Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Catanzaro

Il Nuovo Codice Antimafia

Le normative emanate dal legislatore fino al 1996 erano per lo più frammentarie, disorganiche e di difficile applicazione nell'ambito dei grandi processi contro le associazioni mafiose, quindi l'intenzione era quella dar vita ad un corpus unico di norme, trasversale a tutti i settori del diritto penale, processuale ed amministrativo.
Venne così promulgata la legge delega 13 agosto 2010, n. 136 con la quale il governo è incaricato di emanare un decreto legislativo con il compito di effettuare una completa ricognizione delle norme antimafia di natura penale, processuale e amministrativa, nonché la loro armonizzazione e coordinamento. In attuazione di tale delega viene così emanato il Decreto legislativo n.159/2011cosìdetto "Codice Antimafia". La norma è stata poi modificata dalla legge 24 dicembre 2012 n. 228 (legge di stabilità per l'anno 2013.) la quale appone ulteriori modifiche al C.A. puntando, tra l'altro, sulla relazione che esiste tra un bene confiscato penalmente e l'ipoteca gravante su di esso.
Il 27 settembre 2017 è approvato, in via definitiva, il disegno di legge "Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate" che diventa Legge n. 161 del 17 ottobre 2017
Il testo approvato contiene misure finalizzate a rafforzare il ruolo dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati ma, soprattutto, interviene con una strumentazione nuova sulla tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Cambia anche il criterio per la scelta degli amministratori giudiziari dei beni espropriati, che non potranno essere parenti, conviventi o "commensali abituali" del magistrato che stabilisce la confisca .
Con il nuovo Decreto Legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in Legge n. 132 del 1° dicembre 2018 , "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.", il Codice Antimafia subisce alcune ulteriori modifiche. Queste prevedono il nuovo regime di vendita degli immobili, che amplia la platea dei potenziali acquirenti, includendo la possibilità di alienazioni a privati e prevedendo gli accertamenti utili a verificare che i beni non siano acquistati da soggetti contigui ai sodalizi; viene inoltre stabilito che sia l'acquirente a sanare gli abusi e prevede la riassegnazione del 20% dei relativi proventi all'Agenzia e la costituzione di un fondo presso il Ministero dell'Interno destinato a contribuire ai costi di manutenzione dei beni destinati.
Tra le numerose modifiche è stata introdotta una più completa disciplina per la destinazione dei beni immobili confiscati in quota indivisa e il nuovo regime che regolamenta il passaggio di immobili indestinati rimasti invenduti all'Agenzia del Demanio.

Data pubblicazione il 17/10/2019
Ultima modifica il 21/10/2019 alle 10:18

 
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