiario lo ha richiamato solo dopo 24 ore . Adesso la mia banca mi chiede una dichiarazione con autentica di firma . Può autenticarla un notaio?
    SI; recenti circolari della Banca d'Italia hanno ribadito una giurisprudenza costante della suprema corte di Cassazione e della Corte Costituzionale per cui 'illecito previsto dall'art. 2 della legge 386/90 ( emissione di assegno in difetto di provvista) si consuma al momento della negoziazione del tirolo. Il "richiamo" dell'assegno è una prassi (non prevista da alcuna norma) che impedisce il protesto dell'assegno ma non sospende la procedura sanzionatoria. Pertanto entro 60 giorni Lei dovrà o fare un versamento vincolato in banca ( pari all'importo del titolo più la penale ed interessi) ovvero farsi fare dal portatore del titolo (cioè l'ultimo giratario o beneficiario) una dichiarazione liberatoria con firma autenticata da Notaio o agli atti notori del Comune nella quale egli dichiara di aver ricevuto oltre all'importo del titolo anche la penale e gli interessi, questa dichiarazione va portata in Banca ( entro 60 gg.) per impedire sia l'iscrizione nella C.A.I. che la segnalazione allo scrivente. La Banca le manderà una raccomandata (c.d preavviso di revoca) con indicato la data entro cui Lei dovrà fare tali comunicazioni. Legga per maggiori informazioni anche le altre faq sulla materia pubblicate nel sito .
  • [02/09/2008 16:48] Quali leggi regolano la materia?
    La materia è regolata dal R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736 (Disposizioni sull'assegno bancario, sull'assegno circolare e su alcuni titoli speciali dell'Istituto di emissione, del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia) e successive modifiche, è formato da 125 articoli. Dalla legge 15121990 n. 386 "Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari." modificato dal titolo V del D.L.vo 30 dicembre 1999 n. 507 è formato da 12 articoli.
  • [02/09/2008 16:47] Quali sono le modifiche introdotte dal d.lvo 507/1999?
    Le più importanti sono state: 1) la depenalizzazione del reato di emissione di assegno senza autorizzazione del trattario (art. 1) e del reato di emissione di assegno senza provvista (art. 2). 2) L'istituzione della Centrale di Allarme Interbancaria (C.A.I.). 3) La competenza del prefetto del luogo di pagamento dell'assegno (cioè della provincia in cui ha sede la banca indicata nell'assegno stesso) per l'emanazione delle sanzioni amministrative.
  • [02/09/2008 16:47] Esistono sanzioni penali?
    Solo chi trasgredisce ai divieti conseguenti alle sanzioni amministrative accessorie è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni (art. 7, l. 386/90).
  • [02/09/2008 16:46] Se un assegno è presentato oltre i termini la banca può pagarlo?
    Si, se non c'è stato un ordine di non pagare da parte del traente il trattario può pagare (art. 35 R.D. 1736/1933). Se è stata revocata l'autorizzazione no, neppure se è stato presentato nei termini e se ci sono fondi disponibili (art. 9 co 4 L. 386/90).
  • [02/09/2008 16:46] Perchè molti non mettono la data sugli assegni?
    La data è un requisito obbligatorio; la mancanza della data o la sua incompletezza rendono l'assegno non valido. La data deve essere quella di emissione effettiva, salvo i casi ammessi dalla legge. La data o l'indicazione di una data futura rispetto a quella effettiva viene messa per attribuire all'assegno una funzione cambiaria o creditizia non ammessa dalla legge anche se non direttamente sanzionata. L' "assegno" senza data vale come mera "promessa di pagamento" e diventa assegno a tutti gli effetti se il portatore del titolo mette una data (ad esempio quella di negoziazione).
  • [02/09/2008 16:45] Si possono dare assegni a garanzia con l'accordo tra le parti che non venga incassato?
