Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Firenze

Ricorsi per violazioni al codice della strada

Dirigente Dell'Area:Dott.ssa Annalisa OLIVA
Email Dirigente Dell'Area: annalisa.oliva(at)interno.it

Ricorsi per violazioni al Codice della Strada

Addetto: Sig. Alessandro Bergomi tel. 0552783641 - Sig. Luca Madiai tel. 0552783502
Coordinatore: dott.sa Manuela Ducci
Gestore del processo: Sig. Francesco Chiarelli tel. 0552783778
Orari di ricevimento:
  • Lunedì dalle 09:00 alle 11:00
  • Martedì dalle 09:00 alle 11:00
  • Mercoledì dalle 09:00 alle 11:00
  • Giovedì dalle 09:00 alle 11:00 dalle 14:00 alle 16:00
  • Venerdì dalle 09:00 alle 11:00
Ubicazione dell'Ufficio: Via Antonio Giacomini 8 - III piano
Email dell'ufficio:
Fax:
  • 0552783627 

 
Nel caso in cui sia stata accertata una violazione delle norme del Codice della Strada e sia stato notificato il verbale di accertamento, il trasgressore può scegliere tra la conciliazione amministrativa (pagamento in misura ridotta, quando consentito) ed il ricorso al Prefetto del luogo in cui è stata commessa.
 
Il ricorso,  che deve essere presentato al Prefetto o all'organo accertatore, entro 60 giorni dalla data di contestazione (consegna immediata del verbale da parte dell'agente accertatore) o di notifica del verbale, è uno scritto in carta semplice con il quale si contesta l'accertamento della violazione delle norme del Codice della Strada chiarendo i motivi per i quali si ritiene ingiusta o errata.
 
Il ricorso può essere presentato:
  • per raccomandata AR all’ indirizzo Prefettura di Firenze, Ufficio Ricorsi, via Antonio Giacomini 8 – 50129 FIRENZE
  • tramite posta elettronica certificata all’indirizzo protocollo.preffi(at)pec.interno.it allegando il ricorso sottoscritto con firma digitale oppure la copia del ricorso, acquisita mediante scanner, recante la firma autografa del ricorrente
Il Prefetto decide in merito al ricorso presentato dall'interessato, dopo aver esaminato il verbale, gli atti e le controdeduzioni prodotti dall'organo che ha accertato la violazione.
Con il ricorso può essere richiesta l'audizione personale. 
In caso di rigetto del ricorso, il Prefetto emette una ordinanza motivata con la quale  ingiunge il pagamento di una sanzione pecuniaria pari al doppio della cifra indicata sul verbale.
Il Prefetto decide il ricorso entro un termine complessivo di 180 giorni dalla data di presentazione all’organo accertatore, oppure 210 giorni se il ricorso viene presentato direttamente alla Prefettura (come anche da sentenza della Corte di Cassazione civile sezione II^ n. 13774/2009).
Dopo tale termine, il ricorso ammissibile che non sia stato rigettato si intende accolto. Inoltre, per quanto riguarda i termini entro cui il Prefetto può decidere il ricorso, qualora il ricorrente chieda di venire personalmente sentito dal Prefetto, i termini restano sospesi per tutto il periodo intercorrente fra la ricezione della convocazione da parte del ricorrente alla data di svolgimento dell’audizione (anche in caso di mancata presentazione).
L'ordinanza deve essere notificata entro i successivi 150 giorni da parte dell'organo accertatore.
In caso di accoglimento del ricorso, il Prefetto emette una ordinanza di archiviazione (annullamento) del verbale di accertamento che estingue sia le sanzioni pecuniarie indicate sul verbale, sia le eventuali sanzioni accessorie (es. sequestro del veicolo e/o sospensione della validità della patente di guida).
 
Chi può fare la richiesta:
 
Il trasgressore o il proprietario del veicolo, al quale è stata contestata una violazione delle norme del Codice della Strada.
 
Non è ammissibile il ricorso al Prefetto presentato da un soggetto che assuma la qualità di conducente del veicolo al tempo della rilevazione dell'illecito, ma che non risulti destinatario di contestazione immediata o di notificazione del verbale di accertamento (non sia né conducente né proprietario del veicolo).
 
Cosa fare:
 
Attendere la decisione del Prefetto prima di pagare la sanzione.
Contro l'ordinanza ingiunzione di pagamento l'interessato può proporre opposizione entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento (60 giorni se l'interessato risiede all'estero) al Giudice di Pace del luogo ove è stata commessa la violazione.
 
