Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Benevento

La storia del Palazzo del Governo

  Prefettura di Benevento
         Nella seconda metà del secolo XIX i patrioti Beneventani, che avevano liberato il 3 settembre 1860 la città dal dominio pontificio e consegnato la capitale ducale longobarda a Giuseppe Garibaldi sognavano di poter ricostruire, in una entità politico-amministrativa del nuovo Regno d'Italia, il "Sannio" antico.


         I patrioti, infatti, ritenevano insoddisfacente la sola istituzione della provincia di Benevento, decretata nell'ottobre 1860 dal pro-dittatore Pallavicino per ordine di Garibaldi, il quale voleva così ringraziare i patrioti Beneventani per l'aiuto dato ai Mille.

         Sebbene il progetto della ricostruzione del "Sannio" antico restò sempre un po' impreciso, si trattava di un'impresa quasi ciclopica. Infatti, si doveva riunire il vastissimo territorio attualmente ricompresso dall'intera regione Molise, dal Lazio meridionale, una parte dell'Umbria meridionale, dalla Daunia, parte della Lucania, dall'Irpinia, Terra di Lavoro e la provincia di Napoli oltre che dal beneventano. Questi erano, infatti, i confini del "Sannio" antico dalle origini del VI secolo a.C. alla massima espansione del IV secolo a.C.
         Capitale di questa nuova Regione, il "Sannio" antico, sarebbe stata Benevento in omaggio, appunto, al fatto di essere stata a lungo, nell'Alto Medioevo, capitale della Longobardia minore che, è bene ricordarlo, dominava su un territorio che nel suo periodo di massimo splendore era ancora più vasto di quello raggiunto dall'espansione Sannita del IV secolo a.C. fino a ricomprendere quasi tutto il Meridione.

         L'aspirazione di creare la Regione "Sannio" era fortissima nei primi decenni del Regno d'Italia tanto da coinvolgere scrittori, politici e parlamentari ma era tuttavia destinata a fallire a causa dell'opposizione e delle logiche gelosie delle province vicine. 

         Questo progetto era particolarmente sentito a Benevento, tanto che l'on. Pasquale Capilongo - presidente del Consiglio provinciale dal 1876 al 1879 - si battè affinché l'Ente avviasse la costruzione del Palazzo della Regione Sannio ... l'attuale "Palazzo del Governo".

         In quegli anni anche il Parlamento si interessò alla questione della creazione della Regione "Sannio" tanto che, durante il Governo Crispi, sembrò giunto finalmente il momento tanto auspicato. Questo contesto spinse la classe dirigente Sannita a creare nella Città un adeguato luogo di rappresentanza che ospitasse la nuova Istituzione ma non avendone trovati di adeguati si decise di costruirne uno "ex novo".

         Il Consiglio provinciale stanziò nel 1890 l'astronomica somma di due milioni di lire per realizzare l'opera ed il Consiglio comunale individuò invece l'area. Venne così scelto l'inizio meridionale del corso Garibaldi adiacente al castello della Delegazione Pontificia, mentre la quinta opposta sarebbe stata caratterizzata da edifici privati opportunamente realizzati o restaurati ed abbelliti.
         Nel 1892 venne bandito un concorso per la costruzione del palazzo ed il 3 ottobre 1893 venne approvato il disegno dell'arch. Penetro Paolo Quaglia. Questi aveva concepito un edificio invero grandioso, dotato di un fronte dalle forme neorinascimentali e, all'interno, di ampie sale di rappresentanza. Il 20 novembre 1895 ebbero inizio i lavori: dopo due anni, però, morto il Quaglia, gli successe nella direzione dei lavori l'arch. Nicola Breglia che apportò profonde modifiche al progetto originario e, in particolare, concepì il maestoso scalone d'ingresso.

         Il 16 marzo 1898, il Consiglio comunale approvò la variante al piano regolatore generale del 1890 relativa all'ampliamento del corso Garibaldi - l'antica strada Magistrale - nel tratto tra le piazze principe Umberto (l'attuale piazza Santa Sofia) e re Manfredi (l'attuale piazza IV Novembre), non potendosi aprire uno slargo dinanzi alla nuova costruzione per ragioni altimetriche.

       
Pref-03 Ciò non evito comunque espropri ed abbattimenti di numerose case nei pressi di piazza Umberto e lungo via Stefano Borgia per permettere una migliore visibilità delle facciate del nuovo edificio. Venne comunque risparmiata la chiesa del SS. Salvatore - recentemente restaurata - che conserva una struttura altomediovale e numerose tombe risalenti al periodo Longobardo. Il progetto di questi interventi edili fu affidato all'ingegnere capo del Comune Eugenio Greco.

        Ultimata la struttura dell'edificio in Parlamento giacevano inevase le proposte di legge istitutive della nuova Regione Sannio e lo Stato non provvedeva ad arredare il nuovo palazzo sicchè nemmeno i prefetti vi si insediavano preferendo restare nella sede dell'ex Convento di Santa Maria di Porta Somma.

         L'opera venne infine ultimata solo nel 1911, mentre già dal 13 settembre 1910 vi si insediavano alcuni uffici provinciali per decisione dell'allora presidente della Deputazione Provinciale, Almerico Meomartini.

         Nel 1911, in occasione del Cinquantenario della nascita della Provincia di Benevento, venne apposta una lapide in onore del Dittatore Giuseppe Garibaldi che fa ancora bella mostra di sé sullo scalone d'ingresso del palazzo.
         Durante il ventennio fascista il Palazzo del Governo divenne sede di rappresentanza del Governo e vi si trasferirono gli uffici prefettizi. Da allora, ininterrottamente, lo stabile è adibito a sede della Prefettura. Fino agli anni'90 ospitò anche gli uffici della Questura e da allora al 2002 alcuni uffici provinciali.

Pref-large  Recentemente lo stabile è stato completamente ristrutturato. I lavori hanno interessato l'intera struttura. In particolare, i sotterranei che originariamente ospitavano l'archivio deposito  sono stati per buona parte interamente recuperati ed ospitano l'ARCOS, museo d'arte contemporanea sull'esempio di analoghe opere underground già realizzate all'estero. Gli esterni hanno ripreso la colorazione originaria (anche se si discute sul colore della facciata che gli storici indicano in un giallo-paglierino con base rosso-arancio). Gli interni sono stati completamente ripresi e ripensati con la creazione di ampi corridoi ed uffici funzionali. Notevole l'impianto di illuminazione della facciata che fa bella mostra nelle notti beneventane inserendosi nel contesto della zona adiacente, anch'essa valorizzata da questo tipo di illuminazione.
 



 

(ricerca storica e testo a cura di Gianpaolo Bruno) 

 

Ultima modifica il 18/02/2011 alle 13:02

 
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