Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Firenze

Briciole di pane


Comunicati Stampa

 

 MESSA IN SICUREZZA BENI CULTURALI DI FIRENZE A RISCHIO ALLUVIONE

   
Pronta la mappatura delle opere d'arte a rischio di  esondazione. Firmato il protocollo che  raccorda le azioni di intervento. Prossimo obiettivo: l'esercitazione sul campo

4 novembre 1966, alluvione di Firenze. La notizia fa il giro del mondo perché, al di là del tributo in vite umane e degli ingenti danni alle attività produttive e commerciali, colpisce profondamente le coscienze la devastazione di un patrimonio culturale unico e incomparabile. Per proteggere le opere d'arte di Firenze da una nuova rovinosa esondazione dell'Arno è stato firmato  oggi a palazzo Medici Riccardi, tra Prefettura, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, Direzione Regionale dei beni culturali e paesaggisti e Autorità di Bacino del Fiume Arno, un protocollo d'intesa per coordinare le azioni degli enti coinvolti nella messa in sicurezza dei beni culturali. "In attesa che siano realizzate le opere che possano mettere la città al sicuro dal rischio di alluvione - ha detto il prefetto Andrea De Martino - era necessario porre comunque al riparo fin da subito i suoi beni culturali. E' stato così costruito, grazie alla collaborazione fra le diverse istituzioni, un meccanismo di intervento che  nell'arco di 18 ore, dal momento  del primo preavviso, è in grado di proteggere il patrimonio artistico. Ora si passerà all'azione per verificare con un'esercitazione sul campo la valenza  dei piani interni di sicurezza dei siti più esposti".

"E' un lavoro di squadra quanto mai prezioso, come ci insegnano anche le recenti alluvioni che, qualche settimana fa, hanno profondamente segnato diversi territori della Toscana, da Pisa a  Lucca, da Pistoia a Prato" ha affermato il vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli, esprimendo la sua soddisfazione  per la firma del protocollo che "rappresenta un importante passo avanti nella
messa in sicurezza della città di Firenze e segna un punto fermo nell'intervento integrato e complementare di tutte le istituzioni coinvolte".  L'importanza della  concertazione è stata sottolineata anche dal presidente della provincia, Andrea Barducci, che ha evidenziato come la condivisione di un percorso fra soggetti con responsabilità diverse consenta di superare gli ostacoli della frammentazione delle competenze. Sulla stessa linea anche il vice sindaco di Firenze, Dario Nardella, per il quale il metodo seguito costituisce un modello virtuoso da usare anche in altri ambiti. 

Il piano è stato preceduto da un censimento, promosso dalla Prefettura nel febbraio 2007,  degli edifici di interesse culturale, contenenti opere storiche e artistiche, che per la loro ubicazione si trovano in un'area a rischio di  alluvione. La rilevazione, condotta dall'Autorità di Bacino,  ha permesso di acquisire una serie di preziose  informazioni,  confluite in un unico data-base a disposizione di tutti gli enti interessati, grazie alle quali è stata realizzata una vera e propria mappatura degli immobili a rischio e  predisposto un protocollo d'intesa che definisce tempi e azioni per la salvaguardia dei beni custoditi. L'attenzione si è poi concentrata sugli edifici di proprietà o in gestione all'amministrazione statale: sono risultati "vulnerabili" 60 immobili, il 77% dei quali ha già il piano di emergenza interna previsto dalla normativa, mentre per  il restante 23%  la stesura è in corso. "È stato quantificato, in modo omogeneo, il rischio idraulico per le singole opere, la loro vulnerabilità e, sulla base delle precedenti alluvioni, la probabilità del verificarsi di un evento di piena"  ha spiegato  il segretario generale dell'Autorità di bacino dell'Arno,  Gaia Checcucci, ricordando che l'accordo è un ulteriore passo avanti nell'attuare significative misure di protezione in caso di alluvioni.