Rateizzazione.
 
Verbale di contravvenzione:  L'art. 202 bis del Codice della Strada introdotto dalla legge 29 luglio 2010 n. 120 ha previsto che i soggetti tenuti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria per una o più violazioni accertate contestualmente con uno stesso verbale, di importo superiore a 200 euro, che versino in condizioni economiche disagiate, possono richiedere la ripartizione del pagamento in rate mensili.
La persona tenuta al pagamento non deve comunque avere un reddito imponibile (IRPEF) superiore a euro 10.628,16, documentabile tramite presentazione dell’ ultima dichiarazione dei redditi (o modello ISEE). In caso di familiari conviventi, il reddito è costituito dalla somma dei redditi di ogni componente della famiglia e il limite suddetto di € 10.628,16 è elevato di € 1.032,91 per ogni familiare. La richiesta è presentata al Prefetto, nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali dello stato, altrimenti al Presidente della Giunta Regionale, Presidente della Giunta Provinciale o al Sindaco, nel caso in cui la violazione sia stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle provincie o dei comuni.
L'importo di ciascuna rata non può essere inferiore a euro 100; si applicano gli interessi al tasso previsto dall'articolo 21, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, che attualmente è fissato nel 4,5% annuo.
Chi fa la richiesta (entro trenta giorni dalla data di contestazione o di notificazione della violazione) rinuncia ad avvalersi della facoltà di ricorso al Prefetto di cui all'articolo 203 e di ricorso al Giudice di Pace di cui all'articolo 204 bis.
Entro novanta giorni dalla presentazione dell'istanza l'autorità adotta il provvedimento di accoglimento o di rigetto. Decorso il termine di cui al periodo precedente, l'istanza si intende respinta.
In caso di rigetto dell'istanza, il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria deve avvenire entro trenta giorni dalla notificazione del relativo provvedimento.
Si allega un fac-simile di domanda di rateizzazione, indirizzata al Prefetto, per verbali elevati da organi accertatori statali (Polizia Stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale). 
 
Ordinanza Ingiunzione: L'art. 26 della legge n. 689/81 ammette, su richiesta dell'interessato che versi in condizioni economiche disagiate, il frazionamento in rate mensili delle somme di cui l'autorità amministrativa ingiunge il pagamento con la ordinanza conclusiva del procedimento sanzionatorio (non è quindi ammessa la richiesta di rateizzazione della somma indicata nel verbale di accertamento).
 
Quando e' possibile il ricorso al giudice di pace. E' sempre possibile, in alternativa al ricorso al Prefetto, il ricorso al Giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione al Codice della Strada entro 30 giorni dalla contestazione su strada o dalla notifica del verbale di accertamento, sempre che non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi consentiti.
 
Il ricorso al Giudice di pace può essere proposto anche avverso l'ordinanza-ingiunzione del Prefetto, sempre entro 30 giorni dalla notifica della stessa.
 
Documentazione richiesta e modalità di presentazione:
 
Scritti difensivi e documenti sono presentati in carta semplice.
 
Il ricorso che deve, a pena di inammissibilità, essere sottoscritto dal ricorrente, va inoltrato alla Prefettura di Firenze - Area Terza – Ufficio Ricorsi - Via Antonio Giacomini n. 8, 50132 FIRENZE a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno o presentato a mano presso l’ufficio nei termini sopraindicati.
Non è ammessa la presentazione di ricorso via email, sia perché in questa maniera il ricorso non può essere sottoscritto dal ricorrente, sia perché il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2009 stabilisce che, a ciascun cittadino che ne faccia richiesta, il "Dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e per l'innovazione tecnologica" assegni a titolo non oneroso un indirizzo di Posta Elettronica Certificata, da utilizzare per tutte le comunicazioni con la Pubblica Amministrazione.
Quindi nel caso il/la cittadino/a intenda dotarsi di questo strumento gratuito, dovrà collegarsi al sito : www.postacertificata.gov.it e chiedere l’attivazione di una propria casella di posta elettronica certificata.
Una volta ottenutala, potrà utilizzarla – anche- per inviare ricorsi ex art. 203 C.d.S.
 
Riferimenti normativi:
  • Legge 24.11.1981, n. 689
  • Nuovo Codice della Strada

Data pubblicazione il 26/09/2006
Ultima modifica il 28/02/2017 alle 13:43

 
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