Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Asti

Cenni di storia sulla nascita della Provincia e sul Palazzo del Governo

La nascita della provincia di Asti fu il risultato di un lungo lavoro di gestazione iniziato nel 1929, al quale, da parte astigiana, diedero il loro totale contributo tre uomini: il podestà Vincenzo Buronzo, il maresciallo d'Italia Pietro Badoglio e l'imprenditore Giovanni Penna. Fu da queste tre figure, ricche di diverso tipo di prestigio (culturale ed ideologico per Buronzo, militare e politico per Badoglio, economico ed imprenditoriale per Penna) che giunsero a Roma i necessari impulsi affinché, contravvenendo alle linee di tendenza di quegli anni, volte a limitare la costituzione di nuove province, Asti potesse fregiarsi di quel titolo che era già stato suo nei secoli precedenti.
Dopo anni di istanze regolarmente respinte, il 30 marzo 1935 il Consiglio dei Ministri decise di ricostituire l'antica provincia di Asti, già istituita nel 1560 e soppressa con la legge del 23 ottobre 1859 di ordinamento comunale e provinciale.
La motivazione fu la seguente:" La città capoluogo, che vanta nobilissime tradizioni, che fu città romana, libera repubblica nel Medio Evo e sin dal secolo XV compresa tra i domini più importanti di Casa Savoia, ha acquisito speciale importanza con un rilevantissimo sviluppo economico, edilizio e demografico. Su di essa gravita un esteso e popoloso territorio, che dall'agricoltura e specialmente dall'industria vinicola, trae notevole prosperità".
A formare questo nuovo organismo amministrativo furono distaccati dalla provincia di Alessandria 105 Comuni, che per ragioni etniche, geografiche ed economiche, avevano sempre gravitato intorno alla Città capoluogo.
Una provincia omogenea, agricola, prospera per prodotti (soprattutto dell'industria vinicola) e per commercio, con tradizioni antiche e gloriose e con circa 260.0000 abitanti.
La stessa cominciò a funzionare il 15 aprile 1935 e fu retta per undici mesi dal Commissario Straordinario Giuseppe Vassallo, proveniente da Roma.
Primo Prefetto fu Francesco Felice, che rimase ad Asti poco tempo in quanto presto trasferito al Ministero della Stampa e della Propaganda.
La nuova sede della Prefettura fu situata a Palazzo dei Conti Ottolenghi in corso Alfieri, prestigiosa ed elegante costruzione barocca. Il palazzo, di proprietà comunale, venne preso in affitto dalla provincia, per la somma simbolica di lire 1.
Nel 1958 l'Amministrazione provinciale deliberò la costruzione di un unico edificio per sistemare adeguatamente sia i propri uffici che il palazzo del Governo.
In data 8 ottobre 1961, alla presenza del Ministro dell'Interno On. Mario Scelba, ebbe luogo l'inaugurazione dello stabile nel quale la Prefettura si trasferì dal 1° gennaio 1962.
Il palazzo di stile moderno occupa un intero lato della piazza triangolare, dedicata al più illustre cittadino di Asti, Vittorio Alfieri, ha una superficie coperta di mq. 3.000 e conta 600 vani .
Lo stesso riveste particolare importanza in quanto oltre alla Provincia ospita la Prefettura e l'alloggio del Prefetto ed è sede di altri Uffici, quali il C.S.A , l'A.R.P.A, e l' U.T.E.A.

stemma della provincia

La provincia di Asti, i cui confini toccano le province di Cuneo, Alessandria, Torino e Savona ha una superficie complessiva di 1.511 Km2 e una popolazione di 210.512 abitanti suddivisi in 118 comuni con un altitudine s.l.m. da m 105 a m.759. Il comune capoluogo ha una popolazione di 73.399 abitanti. Altri comuni importanti sono Canelli, con 10.315 abitanti, Nizza Monferrato, con 10.038 abitanti, San Damiano d'Asti, con 8.154 abitanti e Costigliole d'Asti, con 5.5.938 abitanti. Gli altri hanno tutti una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. La stessa,contadina per eccellenza, produce grandi vini, offre magnifici paesaggi collinari e custodisce un notevole patrimonio storico, artistico e architettonico.
La città capoluogo, adagiata sulla sponda sinistra del Tanaro, alla confluenza col torrente Bòrbore, è una città d'arte tra le più belle del Piemonte.
Il settore industriale astigiano ha due connotazioni prevalenti: l'indotto vino e l'indotto auto.
Per il primo, l'impegno costante è quello di sostenere la produzione in un mercato estremamente competitivo. L'attenzione è sempre di più rivolta ai mercati esteri: l'export rappresenta circa 1/3 del fatturato ed il mantenimento e lo sviluppo di tale quota sono determinanti per l'economia provinciale.
Per quanto riguarda il secondo, la crisi del settore automobilistico incombe pesantemente sull'andamento economico della provincia. L'indotto auto rappresenta il comparto più rilevante dell'industria astigiana, sia a livello di numero di attività produttive che per il peso occupazionale, con la conseguenza di un'elevata dipendenza del settore dal polo industriale torinese e di una forte vulnerabilità rispetto all'andamento del mercato dei veicoli.

Nell'intera provincia, e soprattutto nella città capoluogo, si svolgono una serie di iniziative che coniugano l'esaltazione dei prodotti enogastronomici con una rivisitazione del passato.

palio Tra le più importanti manifestazioni è da annoverare la corsa del Palio; anche la rinascita di quest'ultimo fu merito di Buronzo , che si adoperò nel 1929 affinché esso venisse nuovamente disputato. Nel 1935 venne nuovamente soppresso, in quanto il regime aveva stabilito che la dizione di "Palio" spettasse soltanto alla corsa di Siena, mentre quella di Asti avrebbe dovuto accontentarsi di "certame cavalleresco".
Attualmente il Palio di Asti si corre nella centralissima piazza Alfieri che accoglie circa 10.00 spettatori, ed è preceduto da una sontuosa sfilata storica composta da milleduecento personaggi in costume medioevale.


 



sbandieratori Il Palio segna il clou del vivacissimo settembre astigiano ed è preceduto da una serie di manifestazioni culturali ed enogastronomiche quali la Douja d'Or, il Festival delle Sagre, il palio degli Sbandieratori e quello degli Scudieri, le cene propiziatorie, per concludersi poi con la fiera di arti e mercanti che trasforma un intero rione della città in una rievocazione di quadri di vita medioevale con botteghe di artigiani, mercanti, taverne e centinaia di figuranti in costume.


 


Ultima modifica il 15/03/2010 alle 15:32

 
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