Il documento ipotizza, come scenario di riferimento,  un evento  meteo particolarmente avverso con piogge insistenti su tutto il bacino, proprio dell'intensità di quello del '66,  che porta all'esondazione del fiume. Vengono  individuati due momenti critici: una prima fase quando il fiume raggiunge i tre metri di altezza all'idrometro degli Uffizi e una seconda fase quando le acque superano i 5 metri e 50, livello di gravità tale da far ritenere di essere ormai a sei ore dallo straripamento delle acque. La Provincia di Firenze, che con il servizio di piena monitora costantemente i livelli idrometrici, già al primo stadio comunica la situazione  a un ufficio della Direzione regionale dei beni culturali, attivo 24 ore su 24, che a sua volta attiva immediatamente  i responsabili dei siti vulnerabili.  Il livello di tre metri viene raggiunto dal fiume  due-tre volte nel corso dell'anno senza che poi la situazione si aggravi ulteriormente. Per fare in modo che l'attivazione dei piani di emergenza avvenga  in caso di effettivo pericolo, il protocollo stabilisce uno stretto collegamento fra tutti i soggetti in modo da avviare gli interventi solo in base alle previsioni di peggioramento delle condizioni meteorologiche.

Fra gli edifici vulnerabili di maggior pregio, a parte gli Uffizi le cui opere però non corrono rischio ad eccezione delle grandi tele esposte a San Piero a Scheraggio, delle mostre temporanee alle Reali Poste e dei marmi (danneggiabili dalle acque in maniera minore), sono ricompresi il  Bargello e la Biblioteca Nazionale che hanno entrambi già adottato il piano  di emergenza interna. Il museo ha previsto una serie di misure con squadre tecniche addestrate, distinguendo tra opere mobili da portare al secondo piano e opere immobili da proteggere sul posto con teli impermeabili, film plastici, nastri e funi per il fissaggio. "Un modello eccellente di intervento" lo ha definito la soprintendente al Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, la quale ha spiegato come per ogni sito sono stati messi a punto piani specifici personalizzati che insieme alle esercitazioni sul campo consentiranno di rispondere con prontezza.  La Biblioteca Nazionale, che ha già messo in sicurezza ai piani alti il materiale più prezioso,  ha elaborato un progetto molto  articolato nel quale sono indicate la composizione delle squadre di salvataggio e le sequenze degli interventi, con il blocco delle porte per mezzo di sacchi di sabbia e paratie e lo spostamento di libri e documenti in luoghi sicuri, contrassegnati da cartelli colorati che riportano le segnature dei testi in modo da mantenere anche nell'emergenza  l'ordine dei volumi.  "E' un punto importante di partenza che porteremo a modello nelle altre province"  ha concluso la direttrice regionale dei beni culturali, Maddalena Ragni, assicurando  l'azione di coordinamento del suo ufficio. (sl)

Firenze, 29 gennaio 2010


Pubblicato il 29/01/2010

 FIORENTINA-ROMA, PARTITA A RISCHIO, LIMITAZIONI DEL PREFETTO

 
Partita a rischio Fiorentina-Roma, in programma allo stadio Franchi domenica 7 febbraio alle 20.45, che spinge il prefetto Andrea De Martino ad adottare una serie di limitazioni in linea con le determinazioni  dell'Osservatorio per le manifestazioni sportive.  Per il settore ospiti è stata disposta la vendita di un solo biglietto, esclusivamente ai residenti della regione Lazio, e l'incedibilità del titolo. I tagliandi per tutti gli altri settori, ugualmente incedibili ad esclusione degli abbonamenti, saranno venduti  ai soli residenti nella provincia di Firenze fino alle ore 19 di sabato 6 febbraio. Questi biglietti potranno essere comprati solamente presso le rivendite della provincia di Firenze individuate dalla Questura e dalla Fiorentina Calcio. Infine è stato disposto il divieto di vendita dei tagliandi attraverso i siti internet. 

L'incontro presenta elevati fattori di criticità, accresciuti dall'orario notturno,   per gli attriti che si sono manifestati in passato tra le tifoserie delle due squadre e per gli episodi di intemperanza registrati anche in occasione dell'ultima partita, disputata il 25 aprile 2009, quando si verificarono incidenti  all'esterno dello stadio. Allora giunsero a Firenze 500 tifosi romanisti privi di  biglietto, dei quali circa 150 rimasero nell'area di prefiltraggio per tutta la durata del primo tempo. Poco prima dell'intervallo alcuni sostenitori giallorossi tentarono di uscire dal settore ospiti per far entrare i compagni  all'esterno senza biglietto e solo il deciso intervento delle forze dell'ordine indusse i romanisti a desistere dal proposito e a rientrare sugli spalti.

Firenze, 28 gennaio 2010

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 28/01/2010

 RISCHIO INCENDIO, INDAGINE SU SFASCIACARROZZE E SMALTIMENTO RIFIUTI

 

La Prefettura ha fatto un monitoraggio per verificare il rispetto delle norme antincendio. Censite tutte le attività di autodemolizione e smaltimento rifiuti della provincia. Sanate le situazioni di irregolarità.  

