Disciplina della propaganda elettorale

MINISTERO DELL'INTERNO

DIREZIONE GENERALE DELL'AMMINISTRAZIONE CIVILE

DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI ELETTORALI

DISCIPLINA

DELLA PROPAGANDA

ELETTORALE

ROMA

ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO

1989

TESTI DI LEGGE

AVVERTENZA

L'ammontare delle pene pecuniarie di cui trattasi al capitolo

VI della presente pubblicazione deve intendersi valutato

alla luce delle disposizioni contenute nella legge 12 luglio

1961, n. 603, e nella legge 24 novembre 1981, n. 689.

5

LEGGE 4 aprile 1956, n. 212.

Norme per la disciplina della propaganda elettorale-

( Pubblicatan ellaG azzettaU fficialen . 87 dell']] aprile] 956)

La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno

approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge

Art.l

L 'affissione di stampati, giornali murali od altri e di manifesti

di propaganda, da parte di partiti o gruppi politici che partecipano

alla competizione elettorale con liste di candidati o, nel 'caso di

elezioni a sistema uninominale, da parte dei singoli candidati o dei

partiti o dei gruppi politici cui essi appartengono, è effettuata

esclusivamente negli appositi spazi a ciò destinati in ogni Comune.

L 'affissione di stampati, giornali murali od altri e manifesti,

inerenti direttamente o indirettamente alla campagna elettorale, o

comunque diretti a determinare la scelta elettorale, da parte di

chiunque non partecipi alla competizione elettorale ai sensi del

comma precedente, è consentita soltanto in appositi spazi, di

numero eguale a quelli riservati ai partiti o gruppi politici o

candidati che partecipino alla competizione elettorale, aventi le

seguenti misure:

metri 2,00 di altezza per metri 4,00 di base, nei Comuni sino

a 10.000 abitanti;

metri 2,00 di altezza per metri 6,00 di base, nei Comuni con

popolazione da 10.001 a 30.000 abitanti;

6 LEGGE 4 APRILE 1956, N. 212

metri 2,00 di altezza per metri 8,00 di base, nei Comuni con

popolazione superiore o che, pur avendo popolazione inferiore,

siano capoluoghi di Provincia.

Tra gli stampati, giornali murali od altri e manifesti previsti dai

precedenti commi si intendono compresi anche quelli che contengono

avviso di comizi, riunioni o assemblee a scopo elettorale.

I divieti di cui al presente articolo non si applicano alle affissioni

di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche poste in luogo

pubblico, regolarmente autorizzate alla data di pubblicazione del

decreto di convocazione dei comizi (I).

Sono proibite le iscrizioni murali e quelle su fondi stradali,

rupi, argini, palizzate e recinzioni.

Art.2.

In ogni comune la giunta municipale, tra il 33° e il 300 giorno

precedente quello fissato per le elezioni è tenuta a stabilire in ogni

centro abitato, con popolazione residente superiore a 150 abitanti,

speciali spazi da destinare, a mezzo di distinti tabelloni o riquadri,

esclusivamente all'affissione degli stampati, dei giornali murali od

altri e dei manifesti di cui al primo ed al secondo comma dell'articolo

I, avendo cura di sceglierli nelle località più frequentate ed in equa

proporzione per tutto l'abitato. Contemporaneamente .provvede a

delimitare gli spazi di cui al secondo comma anzidetto secondo-le

misure in esso stabilite (2).

Il numero degli spazi è stabilito per ciascun centro abitato, in

base alla relativa popolazione residente secondo la seguente tabella:

da 150 a 3.000 abitanti: almeno 1 e non più di 3;

da 3.001 a 10.000 abitanti: almeno 3 e non più di lo;

(I) Il comma è stato aggiunto dall'art. 1 della legge 24 aprile 1975, n. 130 (v. pag. Il).

(2) Il comma è stato così modificato dall'art. 2 della legge n. 130 (v. pag. Il).

NORME DISCIPLINA PROPAGANDA ELElTORALE 7

da 10.001 a 30.000 abitanti: almeno 10 e non più di 20;

da 30.001 a 100.000 abitanti e nei capoluoghi di Provincia

aventi popolazione inferiore: almeno 20 e non più di 50;

da 100.001 a 500.000 abitanti: almeno 50 e non più di 100;

da 500.001 a 1.000.000 di abitanti: almeno 100 e non più di

500;

oltre .000.000 di abitanti: almeno 500 e non più di .000.

Qualora non fosse possibile destinare un unico spazio per

comprendervi il tabellone o riquadro, nelle misure prescritte, il

tabelloneo riquadro potrà essered istribuito in due o più spazii l più

possibile vicini. L 'insieme degli spazi così delimitati costituisce una

unità agli effetti di cui al comma precedente.

Per le elezioni a sistema uninominale, nei Comuni ripartiti fra

più collegi, gli spazi sono distribuiti fra i vari collegi in proporzione

della aliquota della popolazione dei Comuni stessi appartenente a

ciascun collegio.

In caso di coincidenza di elezioni, la Giunta municipale

provvederà a delimitare gli spazi distintamente per ciascuna

elezione con le modalità previste nei commi precedenti.

Nel caso in cui la Giunta municipale non provveda nei termini

prescritti agli adempimenti di cui al presente articolo, il Prefetto

nomina un suo Commissario. Le relative spese sono anticipate,

salvo rivalsa verso chi di ragione, dal tesoriere comunale.

Art. 3. (I)

La giunta municipale, entro i tre giorni di cui all'articolo 2,

provvede a delimitare gli spazi di cui al primo comma dell'articolo 1 e

a ripartirli in tante sezioni quante sono le liste o le candidature

uninominali ammesse.

In ognuno degli spazi anzidetti spetta, ad ogni lista, una

superficie di metri 2 di altezza per metri 1 di base e ad ogni

(I) L'articolo è stato casi sostituito dall'art. 3, sub art. 3, della legge n. 130 (v. pagina

12).

8 LEGGE4J

candidatura uninominale una superficie di metri 1 di altezza per

metri 0,70 di base.

L 'assegnazione delle sezioni è effettuata seguendo l'ordine di

ammissione delle liste o delle candidature, su di una sola linea

orizzontale a partire dal lato sinistro e proseguendo verso destra.

Sono vietati gli scambi e le cessioni delle superfici assegnate tra le

varie liste o i vari candidati.

Art. 4. (I)

La giunta municipale, entro i tre giorni previsti all'articolo 2,

provvede altresì a ripartire gli spazi di cui al secondo comma

dell'articolo 1 fra tutti coloro che, pur non partecipando alla

competizione elettorale con liste o candidature uninominali, abbiano

fatto pervenire apposita domanda al sindaco entro il 34° giorno

antecedente la data fissata per le elezioni.

Gli spazi anzidetti sono ripartiti in parti uguali fra tutti i

richiedenti, secont!o l'ordine di presentazione delle domande.

Qualora il numero delle richieste non consenta di assegnare a

ciascun richiedente uno spazio non inferiore a metri 0,70 di base per

metri 1 di altezza, tra le richieste medesime sarà stabilito un turno,

mediante sorteggio da effettuarsi in presenza dei richiedenti stes~i, in

maniera che tutti possano usufruire di eguale spazio per eguale

durata.

Sono vietati gli scambi e le cessioni delle superfici assegnate.

Art. 5. (2)

Nei casi in cui, entro il giorno 34° precedente la datafissata per le

elezioni, non siano state ancora comunicate le liste o le candidature

uninominali ammesse, la giunta municipale provvede agli adempimenti

di cui agli articoli 3 e 4 entro i due giorni successivi alla ricezione

della comunicazione delle liste o delle candidature uninominali

ammesse.

30 (v. pa.

30 (v. pa.

(l) L'articolo è stato cosi sostituito dal1'art. 3, sub art. 4, della legge n.

gina 12).

(2) L'articolo è stato così sostituito dal1'art. 3, sub art. 5, della legge n.

gina 13).

[LE 1956, N. 212

NORME DISCIPLINA PROPAGANDA ELElTORALE 9

Art. 6. (I)

Dal trentesimo giorno precedente la data fissata per le elezioni è

vietata ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a

cara! !ere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne indicanti le sedi dei

partiti. È vietato, altresì, il lancio o il getto di volantini in luogo

pubblico o aperto al pubblico e ogni forma di propaganda luminosa

mobile. .

La contravvenzione alle norme del presente articolo è punita con

l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda da lire 50.000 a lire 500.000.

Art. 7. (2)

Le affissioni di stampati, giornali murali od altri e di manifesti di

propaganda negli spazi di cui all'articolo 1 possono essere effettuate

direttamente a cura degli interessati.

Art. 8. (3)

Chiunque sottrae o distrugge stampati, giornali murali od altri, o

manifestI di propaganda elettorale previsti dal/'articolo l, destinati

al/'affissione o al/a diffusione o ne impedisce l'affissione o la

diffusione ovvero stacca, lacera o rende comunque il/eggibili quel/i già

affissi negli spazi riservati al/a propaganda elettorale a norma del/a

presente legge, o, non avendone titolo, affigge stampati, giornali

murali od altri o manifesti negli spazi suddetti è punito con la

reclusione fino ad un anno e con la multa da lire 50.000 a lire 500.000.

Tale disposizione si applica anche per i manifesti del/e pubbliche

autorità concernenti le operazioni elettorali.

Se il reato è commesso da pubblico ufficiale, la pena è del/a

reclusione fino a due anni.

(I) L'articolo è stato cosi sostituito dall'art. 4 della legge n. 130 (v. pag. 13).

(2) L'articolo è stato cosi sostituito dall'art. 5 della legge n. 130 (v. pag. 13).

(3) L'articolo è stato cosi sostituito dall'art. 6 della legge n. 130 (v. pag. 14).

10 LEGGE 4 APRILE 1956, N. 212

Chiunque affigge stampati, giornali murali od altri, o

manifesti di propaganda elettorale previsti dall'articolo 1 fuori

degli appositi spazi è punito con l'arresto fino a 6 mesi e con

l'ammenda da lire 50.000 a lire 500.000. Alla stessa pena soggiace

chiunque contravviene alle norme dell'ultimo comma dell'articolo

l.

Art. 9. (I)

Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono

vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta,

in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuov(l afflSsione di stampati,

giornali murali o altri e manifesti di propaganda.

Nei giorni destinati alla votazione altresì è vietata ogniforma di

propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall'ingresso delle

sezioni elettorali.

È consentita la nuova affissione di giornali quotidiani o periodici

nelle bacheche previste all'articolo J della presente legge.

Chiunque contravviene alle norme di cui al presente articolo è

punito con la reclusionefino ad un anno e con la multa da lire 50.000 a

lire 500.000.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserta

nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica

italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 4 aprile 1956

GRONCHI

SEGNI -

MORO

T AMBRONI -

-ANDREOTfI

(I) L'articolo è stato così sostituito dall'art. 8 della legge n. 130 (v. pag. 15).

LEGGE 24 aprile 1975, n. 130.

Modifiche alla disciplina della propaganda elettorale ed alle

norme per la presentazione delle candidature e delle liste dei candidati

nonche dei contrassegni nelle elezioni politiche, regionali, provinciali

e comunali.

Pubblicala nella Gazzetta Ufficiale n. 113 del3O aprile 1975)

La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno

approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

Titolo I

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELE1TORALE

Art. 1

Dopo il terzo comma dell'articolo I della legge 4 aprile 1956,

n. 212, è inserito il seguente comma:

«1 divieti di cui al presente articolo non si applicano alle

affissioni di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche poste in

luogo pubblico, regolarmente autorizzate alla data di pubblicazione

del decreto di convocazione dei comizi».

Art.

Il primo comma dell'articolo 2 della legge 4 aprile 1956, n. 212,

è così modificato:

«In ogni comune la giunta municipale, tra il 33° e il 30° giorno

precedente quello fissato per le elezioni è tenuta a stabilire in ogni

12 .EGGE 24 APRILE 1975, N. 130

centro abitato, con popolazione residente superiore a 150 abitanti,

speciali spazi da destinare, a mezzo di distinti tabelloni o riquadri,

esclusivamente all'affissione degli stampati, dei giornali murali od

altri e dei manifesti di cui al primo ed al secondo comma

dell'articolo 1, avendo cura di sceglierli nelle località più frequentate

ed in equa proporzione per tutto l'abitato. Contemporaneamente

provvede a delimitare gli spazi di cui al secondo comma anzidetto

secondo le misure in esso stabilite».

Art.3

Gli articoli 3, 4 e 5 della legge 4 aprile 1956, n.212, sono

sostituiti dai seguenti:

«Art. 3. -La giunta municipale, entro i tre giorni di cui

all'articolo 2, provvede a delimitare gli spazi di cui al primo comma

dell'articolo 1 e a ripartirli in tante sezioni quante sono le liste o le

candidature uninominali ammesse.

In ognuno degli spazi anzidetti spetta, ad ogni lista, una

superficie di metri 2 di altezza per metri 1 di. base e ad ogni

candidatura uninominale una superficie di metri 1 di altezza per

metri 0,70 di base.

L 'assegnazione delle sezioni è effettuata seguendo l'ordine di

ammissione delle liste o delle candidature, su di una sola linea

orizzontale a partire dal lato sinistro e proseguendo verso destra.

Sono vietati gli scambi e le cessioni delle superfici assegnate tra le

varie liste o i vari candidati».

«Art. 4. -La giunta municipale, entro i tre giorni previsti

all'articoJo 2, provvede altresì a ripartire gli spazi di cui al secondo

comma dell'articolo 1 fra tutti coloro che, pur non partecipando

alla competizione elettorale con liste o candidature uninominali,

abbiano fatto pervenire apposita domanda al sindaco entro il 34°

giorno antecedente la data fissata per le elezioni.

Gli spazi anzidetti sono ripartiti in parti uguali fra tutti i

richiedenti, secondo l'ordine di presentazione delle domande.

MODIFICHE DISCIPLINA PROPAGANDA ELElTORALE 13

Qualora il numero delle richieste non consenta di assegnare a

ciascun richiedente uno spazio non inferiore a metri 0,70 di base per

metri 1 di altezza, tra le richieste medesime sarà stabilito un turno,

mediante sorteggio da effettuarsi in presenza dei richiedenti stessi,

in maniera che tutti possano usufruire di eguale spazio per eguale

durata.

Sono vietati gli scambi e le cessioni delle superfici assegnate».

«Art. 5. -Nei casi in cui, entro il giorno 34° precedente la data

fissata per le elezioni, non siano state ancora comunicate le liste o le

candidature uninominali ammesse, la giunta municipale provvede

agli adempimenti di cui agli articoli 3 e 4 entro i due giorni successivi

alla ricezione della comunicazione delle liste o delle candidature

uninominali ammesse».

