Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Firenze

Problematiche applicative

OSPITALITA' DI CITTADINI STRANIERI
Alcune problematiche applicative sono sorte per la sussistenza, nell'ordinamento, di norme di contenuto identico che riguardano l'ospitalità di cittadini stranieri e la cessione di fabbricato, la cui coesistenza ha generato una certa confusione e causato effetti negativi sul piano del corretto svolgimento dell'attività amministrativa, determinando l'accrescimento del contenzioso amministrativo e giurisdizionale.

Le norme in esame sono l'art. 7 del Testo Unico 286/1998 sulla condizione dello straniero in Italia e l'art. 12 del D.L. 21.03.1978 n.59, convertito nella legge 18.05.1978 n. 191, le cui violazioni sono sanzionate, rispettivamente, dal Prefetto o dal Sindaco.

L'obbligo di legge consiste nel dare comunicazione scritta all'autorità di P.S., entro il termine perentorio di 48 ore, di aver dato alloggio (ospitato, assunto, ceduto la proprietà o il godimento di beni immobili) ad uno straniero, anche se parente o affine; allo stesso modo, chiunque ceda la proprietà, il godimento o a qualunque altro titolo consenta l'uso esclusivo di un fabbricato o di una sua parte, per un periodo superiore ad un mese, è tenuto a darne comunicazione all'autorità di P.S. entro 48 ore dalla consegna dell'immobile.

Si è avuto modo di rilevare che, quando il conduttore era straniero, veniva spesso sanzionata la mancanza di una delle due comunicazioni o che, addirittura, veniva sanzionata l'omissione di entrambe con due distinti verbali di contestazione; tuttavia è parere di quest'ufficio, che in base al principio di specialità contenuto nell'art. 9 della L. 689/1981, deve essere applicata solo la disposizione speciale di legge, rappresentata, in tutta evidenza, dalla norma relativa alla condizione dello straniero.

Ad ogni modo, poiché le disposizioni in argomento hanno identico tenore nonché analoghe finalità inerenti l'ordine e la sicurezza pubblica, risulta evidente come entrambe gli obblighi di legge siano correttamente adempiuti mediante l'invio all'autorità di P.S. di almeno una delle comunicazioni nel termine prescritto.

Il Ministero dell'Interno ha concordato con questa Prefettura sulla ragionevole applicabilità del principio di specialità al caso di specie, sulla base della considerazione che "...... non vi è dubbio che la fattispecie astratta descritta dalla norma generale contenuta nell'articolo 12 del decreto.legge n. 59/78 (cedere la proprietà od il godimento o consentire a qualsiasi altro titolo l'uso esclusivo di un fabbricato o di parte di esso) sia già contenuta nella previsione dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 286/98 il quale, oltre a prevedere ulteriori fattispecie astratte rilevanti (quali l'assunzione alle proprie dipendenze e la cessione od il godimento di immobili rustici) contiene un "elemento specializzante" costituito dalla particolare qualità del soggetto "straniero" utilizzatore del bene.
Né vale considerare, ad escludere il rapporto di specialità, che il regime sanzionatorio previsto dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 286/98 fissi un massimo edittale inferiore al massimo edittale di cui all'art. 12 del decreto-legge n. 59/78 perché, oltre ad essere anche vero il contrario a proposito del minimo edittale (più elevato nella previsione dell'art. 7 del decreto legislativo n. 286/98), il trattamento sanzionatorio, esterno rispetto alla fattispecie punibile, non ha alcun rilievo rispetto al rapporto di specialità che si fonda su un giudizio puramente logico formale. Non può neppure ritenersi conferente, al fine di escludere il concorso apparente, il richiamo alla sentenza della Corte di Cassazione, sez.I, n. 14325 del 19.12.1986, nella parte in cui afferma che "la comunicazione all'autorità di P.S. di alloggio dato a stranieri e quella dei mutamenti nella disponibilità ed uso di immobili hanno diverso contenuto e funzione", in quanto tale sentenza ha operato un raffronto fra l'art. 12 del decreto-legge n. 59/78 e l'art. 2 del decreto legislativo n. 50/48; quest'ultima norma, infatti, successivamente riprodotta con modifiche nell'art. 7 del decreto legislativo n. 286/98, non conteneva l'inciso "cede la proprietà od il godimento di immobili" che, invece, risulta l'elemento caratterizzante comune alle norme de qua".

Pertanto, considerata l'applicabilità del solo art. 7 D. L.gs. 286/98 alla questione prospettata, la Prefettura ha emanato la Circolare 742/2004-E in data 13/4/2004.


Ultima modifica il 14/10/2008 alle 16:50

 
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