    No, per il motivo sopra ricordato, infatti l'assegno bancario è un titolo di credito formale ed astratto, trasmissibile con girata, contenente l'ordine incondizionato di pagamento a vista. La circolazione, cioè la possibilità di girata è un attributo intrinseco dell'assegno, non sopprimibile per volontà del privato, in quanto la norma il R.D. 1736/1933 tutela, non solo l'interesse del singolo creditore, ma anche quello dei terzi quindi, l'interesse pubblico alla trasmissibilità del titolo. Tale disciplina è inderogabile con la conseguenza che gli accordi diretti a trasformare l'assegno da mezzo di pagamento a strumento di garanzia non sono ammessi. Il traente risponde del pagamento. Ogni clausola con la quale si esoneri da tale responsabilità si ha per non scritta (art. 16 R.D. 1736/1933).
  • [02/09/2008 16:45] Assegno "senza provvista" significa "assegno a vuoto"?
    Si, cioè i fondi depositati nel conto corrente sono inferiori all'importo dell'assegno. Assegno senza provvista, a vuoto o scoperto indicano la stessa cosa, la legge usa però il termine "senza provvista".
  • [02/09/2008 16:45] Che cosa accade a chi viene iscritto alla C.A.I.?
    L'iscrizione nell'archivio (C.A.I.) determina la revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni. Una nuova autorizzazione non può essere data prima che sia trascorso il termine di sei mesi dall'iscrizione nell'archivio. La revoca comporta anche il divieto, della durata di sei mesi, per qualunque banca e ufficio postale di stipulare nuove convenzioni di assegno con il traente e di pagare gli assegni tratti dal medesimo dopo l'iscrizione nell'archivio, anche se emessi nei limiti della provvista. Pertanto chi, nel periodo di iscrizione alla C.A.I., emette un assegno viola l'art. 1 della legge 386/90 cioè emette "un assegno senza autorizzazione del trattario" ovvero in presenza della c.d. "revoca di sistema".
  • [02/09/2008 16:44] Come fa il traente a sapere che il suo nominativo verra' iscritto alla C.A.I.?
    La materia è regolata dall'art. 9 bis della legge 386/90. In caso di protesto di un assegno per mancanza totale o parziale di fondi, la banca è obbligata a revocare ogni autorizzazione a emettere assegni e deve chiedere la restituzione dei moduli di assegno non utilizzati. La banca, pertanto, deve inviare una comunicazione (preavviso di revoca) al domicilio eletto (cioè indicato dal traente al momento della convenzione assegni) con lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione si ha per effettuata ove consti l'impossibilità di eseguirla presso il domicilio eletto ( art. 9 bis co 4), in altre parole si considera effettuata anche se torna indietro ad esempio con la dizione "sconosciuto". Infatti eventuali variazioni del domicilio eletto debbono essere comunicate (dal traente) con dichiarazione presentata direttamente alla banca o all'ufficio postale, ovvero mediante telegramma o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, o con altro mezzo concordato dalle parti, di cui sia certa la data di ricevimento (art. 9 ter). Nella raccomandata di preavviso di revoca deve essere chiarito che: 1) scaduto il termine indicato nell'articolo 8 (60 giorni) senza che il traente abbia fornito la prova dell'avvenuto pagamento del titolo, il suo nominativo sarà iscritto nell'archivio C.A.I.; 2) che dalla stessa data gli sarà revocata ogni autorizzazione ad emettere assegni anche di altre banche senza ulteriore comunicazione; 3) ed inoltre, se non effettua il pagamento, dovrà restituire tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche o uffici postali che li hanno rilasciati.
  • [02/09/2008 16:43] L'iscrizione alla C.A.I. comporta la revoca del conto corrente ?
    No, solo della c.d. "convenzione assegni".
  • [02/09/2008 16:43] Cosa deve fare il traente per impedire l'iscrizione del suo nome nella C.A.I.?
    Se ha emesso un assegno senza provvista deve effettuare il pagamento dell'assegno, degli interessi, della penale 10% e delle eventuali spese di protesto entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione cioè (60 + 8 gg. per gli assegni su piazza e 60 + 15 gg per gli assegni fuori piazza) e deve fornire la prova del pagamento allo stabilimento trattario (cioè l'agenzia della banca). Se invece ha emesso un assegno senza autorizzazione non può fare praticamente nulla. L'iscrizione è automatica e deve avvenire entro 20 giorni dalla presentazione al pagamento del titolo.
  • [02/09/2008 16:42] Come fa il traente a pagare l'assegno, in che modo deve fornire la prova del pagamento?