Art.4.

L'articolo 6 della legge 4 aprile 1956, n. 212, è sostituito dal

seguente:

«Art. 6. -Dal trentesimo giorno precedente la data fissata per

le elezioni è vietata ogni fonna di propaganda elettorale luminosa o

figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne

indicanti le sedi dei partiti. È vietato, altresì, il lancio o il getto di

volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico e ogni fonna di

propaganda luminosa mobile.

La contravvenzione alle nonne del precedente articolo è

punita con l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda da lire 50.000 a

lire 500.000».

Art.5.

L 'articolo 7 della legge 4 aprile 1956, n. 212, è sostituito dal

seguente:

«Art. 7 .-Le affissioni di stampati, giornali murali od altri e di

manifesti di propaganda negli spazi di cui all'articolo 1 possono

essere effettuate direttamente a cura degli interessati».

14 LEGGE 24 APRILE 1975, N. 130

Art.6.

L'articolo 8 della legge 4 aprile 1956, n. 212, è sostituito dal

seguente:

«Art. 8. -Chiunque sottrae o distrugge stampati, giornali

murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale previsti

dall'articolo l, destinati all'affissione o alla diffusione o ne

impedisce l'affissione o la diffusione ovvero stacca, lacera o rende

comunque illeggibili quelli già affissi negli spazi riservati alla

propaganda elettorale a norma della presente legge, o, non

avendone titolo, affigge stampati, giornali murali od altri o

manifesti negli spazi suddetti .è punito con la reclusione fino ad un

anno e con la multa da lire 50.000 a lire 500.000. Tale disposizione si

applica anche per i manifesti delle pubbliche autorità concernenti le

operazioni elettorali.

Se il reato è commesso da pubblico ufficiale, la pena è della

reclusione fino a due anni.

Chiunque affigge stampati, giornali murali od altri, o manifesti

di propaganda elettorale previsti dall'articolo 1 fuori degli

appositi spazi è punito con l'arresto fino a 6 mesi e con l'ammenda

da lire 50.000 a lire 500.000. Alla stessa pena soggiace chiunque

contravviene alle norme dell'ultimo comma dell'articolo l».

Art.7.

Le riunioni elettorali alle quali non si applicano le disposizioni

dell'articolo 18 del testo unico 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di

pubblica sicurezza, a termine dell'ultimo comma dello stesso

articolo, possono aver luogo non prima del 30° giorno antecedente

la data fissata per le elezioni.

Durante detto periodo l'uso di altoparlanti su mezzi mobili è

consentito soltanto per il preannuncio dell'ora e del luogo in cui si

terranno i comizi e le riunioni di propaganda elettorale e solamente

dalle ore 9 alle ore 21,30 del giorno della manifestazione

MODIFICHE DISCIPLINA PROPAGANDA ELETrORALE 15

e di quello precedente, salvo diverse motivate determinazioni più

restrittive adottate da parte degli enti locali interessati relativamente

agli orari anzidetti.

La contravvenzione alle norme di cui al comma precedente è

punita con l'arresto fino a 6 mesi e con l'ammenda da lire 50.000 a

lire 500.000.

Art.8.

L'articolo 9 della legge 4 aprile 1956, n. 212, è sostituito dal

seguente:

«Art. 9. -Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le

elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale

diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova

affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di

propaganda.

Nei giorni destinati alla votazione altresì è vietata ogni forma

di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall'ingresso

delle sezioni elettorali.

È consentita la nuova affissione di giornali quotidiani o

periodici nelle bacheche previste all'articolo 1 della presente legge.

Chiunque contravviene alle norme di cui al presente articolo è

punito con la reclusione fino ad un anno e con la multa da lire

50.000 a lire 500.000».

Art.9.

Al numero 10) dell'articolo 20 del decreto del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 639, concernente l'imposta comunale

sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni, sono

aggiunte le parole: «e successive modificazioni».

L'esenzione prevista dall'articolo 20, n. 10), del decreto del

Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 639, si applica alla

propaganda sonora effettuata a mezzo di apparecchi amplificatori

e simili, nei limiti in cui è consentita, a partire dal trentesimo giorno

precedente la data fissata per le elezioni.

16 LEGGE 24 APRILE 1975, N. 130

Omissis)

Art. 15.

La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua

pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserta

nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica

italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 24 aprile 1975

LEONE

MORO -GUI -REALE

-VISENTINI

Visto, il Guardasigilli: REALE

17

LEGGE 4 febbraio 1985, n. 10.

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6

dicembre 1984, n. 807, recante disposizioni urgenti in materia di

trasmissioni radiotelevisive.

(P ubblicantae /laG azzettUa fficialen . 30d el5 f ebbraio1 985)

La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno

approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBL]CA

PROMULGA

la seguente legge:

Articolo unico

Il decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807, recante disposizioni

urgenti in materia di trasmissioni radiotelevisive, è convertito in

legge con le seguenti modificazioni:

( Omissis )

Dopo l'articolo 9, è aggiunto .il seguente:

«Art. 9-bis. ( Divieto di propaganda elettorale) .-Nel giorno

precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni è fatto divieto anche

alle emittenti radiotelevisive private di diffondere propaganda

elettorale».

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserta

nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica

italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 4 febbraio 1985

PERTINI

CRAXI, Presidente del Consiglio

dei Ministri

GAVA, Ministro delle poste e

delle telecomunicazioni

Visto, il Guardasigilli: MARTINAZZOLI

18

LEGGE 25 maggio 1970, n. 352.

Norme sui referendum previsti daDa Costituzione e suDa iniziativa

legislativa del popolo.

( Pubblicalan ellaG azzettaU fficialen . 147d el 15g iugno1 970)

La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno

approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

( Omissis )

Art. 51.

Le disposizioni penali, contenute nel Titolo VII del testo unico

delle leggi per la elezione della Camera dei deputati, si applicano

anche con riferimento alle disposizioni della presente legge.

Le sanzioni previste dagli articoli 96, 97 e 98 del suddetto testo

unico si applicano anche quando i fatti negli articoli stessi

contemplati riguardino le firme per richiesta di referendum o per

proposte di leggi, o voti o astensioni di voto relativamente ai

referendum disciplinati nei Titoli I, Il e III della presente legge.

Le sanzioni previste dall'articolo 103 del suddetto testo unico

si applicano anche quando i fatti previsti nell'articolo medesimo

riguardino espressioni di voto relative all'oggetto del referendum.

Art. 52.

Alla propaganda relativa allo svolgimento dei referendum

previsti dalla presente legge si applicano le disposizioni contenute

nella legge 4 aprile 1956, n.212, e 14 aprile 1975, n. 130 (I).

(l) Gli originari primi due commi sono stati così sostituiti dall'art. 3 della legge 22 maggio

1978, n. 199.

NORME SUI REFERENDUM PREVISTI DALLA COSTITUZIONE 19

Le facoltà riconosciute dalle disposizioni delle predette leggi ai

partiti o gruppi politici che partecipano direttamente alla competizione

elettorale si intendono attribuite ai partiti o gruppi politici che

siano rappresentati in Parlamento nonche ai promotori del referendum,

questi ultimi considerati come gruppo ~nico (l).

Qualora abbiano luogo contemporaneamente più referendum, a

ciascun partito o gruppo politico che sia rappresentato in Parlamento,

ai promotori di ciascun referendum e a coloro che presentino

domanda ai sensi del/'art. 4 del/a legge 4 aprile 1956, n. 212, sostituito

dal/'articolo 3 del/a legge 24 aprile 1975, n. 130, spetta un unico

spazio agli effetti delle affissioni dei manifesti di propaganda da

richiedersi con unica domanda (l).

In ogni caso deve essere rivolta istanza alla giunta municipale

entro il trentaquattresimo giorno antecedente alla data della

votazione per l'assegnazione dei prescritti spazi.

Art. 53.

Le spese per 10 svolgimento dei referendum di cui ai Titoli I e Il

della presente legge sono a carico dello Stato.

Le spese relative agli adempi menti di spettanza dei Comuni,

nonche quelle per le competenze dovute ai componenti dei seggi

elettorali sono anticipate dai comuni e rimborsate dallo Stato.

Per le aperture di credito inerenti al pagamento delle spese di

cui ai precedenti commi è autorizzata la deroga alle limitazioni

previste dall'articolo 56 del regio decreto 18 novembre 1923,

n. 2440.

Le spese relative alle operazioni di cui al Titolo III sono a

carico degli enti locali interessati, in proporzione alla rispettiva

popola~ione. Il relativo riparto viene reso esecutivo con decreto del

Ministro per l'interno.

, Omissis

20

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

30 marzo 1957, n. 361.

Testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei Deputati.

( Omissis)

Art. 99.

(T.U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 72).

Chiunque con qualsiasi mezzo impedisce o turba una riunione

di propaganda elettorale, sia pubblica che privata, è punito con la

reclusione da uno a tre anni e con la multa da lire 3.000 a lire 15.000.

Se l'impedimento proviene da un pubblico ufficiale, la pena è

della reclusione da due a cinque anni.

( Omissis)

CIRCOLARE

23

Circohue N. 1943/V Roma, 8 aprile 1980

OGGElTO: Disciplina della propaganda elettorale.

Ai Prefetti della Repubblica LORO SEDI

Al Commissario del Governo per la Provincia di Trento

TRENTO

Al Commissario del Governo per la Provincia di Bolzano

BOLZANO

Al Presidente de/la Giunta Regionale della Va/le d'Aosta AOST A

Ai Presidenti degli Uffici centrali circoscrizionali

Ai Presidenti degli Uffici elettorali regionali

Ai Presidenti degli Uffici elettorali centrali

Ai Presidenti de/le Commissioni elettorali mandamentali

Ai Questori de/la Repubblica

Ai Sindaci dei Comuni de/la Repubblica LORO SEDI

e, per conoscenza:

AI Presidente della Regione Siciliana P ALERMO

AI Presidente della Regione Autonoma del Trentino-Alto Adige

TRENTO

AI Presidente della Regione Autonoma della Sardegna

CAGLIARI

AI Presidenle della Regione Aulonoma del Friuli-Venezìa Giulia

TRIESTE

MINISTERO DELL'INTERNO

GEMRALE DELL'AMMINISTRAZIDNE CIVILE

SERVIZIO ELETTORALE

24 CIRCOLARE 8 APRILE 1980, N. 1943/V

Ai Presidenti delle Giunte Regionali delle Regioni a Statuto Ordinario

LORO SEDI

AI Commissario dello Stato per la Regione Siciliana PALERMO

AI Rappresentante del Governo presso la Regione Autonoma della

Sardegna CAGLIARI

AI Commissario del Governo nella Regione Friuli-Venezia Giulia

.TRIESTE

Ai Commissari del Governo delle Regioni a Statuto normale

LORO SEDI

AI Presidente della Commissione di Coordinamento per la Valle

d'Aosta AOSTA

Ai Presidenti delle Corti di Appello

Ai Procuratori Generali presso le Corti di Appello

Ai Presidenti dei Tribunali

Ai Procuratori della Repubblica LORO SEDI

25

PREMESSA

Le presenti istruzioni sono intese ad illustrare le disposizioni di

legge che più direttamente disciplinano la materia della propaganda

in occasione delle consultazioni popolari disciplinate dalle leggi

della Repubblica.

Tra dette disposizioni hanno particolare rilievo la legge 4

aprile 1956, n.212, la legge di modifica 24 aprile 1975, n.130,

nonche la legge 4 febbraio 1985, n. 10, che si applicano sia alle

elezioni politiche, regionali ed amministrative, sia alle elezioni dei

rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo, sia ai referendum

previsti dalla costituzione, nei limiti e con le modalità di cui

all'articolo 52 della legge 25 maggio 1970, n. 352, come modificato

dall'art.3 della legge 22 maggio 1978, n. 199.

Con la legge 4 aprile 1956, n. 212, sono state introdotte nella

nostra legislazione norme che, entro i limiti consentiti dall'art.21

della Costituzione della Repubblica italiana, mirano a moderare

eccessi e dispendi in occasione di consultazioni popolari e ad

assicurare, nello stesso tempo, a tutti i cittadini, i partiti e le

organizzazioni politiche, durante la campagna elettorale, parità di

condizioni per la propaganda, eliminando qualsiasi privilegio

determinato da maggiori possibilità finanziarie.

Dalla legge anzidetta è derivata, indubbiamente, una maggiore

compostezza delle competizioni elettorali ed una sufficiente tutela

della estetica cittadina, gravemente deturpata, in passato, dall'intemperanza

di una incontrollata propaganda, compiuta con ogni

mezzo.

La legge 24 aprile 1975, n. 130, ilitroducendo talune modifiche

alle sopraindicate norme, al fine di dare alle campagne elettorali un

contenuto sempre più progredito di manifestazione di pensiero più

che di ostentazione di mezzi economici, intende scoraggiare alcune

forme di propaganda particolarmente costose ed a carattere

esclusivamente spettacolare, e intende, altresì, concentrare 10

svolgimento della campagna elettorale entro termini

26 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

non troppo lunghi, ma comunque sufficienti alla discussione

dei temi ed alla conoscenza dei candidati, necessarie per una

cosciente scelta elettorale.

Accanto alle cennate disposizioni, e certamente non in via

subordinata, si sono tenute presenti altre norme che, contenute in

vari testi di legge, servono a coltlpletare il quadro della disciplina

della materia.

Affinche le finalità di tutte le leggi sopra cennate non siano

frustrate, si ritiene di richiamare l'attenzione degli organi competenti

sulla inderogabil~ necessità che vengano predisposte tempestivamente

tutte le idonee misure preventive e repressive intese ad

assicurarne la più scrupolosa osservanza.

A tal fine.- dovrà, anzitutto, essere evitato ogni ritardo negli

adempimenti demandati alle Amministrazioni comunali per quanto

concerne l'apposizione dei tabelloni o riquadri per l'affissione di

stampati, giornali murali od altri e di manifesti di propaganda

elettorale.

Garantita, in tal modo, la disponibilità dei mezzi per il

normale svolgimento della propaganda elettorale, dovrà essere

impedita l'affissione indiscriminata di manifesti fuori degli spazi

prescritti o in spazi riservati ad altre liste o ad altre candidature o ad

altri partiti o raggruppamenti politici e dovrà essere impedita e

repressa ogni forma di propaganda vietata.

