Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Brescia

Comunicazioni relative alla gestione dell'emergenza sanitaria da COVID-19

           D.P.C.M. 18 ottobre 2020
Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19».
 
         D.P.C.M. 26 aprile 2020 - Fase 2
Le disposizioni del D.P.C.M. 26 aprile 2020 si applicano a partire dal 4 maggio 2020 in sostituzione di quelle del precedente D.P.C.M. 10 aprile 2020 e sono efficaci fino al 17 maggio 2020, ad eccezione di quanto previsto per attività di imprese che si applicano dal 27 aprile 2020 cumulativamente. 
 
    D.P.C.M. 10 APRILE 2020 - comunicazione attività
Modello relativo alla presentazione delle comunicazioni per la prosecuzione delle attività da parte delle aziende interessate nei casi stabiliti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 Aprile 2020 (in allegato in fondo alla pagina è possibile scaricare il nuovo modello).
Nell'oggetto della P.E.C. da trasmettere all'indirizzo protocollo.prefbs(at)pec.interno.it  è obbligatorio scrivere il seguente codice: DPCM10COVID .
Importante: le aziende che hanno inviato le comunicazioni ai sensi  del D.P.C.M. 22 marzo 2020, non dovranno inviare ulteriori comunicazioni.
 
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In relazione all'emergenza sanitaria collegata alla patologia COVID-19 (Coronavirus) nella Regione Lombardia si pubblicano il Decreto emesso dal Ministero della Salute congiuntamente al Presidente della Regione Lombardia e le collegate misure prese, a salvaguardia della salute pubblica, nei vari tavoli specialistici che si tengono quotidianamente in Prefettura per monitorare la situazione.
 
Allo scopo di ridurre e contrastare la diffusione del COVID-19 il Presidente del Consiglio dei ministri ha sottoscritto l'11 marzo un nuovo provvedimento che prevede ulteriori misure di contenimento per l'intero territorio nazionale.
Le  precedenti disposizioni, definite nei D.P.C.M. dell' 8 marzo e del 9 marzo,  rimangono valide fino al 3 aprile 2020  tranne dove incompatibili con quelle definite dal Decreto dell'11 marzo e sono state ulteriormente prorogate fino al 3 maggio 2020 .
In virtù dell'art. 2 del decreto legge 19/2020 , le disposizioni previste nell'ordinanza restano in vigore fino al 5 aprile 2020 (anziché fino al 15 aprile, come inizialmente indicato nell'ordinanza regionale) e sono prorogate fino al 3 maggio 2020 a seguito delle nuove disposizioni del D.P.C.M. del 10 aprile 2020.
Le disposizioni regionali sono state inoltre condivise con i sindaci dei capoluoghi della Lombardia, ANCI Lombardia, UPL e con il Tavolo del Patto per lo Sviluppo.
Di seguito le principali misure previste, integrate con le disposizioni nazionali in vigore:
  • i l divieto di assembramenti di più di 2 persone nei luoghi pubblici. Deve comunque essere garantita la distanza di almeno un metro. In caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa di euro 5.000,00;
  • sono sospese le attività commerciali al dettaglio, tranne le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (individuate nell'allegato 1 dell'Ordinanza del 21 marzo ed elencate di seguito), sia nell'ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell'ambito della media o grande distribuzione e nei centri commerciali, purché sia consentito l'accesso alle sole attività di prima necessità; In ogni caso deve essere garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.
  • la sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti, per tutti i prodotti (alimentari e non);
  • l a sospensione delle attività dei servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) non elencate all'allegato 2 dell'ordinanza del 21 marzo;
  • la sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere di prodotti o servizi essenziali;
  • l a chiusura delle attività degli studi professionali, salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza;
  • l a chiusura di tutte le strutture ricettive (Hotel, alberghi, b&b, etc.):gli ospiti già presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all'entrata in vigore dell'ordinanza del 22 marzo. La chiusura si applica anche ai residence, agli alloggi agrituristici e alle locazioni brevi per finalità turistiche. Le strutture possono restare aperte per esigenze collegate alla gestione dell'emergenza (pernottamento di medici, isolamento di pazienti, ecc.), compreso il regolare esercizio dei servizi essenziali. È consentito nelle strutture ricettive il soggiorno delle seguenti categorie:
  • personale in servizio presso le stesse strutture;
  • ospiti che vi soggiornano per motivi di lavoro in uno dei servizi per cui non è disposta la chiusura o la sospensione dell'attività;
  • personale viaggiante di mezzi di trasporto;
  • ospiti costretti a prolungare il soggiorno per cause di forza maggiore che non consentano il trasferimento nei termini suindicati;
  • soggetti aventi residenza anagrafica nelle stesse strutture;
  • soggetti che assistono persone malate o ricoverate in strutture sanitarie;
  • soggetti che hanno stipulato, antecedentemente al 22/3/2020, un contratto con la struttura ricettiva per il soggiorno nella struttura stessa.
Possono restare aperte anche le strutture e gli alloggi per studenti universitari e le strutture per il soggiorno a fini assistenziali e solidaristici.
  • i l fermo delle attività nei cantieri edili. Possono continuare i lavori: i cantieri legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre a quelli stradali, autostradali e ferroviari;
  • la chiusura dei distributori automatici «h24» che distribuiscono bevande e alimenti confezionati;
  • il divieto di praticare sport e attività motorie svolte all'aperto , anche singolarmente, se non nei pressi delle proprie abitazioni;
  • l'obbligo - se si esce con il cane - di rimanere entro i 200 metri da casa;
  • la chiusura di parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici.
Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere nonché agli Enti e Amministrazioni pubbliche, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea.
Il Decreto del Consiglio dei Ministri del 22 marzo e quello successivo del 1 aprile 2020 prevede inoltre, fino al 13 aprile il divieto di trasferimento o spostamento ad altro Comune , con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Rimane consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. 
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Nuovi aggiornamenti emergenza sanitaria coronavirus covid-19
Dal 14 aprile sono valide tutte le nuove misure e disposizioni del D.P.C.M. 10 aprile 2020 e del 26 aprile 2020.
Si ricorda inoltre che è possibile contattare il numero 1500 per richieste di informazioni e il  numero verde 800 894 545  solo se si ritiene di avere dei sintomi della malattia.

Data pubblicazione il 26/02/2020
Ultima modifica il 23/10/2020 alle 16:01

 
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