    Se effettua il pagamento mediante "deposito vincolato a portatore del titolo presso lo stabilimento trattario" è la banca che provvede a pagare chi detiene l'assegno, e rilascia una ricevuta al traente che deve comunicarla al pubblico ufficiale che ha levato il protesto per impedire la comunicazione al Prefetto. Se invece ha effettuato il pagamento "nelle mani del portatore del titolo" deve farsi rilasciare "quietanza con firma autenticata" cioè una dichiarazione liberatoria in cui il beneficiario o l'ultimo giratario dell'assegno (portatore) dichiara di essere stato soddisfatto nei termini di legge ( art. 8) e deve consegnare tale documento allo stabilimento trattario al pubblico ufficiale che ha levato il protesto per impedire la comunicazione al Prefetto.
  • [02/09/2008 16:42] Quale dei due sistemi (deposito vincolato o pagamento diretto al portatore dell'assegno) è preferibile?
    E' consigliabile fare un deposito vincolato, infatti chi effettua un pagamento nelle mani del portatore del titolo deve farsi fare da questi una quietanza con firma autenticata. Tale procedura è più costosa;l'autentica della firma va fatta fare da un notaio o da altri pubblici ufficiali. Trattandosi di atti tra privati non può essere seguita la procedura semplificata previste dall'art. 38 del D.P.R. 28122000 n. 445 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, perché vale solo per le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministrazione pubblica. Può capitare, inoltre, che il traente non sia stato in grado di produrre tale documentazione nei termini per vari motivi e pertanto il suo nome verrà iscritto alla C.A.I.
  • [02/09/2008 16:41] Come è attivato il procedimento sanzionatorio?
    La materia è regolata dall'art. 8 bis della legge 386/90 con due modalità differenti: 1) Nei casi previsti dall'articolo dell'art. 1 (senza autorizzazione) il pubblico ufficiale (Notaio, segretario comunale o Banca d'Italia nella maggior parte dei casi) che ha levato il protesto trasmette il rapporto di accertamento della violazione al Prefetto territorialmente competente. Nei casi in cui non si leva il protesto è la banca ( trattario) ad informare il Prefetto. 2) Nei casi previsti dall'articolo 2 (senza provvista), il trattario dà comunicazione del mancato pagamento al pubblico ufficiale che deve levare il protesto o effettuare la constatazione equivalente; il pubblico ufficiale se non gli viene comunicato che è stato effettuato il pagamento dell'assegno nel termine previsto dall'articolo 8, trasmette il rapporto di accertamento della violazione al prefetto territorialmente competente. Nei casi in cui non si leva il protesto o non si effettua la constatazione equivalente è la banca ( trattario) che decorso inutilmente il termine previsto dall'articolo 8 (60 gg.) informa direttamente il prefetto territorialmente competente.
  • [02/09/2008 16:40] In caso di violazione dell'art. 2 a chi spetta il compito di comunicare al pubblico ufficile che ha levato protesto che l'assegno e' stato pagato al portatore nei termini di legge?
    E' compito dello stesso traente che, per impedire la trasmissione del rapporto al Prefetto, deve fornire la prova dell'avvenuto pagamento al pubblico ufficiale tenuto alla presentazione del rapporto mediante quietanza del portatore con firma autenticata ovvero, in caso di pagamento a mezzo di deposito vincolato, mediante attestazione della banca comprovante il versamento dell'importo dovuto. Questo è un ulteriore motivo per preferire il pagamento con deposito vincolato. Pochi sanno che è necessario fare questo ulteriore adempimento; non esiste alcun obbligo da parte dell'Istituto trattario di dare questa informazione al traente. Alcune banche, però, provvedono ad informare il cliente, altre comunicano d'ufficio, al pubblico ufficiale che ha levato il protesto, del pagamento effettuato con deposito vincolato.
  • [02/09/2008 16:40] Cosa fa il prefetto dopo aver ricevuto il rapporto o la comunicazione della banca?