Nella predetta opera di prevenzione e di repressione le Autorità

che hanno competenza in materia di ordine pubblico e di pubblica

sicurezza, dovranno sollecitare la responsabile collaborazione dei

partiti e delle organizzazioni politiche affinche le generali disposizioni

della legge trovino, nelle concrete situazioni locali, la

realizzazione più aderente agli intenti che le hanno dettate.

Si confida che da parte di tutti sarà compiuto ogni sforzo

affinche in ogni occasione elettorale, col pieno rispetto delle leggi e

con la più ferma tutela dell'ordine e della sicurezza dei cittadini,

abbiano ampio e libero esercizio i diritti costituzionali che stanno a

fondamento della vita e del progresso democratico.

27

CAPITOLO

DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETTORALE

MEDIANTE AFFISSIONI

§ 1. -Affissioni di propaganda elettorale.

Costituiscono affissioni di propaganda elettorale i manifesti,

gli avvisi, le fotografie, di qualunque materia costituiti, che siano

intesi, direttamente o indirettamente ad influire sulla scelta degli

elettori in occasione di elezioni politiche, regionali o' amministrative,

delle elezioni dei rappresentanti dell'ltalia al Parlamento

europeo, ovvero in occasione di referendum previsti dalta Costitu-

Zlone.

A titolo puramente esemplificativo, possono costituire mezzi

di propaganda elettorale ~ediante affissione:

a) gli stampati di qualsiasi genere inerenti direttamente o

indirettamente alla propaganda elettorale;

b) gli stampati recanti la sola indicazione di denominazioni

di partiti o di gruppi politici o di nomi di candidati;

c) gli altri tipi di stampe, vignette, disegni redatti anche a

mano, fotografie, figure allegoriche, riproduzioni figurate di fatti

ed avvenimenti di cronaca intern~ od internazionale od altro, che

possano avere qualsiasi riferimento anche indiretto alla propaganda

elettorale;

d) le strisce con la sola indicazione di denominazioni di

partiti o di gruppi politici o di nomi di candidati;

e) le riproduzioni, in qualsiasi dimensione, di simboli di

partiti, anche non partecipanti alla competizione elettorale, ed i

raggruppamenti o gruppi politici già esistenti o costituitisi in

occasione delle consultazioni;

i) le riproduzioni, in qualsiasi dimensione, di contrassegni

di liste o di candidature;

28 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETfORALE

g) le riproduzioni, in qualsiasi dimensione, di vessilli della

Repubblica italiana o di altri Stati;

h) le riproduzioni, in qualsiasi dimensione, di emblemi di

Case Regnanti o ex regnanti;

i) gli avvisi di comizi, riunioni o assemblee a scopo

elettorale.

§ 2. -Regime delle affissioni di propaganda elettorale nei periodi

non disciplinati dalla legge 4 aprile 1956, n.212, e dalla

legge 24 aprile 1975, n. 130.

La legge 24 aprile 1975, n. 130, modificativa della legge 4 aprile

1956, n. 212, come è precisato nei paragrafi che seguono, dispone

che in un periodo ben determinato e che, comunque, non può

risultare superiore ai 32 giorni che precedono il primo giorno della

votazione, le affissioni elettorali possono aver luogo esclusivamente

in appositi spazi stabiliti dalle autorità comunali.

Da quanto precede consegue che; fuori del periodo in cui le

affissioni di propaganda elettorale sono soggette alla particolare

disciplina delle predette leggi, esse possono essere eseguite secondo

1e norme del capo III del decreto del Presidente della Repubblica 26

ottobre 1972, n. 639, che disciplina i diritti sulle pubbliche affissioni

e le altre disposizioni vigenti nella materia.

La relativa normativa, che riguarda esclusivamente aspetti

tributari, viene esaminata nel successivo capitolo VII.

§ 3. -Spazi speciali per le affissioni di propaganda elettorale.

Per i motivi indicati nella premessa, la legge prescrive che le

affissioni di propaganda elettorale possonoe sseree ffettuate esclu~

sivamente in appositi .spazi, stabiliti a tale scopo dalla Giunta

municipale, in rapporto alla popolazione dei singoli centri abitati.

Tali spazi sono ~ssegnati ai partiti ed ai gruppi politici che

partecipano alla competizione elettorale con liste o candidature

uninominali; un uguale numero di spazi è destinato, inoltre, alle

I -PROPAGANDA ELE1TORALE MEDIANTE AFFISSIONI 29

affissioni da parte di tutti coloro che, non partecipando

direttamente alla competizione, vogliono ugualmente interveQire

nella campagna elettorale.

§ 4. -Lineamenti generali e termini per l'inizio della propaganda

elettorale mediante affissioni negli appositi spazi.

Come si è detto, la legge 24 aprile 1975, n. 130, ha ridotto

notevolmente il periodo entro il quale le affissioni di propaganda

possono essere effettuate secondo la disciplina di cui alla legge

n.212. .

Le affissioni di manifesti, stampati, ecc. negli appositi spazi

inizia, al più tardi, a decorrere dal300 giorno antecedente la

votazione quando si tratti di elezioni politiche e di consultazioni

elettorali per le quali le operazioni di esame e di ammissione delle

candidatures i concludonop rima di tale terminee quando si tratti di

referendum popolari.

Infatti, in tali casi, in base al combinato disposto degli articoli

2, 3 e 4 della legge n. 212, cor:ne modificati dalla legge n. 130, la

Giunta municipale, tra il 33° ed il 300 giorno antecedenti la data

della votazione, provvede alle seguenti operazioni:

a) stabilisce e delimita, in ogni centro abitato con popolazione

residente superiore a 150 abitanti, gli spazi speciali da

destinare alle affissioni di propaganda da parte dei partiti o gruppi

politici che partecipano alla competizione elettorale con liste di

candidati o, nel caso di elezioni a sistema uninominale, da parte dei

singoli candidati o dei partiti o dei gruppi politici cui essi

appartengono;

b) stabilisce e delimita, nel numero e nelle dimensioni di cui

al § 8, gli specialis pazi da destinarea lle affissioni di propag-andad a

parte di coloro che, non partecipando direttamente alle competizioni

elettorali con liste di candidati o con candidature, abbiano fatto

apposita domanda; ,

c) ripartisce gli spazi di cui alle lettere a) e b) in sezioni ed

assegna le sezioni a tutti coloro che hanno diritto di eseguirvi le

affissioni.

30 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELE1TORALE

Per quelle elezioni, invece, per le quali le operazioni di esame e

di ammissione delle candidature si concludono dopo ilJOO giorno

antecedente la votazione ( elezioni dei consigli regionali nelle Regioni

a statuto normale, elezioni dei consigli provinciali ed elezioni dei

consigli comunali e circoscrizionali) le affissioni di cui trattasi

possono avere-inizio solo dopo che siano state conosciute le liste e le

candidature ammesse alla competizione elettoralè, ~ cioè non prima

del2Jo giorno antecedente la data della votazione.

In questi casi la Giunta municipale, tra ilJJo ed ilJOO giorno

antecedenti la data della votazione, provvede alle seguenti operaziom:

a) stabilisce in ogni centro abitato c9n popolazione residente

superiore a 150 abitanti gli spazi speciali destinati alle affissioni di

propaganda ~a parte dei/partiti o gruppi politici che partecipano

alla competizione elettorale con liste di candidati o, nel caso di

elezioni a sistema uninominale, da parte dei singoli candidati o dei

partiti o dei gruppi politici cui essi appartengono;

b) stabilisce e delimita, nel numero e nelle dimensioni di cui

al § 8, gli speciali spazi da destinare alle affissioni di propaganda da

parte di coloro che, non partecipando direttamente alla competizione

elettorale con Uste di candidati o con candidature, abbiano fatto

apposita domanda.

Alle altre operazioni, cioè alla delimitazione degli spazi di cui

alla lettera a) , alla ripartizione degli spazi di cui alle lettere a) e b) in

sezioni ed alla assegnazione delle sezioni a tutti -coloro che hanno

diritto di eseguirvi affissioni, la Giunta municipale provvede nei due

giorni successivi alla ricezione della comunicazione delle liste o delle

candidature uninominali ammesse.

§ 5. -Termine finale della propaganda elettorale mediante affissioni.

L 'articolo 8 della legge n. 130 sancisce il divieto, nel giorno

precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni, di nuove affissioni di

I -PROPAGANDA ELETTORALE MEDIANTE AFFISSIONI 31

stampati, giornali murali od altri e di manifesti di propaganda

elettorale.

Ciò stante, ad iniziare dalle ore 0,01 del sabato precedente il

primo giorno della votazione, non è consentita la affissione di nuovi

mezzi di propaganda elettorale negli appositi spazi destinati alla

propaganda elettorale diretta o indiretta.

§ 6. - Divieto della propaganda elettorale mediante affissione

negli spazi normalmente destinati alle pubbliche affissioni,

nelle bacheche e in altri spazi.

Da quanto precede consegue che, dal momento della assegnazione

degli appositi spazi per la propaganda elettorale a coloro che ne

hanno titolo e fino alla chiusura delle votazioni:

a) è vietata la affissione di qualsiasi materiale di propaganda

elettorale negli spazi dest~nati dai comuni alle normali affissioni,

previo pagamento dei diritti previsti ale:apo III del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 639;

b) è vietata la esposizione di materiale di propaganda

elettorale negli spazi di pertinenza degli interessati, di cui all'articolo

28 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,

n. 639. Trattasi dei giornali murali, bacheche o vetri nette appartenenti

a partiti o gruppi politici, associazioni sindacali o giovanili,

editori di giornali o periodici, posti in luogo pubblico o esposto al

pubblico.

In eccezione al predetto divieto, l'articolo 1 della legge n. 130

consente che nelle predette bacheche o vetrinette sia effettuata la

affissione di quotidiani e periodici. La eccezione vale anche per i

giorni della votazione (articolo 8 della legge n. 130).

Al fine di impedire che le bacheche o vetrinette di cui trattasi

siano artatamente moltiplicate in periodo elettorale, la legge

prescrive che l'autorizzazione alla affissione prevista all'articolo 28

del decreto del Presidente della Repubblica n. 639 sopra citato deve

essere precedente alla data di pubblicazione del decreto di convocazione

dei comizi;

32 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETrORALE

c) è vietata l'affissione o l'esposizione di stampati, giornali

murali od altri e di manifesti inerenti, direttamente o indirettamente,

alla propaganda elettorale in qualsiasi altro luogo

pubblico o esposto al pubblico, nelle vetrine dei negozi, nelle porte,

sui portoni, sulle saracinesche, sui chioschi, sui capanni, sulle

palizzate, sugli infissi delle finestre o dei balconi, sugli alberi o sui

pali, ovvero su palloni o aerostati ancorati al suolo.

§ 7. -Criteri per la scelta degli spazi da destinare alle affissioni di

pr~paganda elettorale.

Tutti gli spazi da destinare alle affissioni di propaganda

elettorale, sia quelli per le affissioni da parte dei partiti o gruppi

politici che partecipano alla competizione elettorale con liste o

candidature uninominali, sia quelli destinati, in egual numero, alle

affissioni di coloro che non partecipano direttamente alla competizione

con liste di candidati o candidature, devono essere scelti con i

seguenti criteri.

Gli spazi devono essere situati nelle località più frequentate,

ripartiti in equa proporzione per tutto l'abitato, e devono offrire la

p~ssibilità di ubicarvi riquadri o tabelloni di dimensioni tali da rendere

attuabili le assegnazioni previste dalla legge, qualunque sarà il

numero delle liste o delle candidature ammesse.

Nei Comuni con popolazione frazionata, nei quali nessun

raggruppamento di case raggiunga il limite di 150 abitanti, i posti

saranno scelti nei pressi della Casa comunale, sempreche una

frazione non sia interessata alla elezione di un proprio consiglio

circoscrizionale; in tal caso almeno uno spazio deve essere predisposto

nel territorio della frazione, nel luogo pubblico più frequentato

dai frazionisti ovvero nei pressi della sede della sezione elettorale.

È opportuno, inoltre, per evidenti ragioni di economia, che

vengano scelti posti dove si renda possibile stabilire gli spazi a

mezzo di riquadri da ricavarsi sui muri delle costruzioni, delle

palizzate o delle recinzioni, e che solo in assenza assoluta di tale

possibilità si faccia ricorso ai tabelloni, la cui costruzione può

I- PROPAGANDA ELElTORALE MEDIANTE AFFISSIONI 33

importare una spesa sensibile che, per le finanze deficitarie di taluni

Comuni, potrebbe rappresentare un onere eccessivo.

Comunque, ove fosse assolutamente indispensabile ricorrere

all'ausilio dei tabelloni, si dovrà aver cura di farli costruire di vari

elementi componibili e smontabili, in modo da poterli adattare alle

esigenze delle diverse consultazioni popolari e da peterli smontare e

custodire in deposito nei periodi che intercorrono tra le varie

elezioni.

Si deve curare, inoltre, che i tabelloni vengano installati in modo

da non diminuire o impedire la visibilità dei monumenti o panorami e

da non intralciare il traffico, e che la installazione non venga

anticipata eccessivamente rispetto ai termini stabiliti, onde non sia

deturpata più a lungo del necessario l'estetica cittadina.

Si tenga, infine, presente, al riguardo, che, qualora non

riuscisse possibile destinare un unico spazio per comprendervi il

riquadro o il tabellone, la legge stessa prevede che lo spazio

medesimo possa essere suddiviso in due o più spazi il più possibile

vicini. In tal caso l'insieme degli spazi così delimitati costituisce una

sola unità agli effetti del calcolo del numerQ minimo o massimo

degli spazi prescritti per ogni centro abitato dall'art.2, secondo

comma, della legge n. 212.

§ 8. -Numero e dimensioni degli spazi e delle sezioni di spazio nei

quali possono essere effettuate le affissioni.

La legge n. 130 ha lasciato invariati il numero e le dimensioni

degli spazi destinati alle affissioni previsti dalla legge n. 212.

Gli spazi riservati per le affissioni dei partiti o gruppi politici

che partecipano alla competizione elettorale con liste di candidati o,

nel caso di elezioni a sistema uninominale, per le affissioni dei

singoli candidati o dei partiti o dei gruppi politici cui essi

appartengono, sono stabiliti, per ogni centro abitato con popolazione

superiore a 150 abitanti, come segue:

-centri abitati da 150 a 3.000 abitanti: almeno 1 e non

più di 3;

34 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

-centri abitati da 3.001 a 10.000 abitanti: almeno 3 e non

più di 10;

-centri abitati da 10.001 a 30.000 abitanti: almeno 10 e

non più di 20;

-centri abitati da 30.001 a 100.000 abitanti e capoluoghi di

Provincia aventi popolazione inferiore: almeno 20 e non più di 50;

-centri abitati da 100.001 a 500.000 abitanti: almeno 50 e

non più di 100;

-centri abitati da 500.0D1 a 1.000.000 di abitanti: almeno

100 e non più di 500;

-centri abitati con oltre 1.000.000 di abitanti: almeno 500 e

non più di 1.000.