Per evitare che possano ripetersi incendi come quelli avvenuti  alla Gawi di Borgo San Lorenzo, che hanno messo a rischio l'incolumità delle persone e inquinato l'ambiente circostante, la Prefettura ha avviato un'indagine sulle attività di autodemolizione e smaltimento  rifiuti della provincia per verificare  che fossero in regola con la norme antincendio. Risultato: ben cinque ditte non erano in possesso della certificazione prevista.

La ricognizione, che ha preso avvio in settembre e si è conclusa ora in gennaio,  ha interessato 116  imprese di autodemolizione, raccolta e trattamento di rifiuti di tutta la provincia di Firenze per conoscere, in base al tipo di sostanze trattate (carta, imballaggi, materiali ferrosi, plastica, laterizi, tessili, legno, indumenti, pneumatici), quali fossero le situazioni più critiche,  non solo in caso di incendio ma anche per le possibili infiltrazioni nel terreno e nelle falde acquifere del materiale stoccato nei depositi. Da questa prima indagine l'attenzione si è concentrata su 22 soggetti più a rischio: due sono risultati  in possesso del certificato antincendio, 5 hanno avviato la procedura per ottenere questo attestato, mentre per altri 5  è emersa una  situazione di irregolarità per non aver fatto domanda. Le altre dieci hanno dichiarato di trattare materiale in quantità tale da non doversi dotare del certificato prevenzione incendi, previsto dalla legge solo al di sopra di una certa soglia.  I risultati dell'indagine sono stati trasmessi ai Vigili del Fuoco che avvieranno comunque  una serie di controlli su tutte le aziende interessate per monitorare e aggiornare costantemente la situazione.  Verrà interessata anche l'ARPAT per le eventuali iniziative sul fronte della sicurezza ambientale.

Per ben tre volte in un anno e mezzo (il 20 febbraio e 7 agosto 2008 e l'11 luglio 2009),  nel deposito dell'azienda borghigiana Gawi si sono sviluppati roghi di vaste proporzioni con pesanti ripercussioni nell'area circostante, tanto da indurre il sindaco, in occasione dell'ultimo episodio nel luglio dello scorso anno,   a sospendere l'attività della società e a vietare il consumo dei prodotti agricoli coltivati nella zona. Lo spegnimento di quell'incendio richiese l'impiego di decine di squadre di Vigili del Fuoco, provenienti anche da altre province, e soltanto il loro impegno ha evitato che le fiamme si propagassero agli insediamenti industriali confinanti con conseguenze imprevedibili per l'incolumità delle persone.    Un incendio analogo è divampato il giorno successivo a Roma  in una grande autodemolizione nei pressi del parco della Caffarella,  dove andarono a fuoco migliaia di veicoli.  "Grazie a questa indagine - ha spiegato il prefetto Andrea De Martino - disponiamo ora di una fotografia accurata che ha già permesso di intervenire sulle situazione di irregolarità e che farà partire a breve una serie di ispezioni ad ampio raggio."

Firenze, 27 gennaio 2010

Pubblicato il 27/01/2010

 ATAF, SCIOPERO COBAS. PREFETTO: NO IL 14 FEBBRAIO

 

Riguardo alla richiesta presentata dai Cobas di Ataf di andare allo sciopero il prossimo 14 febbraio, il prefetto Andrea De Martino esclude decisamente l'esercizio di tale azione in quella giornata. Uno sciopero di tal fatta sarebbe infatti proclamato  in violazione della regola della rarefazione oggettiva secondo la quale "nell'ambito dello stesso servizio e dello stesso bacino di utenza ciascun soggetto sindacale non può proclamare una sciopero prima che sia trascorso un intervallo minimo di dieci giorni liberi". E' già stato fissato,  infatti,  per il 18 febbraio uno sciopero da parte dei lavoratori dell'azienda di trasporto Li-nea. I Cobas di Ataf potranno pertanto riprogrammare la loro azione prima dell'8 o dopo il 28 febbraio. Di analogo avviso è anche la commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Firenze, 26 gennaio 2010

Pubblicato il 26/01/2010

 LUZZI, URGENTE L'ALLONTANAMENTO DEGLI OCCUPANTI

 
 

Riunito oggi il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, deciso piano di assistenza

Si è riunito stamani a palazzo Medici Riccardi il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per esaminare la questione dell'ex Ospedale Luzzi. La situazione di rischio per l'incolumità degli occupanti è stata confermata dal sindaco di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi, il quale lo scorso novembre scorso aveva adottato un'ordinanza di sgombero  in considerazione delle condizioni di  inadeguatezza e pericolo della struttura. Il comitato  ha ritenuto pertanto di procedere in tempi stretti all'allontanamento degli occupanti per urgenti motivi di pubblica incolumità. La Regione Toscana sta predisponendo e proporrà nelle prossime ore un piano di assistenza  nei confronti delle famiglie con minori e delle altre persone presenti con gravi problemi di salute. 