    Entro novanta giorni dalla ricezione del rapporto o dell'informativa il prefetto notifica all'interessato un verbale contenete gli estremi della violazione a norma dell'articolo 14 della legge 689/81. Se l'interessato risiede all'estero il termine per la notifica è di trecentosessanta giorni. Nel verbale viene ricordato che l'interessato, entro trenta giorni dalla notifica, può presentare scritti difensivi e documenti, cioè può instaurare un dialogo con la Pubblica Amministrazione con lo scopo o di ottenere l'archiviazione del procedimento oppure, ad esempio, che la sanzione pecuniaria sia limitata al minimo previsto dalla norma. Il prefetto, dopo aver valutato le deduzioni presentate, determina, con ordinanza motivata, la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge il pagamento, insieme con le spese, ovvero emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti (art.8 bis co 5).
  • [02/09/2008 16:39] Se l'interessato dimostra di aver pagato l'assegno il prefetto archivia gli atti?
    Si, se si tratta della violazione prevista dall'art. 2. (senza provvista) e viene prodotta la quietanza liberatoria con firma autenticata del portatore del titolo (cioè il beneficiario prenditore oppure dell'ultimo giratario) in cui viene dichiarato che il titolo, interessi, penale ed eventuali spese di protesto sono state pagate, in questo caso il Prefetto archivia il procedimento. No, se si tratta, invece, della violazione prevista dall'art. 1 (senza autorizzazione) pertanto il prefetto emette ordinanza ingiunzione motivata.
  • [02/09/2008 16:39] Se il traente mette la data sull'assegno evita le sanzioni?
    No, ma senza dubbio queste diminuirebbero sensibilmente, infatti molte delle violazioni alla legge avvengono perché gli assegni sono consegnati senza data o postdatati e quando vengono messi all'incasso il conto corrente risulta carente di fondi ovvero nel frattempo la banca ha revocato "la convenzione assegni".
  • [02/09/2008 16:38] La firma della liberatoria deve essere autenticata dal notaio?
    Non è necessario questo tipo di autentica per le dichiarazioni presentate ad un ufficio pubblico, perché,in questo caso, si applica l'art. 38 del D.P.R. 28-12-2000 n. 445 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, per cui è sufficiente allegare alla liberatoria la fotocopia di un documento di identità del portatore del titolo.
  • [02/09/2008 16:38] A quanto ammontano le sanzioni?
    Le sanzioni sono molto alte (minimo 516 €) gli importi sono indicati nel verbale e dipendono sia dal tipo di violazione che dall'importo dell'assegno, se vi è reiterazione cioè se il trasgressore è incorso nei 5 anni precedenti in un'altra violazione della stessa indole (art. 8 bis l 689/81) le sanzioni sono raddoppiate. La legge prevede anche sanzioni accessorie la più comune è il divieto di emettere assegni da un minimo di 2 ad un massimo di 5 anni. Le sanzioni accessorie non sono discrezionali, cioè vanno sempre applicate se è accertata la violazione, sono sempre previste ad eccezione per la violazione dell'art. 2 ( assegno senza provvista) se l'importo è inferiore a 2.582,28 €.
  • [02/09/2008 16:37] Entro quanto tempo il prefetto deve emettere l'ordinanza?
    Recentemente la Corte di Cassazione in sezioni riuniti con sentenza 27 aprile 2006, n. 9591 ha stabilito che l'ordinanza debba essere emessa e notificata entro il termine di prescrizione di cinque anni dalla commissione della violazione, stabilito dall'art. 28 legge 689/81.
  • [02/09/2008 16:37] Cosa può fare chi ha ricevuto l'ordinanza prefettizia?
    Il comma 6 dell'art 8 bis prevede che si applicano, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I della 689/81 e successive modificazioni, in quanto compatibili, per cui contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento gli interessati possono proporre opposizione davanti al giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione individuato a norma dell'articolo 22-bis (quindi il giudice di pace), entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento. Oppure può chiedere di poter pagare a rate secondo le modalità di cui all'art. 26 della legge 689/81.
  • [02/09/2008 16:36] Come si fa la richiesta di pagamento rateale?
    Con una richiesta in carta semplice ( vedi modello). In considerazione dell'importo delle sanzioni le richieste vengono accolte senza troppe formalità.
  • [02/09/2008 16:36] L'archiviazione del procedimento sanzionatorio comporta la cancellazione del protesto dal bollettino?