Si richiama l'attenzione sulla circostanza che le indicate

quantità si riferiscono a centri abitati e non a Comuni; la nozione di

«centro abitato», poi, è diversa anche da quella di «frazione» ed è

riferita ad una pura e semplice situazione di fatto, qual'è quella

della esistenza di un raggruppamento di case d'abitazione.

Questo criterio non deve, però, condurre ad eccessi di interpretazione,

nel senso che, in una grande città, non dovrà essere

considerato centro a se stante ogni edificio o gruppo di edifici con

150 o più abitanti, anche se minimamente distaccato dal centro

urbano.

Non vi è dubbio, però, che nella ipotesi in cui un Comune, pur

avendo popolazione superiore a 150 abitanti, non abbia alcun

raggruppamento di case che raggiunga tale limite, esso debba essere

considerato come un unico centro abitato della prima categoria.

Da ciò consegue che se, ad esempio, un Comune si compone di

tre centri abitati di almeno 150 abitanti ciascuno, in esso P9tranno

essere stabiliti non meno di I e non più di 3 spazi per ciascun centro e

non per l'intero Comune: e cioè, complessivamente, non meno di 3 e

non più di 9 spazi.

Le dimensioni degli anzidetti spazi devono essere rapportate al

numero delle liste o delle candidature ammesse in modo che, in

ognuno di es~i, venga assegnata ad ogni lista una superficie di metri

.

I -PROPAGANDA ELElTORALE MEDIANTE AFFISSIONI 35

2,00 di altezza per metri 1 ,00 di base e ad ogni candidatura

uninominale una superficie di metri 1 ,00 di altezza per metri 0,70 di

base, e che le assegnazioni di tali sezioni di spazio possano essere

effettuate su di una sola linea orizzontale.

Gli spazi riservati per le affissioni inerenti direttamente o

indirettamente alla campagna elettorale, effettuate da chiunque

non partecipi direttamente alla competizione elettorale, devono

essere, invece, di numero ùguale a quelli previsti per le affissioni dei

partiti o gruppi politici o dei candidati che partecipano direttamente

alla competizione medesima, ed avere le seguenti dimensionifisse:

nei Comuni sino a 10.000 abitanti: metri 2,00 di altezza per

metri 4,00 di base;

nei Comuni da 10.001 a 30.000 abitanti: metri 2,00 di altezza

per metri 6,00 di base;

nei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti o che ,

pur avendo popolazione inferiore, siano capoluoghi di provincia:

metri 2,00 di altezza per metri 8,00 di base.

§ 9. -Ripartizione degli spazi tra i vari Collegi dello stesso

Comune nel caso di elezioni a sistema uninominale.

Nel caso di elezioni a sistema uninominale, qualora il Comune

sia ripartito tra più Collegi, gli spazi riservati per l'affissione di

materiale di propaganda elettorale vanno distribuiti fra i vari

Collegi in proporzione della aliquota della popolazione del Cpmune

assegnata a ciascun Collegio.

Se, ad esempio, trattasi di un Comune di 100.000 abitanti

ripartito fra tre Collegi, che indicheremo con le lettere A, B e C, in

modo che, della popolazione del Comune, al Collegio A siano

assegnati 30.000 abitanti, al Collegio B 50.000 ed al Collegio C

20.000, nel caso in cui la Giunta Municipale decida di istituire 50

spazi per coloro che partecipano direttamente alla competizione

elettorale, si avrà il seguente riparto degli spazi stessi, calcolando

36 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

che fra ognuno di essi e la popolazione del Comune esiste il

rapporto da I a 2000:

al Collegio A 15 spazi;

al Collegio B 25 spazi;

al Collegio C 10 spazi.

U guale riparto dovrà essere effettuato per i 50 spazi che nel

caso in esame devono essere conseguentemente istituiti per le

affissioni da parte di coloro che non partecipano direttamente alla

competizione elettorale.

§ 10. -Ripartizione degli spazi tra le circoscrizioni di un Comune

nel caso di elezioni circoscrizionali.

A norma dell'art. 5 della legge 3 gennaio 1978, n. 3, la elezione

diretta dei consigli circoscrizionali deve avere luogo contemporaneamente

alla elezione per la rinnovazione del consiglio comunale.

In tal caso gli spazi riservati per l'affissione di propaganda

elettorale per le elezioni circoscrizionali vanno distribuiti tra le

circoscrizioni del Comune in proporzione della aliquota della

popolazione di ciascuna circoscrizione.

Se, ad esempio, trattasi di un Comune di 100.000 abitanti

ripartito in tre circoscrizioni, A, B e C aventi, rispettivamente, una

popolazione di 30.000, 50.000 e 20.000 abitanti, nel caso in cui la

Giunta Municipale decida di istituire 50 spazi per coloro che

partecipano direttamente alla competizione elettorale, si avrà il

seguente riparto degli spazi stessi, calcolando che fra ognuno di essi

e la popolazione del Comune esiste il rapporto da 1 a 2.000:

alla circoscrizione A 15 spazi;

alla circoscrizione B 25 spazi;

alla circoscrizione C lO spazi.

u guale riparto dovrà essere effettuato per i 50 spazi che nel

caso in esame devono essere conseguentemente istituiti per le

PROPAGANDA ELE1TORALE MEDIANTE AFFISSIONI 37

affissioni da parte di coloro che non partecipino direttamente alla

competizione elettorale.

Designazione degli spazi nel caso di contemporanea effettuazione

di più elezioni.

§ II. -

Nel caso in cui debbano aver luogo più elezioni contemporaneamente.

la Giunta Municipale deve provvedere a stabilire gli

spazi per I.affissione di materiale di propaganda elettorale. da parte

di partiti o gruppi politici che partecipano direttamentè alle

competizioni elettorali. distintamente per ciascuna elezione con le

modalità innanzi chiarite.

Analogamente, la Giunta Municipale medesima provvederà

per la delimitazione degli spazi previsti per le affissioni inerenti

direttamente o indirettamente alla campagna elettorale da parte di

coloro che non partecipano direttamente alle competizioni elettorali,

spazi che, come già detto, a norma dell'art. l, secondo comma,

della legge il. 212, devono essere sempre di ugual numero di quelli

stabiliti per coloro che partecipano direttamente alle competizioni

stesse.

Nei casi di cui trattasi, però, considerato che il numero minimo

degli spazi prescritti dalla legge è già sufficiente, in occasione di

elezioni singole, per un normale svolgimento della campagna

elettorale, dato che il limite massimo è stato previsto per i centri

abitati di larghissima estensione territoriale, e che, nel caso di

elezioni svolgentisi contemporaneamente, mentre il numero degli

spazi è aumentato proporzionalmente al numero delle consultazioni

elettorali indette, sono semt're gli stessi partiti o gruppi politici o

~rsone che, salvo rare eccezioni, si interessano, direttamente o

indirettamente, a eiascuna delle competizioni elettorali, si raccomanda

alle Giunte Municipali, allo scopo di evitare spese eccessive,

di attenersi quanto più è possibile al limite minimo nella determinazione

del numero degli spazi lla stabilire.

38 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELE1TORALE

§ 12. -Comunicazioni al Comune delle liste e delle candidature

ammesse.

Come si è osservato al § 4, la Giunta Municipale, per potere

delimitare gli spazi di cui al primo comma dell'art. I della legge

n. 212, per potere ripartire gli spazi stessi e quelli di cui al secondo

comma dello stesso articolo in sezioni e per poter assegnare le

sezioni ad ogni avente diritto, deve conoscere il numero delle liste o

delle candidature ammesse.

AI riguardo occorre precisare che, per quanto concerne la

comunicazione al Comune delle liste o delle candidature ammesse,

a norma della legislazione vigente, essa è prevista esplicitamente

solo per le elezioni dei consigli comunali e dei consigli circoscrizionali,

per le quali gli articoli 31 e 32 del testo unico 16 maggio 1960,

n. 570, fanno obbligo alla Commissione elettorale mandamentale

di comunicare al Sindaco le decisioni adottate circa le liste

presentate, per la preparazione del manifesto recante le liste

ammesse.

Analoghe disposizioni non sono contenute, invece, nelle

norme che disciplinano le altre elezioni.

Pertanto, deve dedursi che le norme dell'art. 3 della legge

n. 130 postulano I' obbligo della comunicazione al Sindaco, da parte

degli uffici competenti, delle liste e delle candidature ammesse

anche per le elezioni della Camera dei Deputati, del Senato della

Repubblica, del Consiglio regionale e del Consiglio provinciale.

Ciò stante:

a) nel caso di elezione della Camera dei Deputati: l'Ufficio

centrale circoscrizionale, appena scaduti i termini di cui all'arto 24,

no 5, del testo unico 30 marzo 1957, n. 361, deve dare notizia delle

liste ammesse a tutti i Sindaci del Collegio medesimo, per il tramite

delle Prefetture della circoscrizione;

b) nel caso di elezione del Senato della Repubblica: l'Ufficio

elettorale regionale, appena scaduti i termini di cui all'art. 2, lettera

f) , della legge 23 aprile 1976, n. 136, effettua la comunicazione

PROPAGANDA ELElTRORALE MEDIANTE AFFISSIONI 39

delle candidature detinitivamente ammesse a tutti i Sindaci della

circoscrizione del Collegio uninominale, per il tramite delle Prefetture

competenti per territorio;

c) nel caso di elezione dei rappresentanti dell'ltalia al parlamento

europeo: l'ufficio elettorale circoscrizionale, appena scaduti i

termini di cui all'art.13, secondo comma, della legge 24 gennaio

1979, n. 18, effettua la comunicazione delle liste ammesse a tutti i

sindaci dei Comuni della circoscrizione, per il tramite delle

Prefetture della circoscrizione stessa;

d) nel casò di elezione del Consiglio regionale: l'Ufficio

centrale circoscrizionale, contemporaneamente alla comunicazione

di cui alI' art. II della legge 17 febbraio 1968, n. 108, deve effettuare

analoga comunicazione delle listè ammesse a tutti. i Sindaci dei

Comuni della Provincia, per il tramite della Prefettura;

e) nel caso di elezione del Consiglio provinciale: l'Ufficio

elettorale centrale, contemporaneamente alla comunicazione di cli

all'art. 6, n. 2, della legge 10 settembre 1960, n. 962, deve effettuare

analoga comunicazione delle candidature ammesse per ciascun

Collegio a tutti i Sindaci della circoscrizione del Collegio medesimo,

sempre per il tramite della Prefettura.

§ 13. - Assegnazione delle sezioni di spazio riservate alle affissioni

dei partecipanti alla consultazione con liste di candidati o

con candidature uninominali.

L 'assegnazione delle sezioni di spazio ai partecipanti alla

consultazione con liste di candidati o candidature uninominali, per

la quale non è prescritta la presentazione di alcuna istanza, va

effettuata secondo l'ordine di ammissione delle liste o delle

candidature, su di una sola linea orizzontale a partire dal lato sinistro

e proseguendo verso destra.

Per la ripartizione degli spazi di cui trattasi, per poter

provvederea ll'assegnazionee ffettiva delle sezionid i essoa lle liste o

alle candidature ammesse. il Comune. entro lo stesso termine

40 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETTORALE

stabilito per la anzidetta assegnazione, deve curare che ne sia

ultimata la delimitazione e che siano delimitate con listelli di legno,

vernice, calce od altro, nei singoli spazi, le singole sezioni definitivamente

assegnate, numerandole secondo l'ordine di assegnazione, il

quale deve corrispondere al numero d'ordine delle liste o delle

candidature ammesse.

È/atto divieto di scambi e di cessioni delle sezioni di cui sopra tra

le varie liste o i vari candidati.

poiche la legge parla di superfici spettanti ad «ogni lista» o ad

«ogni candidatura uninominale», non può esservi alcun dubbio

che, allorquando una lista comprende candidati appartenenti a più

partiti o gruppi politici o una candidatura uninominale è sostenuta

da piu di un partito o da più gruppi politici, alla lista o alla

candidatura uninominale dovrà essere assegnata una sola superficie

in ogni spazio e che di questa superficie potranno servirsi tutti i

partiti o gruppi politici cui appartengono i candidati della lista o

che sostengono la candidatura con la quale partecipano alla

elezione.

S'intende che, in questa ipotesi, i manifesti od altri potranno

essere contraddistinti col contrassegno del partito o del gruppo

politico a cura del quale sono affissi.

§ 14. -Istanze per l'assegnazione di sezioni negli spazi riservati

alle affissioni di chiunque non partecipi direttamente alla

competizione elettorale.

Chiunque, non partecipando direttamente alla competizione

elettorale a norma dell'art. 1, primo comma, della legge n.212,

intenda effettuare affissioni di materiale che interessi anche indirettamente

la campagna elettorale, deve far pervenire apposita

domanda al Sindaco entro il 34° giorno antecedentela data delle

elezioni.

I -PROPAGANDA ELETfRORALE MEDIANTE AFFISSIONI 41

La Giunta Municipale, tra ilJJo ed ilJOO giorno precedenti la

data della votazione, deve provvedere a ripartire gli spazi delimitati,

di cui all'art. l, secondo comma, della legge n. 212, in parti uguali

fra tutti i richiedenti le cui domande siano state accolte, secondo

l'ordine di presentazione delle domande stesse.

Per quanto concerne i turni tra gli assegnatari di spazio, nel

caso di presentazione di un numero -di domande superiore alle

disponibilità di sezioni di spazio delle dimensioni previste dal terzo

comma dell'art.4 della legge n. 212 come modificato dalla legge

n. 130, deve considerarsi che, talora, il rimedio suggerito dalla legge

può risultare inefficiente in relazione alla quantità eccessiva delle

richieste, le quali renderebbero irrisoria la durata dei turni stessi,

qualora venissero tutte accolte.

In tale ipotesi è assolutamente necessario che le finalità della

legge suindicata non siano frustrate mediante l'indiscriminato

accoglimento delle domande di privati cittadini non partecipanti

direttamente alla competizione elettorale, la cui presentazione può

essere ispirata unicamente al fine di limitare la libertà di propaganda

elettorale da parte di gruppi o organizzazioni qualificati, libertà

che può essere assicurata solo mediante l'azione eqùilibratrice degli

opposti interessi ed impedendo ogni eventuale abuso del diritto, che

non può trovare tutela nella legge.