Alla riunione del comitato, presieduta dal prefetto Andrea De Martino, hanno partecipato, oltre il sindaco di Sesto,  l'assessore regionale Gianni Salvadori, l'assessore del comune di Firenze Stefania Saccardi e i responsabili provinciali delle forze dell'ordine.

Firenze, 18 gennaio 2010

 

 

 


Pubblicato il 18/01/2010

 AGGRESSIONE MAROCCHINO, PREFETTO: GESTO INACCETTABILE

 
"Un fatto grave e inaccettabile" ha detto il prefetto Andrea De Martino condannando    l'aggressione  di un immigrato avvenuta stamani a Firenze. "Un gesto inconsulto di inaudita brutalità, ingiustificabile,  che auspico venga punito con severità, estraneo alla vita della comunità fiorentina che ha ancora una volta ha mostrato grande maturità e senso di responsabilità, come è avvenuto stamani - ha aggiunto De Martino -  quando i presenti  hanno bloccato l'aggressore, impedendo così che il fatto degenerasse, e hanno poi chiamato i carabinieri. Non ci si fa giustizia da sé. A proteggere la comunità e a far rispettare le regole ci sono le forze di polizia".

L'episodio si è verificato stamani in Oltrarno davanti all'albergo popolare. Un trentottenne italiano, dopo aver litigato con un marocchino perché dava da mangiare ai piccioni, gli ha versato addosso una tanica di benzina ed è stato bloccato dai dipendenti della struttura  prima che potesse appiccare il fuoco.

Firenze, 11 gennaio 2010

 

Pubblicato il 11/01/2010

 FIORENTINA-BARI, LIMITAZIONI NELLA VENDITA DEI BIGLIETTI

 
L'incontro è considerato a rischio  dall'Osservatorio sulle manifestazioni sportive.
Il prefetto  adotta misure per limitare l'eccessivo afflusso di tifosi biancorossi.

I biglietti del settore ospiti saranno venduti solo ai residenti nella provincia di Bari mentre quelli per le curve Fiesole e Ferrovia potranno essere acquistati esclusivamente dai  residenti in Toscana. Inoltre sono stati disposti il divieto di vendere i tagliandi attraverso i siti internet e l'incedibilità dei biglietti, con esclusione degli abbonamenti. Sono queste le misure adottate oggi dal prefetto Andrea De Martino, anche su proposta del questore, per la partita Fiorentina-Bari in programma allo stadio Artemio Franchi domenica 10 gennaio.

L'incontro presenta fattori di potenziale criticità per l'ordine e la sicurezza pubblica a causa del previsto afflusso di sostenitori baresi in numero molto superiore  alla capienza del settore ospiti dello stadio. Circostanza che si è già verificata in occasione delle trasferte della squadra pugliese per le partite con la Sampdoria il 1° novembre e con la Roma il 22 novembre. A Genova i supporters biancorossi, oltre a presentarsi in 6000 a fronte dei 2500 posti a loro riservati nell'impianto sportivo, furono protagonisti di disordini occupando  la stazione ferroviaria al termine dell'incontro.  Nella Capitale i tifosi baresi si recarono in 10mila, mentre erano  i 5500 posti disponibili, e sulla via del ritorno furono responsabili di devastazioni in un autogrill.  Per questi motivi  l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive considerò la partita Bari-Genova del 20 dicembre ad alto rischio e il prefetto della città ligure dispose  la chiusura del settore ospiti impedendo la trasferta dei  tifosi biancorossi.

Della partita con la Fiorentina se ne parlerà nella seduta del  comitato provinciale per l'ordine pubblico fissata per il 7 gennaio. Intanto De Martino  fa sapere che "non saranno tollerate intemperanze di alcun tipo". "Ci saranno molti controlli - ha spiegato il prefetto - e le forze di polizia faranno di tutto per evitare che accadano deplorevoli comportamenti come quelli di Genova".

Firenze, 4 gennaio 2010

Pubblicato il 04/01/2010

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