    No, per la cancellazione del protesto l'interessato deve iniziare la procedura di riabilitazione in Tribunale che non può essere iniziata prima di 12 mesi dalla data di emissione dell'assegno.
  • Cartelle esattoriali

  • [02/04/2008 07:48] Mi è arrivata una cartella esattoriale quanti giorni ho per pagare?
    Da quando le viene notificata la cartella esattoriale ha 60 giorni per pagare.
  • [02/04/2008 07:47] Come si ricorre contro una cartella esattoriale?
    La legge e la giurisprudenza della Cassazione prevede alcune forme di ricorso in particolare quelle all’ opposizione all’ esecuzione a norma dell’ art. 615 c.p.c. in relazione ai fatti estintivi asseritamente sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo, e all’ opposizione agli atti esecutivi, in caso di deduzione di vizi di regolarità formale della cartella esattoriale. Avverso al giudice di pace ai sensi della legge 689/81 si può ricorrere solo per vizi inerenti alla notifica del verbale o dell’ordinanza, da esperire entro 30 giorni dalla notifica della cartella. Il cittadino sempre nei trenta giorni dalla notifica può fare richiesta scritta al Prefetto e chiedere l’annullamento della cartella. Il Prefetto può annullare in “autotutela” la cartella
  • [02/04/2008 07:47] Quando si può ricorrere al Giudice di pace?
    Si può ricorrere ai sensi della legge 689/81 solo per vizi inerenti alla notifica del verbale o dell’ordinanza, da esperire entro 30 giorni dalla notifica della cartella.
  • [02/04/2008 07:43] Il cittadino può solo presentare ricorso al Giudice di pace?
    Il cittadino, nei trenta giorni dalla notifica del verbale o dell'ordinanza, può fare richiesta scritta al Prefetto e chiedere l’annullamento della cartella. Il Prefetto può annullare in “autotutela” la cartella.
  • [02/04/2008 07:35] Che significa “autotutela”?
    Il diritto amministrativo prevede che qualsiasi provvedimento possa essere annullato o revocato dall’autorità che l’ha emesso se viene accertato che è interesse della Pubblica Amministrazione in quanto l’annullamento d’ufficio consente una procedura più veloce e meno costosa per l’Amministrazione; (per questo motivo la domanda deve essere fatta entro trenta giorni).
  • [02/04/2008 07:34] In quali casi il Prefetto annulla la cartella esattoriale?
    E’ prassi consolidata annullare la cartella quando è dimostrato che è stato fatto un errore da parte della Pubblica Amministrazione ad esempio: 1) nel caso sia dimostrato che la sanzione era stata pagata nei termini. (Se la sanzione è stata pagata oltre i 60 giorni dalla notifica del verbale o è stata pagata in misura ridotta, la sanzione si raddoppia e quindi la cartella esattoriale non viene annullata ma solo modificata negli importi). 2) Nel caso che via stato un vizio nella notifica del verbale o dell’ordinanza (in particolare nella materia del codice della strada), 3) In caso che il trasgressore avesse fatto ricorso al Prefetto e non fosse stata emessa l’ordinanza prevista dall’art. 205 del c.d.s. oppure 4) In caso di morte del trasgressore.
  • [02/04/2008 07:26] In quali casi il Prefetto non annulla la cartella esattoriale?
    La competenza del Prefetto (ma anche il Giudice di pace) è limitata a verificare l’esistenza del potere dell’Amministrazione di procedere all’imposizione tramite ruolo, nonchè a controllarne, se del caso, la corretta formazione, mentre è preclusa la deduzione ed il riesame di ogni ragione di doglianza concernente, nel merito, la sussistenza della violazione che doveva essere eventualmente discussa con ricorso avverso il verbale nei modi e nei termini previsti dagli artt. 205 del C.d.S.
  • [02/04/2008 07:23] Perchè la cartella esattoriale per una sanzione pecuniaria non pagata arriva all'effettivo proprietario, anche se non è il trasgressore, nonostante abbia inviato il modulo di comunicazione conducente con i documenti e la firma di chi era alla guida?
    La cartella esattoriale al proprietario del veicolo poiché egli rimane sempre responsabile in solido per la sanzione economica. Comunque con la dichiarazione di conducente firmata può rivalersi civilmente sul trasgressore.