Pertanto, nei Comu~i dove eventualmente si verificasse il

cennato inconveniente, dovranno essere preliminarmente tentati

accordi fra i vari richiedenti, al fine di riunire in gruppi le diverse

richieste e considerare ciascuno dei gruppi stessi come un unico

richiedente.

Nel caso in cui non riesca possibile alcun accordo, dovrà essere

effettuata d'ufficio una opportuna selezione delle domande present~

te e verranno respinte quelle aventi finalità preclusive del libero

esercizio della pro'paganda elettorale da parte dei gruppi o organizzazioni

qualificati, cui va assicurata in ogni modo la possibilità del

conseguimento dei propri fini.

Provveduto all'assegnazione delle superfici ai richiedenti, nella

stessa giornata, o, al massimo. nella notte successiva al giorno

42 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA EI,ETfORALE

dell'assegnazione, il Sindaco deve curare che siano delimitate, con

listelli di legno, vernice, calce od altro, pei singoli spazi le singole

superfici assegnate, e che ciascuna di esse venga numerata in modo

uniforme per tutti gli spazi stabiliti nel Comune.

Anche in relazione alle affissioni di cui al presente paragrafo, è

fatto divieto di scambi fra assegnatari e di cessioni delle superfici

assegnate.

§ 15. -Presentazione.delle domande, esame di esse da parte della

Giunta Municipale ed assegnazione degli spazi delimitati

nel caso di svolgimento contemporaneo di più elezioni.

Nel caso di elezioni che devono effettuarsi contemporaneamente,

poiche, come chiarito al § II, gli spazi sono tenuti distinti per

singole elezioni, è intuitivo che, nelle domande da presentare al

Sindaco, deve essere precisata la consultazione per la quale si

intendono effettuare affissioni di propaganda elettorale.

Nulla vieta che la stessa persona o 10 stesso partito o gruppo

cpioalsitcicuon a pdreelslee netlie zdioonmi ainnddeat tep. er l'a.ssegnazione di superfici per

In tale ultima ipotesi le domande dovranno essere redatte

espressamente per ogni consultazione.

La Giunta Municipale, nel caso in parola, provvederà, previo

l'esame delle domande nel senso indicato al paragrafo precedente,

all'assegnazione delle superfici negli spazi riservati per l'elezione

indicata nelle singole domande.

Ove uno stesso richiedente abbia presentato domanda per

tutte o per alcune delle elezioni indette, la Giunta Municipale

medesima procederà ad assegnare al richiedente le superfici negli

spazi delimitati per le elezioni che interessano.

Anche nel caso di elezioni che si svolgono contemporaneamente

vige il divieto di scambi e di cessioni delle superfici assegnate.

I -PROPAGANDA ELETTRORALE MEDIANTE AFFISSIONI 43

Presentazione delle domande, esame di esse da parte della

Giunta Municipale ed assegnazione degli spazi delimitati

nel caso di elezioni uninominali qualora il territorio del

Comune sia ripartito fra più Collegi.

§ 16. -

Nel caso di elezioni a sistema uninominale, qualora il territorio

del Comune sia ripartito tra più Collegi, poiche, come precisato al §

9, gli spazi istituiti nel Comune stesso sono distribuiti fra i vari

Collegi in proporzione della aliquota della popolazione del Comune

assegnata a ciascun Collegio, è necessario che, nella domanda da

presentare al Sindaco, siano indicati i Collegi nei quali si intendono

effettuare affissioni di propaganda elettorale.

È, naturalmente, consentito che la stessa persona o 10 stesso

partito o gruppo politico presenti ~omanda per l'assegnazione di

superfici per più di uno ed anche per tutti i Collegi nei quali è

ripartito il Comune.

.La Giunta Municipale provvederà, previo l'esame della domanda,

all'assegnazione delle superfici negli spazi attribuiti ai

Collegi indicati nella domanda.

Nel caso esaminato nel presente paragrafo il divieto di scambio

deve intendersi esteso anche agli scambi di superfici fra Collegio e

Collegio.

Presentazione delle domande, esame di esse da parte della

Giunta Municipale ed assegnazione degli spazi delimitati

nel caso di elezioni dei consigli circoscrizionali.

§ 17. -

Nel caso di elezioni dei consigli circoscrizionali,'è necessario

che, nella domanda di chi, non partecipando direttamente alla

competizione, intende effettuare affissioni di stampati che interessano

anche indirettamente la campagna elettorale, siano indicate le

circoscrizioni nelle quali si intendono effettuare le affissioni.

44 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELEnORALE

La Giunta Municipale provvederà, previo esame della

domanda, all'assegnazione delle superfici negli spazi attribuiti alle

circoscrizioni indicate nella domanda.

Nel caso in esame, il divieto di scambio e di cessione delle

superfici assegnate è esteso anche agli scambi di superfici da una ad

altra circoscrizione.

§ 18. -Potere sostitutivo del Prefetto.

Qualora la Giunta municipale non provveda, nei termini di

legge, a stabilire e delimitare gli spazi per le affissioni di propaganda

elettorale, nonche ad assegnare le relative sezioni alle liste o ai

candidati ammessi, ovvero a coloro che, non partecipando direttamente

alla competizione elettorale, abbiano titolo ad eseguirvi

affissioni, il Prefetto nomina un suo Commissario con l'incarico

specifico di sostituirsi al consesso anzidetto per gli adempimenti in

parola.

La legge non indica quando il Prefetto dèbba disporre per il

citato provvedimento sogtitutivo. Ma è evidente che .il Commissario

debba essere nominato appena siano decorsi inutilmente i

termini previsti dalla legge, stante la complessità dell'adempimento

di cui trattasi e le esigenze della propaganda elettorale che non può

essere impedita oltre i limiti indicati dalla legge stessa.

A tal uopo, è necessario che la Giunta Municipale, appena

esaurito il suo compito, ne dia assicurazione telegrafica al Prefetto.

Ianc cmeartnacmaennztai, ddeisllap oarrsàs icluar anzoimoninea", ild Pelr eCfeotmtom, iessspaeriroit.i g.li opportuni

Le spese derjvanti dalla nomina del Commissario prefettizio

dovranno essere anticipate dal Tesoriere comunale, salvo rivalsa

verso i responsabili dell'inadempienza.

È sorta questione se, a seguito della entrata in funzione delle

regioni a statuto normale, il controllo sulle deliberazioni in

PROPAGANDA ELETTRORALE MEDIANTE AFFISSIONI 45

materia di propaganda elettorale e la competenza alla nomina del

Commissario sia stata sottratta al Prefetto e devoluta agli organi

regionali di controllo.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 104 del 26 giugno-5

luglio 1973, nel pronunciarsi nel giudizio per il conflitto di

attribuzioni promosso dal Ministero dell'Interno avverso la deliberazione

del Comitato di Controllo della Regione Emilia-Romagna,

con la quale veniva nominato, ai sensi dell'art. 2 della legge n. 212,

un Commissario per la delimitazione degli spazi di propaganda

elettorale del Comune di Cortemaggiore, ha affermato:

«Nel nostro ordinamento costituzionale, alle Regioni a statuto

ordinario non è attribuita alcuna competenza legislativa e, quindi,

alcuna correlativa funzione amministrativa nella materia elettorale.

Nella disciplina di questa materia va ricompreso anche ciò che

attiene alla organizzazione della funzione elettorale, ossia tutta

quella normazione positiva riguardante lo svolgimento delle eleziom.

«Orbene, indubbiamente fanno parte del procedimento elettorale

le «norme per la disciplina della propaganda elettorale» dettate

dal legislatore con la citata legge n. 212 del 1956, che vengono in

considerazione nel presente giudizio. È a termini di questa legge

che, nel caso di specie, il Prefetto di Piacenza, al fine di garantire il

regolare corso delle elezioni politiche de11972, ha dovuto esercitare

tempestivamente il suo controllo sostitutivo nel Comune di Cortemaggiore

sulla Giunta Municipale.

«La delimitazione degli spazi affissionali per la propaganda

elettorale e la loro ripartizione in tante sezioni distinte quante sono

le liste o le candidature ammesse sono operazioni che il legislatore

ha affidato alla Giunta Municipale (art.4). La stessa legge ha

peraltro statuito (art.2, ultimo comma) che, nel caso in cui la

Giunta non provveda entro il termine di cinque giorni dalla data di

pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi a determinare

e ripartire gli spazi per le affissioni, il Prefetto nomina un suo

Commissario che si sostituisce alla Giunta nell'espletamento di tali

compiti.

46 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETTORALE

«Ora è di tutta evidenza che le indicate operazioni sono

eseguite dalla Giunta Municipale nella qualità di organo cui la

legge affida l'esercizio di funzioni statali.

«In relazione a detta specifica posizione e alla natura delle

funzioni attribuite, appare quindi ovvia la riserva allo Stato dei

poteri di vigilanza e di controllo sostitutivo su detto organo».

§ 19. -Defissione di materiale inerente aUa campagna elettorale

indebitamente affisso.

Prescindendo dalle sanzioni penali a carico dei responsabili,

delle quali si tratterà in seguito, i Sindaci devono provvedere subito a

far defiggere il materiale che interessi direttamente o indirettamente

la campagna elettorale indebitamente affisso in posti differenti

dagli appositi spazi oppure negli spazi stessi da parte di chi non vi

abbia titolo.

Gli organi di Pubblica Sicurezza vigileranno assiduamente

sull'osservanza delle norme in materia di affissioni elettorali,

provvedendo alla denunzia alla competente Autorità Giudiziarià

dei responsabili di abusi e alle segnalazioni del caso alle Amministrazioni

comunali perche dispongano la rimozione del materiale di

propaganda indebitamente affisso.

47

CAPITOLO Il

NORME RELAnvE A PARTICOLARI FORME

DI PROPAGANDA ELETTORALE

§ 20. -Divieto di iscrizioni murali e di quelle su fondi stradali,

rupi, argini, palizzate e recinzioni.

La legge n. 212, all'art. I, ultimo comma, fa assoluto divieto di

iscrizioni murali e di quelle su fondi stradali, rupi, argini, palizzate e

recmzlom.

Stante la chiarezza della norma, non si ritiene che l'anzidetta

disposizione necessiti di particolare illustrazione.

Si reputa opportuno, tuttavia, precisare che, in considerazione

della finalità della legge, il divieto citato deve essere interpretato

nella forma più estensiva possibile.

È evidente, infatti, a titolo di esempio, che, pur non essendo

comprese nella indicata elencazione, non possono ritenersi consentite

le iscrizioni su monumenti od opere d'arte di qualsiasi genere,

sugli alberi, sul piano inferiore dei balconi, ecc. E ciò per le stesse

finalità che hanno ispirato la norma in esame, e che consistono nella

tutela della estetica cittadina e del patrimonio artistico.

§ 21. -Divieto di forme di propaganda figurativa a carattere fisso.

L 'articolo 6 della legge n. 212, come sostituito dall'articolo 4

della legge n. 130, prescrive il divieto di ogni forma di propaganda

luminosa o figurativa a carattere fisso, in luogo pubblico, ad

iniziare dal 3{1' giorno precedente la datafissata per la consultazione.

La norma è radicalmente innovativa rispetto alla precedente

disciplina, che consentiva l'uso di un determinato numero di mezzi

48 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

luminosi, striscioni o drappi. In base ad essa deve quindi ritenersi

proibita, durante il periodo sopra specificato, oltre che la propaganda

elettorale con mezzi luminosi, striscioni o drappi, ogni altra

forma di propaganda figurativa o lUminosa, a carattere fisso, come,

ad esempio, quella a mezzo di cartelli, targhe, stendardi, tende,

ombrelloni, globi, monumenti allegorici, palloni o aerostati ancorati

al suolo.

La norma, per ovvi motivi, esclude dal divieto le insegne

indicanti le sedi dei partiti, in qualunque momento tali sedi siano

istituite.

In forza della predetta norma in combinato disposto con

l'illustrato regime delle affissioni, è da ritenere proibita la installazionein

luoghi pubblici di mostre documentarie e fotografiche che,

sia per il loro contenuto propagandistico riguardante direttamente

o indirettamente temi di discussione politica, sia per le modalità e la

durata della loro esposizione, realizzano fraudolentemente una

forma di affissione di materiale di propaganda elettorale fuori degli

spazi predisposti a cura dei Comuni.

Si ritiene, invece, che le proiezioni cinematografiche ed i mezzi

di coniunicazione audiovisivi, anche a circuito chiuso, abbiano una

caratterizzazione tale da non poter essere compresi nella generica

accezione di mezzi di propaganda figurativa o.lumino~ dei quali

l'articolo in esame fa divieto.

Pertanto, il loro uso, sia in luogo aperto al pubblico che in

luogo pubblico, in mancanza di un'esplicita proibizione normativa,

deve considerarsi ammissibile.

Occorre, però, rammentare che gli organizzatori di proiezioni

cinemato~afiche in luogo pubblico o, quanto meno se in forma

imprenditoriale, anche in luogo aperto al pubblico, sòno tenuti a

munirsi della licenza del Comune ai sensi delrart. 19, n.5, del

decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, in

combinato disposto con gli articoli 68 del testo unico delle leggi di

pubblica sicurezza e 118 del relativo regolamento di esecuzione.

Il -PARTICOLARI FORME DI PROPAGANDA ELE1TORALE 49

§ 22. -Divieto di forme di propaganda figurativa luminosa

mobile.

L'artìcolo 6 della legge 212, nella nuova fomlulazìone della

legge n. 130, :vìeta ognì fomla dì propaganda lumìnosa mobìle.

La nomla è ìntesa a proìbìre la propaganda elettoraleeseguìta

su mezzì mobìlì con apparecchìature lumìnose.

Al contrarìo, deve ritener sì ammessa ognì fomla dì propaganda

figuratìva non lumìnosa eseguìta con mezzì mobìlì.

È appena ìl caso dì aggìungere che ì veìcolì che rechìno talì

mezzì dì propaganda devono avere ì requìsìtì rìchìestì dalle norme

sulla cìrcolazìone stradale; deve poì ritener sì che, dentro ì lìmìtì

delle predette nomle, la sosta deì veìcolì stessìdeve essere ammessa.

§ 23. -Divieto del lancio o del getto di volantini.

Il predetto articolo 6 vieta il lancio e il getto di volantini di

propaganda elettorale in luogo pubblico o aperto al pubblico dal

trentesimo giorno precedente la data fissata per le elezioni.

Dalla formulazione della norma risulta evidente che sono

proibiti solamente il getto e il lancio di volantini, mentre ne è

consentita la distribuzione.

Il getto e il lancio di volantini sono proibiti in luogo pubblico,

cioè vie e piazze con o senza l'ausilio di veicoli o aeromobili, e in

luoghi aperti al pubblico come pubblici esercizi, sale cineIÌ1atografiche,

teatri e simili.

§ 24. -Durata dei divieti di cui ai paragrafi precedenti.

L'articolo 6 della legge n. 212 come sostituito dall'articolo 4

-della legge n. 130 determina solo il termine iniziale dei divieti

illustrati ai precedenti paragrafi, ma non il termine finale. ,

Deve ritenersi che il termine finale coincida con la chiusura

delle operazioni di votazione.

51

CAPITOLO III

DISCIPLINA DELLE RIUNIONI

DI PROPAGANDA ELEn"'ORALE

E DELLA PROPAGANDA ELEn"'ORALE SONORA

§ 25. Riunioni di propaganda elettorale e uso di altoparlanti

durante la campagna elettorale.

Nell'intento di incoraggiare la concentrazione della tradizionale

propaganda elettorale a mezzo di comizi e di riunioni,

l'articolo 7 della legge n. 130 qualifica come elettorali, agli effetti

dell'applicazione dell'ultimo comma dell'articolo 18 del testo unico

18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza, solamente

quelle riunioni che si svolgono dal 300 giorno antecedente la data

fissata per le elezioni, fino alle ore 24 del venerdì precedente la data

della votazione.

Pertanto solo durante questo periodo, i promotori delle

riunioni in luogo pubblico sono esenti dall'obbligo di darne avviso

al Questore almeno con tre giorni di anticipo.

È, cQmunque, da ricordare che anche durante il predetto

periodo, al fine di evitare situazioni atte a turbare l' ordine pubblico,

è prassi costante che le modalità di tempo e di luogo per lo

svolgimento dei comizi siano concordate tra i promotori delle

manifestazioni stesse, con l'intervento delle locali autorità di

pubblica sicurezza.

È appena il caso di osservare che nelle riunioni di propaganda

elettorale è consentito l'uso di apparecchi amplificatori o altoparlanti

sia per diffondere la viva voce dell'oratore, sia per la

riproduzione sonora di discorsi, motti o inni registrati.

Ciò anche quando le apparecchiature amplificatrici sono

montate, per comodità di trasporto, su apposito veicolo, ma siano

usate stando il veicolo fermo.

52 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

L 'uso dei mezzi di amplificazione sonora è invece limitato dal

predetto articolo 7 quando abbia luogo da mezzi mobili in

movimento; in tal caso detto uso è limitato al solo fine dell'annuncio

dell'ora e del luogo in cui si terranno i comizi e solamente dalle

ore 9 alle ore 21,30 del giorno della manifestazione e del giorno

precedente. Sembra evidente che, nell'annuncio del comizio, possono

essere compresi il nome dell'oratore e il tema del suo discorso.

La norma in esame' fa salve, inoltre, le disposizioni più

restrittive che le amministrazioni locali possono avere emesso nella

loro competenza.

Tali disposizioni devono trovare motivazione in particolari

situazioni di pubblico interesse, quale può essere la tutela del riposo

negli ospedali, nelle case e nei luoghi di cura.

§ 26. -Le riunioni di propaganda elettorale dal punto di vista della

tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

È da rammentare che la disciplina delle riunioni di propaganda

elettorale non si limita alle norme sopra richiamate al § 25 e che,

nella materia, è in particolare legittimata l'azione di tutela dell'ordine

pubblico e della sicurezza dei cittadini di cui agli articoli 20 e

seguenti del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

In quest'ordine di idee, deve ritenersi, altresì, consentito,

facendosi leva anche su azioni preventive intese a ricercare

l'accordo con le parti interessate, svolgere ogni intervento, fino a

quelli coercitivi, per evitare:

-la distribuzione di volantini quando sia rivolta a partecipanti

a comizi di diverso orientamento politico;

-il transito di mezzi mobili, annunzianti l'ora ed il luogo

di comizi, in prossimità di piazze, strade o locali ove siano in corso

altre manifestazioni elettorali;

III -RIUNIONI -PROPAGANDA ELE1ì'ORALE SONORA 53

cortei o par~te nelle prossimità di dette piazze, strade,

o locali

Interventi siffatti sono da ritenere facoltizzati dai poteri

generali della polizia di sicurezza, da quelli specifici a difesa

dell'ordine pubbli,co e della pubblica tranquillità e dalla stessa

normativa penale, nella materia di cui trattasi.

A proposito di tale normativa si fa rinvio al § 40.

In tema di comizi elettorali, non si possono non richiamare,

inoltre, i principi che sanciscono il divieto di portare armi nelle

pubbliche riunioni in genere.

Tali principi risalgono all'art. 17 della Costituzione, quale

norma fondamentale.

Essi sono, quindi, svolti nell'art. 4 della legge 18 aprile 1975,

n. 110, recante la proibizione di porto d'armi nelle manifestazioni

pubbliche, anche per le persone munite di licenza, con comminazione,

altresì, di sanzioni per il porto di armi improprie.

Infine, sempre a tutela del diritto di pacifica riunione, deve

essere sollecitato il contatto tra organi responsabili dell'ordine e

della sicurezza pubblica ed autorità locali per la definizione dei

criteri relativi alla concessione di piazze o vie ai fini dell'effettuazione

delle adunanze di cui trattasi. Dev.e altresì essere svolta adeguata

opera di sensibilizzazione degli organi degli Enti locali all'esigenza

di vagliare con restrittività le richieste di aree o piazze pubbliche per

lo svolgimento di manifestazioni folcloristiche, musicali ecc., a

carattere partitico, le quali impegnino un lasso di tempo tale da

determinare una monopolizzazione di fatto della diponibilità delle

aree e degli spazi medesimi.

Con i menzionati organi degli Enti locali potrà altresì essere

utilmente concordata una linea di condotta che eviti comizi e

manifestazioni in prossimità di scuole, convitti, caserme o altre

convivenze, ospedali e case di cura, nonche mercati, ovvero in vie o

piazze di particolare importanza per la circolazione stradale.

54 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETTORALE

§ 27. -Divieto di comizi e di riunioni di propaganda elettorale nel

giorno precedente ed in quelli della votazione.

L 'articolo 9 dell~ legge n. 212, come modificato dall'articolo 8

della legge n. 130, prevede il divieto dei comizi, delle riunioni di

propaganda elettorale diretta o indiretta in luoghi pubblici o aperti

al pubblico nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per la

.,

votaZIone.

Pertanto, ad iniziare dalle ore 0,01 del sabato precedente il

primo giorno della votazione, non sono consentiti ne comizi ne

riunioni di propaganda elettorale in qualsiasi luogo pubblico o

aperto al pubblico.

55

CAPITOLO IV

NORME PER LA DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA

ELETfORALE NEL GIORNO PRECEDENTE

ED IN QUELLI STABILITI PER LA VOTAZIONE

-Premessa.

Affinche nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per la

votazione non siano comunque turbate le operazioni dei vari uffici

elettorali e la espressione del voto sia protetta da ogni immediata

pressione psicologica, la legge vieta talune forme di propaganda e,

nei giorni della votazione, ogni forma di propaganda nel raggio di

200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali.

§ 29. -Divieto di nuove affissioni di stampati, giornali murali od

altri e di manifesti di propaganda elettorale diretta o

indiretta.

L'articolo 9 della legge n. 212, come modificato dall'articolo 8

della legge n. 130, sancisce il divieto, nel giorno precedente e in quelli

stabiliti per le elezioni, di nuove affissioni di stampati, giornali

murali od altri e di manifesti di propaganda elettorale.

Il divieto riguarda le nuove affissioni di propaganda diretta e

di propaganda indiretta da eseguire negli appositi spazi approntati

dai Comuni a norma dell'articolo 1 della legge n. 212, dato che le

affissioni in altri spazi sono proibite.

Si rammenta però che l'articolo 8 della legge n. 130, come detto

al § 6, consente anche in tale periodo la nuova affissione di giornali

quotidiani o periodici nelle bacheche poste in luogo pubblico,

regolarmente autorizzate alla data di pubblicazione del decreto di

convocazione dei comizi.

§ 30. -Divieto di comizi e di riunioni di propaganda elettorale nel

giorno precedente ed in quelli della elezione.

Come già detto al capitolo III, l'articolo 9 della legge n. 212,

sostituito dalla legge n. 130, vieta i comizi e le riunioni di

56 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETrORALE

propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti

al pubblico nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per la

votazione.

(Omissis) (l).

§ 31. -Divieto di ogni forma di propaganda elettorale entro n

raggio di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali.

L 'articolo 9 della legge n. 212, come sostituito dall'articolo 8

della legge n. 130, vieta, nei giorni destinati alla votazione, ogni

forma di propaganda elettorale nel raggio di 200 metri dall 'ingresso

delle sezioni elettorali. È evidente che il divieto colpisce anche la

propaganda fatta nei locali del seggio o in quelli adiacenti.

La norma non può invece essere interpretata nel senso che

faccia obbligo di defiggere i manifesti di propaganda elettorale

collocati negli app~siti spazi qualora questi si trovino, per avventura,

entro il limite di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali.

Tale interpretazione sarebbe aberrante sia perche in contrasto

col dettato del primo comma ' dello stesso articolo 9 che vieta

solamente le nuove affissioni, sia perche in contrasto con l'articolo 2

della legge n. 212 che, nel dettare specifici criteri per la scelta dei

luoghi destinati alle affissioni di propaganda elettorale, non

richiede il rispetto di una determinata distanza tra detti luoghi e

l'ingresso alle sezioni elettorali.

§ 32. -Vendita di bevande alcooliche nei giorni delle operazioni

elettorali.

Per prevenire eventuali quesiti circa la liceità della vendita di

bevande alcooliche nei giorni in cui hanno luogo operazioni

elettorali, si rammenta che l'art.97 del testo unico delle leggi di

pubblica sicurezza, che vietava detta vendita, è stato abrogato

dall'art.1 della legge 14 ottobre 1974, n.524.

(l) Le istruzioni omesse sono superate per effetto della norma di cui all'art. 9-bis della

legge 4 febbraio 1985, n. 10, che ha vietato ogni forma di propaganda elettorale diffusa da

emittenti radiotelevisive private nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per la votazione

(v. pag.17).

57

CAPITOLO V

PROPAGANDA ELETTORALE

IN OCCASIONE DEI REFERENDUM

Premessa.

L 'articolo 52 della legge 25 maggio 1970, n.352, come

modificato dall'art. 3 della legge 22 maggio 1978, n. 199, dispone, al

primo cornma, che: «Alla propaganda relativa allo svolgimento dei

referendum previsti dalla presente legge si applicano le disposizioni

contenute nelle leggi 4 aprile 1956, n. 212, e 24 aprile !.975, n. 130».

L 'articolo stesso, al generale richiamo delle leggi citate,

aggiunge poi talune norme particolari in materia di propaganda

elettorale per mezzo di affissioni, che vengono illustrate nel

presente capitolo.

Propaganda elettorale per mezzo di affissioni i.n occasione

dei referendum.

Come già precisato al § 4, le affissioni di manifesti,

stampati, ecc. negli appositi spazi, in occasione dei referendum,

hanno inizio fra il 33° ed il 30° giorno antecedente la consultazlone.

Per quanto concerne le operazioni preparatorie della Giunta

Municipale, si richiama qui lo schema di cui alla prima parte del

citato paragrafo. ~

Le facoltà che le leggi n. 212 e n. 130 riconoscono ai partiti o

gruppi politici che partecipano direttamente alla competizione

elettorale con proprie liste o candidature vengono attribuite dal

citato articolo 52 della legge 1970, n. 352, per quanto concerne i

referendum, soltanto ai partiti o gruppi politici che abbiano una

58 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDAELETrORALE

propria rappresentanza in Parlamento, nonche ai promotori del

referendum; questi ultimi considerati come gruppo unico.

pa ciò consegue, innanzitutto, che soltanto i partiti predetti,

nonche i promotori del referendum, potranno ottenere gli spazi per

l'affissione di materiale di propaganda elettorale, previsti all'art. I,

primo comma, della legge n.212.

L 'elenco dei partiti o gruppi politici rappresentati in Parlamento

e la indicazione dei promotori del referendum saranno

comunicati ai Sindaci a cura del Ministero dell'Interno e per il

.

tramIte delle Prefetture.

Gli spazi di cui trattasi dovranno essere ripartiti dalla Giunta

Municipale in tante sezioni distinte quanti sono gli aventi diritto, in

modo che ad ognuno di essi venga assegnata una superficie libera di

metri 2,00 di altezza per metri 1 ,00 di base.

A differenza di quanto avviene in occasione di elezioni -in cui

alle liste ammesse gli spazi di cui trattasi vengono assegnati dalla

Giunta Municipale di ufficio -per i referendum è necessario che

venga inoltrata apposita domanda da parte dei partiti o gruppi

politici e da parte dei promotori dei referendum entro i134° giorno

antecedente la data della votazione.

Si è posto il quesito se anche per i referendum possano essere

consentite affissioni di propaganda elettorale da parte di coloro

(Partiti, Enti, Organizzazioni, ecc.) che, non avendo i requisiti per

partecipare direttamente alla consultazione, vogliano ugualmente

intervenire nella campagna per il referendum.

AI quesito, anche su parere del Consiglio di Stato, è stata data

risposta affennativa, nella considerazione che l'art.52, secondo

comma, della citata legge n. 352 intende solamente definire chi

sono, per il referendum, le organizzazioni che partecipano diretta~

mente alla consultazione, e non intende invece negare la facoltà -

che peraltro trae fondamento dall'art. 21 della Costituzione -che

eventuali fiancheggiatori svolgano una propria propaganda, nei

limiti e con le modalità di cui alle leggi n. 212 e n. 130.

IV -PROPAGANDA IN OCCASIONE DI REFERENDUM 59

La propaganda dei fiancheggiatori potrà quindi svolgersi, a

domanda degli interessati, negli spazi per l'affissione di propaganda

elettorale previsti dall'art. 1, secondo comma, della legge n. 212.

poiche detti spazi hanno dimensioni fisse, qualora il numero

delle richieste pervenute al Comune non renda possibile l'assegnazione

a ciascun richiedente di una superficie non inferiore a metri

0,70 di base per metri 1,00 di altezza, verrà stabilito un turno,

mediante sorteggio, in modo che ogni richiedente possa usufruire di

uguale spazio per la stessa durata (art. 3, sub art. 4, terzo comma,

della legge n. 130).

È poi evidente che anche la partecipazione dei così detti

fiancheggiatori alla campagna elettorale incontra i limiti temporali

di cui all'art.2 della legge n. 130 e che, quindi, la propaganda

indiretta per affissioni può iniziare solo contemporaneamente a

quella diretta.

L' ordine di assegnazione degli spazi sia per la propaganda

diretta che per quella fiancheggiatrice sarà stabilito in base

all'ordine di presentazione delle relative istanze, come prevede

l'art. 3, sub art.4, comma secondo, della legge n. 130.

Per potere provvedere alla assegnazione effettiva delle sezioni,

il Comune, tra ilJJo ed ilJOO giorno precedente quello fissato per la

votazione, deve curare che ne sia ultimata la delimitazione con

listelli di legno, vernice, calce o altro, e che siano numerate

progressivamente.

Anche per le sezioni così assegnate si applica il divieto di scambi e

di cessioni tra i )lari assegnatari,previsto nell'articolo 3, terzo comma,

della legge n. 212, come sostituito da/la legge n. 130.

§ 35. -Affissioni in occasione di più referendum contemporanei.

Per espressa disposizione del terzo comma dell'art.3 della

legge 22 maggio 1978, n.199, qualora abbiano luogo contempora60

DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

neamente più referendum, a ciascun partito o gruppo politico che

sia rappresentato in Parlamento, ad ogni gruppo promotore di

ciascun referendum e ad ogni gruppo fiancheggiatore che abbia

presentato domanda ai sensi dell'art.4 della legge 4 aprile 1956,

n. 212, sostituito dall'art. 3 della legge 24 aprile 1975, n. 130, spetta,

per le affissioni di propaganda, un unico spazio.

Per ottenere detto spazio è sempre necessaria la domanda

diretta alla Giunta Municipale; la domanda può essere fatta

contestualmente per più referendum.

61

CAPITOLO VI

SANZIONI PENALI PREVISTE PER I REA TI

CONNESSI ALLA PROPAGANDA ELETTORALE

Premessa.

Gli articoli 6,8 e 9 della legge n. 212, così come sostituiti dagli

articoli 4, 6 e 8 della legge n. 130, e l'articolo 7 della stessa legge

n. 130 prevedono severe sanzioni penali, delle quali si fa breve

cenno in questo capitolo.

Delitti per violazione del diritto di propaganda a mezzo di

affissioni o di diffusione di stampati.

A tutela del diritto di affissione o di diffusione di stampati di

propaganda elettorale, diverse figure di reato sono configurate dal

legislatore come delitti.

A norma dell'art. 8, primo comma, della legge n. 212, sostituito

dall'art. 6 della legge n. 130, è punito con la pena della reclusione

fino ad un anno e della multa da lire 50.000 a lire 500.000:

a) chiunque sottrae o distrugge stampati, giornali murali

od altri o manifesti, inerenti direttamente o indirettamente alla

campagna elettorale, o comunque diretti a determinare la scelta

elettorale, destinati all'affissione ò alla diffusione;

b) chiunque impedisce l'affissione o la diffusione degli

stampati, giornali murali od altri, o manifesti anzidetti;

c) chiunque stacca, lacera o rende comunque illeggibili gli

stampati o i giornali murali od altri o i manifesti predetti già affissi

negli spazi riservati alla propaganda elettorale sia di chi partecipa

62 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETfORALE

direttamente sia di chi partecipa indirettamente alla competizione

elettorale;

d) chiunque, non avendone titolo a norma delle leggi n. 212

e n. 130, affigge gli stampati, i giornali murali od altri o i manifesti

predetti negli spazi indicati dalla lettera precedente;

e) chiunque sottrae o distrugge, ovvero impedisce l'affissione

o la diffusione dei manifesti delle pubbliche autorità concernenti

le operazioni elettorali ov~ero li stacca, lacera o rende comunque

illeggibili se già affissi.

Quando i reati' sopra descritti sono commessi da pubblico

ufficiale, la pena è della rèclusione fino a 2 anni (art. 6 della legge

n. 130).

§ 38. - Delitti per atti di propaganda vietati nel giorno precedente

ed in quelli della votazione.

A tutela della libera determinazione, degli elettori, la legge

configura come delitti taluni atti di propaganda elettorale nel

giorno precedente ed in quelli della votazione ed ogni atto di

propaganda che sia svolto durante i giorni della votazione, entro il

raggio di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali.

Pertanto, a norma dell'art. 8, ultimo comma, della legge n. 130,

è punito con la pena della reclusione fino ad un anno e con la multa

da lire 50.000 a lire 500.000:

a) chiunque contravviene alle norme dello stesso articolo

che vietano comizi e riunioni di propaganda elenorale diretta o

indiretta, in luogo pubblico o aperto al pubblico, nel giorno

precedente ed in quelli stabiliti per la votazione;

b) chiunque contravviene alle norme dello stesso articolo

che vietano la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri

manifesti di propaganda elettorale in luoghi pubblici p esposti al

pubblico, nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni;

VI -SANZIONI PENALI 63

c) chiunque contravviene alle norme dello stesso articolo

che vietano ogni forma di propaganda elettorale nei giorni destinati

alla votazione, entro il raggio di 200 metri dall'ingresso delle sezioni

elettorali.

§ 39. -Contravvenzioni per l'uso di mezzi di propaganda vietati.

Diverse figure di uso di mezzi di propaganda vietati sono

configurate dal legislatore come contravvenzioni.

A norma dell'art. 4, secondo comma, della legge numero 130, è

punito con la pena dell'arresto fino a sei mesi e dell'ammenda da

L. 50.000 a L. 500.000:

a) chiunque, dal trentesimo giorno precedente la data

fissata per le elezioni, contravviene alla norma dello stesso articolo

che vieta ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa

a carattere fisso in luogo pubblico -qualora non si tratti di insegne

indicanti le sedi dei partiti -e ogni forma di propaganda luminosa

mobile;

b) chiunque, nel periodo anzidetto, contravviene alla norma

dello stesso articolo che vieta il lancio o il getto di volantini di

propaganda elettorale in luogo pubblico o aperto al pubblico.

Le stesse pene sono previste, a norma dell'ultimo comma

dell'art.6 della legge n. 130 a carico di:

c) chiunque affigge stampati, giornali murali od altri o

manifesti di propaganda elettorale fuori degli appositi spazi;

d) chiunque contravviene alla norma di cui all'ultimo

comma dell'art. 1 della legge n.212, che proibisce le iscrizioni

murali di propaganda elettorale e quelle su fondi stradali, rupi,

argini, palizzate e recinzioni.

Le stesse pene sono previste, a norma dell'ultimo comma

dell'art.7 della,legge n. 130" a carico di:

e) chiunque contravviene alle norme di cui al secondo

comma dello stesso articolo, che consentono l'uso di altoparlanti su

mezzi mobili sqltanto con determinate mqdalità.

64 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

§ 40. -Sanzioni per i disturbatori dei comizi durante la campagna

elettorale.

Le leggi n. 212 e n. 130 non contemplano l'ipotesi delittuosa

concretantesi nell'impedimento o turbativa di una riunione di

propaganda elettorale.

Questo reato è punito, per le elezioni politiche, dalle norme

dell'art.99 del testo unico 30 marzo 1957, n. 361, e, per i referendum,

dalla stessan orma es;pressamenter ichiamata dall'art. 51 della

legge 25 maggio 1970, n. 352.

Il testo unico 16 maggio 1960, n. 570, recante norme per la

composizione e l'elezione" degli organi delle Amministrazioni

comunali, invece, all'art.90, primo comma, configura soltanto il

delitto di turbativa del regolare svolgimento delle adunanze dei

seggi e degli altri Uffici elettorali.

Pertanto, per il caso di elezioni amministrative e per quelle

regionali, non può farsi ricorso, per la punizione delle azioni intese

all'impedimento o alla turbativa delle riunioni di propaganda

elettorale, ne al citato art. 90 del testo unico n. 570, che prevede

sanzioni penali per tutt'altra specie di reato, non essendovi alcuna

relazione tra le riunioni di propaganda elettorale e le adunanze

elettorali dei seggi, ne all'art.99 del testo unico n. 361, il quale è

pertinente esclusivamente alle elezioni politiche ed ai referendum.

Si è, quindi, dell'avviso che, nel silenzio delle leggi n.212 e

n. 130 e del testo unico 16 maggio 1960, n.570, nell'ipotesi

delittuosa concretantesi nell'impedimento o turbati va di una

riunione di propaganda elettorale per le elezioni amministrative e per

quelle regionali siano applicabili, a seconda dei casi, solo le norme di

cui agli articoli 654 e 660 del Codice Penale.

65

CAPITOLO VII

NORME TRIBUTARIE

IN MATERIA DI PROPAGANDA ELETTORALE

§ 41. -Regime ordinario delle imposte sulla pubblicità e dei diritti

sulle pubbliche affissioni.

L 'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 26

ottobre 1972, n. 639, dispone, tra l'altro, che la misura dell'imposta

sulla pubblicità è ridotta de150 per cento per la pubblicità dei partiti

e delle associazioni politiche, sindacali e culturali.

L 'articolo 33 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica

dispone, tra l'altro, che la tariffa dei diritti sulle pubbliche

affissioni è ridotta del 50 per cento per i manifesti e. gli avvisi dei

partiti e delle associazioni politiche, sindacali e culturali.

L 'ultimo comma dell'art. 28 dèl citato decreto del Presidente

della Repubblica dispone che il Comune può consentire agli

interessati l'affissione diretta -cioè senza avvalersi del servizio

comunale delle pubbliche affissioni -in spazi di loro pertinenza; in

tal caso, il pagamento della relativa imposta sulla pubblicità è

dovuto in misura pari ai diritti sulle pubbliche affissioni, ridotti del

cinquanta per cento.

§ 42. -Regime delle imposte sulla pubblicità e dei diritti sulle

pubbliche affissioni in periodo di elezioni.

L 'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 26

ottobre 1972, n. 639, al n. 10, come completato all'art. 9 della legge

n. 130, dispone che è esente dalla imposta sulla pubblicità la

propaganda elettorale in qualunque forma effettuata in periodo di

elezioni in conformità alla legge 4 aprile 1956, n. 212 e successive

modificazioni.

66 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

Ciò stante, ad iniziare dal giorno della pubblicazione del

manifesto di convocazione dei comizi, ogni fonna di propaganda

elettorale che non sia esplicitamente vietata dalla legge n.212 e

ssuucllace psusibvbel imcitoàd. ificazioni, ,è esente dal pagamento della imposta

Un trattamento particolannente restrittivo è invece previsto

all'articolo 9, secondo comma, della legge n. 130, a carico della

propaganda sonora effettuata a mezzo di appositi amplificatori e

simili: tale propaganda, nei limiti in cui è consentita, è esente dalla

imposta sulla pubblicità solamente a partire dal 30° giorno

precedente la data fissata per la elezione e fino alla chiusura della

votazione.

Per quanto concerne le affiss.ioni di stampati, giornali murali

od altri e di manifesti di propaganda elettorale negli spazi di cui

all'articolo I della legge n.212, è ovvio che esse sono esenti dal

pagamento dei relativi diritti se eseguite direttamente dagli interessati,

senza il tramite del servizio comunale di affissione. A questo

riguardo è da precisare che l'articolo 5 della legge n. 130 stabilisce

che il Comune è tenuto a consentire che gli interessati eseguàno

direttamente la affissione negli spazi di cui all'articolo I della legge

n.212.

Se, invece, gli interessati si servono del servizio comunale delle

pubbliche affissioni, sono tenuti al pagamento dei diritti sulle

pubbliche affissioni, di cui al capo III del decreto del Presidente

della Repubblica 26 ottobre 1972, n.639.

67

CAPiTOLO VIII

SPESE PER L'A1TUAZIONE

DELLE NORME PER LA DISCIPLINA

DELLA PROPAGANDA ELETTORALE

§ 43. -Premessa

La legge 4 aprile 1956, n. 212, e la legge 24 aprile 1975, n. 130,

non recano alcuna disposizione concernente l'onere delle spese per

l'attuazione delle norme per la disciplina della propaganda elettorale,

ed, in particolare, di quelle relative alla delimitazione,

ripartizione ed assegnazione delle superfici ed all.'acquisto o

noleggio ed installazione dei tabelloni per l'affissione di stampati,

giornali murali od altri e di manifesti di propaganda.

Al riguardo, deve quindi farsi riferimento ad altre norme.

§ 44. -Onere della spesa in occasione delle elezioni comunali

isolate.

È pacifico che, in occasione delle elezioni comunali, le spese

per l'attuazione delle norme previste dalla legge 4 aprile 1956,

n.212, e successive modificazioni debbano gravare sul bilancio

comunale. E ciò in quanto, nella fattispecie, mentre le consultazioni

elettorali interessano esclusivamente iJ Comune, gli adempimenti

contemplati dall'anzidetta legge rientrano nella competenza di un

organo del Comune stesso.

D'altro canto, le spese di cui trattasi non sono tra quelle

espressamente poste a carico dello Stato a norma del terzo comma

dell'art.17 della legge 23 aprile 1976, n. 136.

Onere della spesa in occasione delle elezioni provinciali

isolate.

§ 45. -

Il primo comma dell'art. 27 della legge 8 marzo 1951, n..122,

dispone che «le spese inerenti all'attuazione delle elezioni dei

68 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

Consigli provinciali, iyi compresa la liquidazione delle competenze

spettanti ai membri degli uffici elettorali, sono a carico delle

Amministrazioni provinciali» .

Pertanto, in questa ipotesi, poiche anche' gli adempimenti

concernenti la disciplina della propaganda elettorale fanno parte

del procedimento per l'attuazione delle elezioni, le spese relative

devono gravare sul bilancio dell' Amministrazione provinciale.

Le dispòsizioni dell'art. 17 della legge 23 aprile 1976, n. 136,

confermano tale conclusione.

Onere della spesa in occasione delle elezioni regionali

isolate.

Il primo comma dell'art. 21 della legge 17 febbraio 1968,

n. 108, confermato dall'art.17 della legge 23 aprile 1976, n.136,

dispone che le spese inerenti all'attuazione delle elezioni dei

Consigli regionali, sono a carico delle rispettive Regioni.

Come già chiarito al § 45, nella dizione «spese inerenti alla

attuazione delle elezioni» sono da comprendersi anche quelle per gli

adempimenti concernenti la disciplina della propaganda elettorale,

le quali, pertanto, graveranno sul bilancio della Regione interessata.

Onere della spesa in occasione delle elezioni abbinate

comunali e provinciali.

A norma dell'art. 13 della legge 10 settembre '1960, n. 962,

confermato dall'art. 17 della legge 23 aprile 1976, n. 136, nel caso di

contemporaneità della erezione del Consiglio provinciale con la

elezione dei Consigli comunali, tutte le spese derivanti da adempimenti

comuni ad entrambe le elezioni e che, in caso di sola elezione del

Consiglio provinciale, sarebbero rimaste a carico della stessa Amministrazione

provinciale, vengono ripartite, in parti uguali, tra I' Amministrazione

provinciale ed i singoli Comuni.

V111- SPESE AlTUAZIONE DISCIPLINA PROPAGANDA ELElTORALE 69

poiche, per quanto si è rilevato al precedente § 45, in caso di

elezioni provinciali isolate le spese relative alla disciplina della

propaganda elettorale gravano sul bilancio dell' Amministrazione

provincìale, ne deriva che tali spese, nella ipotesi di elezioni

abbinate comunali e provinciali, in base alla indicata norma della

legge n.962, devono essere ripartite in parti uguali tra I' Amministrazione

provinciale ed i singoli Comuni.

§ 48. - Onere della spesa in caso di elezioni regionali e provinciali

ovvero o di elezioni regionali e comunali abbinate.

Nel caso di svolgimento contemporaneo delle elezioni del

CoQsiglio regionale e di uno o più Consigli provinciali della

Regione ovvero del Consiglio regionale e di tutti o di alcuni

Consigli comunali della Regione medesima, l'art. 21, terzo comma,

della legge 17 febbraio 1968, n. 108, confermato dall'art.17 della

legge 23 aprile 1976, n. 136, dispone che tutte le spese derivanti da

adempimenti comuni alle elezioni e che in caso di sola elezione dei

Consigli regionali sarebbero state a carico della Regione, veng.ono

ripartite in parti uguali tra la Regione e gli altri enti interessati alla

consultazione elettorale.

§ 49. - Onere della spesa in caso di contemporaneità della elezione

dei Consigli regionali con la elezione dei Consigli provinciali

e comunali.

Il terzo comma dell'art. 21 della legge 17 febbraio 1968, n. 108,

confermato dall'art.17 della legge 23 aprile 1976, n.136, stabilisce

che nel caso di contemporaneità della elezione dei Consigli

regionali con la elezione dei Consigli provinciali e di quelli

comunali vengano ripartite in parti uguali, tra la Regione e gli altri

enti interessati alla consultazione, tutte le spese (e, per quanto

precisato al precedente paragrafo, anche quelle connesse alla

propaganda elettorale), derivanti da adempimenti comuni alle

70 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELE1TORALE

elezioni e che, in caso di sola elezione dei Consigli regionali,

sarebbero a carico della Regione.

§ 50. -Onere della spesa in occasione delle elezioni politiche e dei

referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.

Il primo comma dell'articolo 17 della legge 23 aprile 1976,

n. 136, dispone che tutte le spese per l'organizzazione tecnica e

l'attuazione delle elezioni politiche e dei referendum previsti dal

titolo I e Il della legge 25 maggio 1970, n. 352, sono a carico dello

Stato.

Nelle spese di cui alla norma sopra richiamata sono da

9omprendere anche quelle concernenti i vari adempimenti per la

disciplina della propaganda elettorale.

§ 51. -Onere della spesa in occasione dei referendum per la

modificazione territoriale delle Regioni previsti dall'articolo

132 della Costituzione.

Argomentando dal disposto del primo comma dell'art. 17

della legge 23 aprile 1976, n.136, e del quarto comma dell'art. 53

della legge 25 maggio 1970, n. 352, recante norme sui referendum

previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo, le

spese concernenti i vari adempimenti per la disciplina della

propaganda elettorale, nel caso dei referendum di cui al titolo III

della legge n. 352, sono a carico degli enti interessati, in proporzione

della rispettiva popolazione.

§ 52. -Onere della spesa nel caso di contemporaneo svolgimento

delle elezioni politiche con la elezione dei Consigli regionali.

L'ultimo comma dell'art. 21 della legge 17 febbraio 1968,

n. 108, ed il quarto comma dell'art.7 della legge 23 aprile 1976,

VIII -SPESE ATfUAZIONE DISCIPLINA PROPAGANDA ELETfORALE 71

n.136, stabiliscono che, nel caso di contemporaneità della elezione

dei Consigli regionali con la elezione del Senato e della Camera dei

Deputati, tutte le spese derivanti da adempimenti comuni alle

elezioni e che in caso di sola elezione dei Consigli regionali

sarebbero a carico della Regione, vengono ripartite tra lo Stato e la

Regione rispettivamente nella misura di due terzi e di un terzo.

Per la parte che ne occupa, farà, pertanto, carico al bilancio

cdoenllac eRrneegnioti nlea udnis cteiprlzinoa dedlelell as pperosep asgoastnednau tee leptetor rgallie .a demp.imenti

§ 53. -Anticipazione delle spese per l'attuazione delle norme per

la disciplina della propaganda elettorale ed erogazioni di

1lcconti.

È da rammentare che il settimo comma dell'art. 17 della legge

23 aprile 1976, n. 136, dispone che 10 Stato, le Regioni o le Province

sono tenuti ad erogare ai Comuni, nel mese precedente le consultazioni,

acconti pari al 90% delle spese che si presume essi debbano

anticipare.

Nel calcolo dei predetti acconti sono da tenere presenti le spese

per l'attuazione delle norme per la disciplina della propaganda

elettorale nelle proporzioni in cui, coine specificato nei precedenti

paragrafi, devono gravare i bilanci dello Stato, della Regione o

della Provincia.

Per quanto concerne le modalità di calcolo ed erogazione degli

acconti di cui trattasi, si fa rinvio alle disposizioni che vengono

impartit-e dal Ministero dell'Interno in occasione di ogni consultazione,

con riguardo alle spese.

Il Ministro: ROGNONI

INDICE

75

TESTI DI LEGGE

Pag. 5

17

18

LEGGE 4 aprile 1956, n. 212.

Nonne per la disciplina della propaganda elettorale

LEGGE 24 aprile 1975, n. 130.

Modifiche alla disciplina della propaganda elettorale ed alle norme per

la presentazione delle candidature e deHe liste dei candidati nonche dei

contrassegni nelle elezioni politiche, regionali, provinciali e comunali ( stralcLiEo)

G. GE 4 febbraio 1985, n. 10.

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre

1984, n. 807, recante disposizioni urgenti in materia di trasmissioni radiotelevLiEsiGveG(

Est ralc2io5) maggio 1970, n. 352.

Nonne sui referendum previsti dall~ Costituzione e sulla iniziativa

lDeEgiCslRaEtivTaO DdEeLl pPoRpEoSloI DENT(Est ralcioD) ELLA R~PUBBLICA 30 marzo 1957, n. 361.

Testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei Deputati

(stralcio) 20

CIRCOLARE

Circolare n. 1943/V Pag. 23

Premessa Pag. 25

CAPITOLO I

DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETTORALE

MEDIANTE AFFISSIONI

§ I. -Affissioni di propaganda elettorale. : .

§ 2. -Regime delle affissioni di propaganda elettorale nei periodi non

disciplinati dalla legge 4 aprile 1956, n. 212, e dalla legge 24 aprile

§ 43.. -LSipnae1za9im 75e,n ti nsp. ec1ia3li0 . genepraelri le ea ftfeisrsmioinnii perd i l'pinroizpioa ganda della preoleptatograanled.a elettorale

§ 5. -Termmeindeia nte finaafflies sioni della nepgrlio pagaanpdpao siti eslpeattzoir.a le mediante affissioni. .

§ 6. -Divieto della propaganda elettorale mediante affissione negli spazi

normalmente destinati alle pubbliche affissioni, nelle bacheche e in

§ 7. -Critaelrtri i spazi.p er la scelta degli c. spazi da destinare alle affissioni di

--Numero propaganda e dimenlestitoonrai l~ degli spazi e delle sezioni di spazio nei quali

c possono essere effettuate le affissioni.

Pag.

28

28

29

30

31

32

§ 8

33

76 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETrORALE

Pag. 35

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39

40

42

43

43

44

§ 9. -Ripartizione degli spazi tra i vari Collegi dello stesso Comune nel

§ l Q. -Ripcaarstiozi one di elezioni degli a sspisatezim a tra ulnei nocmiricnoaslecr izioni di un Comune nel caso di

§ Il. -Deseilgenzaioznioi ne circoscriziodneaglil.i spazi nel caso di contemporanea effettuazione di

§ 12. -Compiuùneilceazzioionni i al Comune delle liste e delle candidature ammesse

§ 13. -Assegnazione delle sezioni di spazio riservate alle affissioni dei

partecipanti alla consultazione con liste di candidati o con candida§

14. -Istatnuzree uninompinearl i I'assegnaziol}e di sezioni negli spazi riservati alle

affissioni di chiunque non partecipi direttamente alla competizione

§ 15. -Preeslentttoarzailoen e delle domande, esame di esse da parte della Giunta

Municipale ed assegnazione degli spazi delimitati nel caso di

§ 16. -Pressveonltgaimzioeneto condteemllep oranod omande, di epsiùa me eleziodni i. esse da parte della Giunta

Municipale ed assegnazione degli spazi delimitati nel caso di elezioni

uni nominali qualora il territorio del Comune sia ripartito fra più

§ 17. -PreCseonlletagzi.i one delle domande, esame di esse da parte della Giunta

Municipale ed assegnazione degli spazi delimitati nel caso di elezioni

§ 189. --DPoetfdeisersei i onec onsiglsi ostitutidvio c ircmosactreizriiaolneda eli.l Preifneettroe.n te alla campagna elettorale indebitamente

affisso. 46

CAPITOLO Il

NORME RELATIVE A PARTICOLARI FORME

DI PROPAGANDA ELETTORALE

Pag. 47

47

49

49

§ 20. -Divieto di iscrizioni murali e di quelle su fondi stradali, rupi, argini,

§ 21. -Dipvaielitzoz ateerdei cinfozrimonei, di propaganda figurativa a carattere fisso

§ 22. -Divieto di forme di propaganda figurativa luminosa mobile. ...

§ 23. -Divieto del lancio o del getto di volantini. ...

§ 24. -Durata dei divieti di cui ai paragtafi precedenti. 49.

INDICE 77

CAPITOLO III

DISCIPLINA DELLE RIUNIONI DI PROPAGANDA ELEnORALE

E DELLA PROPAGANDA ELETfORALE SONORA

§ 25. Riunioni di propaganda elettorale e uso di altoparlanti durante la

campagnaelettorale Pag. 51

§ 26. Le riunioni di propaganda elettorale dal punto di vista della tutela

dell'ordine e della sicurezza pubblica. 52

§ 27. Divieto di comizi e di riunioni di propaganda elettorale nel giorno

precedente ed in quelli della votazione. 54

CAPITOLO IV

NORME PER LA DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELElTORALE

NEL GIORNO PRECEDENTE ED IN QUELLI STABILITI PER LA VOTAZIONE

§ 28. Premessa Pag. 55

§ 29.

55

§ 30.

55

§ 31

56

§ 32

Divieto di nuove affissioni di stampati, giornali murali od altri e di

Dmiavnieifteos ti di di compirzoi pagandea di riunioenlie ttorale di prodpiaregtatan da o indiereletttitlo. rale nel giorno

pDrieviceetod ente di ogendi inf ormqau elli di deplrlao paganedleaz ione. elettorale entro il raggio di 200

Vmeentrdi ita dall'indgi ressboe vande dealllec oolichsee zioni neei lettograiolir.n i delle operazioni elettorali

56

CAPITOLO V

PROPAGANDA ELElTORALE

IN OCCASIONE DEI REFERENDUM

§ 33. Premessa Pag. 57

§ 34. Propaganda elettorale per mezzo di affissioni in occasione dei

referendum 57

§ 35. Affissioni in occasione di più referendum contemporanei 59

78 DISCIPLINA DELLA PROPAGANDA ELETfORALE

CAPITOLO VI

SANZIONI PENALI PREVISTE PER I REA TI

CONNESSI ALLA PROPAGANDA ELETTORALE

§ 36.

§ 37.

Pago 61

61

§ 38.

62

§ 39. 63

§ 40.

PDreelimttie ssa per violazione del diritto di propaganda a mezzo di affissioni

oD elittdi i diffusiopneer atti ddi i stparmoppaagtia. nda vietati nel giorno precedente ed in

qCSuoaenlltzir iaovnvi enzionid ella per votia zidoinsteu.r batoprei r l'uso dedi i cmoemzizzii did uranptero paganda la campagna vietati. elettorale

64

CAPITOLO VII

NORME TRIBUTARIE

IN MATERIA DI PROPAGANDA ELETTORALE

§ 41

Pag.

§ 42.

Regime ordinario delle imposte sulla pubblicità e dei diritti sulle

pRuebgbimliceh e delaleff issimiopnoi.s te sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche

affissioniinperiododielezioni.

CAPITOLO VIII

SPESE PER L'AnUAZIONE DELLE NORME

PER LA DISCIPLINA pELLA PROPAGANDA ELEnORALE

Pag 67

67

§ 43.

§ 44.

§ 45. 67

§ 46. 68

§ 47.

68

POrneemree ssdae lla spesa in occasione delle elezioni comunali isolate. ..

Onere della spesa in occasione delle elezioni provinciali isolate. .

Onere della spesa in occasione delle elezioni regionali isolate. ..

Onere della spesa in occasione delle elezioni abbinate comunali e

pOrnoevrinec iadlie. lla spesa in caso di elezioni regionali e provinciali ovvero di

elezioni rel!Ìonali e comunali abbinate.

§ 48.

69

INDICE 79

§ 49.

Pag. 69

§ 50.

70

§ 51

70

§ 52.

§ 53.

Onere della spesa in caso di contemporaneità della elezione dei

Consigli regionali con la elezione dei Consigli provinciali e comunali

Onere della spesa in occasione delle elezioni politiche e dei referendOunmer

e predveislltai spedsaag li in articooclci asione 75,e de1i 38 refedreellnad um Costituziopner. la modificazione

territoriale delle Regioni previsti dall'articolo 132 della Costituzione

Onere della spesa nel caso di contemporaneo svolgimento delle

eAlnetzicioipnai zione politiche dellec on slpae see lezionpee r l'daettiu azioCnoen sigli rdeegllieo nali. nonne per la

disciplina della propaganda elettorale ed erogazioni di acconti. . 71

File creato il 26/03/2009 alle 13:43:38

 
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